mercoledì 5 agosto 2026

Muta completa o smanicata?

Dopo più di dieci anni di triathlon, ancora sorprende quanto una sola variabile possa cambiare completamente le sensazioni in acqua.

Per molti triatleti la muta completa rappresenta un vantaggio evidente: migliora il galleggiamento, riduce la resistenza e protegge maggiormente dal freddo. Ma non sempre ciò che funziona sulla carta produce lo stesso risultato su ogni atleta.

Per anni Alessio ha provato mute di ogni livello, dalle più economiche alle più performanti, senza ottenere un reale miglioramento rispetto al nuoto in piscina. Il problema principale era la resistenza percepita intorno alle spalle e alle braccia, che rendeva la bracciata meno naturale, meno ampia e meno efficace.

Il passaggio alla muta smanicata ha cambiato tutto: braccia più libere, maggiore fluidità del gesto e tempi finalmente coerenti con il vantaggio atteso dall’utilizzo della muta.

La letteratura scientifica non dice che la smanicata sia sempre superiore, ma conferma che la scelta dipende molto dalle caratteristiche individuali. La revisione sistematica di Gay et al. del 2022, che ha analizzato 26 studi, ha evidenziato come le mute migliorino generalmente la prestazione rispetto al costume, ma ha anche riportato, in alcuni test sui 400 e 800 metri, risultati leggermente migliori con la smanicata rispetto alla muta completa.

Gli studi di Perrier e Monteil hanno inoltre osservato, soprattutto nei nuotatori tecnicamente più efficienti, una maggiore velocità e una migliore lunghezza di bracciata con la muta smanicata. Un dato interessante perché suggerisce che la libertà della spalla possa permettere ad alcuni atleti di esprimere meglio il proprio gesto tecnico.

Gli studi più recenti di Lim et al., pubblicati nel 2023 e nel 2024, hanno però ridimensionato l’idea che la muta completa penalizzi necessariamente la muscolatura della spalla: non sono emerse differenze significative nell’attività muscolare tra full-sleeve e sleeveless. Dal punto di vista energetico, inoltre, entrambe sono risultate più economiche rispetto al nuoto senza muta.

La conclusione, quindi, non è che una sia migliore dell’altra.

La muta completa resta probabilmente più adatta in acqua fredda, sulle lunghe distanze e per chi necessita di maggiore sostegno e galleggiamento. La smanicata può invece rappresentare una soluzione molto efficace per chi soffre la costrizione sulle spalle, possiede una buona tecnica o cerca una bracciata più libera e naturale.

Attenzione... la muta migliore non è necessariamente neanche quella più costosa ma semplicemente, come sempre, quella che permette a ogni atleta di nuotare nel modo più efficace possibile.

(post scritto in collaborazione con Alessio Parisi)

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