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martedì 13 ottobre 2026

Il mio Triathlon Olimpico di Ostia 2026

Solitamente chiudo la mia stagione con un triathlon olimpico e quest'anno la cornice ideale è la mstorica gara del triathlon olimpico di Ostia.

Nonostante una seconda parte di stagione dove non ho potuto allenarmi con un volume adeguato, arrivo a questa gara in buone condizioni.

La seconda batteria di partenza (quest'anno ho pagato un basso rank per il poco nuemro di gare dell'anno precedente) che dovrebbe penalizzarmi, alla fine è il fatto che mi permette di ottenere una gara molto soddisfacente.

Grazie a un ottimo nuoto, riesco infatti a riportarmi sul gruppo centrale della prima batteria, partita un paio di minuti prima di me, sfruttando così un gruppo in bici sempre più numeroso giro dopo giro, che mi consente di gestire al meglio la fatica.

E infatti quando comincio a correre, le sensazioni sono buone da subito.

Non avendo tuttavia ancora dei ritmi velocissimi nelle gambe, imposto come al mio solito una corsa in progressione, e proprio quella progressione mi permettera di recuperare molte posizioni fino al secondo posto di categoria davanti per soli 3" al mio compagno di squadra Matteo DL, artefici di una altrettanto bellissima prestaizone!

Prestazione, tra l'altro, di tutto il Team Panda, non solo con il 5°posto assoluto (1° cat) di Giacomo e 2°post di cat. di Eleonora, ma con tutti i ragazzi presenti che fanno la forza di questa squadra: Matteo V.  e Paolo, con le loro eccellenti prestazioni penalizzata dalla partenza in 2^batteria, Stefano "Batman" sempre al servizio della squadra anche con il supporto del camper, Adriano alla sua seconda gara assoluta e il nostro Marco che piano piano si sta innamorando di tutte e tre le frazioni di questo meraviglioso sport!

Daje panda, daje tutti! 

 
 
 


 

 

 

lunedì 16 ottobre 2023

Il mio Triathlon (o meglio... duathlon) Olimpico di Ostia 2023

 

Mare con troppa corrente e triathlon trasformato in duathlon con distanza atipica: 7km di corsa, 28km di bici e 3km di corsa.

Sento alcuni amici arrivati per gareggiare che rinunciano a partire e per me, che sto a fine stagione con la testa già un po' in vacanza non è una gran motivazione...

Per quando si indossa il pettorale si cerca di onorare la gara per bene, anche se è un torneo di briscola e quindi mi presento determinato sulla linea di partenza.

Il duathlon penalizza anche le miei ambizioni di classifica, perchè il nuoto mi consente sempre di entrare in un bel gruppetto inziziale, ma nonostante questo esce una prima frazione al di sopra delle miei aspettative con 7km a 3'50" di passo.


In bici si forma un bel gruppetto ma ci sono troppi rilanci e cambi di ritmo che mi segano le gambe e decido di mollarlo perchè mi sto cuocendo per bene.

Mi fermo ad aspettare il gruppo seguente, ma arriva solo il mio amico Daniele.

"Ho le gambe lesse, non riesco a darte i cambi" gli di dico subito.

Ma Daniele tira da solo tutto il tempo e mi porta in T2 con un buon passo senza perdere troppo.


Nella corsa finale faccio un 'altro errore un po' da principiante...

Penso di non avere nessuno dietro e me la prendo comoda gestendo (decisamente troppo) il passo, ma ad un chilometro dalla fine mi riprende un po' di gente.

A quel punto vado in progressione che mi permette di riprendermi qualche posizione, con tanto di volata finale dove supero altre due persone.

In realtà, pensando di non essere competitivo con il duathlon non avevo minimamente considerato le posizioni, e scopro con la classifica finale di essere arrivato quarti di categoria, con il terzo ad appena due secondi.

Quantomeno me la sarei potuta giocare, ma per quest'anno va bene così.

E' stata una stagione agonistica molto impegnativa ed ora ho veramente bisogno di riposare un po', anche perchè il prossimo anno c'è già qualche obiettivo decisamente ambizioso.

Quindi, Strong, ora rilassati e goditi il meritato riposo.

lunedì 10 ottobre 2022

Il mio Triathlon Olimpico di Ostia 2022

 

Visto che la preprazione per l'IronMan è andata decisamente bene, sembra brutto non sfruttare la condizione anche per questi gare di fine ottobre.

L'occasione si presenta con il triathlon olimpico di Ostia, location sove si è svolta la prima gara di triathlon in Italia.

Temperatura dell'acqua alta e nuoto senza muta.

Nella prima parte fino alla boa c'è una fastidiosa corrente che mi obbliga a correggere più volte la traiettoria.

Capisco che sara una frazione impegnativa e penso di stare più indietro del solito ma al secondo giro, quando si sfoltisce il gruppo, vedo che invece sto messo in buona posizione, praticamente nel secondo gruppo di testa.


Dopo una rapida (strano) transizione, dopo un paio di chilometri si forma un bel gruppetto in bici di una decina di persone.

Inizialmente collaboriamo regolarmente, ma dopo il primo giro (di quattro) c'è un tizio con una gamba decisamente migliore di tutti noi che forza in continuazione il ritmo, con frustate ad ogni rilancio. Si fa fatica ad impostare dei cambi regolari, ma il ritmo è sostenuto e va bene un po' a tutti.


Nella seconda transizione risfodero la mia proverbiale cintura nera di lentezza: con le mani ancora sporche di vaselina non riesco a tirare il laccio elastico della scarpa... dopo 20 secondi di incazzatura decido di correre così... 


'sto cazzo! 

Il piede mi sciacqua nella scarpa...devo fermarmi ancora e finalmente riesco a stringerla... adesso posso cominciare a correre!

Decido da subito di impostare un andatura di controllo per andare in progressione nel corso della gara ed effettivamente mi riesce alla perfezione.

In pratica ogni chilometro aumento l'andatura: dopo metà gara comincio a recuperare alcuni che stavano nel mio gruppetto in bici che avevo perso nell'uscita della T2.


Mi ritrovo all'ultimo chilometro che sto correndo a 3'40... e chi cazzo lo avrebbe mai pensato in un olimpico di correre così, soprattutto dopo aver fatto una preprazione finalizzata ai due Ironman!

Chiudo 13° assoluto e 2° di categoria,  mica male, no?

Ora vediamo di campare di rendita un altro paio di settimane e poi si entra nella meritata off season...


 













martedì 27 settembre 2016

Il mio Triathlon Olimpico di Ostia: chiudiamo quest'anno e non se ne parla più

 



Niente, quest'anno non riesco a correre.
Me ne sono fatta una ragione, d'altronde non si può stare sempre sul pezzo.
L'anno scorso correvo la Maratona sotto le tre ore e gli olimpici a 4'.
Adesso ho fatto una 10km in 42' e ieri ho corso l'olimpico a 4'45".



Che il nuoto era andato anche bene.
Grazie a Lucaone (che a un mese dal suo primo IronMan trova la voglia di correre alla grande e chiudere secondo assoluto) e Bruvio che mi prestano i loro occhialetti da nuoto che avevo scordato.
Niente di che ma già il fatto di nuotare senza muta mi piaceva e comunque tiro giù una discreta frazione.

T1 lunghissima. Si esce dall'acqua e si attraversa la strada su un ponte sopraelevato costruito per l'occasione.
Uno sforzo organizzativo che ha dato qualità ad una gara già ben strutturata.
In bici  sensazioni sono buone e faccio subito gruppetto con un paio di persone.
Dopo un po', come immaginavo, arriva da dietro Rogerio "cabra da peste".
Un treno.
Con tanti vagoni a ruota.
Mi accodo, mi metto a ruota e viaggiamo ad andatura altissima.
Rogerio è un personaggio eccezionale, sempre di buon umore e consapevole della sua forza in bici non chiede neanche cambi sorbendosi il carico da solo.


Dopo due giri (di quattro) do un sorso alla borraccia e mentre mi riabbasso sul manubrio sento la bici che mi rimbalza.
Ruota sgonfissima.
Porca puttana.
Non riesco neanche a stare a ruota e piano piano mi defilo pensando di ritirarmi appena arrivo al passaggio in zona cambio.
Invece mi riprende un gruppone numerosissimo e vedo che anche con la ruota a terra riesco a tenerlo... che faccio? Sarebbero una quindicina di km da fare così...vabbè proviamo, se la vedo brutta mi fermo.
Sul rettilineo non ho problemi ma ad ogni curva o rilancio faccio fatica a rimanere in equilibrio.
Finalmente termino la frazione (ed è già una vittoria), rispolvero per la prima volta quest'anno il cappello da panda e comincio a correre.



Insomma, correre è una parola grossa, ma perlomeno non ho la sensazione di macigno addosso che mi accompagnava nelle ultime uscite.
Mi accontento di andare costante senza fare danni.
All'ultimo giro un ragazzo mi affianca e forzando il ritmo mi chiede se sono anche io in categoria S4.
Fratello, se pensi di salire sul podio con questi tempi hai sbagliato giornata e gara...
Vado a tagliare il traguardo non entusiasta ma consapevole che piano piano ricomincia a girare qualcosa e chiudiamo 'sto cazzo di anno.

In realtà non sarebbe neanche l'ultima gara della stagione, perché vorrei provare a fare anche l'olimpico di Sabaudia di fine ottobre.
Forse.
Se mi va.
Vedremo.

lunedì 13 gennaio 2014

Trofeo Lidense 2014: 15km a tutta.

Ultimo chilometro tirato alla morte... ma sempre con stile (eccheccazzo!)

L'obiettivo era tanto chiaro quanto terrificante.
Tenere il ritmo della gara che ho fatto domenica scorsa (10km, con personal best, quindi tirata fino alla morte) per 15km: cinque in più del mio limite.
Bella storia eh?
Vabbè, vediamo che viene fuori, e vediamo soprattutto a quale chilometro scoppierò.
Parto facendo la solita cazzata infilandomi a metà gruppo.
Il primo chilometro passa tra ritmodi passeggiata e strappi improvvisi appena si apre qualche spiraglio.
Da secondo chilometro mi metto sul mio passo.
Il percorso è quasi completamente pianeggiante e mi aiuta ad avere un passo regolare.
Via così.
A metà gara riprendo Claudiano e Grisù, avremmo dovuto farla insieme, ma loro sono riusciti a partire un po' più avanti.
Si staccano di qualche metro ma restano lì.
All'ottavo la fatica comincia a sentirsi ed il chilometro leggermente sterrato non aiuta.
Passo al decimo chilometro in 39'50".
A parte domenica scorsa, sarebbe stato il mio personale sui 10km.
Lo sforzo ora è notevole.
Cerco di rimanere aggrappato a tre ragazzi della Roma Triathlon ma al 12° decido di rallentare qualche secondo per paura di saltare di brutto.
Faccio un paio di chilometri respirando un po'.
L'ultimo  naturalmente provo a riallungare ma la brillantezza non c'è.
Come a Vellunga sul rettilineo finale c'è Lucaone, anche oggi bravissimo 16° assoluto, che mi strilla di andare sotto l'ora.
Ma oggi è impossibile.
1h00'16" e va bene così.
15km a poco più di 4' al km non mi li sarei mai sognati.
E cresce la consapevolezza che se imparo a correre può uscire una bella stagione di triathlon!

Clicca qui per la classifica completa.

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