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lunedì 4 maggio 2020

Fare della passione il proprio lavoro (e altre cazzate)


"Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua"
Dice Confucio.
Bravi, fate così - ammesso che abbiate la fortuna la capacità di poter scegliere il  vostro lavoro - e vedrete che due coglioni!
La "passione" deve essere uno sfogo che non potrà mai essere accostata al lavoro, neanche se questo vi piace da morire.
Il lavoro, per sua essenza, è finalizzato ad una utilità, ad un guadagno e queste cose non potranno mai essere totalmente sovrapponibili con una cosa che fate per mero piacere.
Naturalmente sto parlando anche e soprattutto del nostro sport, che è totalizzante.

Con il tempo ho imparato a guardare con sospetto chi pensa solo al lavoro, chi si vanta di lavorare 24 ore al giorno, chi pensa che le distrazioni dal lavoro siano una dimostrazione di inefficienza.
Ma non vorrei dilungarmi sulla pochezza di queste cazzate, dal momento che ho già visto decine e decine di persone mandare a rotoli la propria famiglia per seguire l'ambizione di essere "i migliori" nella propria professione.

Anche se lavorate con e per lo sport, sì proprio quello sport che amate alla follia, spete benissimo che capiteranno rotture di coglioni assurde, tra l'altro in orari e momenti della giornata improbabili.
E se lo sfogo del lavoro (che amate alla follia) è la vostra passione (quindi lo stesso lavoro), dove sta l'indispensabile piacere dell'inutilità?

Ora vi chiedo...
Del lavoro, che è utile, potreste farne mai a meno?
E del triathlon, che è inutile, potreste farne mai a meno?

Passaggio successivo...
Senza il vostro lavoro, come impieghereste il suo tempo?
E ancora, senza triathlon, come impieghereste il vostro tempo?

Se le due risposte combaciano, traete le vostre cosniderazioni...

martedì 31 ottobre 2017

Assumere un triatleta? Certo, soprattutto quando il datore di lavoro è un altro!


Ultimamente si vedono condivisioni in rete di qualche articolo di parla di come sia produttivo per un'azienda assumere un triatleta.
Sì, nel mondo dei sogni.
O l'articolo l'ha scritto qualcuno che ha un disperato bisogno di farsi assumere, oppure la realtà è ben diversa.
La società si sta indirizzando sempre più verso una direzione dove viene valorizzato maggiormente chi lavora tanto piuttosto di chi lavora bene.
Avere un dipendente che svolge un determinato lavoro in 6 ore (naturalmente in modo soddisfacente), viene sempre più spesso valutato in modo inferiore rispetto a chi per eseguire lo stesso lavoro impiegherà 12 ore, magari restando tutto il giorno in ufficio.
Perché per un manager, avere la disponibilità dei propri dipendenti, anche se inutile, è sinonimo di potere.
Non "farli andare" via troppo presto, perché magari può servire di fare una fotocopia alle otto di sera.
Certo, non tutti gli ambienti lavorativi sono così...
...ma provate un po' a dire al vostro capo di uscire prima perché allenandovi potrete rafforzare la vostra resilienza e capacità di prendere le decisioni giuste sotto pressione anche nell'ambiente professionale...
...oppure ad andare in ferie proprio nella settimana fondamentale per l'azienda, perché avete prenotato da un anno IronMan e volo a Taipei...
e poi fatemi sapere la risposta

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