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lunedì 30 novembre 2020

Il triathlon come il baseball?

Uno dei miei film preferiti in assoluto è MoneyBall.

Billy Beane, interpretato magistralmente da Brad Pitt,  General Manager degli Oakland's Athletics, viene convinto da un giovane studente di Yale ad affidarsi, per la valutazione dei giocatori, non su parametri soggettivi, ma esclusivamente sulla sabermetrica.

 

E' un approccio che mi piace tantissimo e mi piacerebbe applicare al triathlon.

Credetemi, mi piacerebbe davvero.

Ma non posso.

Al contrario di quanto possa far pensare, mi piace analizzare i dati degli allenamenti, ma al contrario della maggiorparte degli allenatori, do loro un'importanza assai marginale.

Il triathlon (purtroppo o per fortuna) non è il baseball.

In questo aspetto il mio approccio si avvicina molto di più al metodo dell'Agente Speciale Dale Cooper in Twin Peaks...


Esperienza professionale, tecnica deduttiva, metodo tibetano, istinto, fortuna e un procedimento che in mancanza di parole più adatte... chiameremo magico!

Ecco, quando nei corsi vi dicono di evitare ciarlatani e stregoni, probabilmente si stanno riferendo esattamente a me!


lunedì 2 novembre 2020

Cosa cercano i triatleti da un allenatore?

 

Spesso gli allenatore si chiedono cosa possono offrire agli atleti (quelli che allenano e le potenziali nuove entrate).

Ma cosa cercano gli atleti di triathlon in un allenatore?

Così ho creato un sondaggio che mi ha permesso, grazie anche all'aiuto di molti altri amici alleanatori, di avere un'idea realistica e attuale delle caratteristiche richieste in un coach.

Le caratteristiche individuate inizialmente sono 20, suddivide in 5 macro-aeree, ciascuna dunque composta da 4 categorie, ovvero:

COMPETENZE TECNICHE
LIVELLO TECNICO FITRI
IRONMAN CERTIFIED
COMPETENZE PARALLELE (Nutrizione, Fisioterapia, Potenziamento...)
EX ATLETA DI ALTO LIVELLO

COMPETENZE METODOLOGICHE
PIANIFICAZIONE ANNUALE
ALLENAMENTI SUL CAMPO
ORGANIZZAZIONE DI EVENTI (clinic, training camp, stages)
PROGRAMMAZIONI DIVERSIFICATE (tradizionale, inversa, polarizzata, a blocchi…)

COMPETENZE DI COMUNICAZIONE
UTILIZZO DI PORTALI DI ALLENAMENTO (Training Peaks ecc..)
COMUNICAZIONE DIRETTA (whatsapp, email, telefono)
SITO WEB CON MATERIALE/RISORSE
VISIBILITA' SOCIAL (YouTube, Instagram…)

COMPETENZE EMOTIVE
EMPATIA
ASPETTO MOTIVAZIONALE
ETICA
IL COACH PRATICHI O ABBIA PRATICATO LO STESSO SPORT CHE INSEGNA

COMPETENZE VARIE
IMMAGINE (reputazione, aspetto fisico)
SESSO
ASPETTO ECONOMICO
CONOSCENZA LINGUE ESTERE

A 70 atleti amatoriali (non distinti per età o sesso o livello atletico) è stato chiesto di dare un valore da 1(minimo) a 10(massimo) a ciascuna di queste caratteristiche e questi sono i risultati che ne sono derivati.

ANALISI.
La prima cosa che risalta, in maniera sorprendente, è la poca importanza che assume la competenza tecnica, nel complesso la macroarea penultima per importanza richiesta in un coach.
Valori invece altissimi per le competenze emotive: in sostanza meglio avere un allenatore con il quale sia entra in empatia e che sappia ben motivare piuttosto che uno bravo con un bagaglio formativo alle spalle (naturalmente un aspetto non esclude l'altro, ma la priorità è bene definita).

Insufficienti come valori la richiesta che l'allenatore sia certificato IronMan o che sia stato un atleta di alto livello.

Gli aspetti metodologici hanno tutti un buon riscontro di importanza, così come le skills comunicative, con una menzione particolare per i contatti diretti via mail o telefono, aspetto che ottiene un valore di 9,1 di media!
Unico aspetto della comunicazione non valutato sufficientemente è la visibilità sui social di un allenatore.

Le caratteristiche residuali sono invece quelle ritenute meno importanti (aspetto economico e conoscenza delle lingue estere hanno una scarsa rilevanza), soprattutto la scelta di un coach in base al fatto che sia uomo o donna.

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