lunedì 1 settembre 2014

Zona Cambio #15



E’stata una  stagione agonistica lunga, per me e, immagino, per molti di voi.
A questo punto comincia ad arrivare la stanchezza e la voglia di tirare un po’ i remi in barca.
Per molti però c’è ancora un ultimo grande impegno sportivo: la classica “gara importante” della seconda parte di stagione.
Chi vuole togliersi un’ultima soddisfazione dopo una grande annata, chi vuole provare a prendersi una rivincita su una stagione sfortunata e chi vuole finalizzare nel migliore dei modi, magari a Kona…, quanto faticosamente sudato.
 Abbiamo ancora un ultimo sprint da fare.
Non mollate perché poi arriva l’inverno, quando le gare sono lontane e bisogna far finta di essere podisti, sciatori, ciclocrossisti o bikers per lenire l’assenza di fare tutte e tre le cose insieme.
Quale sarà il vostro ultimo Everest?
Scrivetecelo, raccontatecelo, mandateci le vostre foto.
Dice che condividere la fatica con gli altri serve pure a soffrire di meno in gara...

giovedì 28 agosto 2014

Gente che si incontra in Zona Cambio [il potenziale campione]



Di solito il suo cavallo di battaglia è "lo potrei fare tranquillamente" (più raramente potreste sentire anche "potrei farlo con buoni risultati", soprattutto se il tizio crede di avere ha discrete qualità in UNA delle tre discipline), affrettandosi però a lamentare:

  • peccato che c'è il nuoto
  • peccato che non ho la bici
  • peccato che quando corro mi fa male la schiena
  • non ho tempo (io invece non ho un cazzo da fare tutto il giorno e mi alzo alle 5 di mattina per nuotare perché me l'ha detto il dottore...)
Sul triathlon però conosce solo quali sono le tre discipline, ignorando distanze e, soprattutto, le regole.
Quando vi incontra si sente quasi obbligato a raccontarvi i suoi progressi e record nell'unica disciplina che pratica, sbrigandosi ad aggiungere che col tempo a disposizione che ha già è tanto che riesce a fare quello.

Ogni volta, tutte le volte, vi richiederà le distanze di un triathlon sprint.
"Ah beh, 5km a 3'50" non è un problema per me, me ne metterei parecchi dietro..."

Ma non ha mai corso 5 metri dopo una pedalata.

lunedì 25 agosto 2014

Ritornato con strane idee in testa...


Francoforte finalmente è smaltita.
Ho ritrovato la voglia di faticare (certo a ritmi non più brillanti) e la gioia di divertirmi, soprattutto in bici.
Ho abbandonato i lunghi piattoni dove spingere la bici da crono, ho rispolverato la bici da corsa girando tutti i paesetti arroccati lungo la valle dell'Aniene.
Il modo migliore per rigenerarsi.
Per questioni "climatiche", ho invertito gli allenamenti: corsa la mattina prima del lavoro e nuoto in piscina aperta da 50 (non finisce mai!) di pomeriggio.
Con enorme sorpresa, ho scoperto che si può correre anche la mattina presto.
(Posso fare di tutto alle 5 di mattina, nuotare e pedalare ma non riuscivo mai a muovermi decentemente di corsa...)

Il mio finale di stagione mi vedrà presente in queste gare:
 1) Rome by Night (mezzamaratona in notturna), 29 agosto
2) Triathlon sprint di Montefiascone, 7 settembre
3) Corsa delle 3 Ville, 10km nella mia Tivoli, 14 settembre
4) Elbaman 73, terzo ed ultimo grande obiettivo stagionale,  28 settembre
5) Forse, se riusciamo ad organizzare una trasferta, campionati italiani a squadre a Riccione, 4 ottobre
6) 8x8 a Saracinesco, un classico evento "segreto" organizzato da Zona Cambio (vediamo se il 12 o il 26 ottobre)
7) Triathlon Sprint Santa Marinella, 19 ottobre

E poi tante tante idee, molte delle quali ancora fumose, per la prossima stagione.
Innanzitutto l'idea mettermi in gioco come coach, anche di me stesso, spinto dall'entusiasmo di mettere in pratica tutto quanto imparato in questi 5 anni di triathlon.
E la riscoperta della natura come stimolo per gli allenamenti, quindi trail, cross, tante escursioni con la famiglia nel "giorno di riposo" e forse ma forse forse forse, mountain bike...

Programmi agonistici per la prossima stagione?
Vabbè ancora non finisce questa ma vi dico cosa mi gira in testa...
Dopo aver rimuginato e cambiato idea almeno trenta  volte nell'ultimo mese, la conclusione alla quale sono dovrei essere arrivato è questa: se faranno il primo IronMan Italy  non posso mancare, altrimenti saltiamo un anno di full distance e vado giù di 70.3 a manetta.

Dunque, c'è da aspettare ancora un po'.
Fretta non ce n'è.

lunedì 14 luglio 2014

Cosa rimane di Francoforte


Gareggiare con un pettorale così è una responsabilità...


I pezzi ci sono tutti... ora proviamo a rimontarla (grazie anche a Luigi)

Il giorno prima della gara... che non te lo fai un piatto de cozze?

Con Luigi "Magic", distanti tanti chilometri, ma ogni volta che ci vediamo è come se lo incontrassi ogni giorno

Sulla navetta a posare la bici
Master, gli voglio talmente bene che farsi battere da lui è quasi un piacere...

Raro momento di turimo
Cena con Piastrella a "La Paninoteca" con extra razione di parmigiano e foto motivazionale...

Prepariamo la bici per il giro di ricognizione
Sabato sera, ore 22:00, sono calmissimo...

Domenica mattina ore 5:00, andiamo a sistemare la zona cambio.

Abbracci prima della partenza






mercoledì 9 luglio 2014

Il mio IronMan Frankfurt 2014


Mentre stai al 30°km della Maratona finale vorresti essere in qualsiasi altro posto del mondo.
Ti maledici per questa passione che ti sei scelto.
Rimpiangi ogni singolo passo che schiacci su quell'asfalto infinito.
Poi in quegli ultimi 200 metri hai una forza che correresti dall'altra parte del mondo.
Ed un'ora dopo stai già pensando a dove ripetere questa stronzata per l'anno successivo.

Immerso fino alle ginocchia del Waldsee sono calmissimo, come sempre.
Il giorno prima ho riposato bene e sono anche riuscito a dormire abbastanza presto.
Dolori e doloretti degli ultimi giorni sono spariti.
Tutto è pronto per una grande gara.
Comincio a nuotare nella solita confusione, difficile impostare la bracciata.
Dopo la prima boa si nuota con il sole in faccia e nuoto completamente "alla cieca".
Quando si torna indietro finalmente il gruppo è anche sparpagliato e comincio a spingere.
Uscita "all'australiana" e ne approfitto per sistemare occhialetti e cuffia, subito in acqua e riprendo a spingere.
Negli ultimi 200mt, capisco di essermi risparmiato un po' troppo ed aumento ancora.
Esco dall'acqua in 1h05, un po' peggio dell'anno scorso ma 3' di scarto ci possono anche stare.
Questa volta non dormo in zona cambio e sono subito in bici.

La media, favorita dal percorso iniziale in discesa, è subito altissima.
Controllo subito il battito, non vorrei esagerare, e mi stabilizzo su un'andatura comoda ma con la media costantemente sopra i 33/34kmh.
La prima parte del percorso è stupenda.
La folla nei paesetti dentro la foresta è sempre rumorosa e quando si affronta "the hell", l'inferno di pavé, sembra quasi di essere alla Parigi-Roubaix.
Nella seconda parte del percorso, però, si alza un fortissimo vento contrario.
Non ci sono pendenze ma si fa fatica a spingere, soprattutto se si è onesti e non ci si mette in scia.  
Decido di non bollirmi le gambe e continuare a gestire l'andatura.
Forse, anche qui, troppo.
Secondo giro identico al primo.
Facile di testa e di gambe la prima metà e sofferta la seconda.
Verso la fine mi supera Master.
Sempre un piacere incrociare gli amici in gara, anche se è un "rivale".
Dopo avermi detto che forse ha spinto un po' troppo ci diamo "appuntamento" sul percorso della maratona.
L'ultima asperità, la Heartbrek Hill, è uno spettacolo.
Si sale immersi da due ali di folla.
Entro in zona cambio in 5h43'.
Avrei sperato qualcosa di meglio, ma sono comunque soddisfatto di aver risparmiato un po' di gamba.
Con una maratona sotto le 4 ore chiuderei la gara sotto le 11.

Il tempo di fermarmi un minuto al bagno e comincio subito a correre alla grande.
Il passo è costante a 5' al km.
Proseguo così per 10km, fermandomi a bere acqua, coca e gel ad ogni ristoro.
Dopo il primo giro riprendo Master.
Lo incito a venire con me ma dice che vuole continuare al suo passo.
Al 15° mi passa in bici un tizio dell'organizzazione che si complimenta per come sto correndo bene in spinta.
Non ci voglio neanche credere.
Penso subito a coach Diego, che tanto ha lavorato per cercare di farmi correre decentemente!
Sto benissimo senza sentire un briciolo di fatica.
Secondo giro e secondo braccialetto, i chilometri adesso sono 20.
Al 25° però, mi si presenta il conto.
E che conto.
La stanchezza naturale dopo 10 ore di gara viene amplificata dal caldo asfissiante.
Sono completamente disidratato e non riesco a rinfrescarmi.
Ad ogni ristoro mi svuoto tre bicchieri di acqua gelata sulla testa e faccio 500mt con una spugnetta zuppa sulla fronte ed una sul collo.
Inutile.
Dopo 30 secondi sono già bollente.
Il cuore sta a mille.
E qui prendo coscienza di non poter fare più il tempone.
Rallento, incessantemente, passo dopo passo.
Se non avessi fatto così neanche sarei arrivato.
Mi ripassa Master.
"Se non vieni con me ti prendo a calci in culo" mi strilla.
Ma non posso aumentare.
E va bene così.
L'ultimo giro è uno strazio.
Cotto dal sole e dalla stanchezza penso solo di arrivare al traguardo.
Che prima o poi, alla fine, arriva.
Eccome se arriva!
Entro nella passerella finale oasannato da un pubblico stupendo.
Sono frastornato da urla e braccia allungate a darmi il cinque.
Nella confusione riesco a sentire però la voce di mia moglie che mi passa al volo il cappellino da Panda.
Quanto sia stata fondamentale in tutto il viaggio che mi ha portato a percorrere questi ultimi 50mt è impossibile riassumerlo in due righe.
In ogni bracciata, in ogni pedalata ed in ogni passo c'era la sua forza e quella dei nostri bimbi.
Ma non solo loro.
Ho sentito ogni singolo incitamento di tutte le persone che lontano da Francoforte stavano comunque seguendo la mia avventura.
Ho chiesto a tutti loro, a tutti voi, di strillare forte per incitarmi.
Ed in questo momento, mentre alzo le braccia al cielo, vi ho sentiti tutti.



































martedì 1 luglio 2014

Road to Frankfurt 2014

E' stata una stagione lunga.
Gli allenamenti, anche duri, mi sono scivolati addosso come l'acqua.
Sono arrivati bei risultati che mi avevano trasmesso un ottimismo ed un'euforia, forse, anche esagerati.
Poi è arrivato quest'ultimo mese.
Quello facile, secondo alcuni.
Per me e' stato un turbine di emozioni...
Il top della condizione prima dell'Ironman 70.3 di Pescara, la gara esaltante e lo straziante epilogo.
Il primo, inaspettato, podio (di categoria, non vi allarmate eh) la settimana dopo in uno sprint.
La ritrovata fiducia.
La caduta in bici che stava rovinando tutto.
Nonostante tutti mi dicevano che era un dolore passeggero, che per la gara avrei recuperato, io soffrivo ad ogni allenamento, ogni volta che poggiavo le chiappe sul sellino, ogni volta che muovevo un passo per correre, ogni volta che forzavo lo stile libero.
E non era nella mia testa il dolore.
Forse per quello o forse per la testa, le gambe non giravano più.
Negli ultimi tre giorni il dolore però è sparito.
Davvero, non come dicevo al coach per "paura" che mi desse qualcosa di più leggero...
Sono stronzo vero?
 Ma se state leggendo queste righe probabilmente lo siete quanto me ed avreste fatto la stessa cosa.
Con la fine del dolore, le gambe hanno ripreso subito a girare alla grande, come se non fosse successo niente.
A cinque giorni dalla gara sono pronto (cinque? Cazzo, così pochi!), non ho scuse.
Sono esaurito, stressato, nervoso...
Adesso ho solo voglia di cominciare a correre.
Datemi quel cazzo di lago, apritemi quelle  strade asfaltate, schiarite la gola e fatemi sentire le vostre urla.
Il Panda ancora non si è estinto!


domenica 29 giugno 2014

Best of the Month [Giugno 2014]


Triatletai del Mese
Fabian- Mazzetti - Steinwandter - Bonin


Album del Mese
"Seven Dials" Roddy Frame

Post del Mese
"Pro vs mia nonna" sul blog IronGian

mercoledì 25 giugno 2014

Gente che si incontra in Zona Cambio [il perifrastico]

Definizione della perifrastica attiva.
"E' una perifrasi che esprime l'imminenza di un'azione, l'intenzione di fare qualcosa e la predestinazione a compierla, vale a dire tutte quelle sfumature che sussistono in italiano con le circonlocuzioni «sto per», «mi accingo a», «sono sul punto di», «ho intenzione di», «sono destinato a», «sono in procinto di», ecc. "


C'è sempre qualche personaggio, nella vostra schiera di conoscenze, vagamente sportivo ma totalmente estraneo al mondo del triathlon, che cerca di carpire quante più informazioni sul mondo della triplice.


Dopo avervi chiesto il classico "me fai 'na tabella?" (badate bene, solo aver chiesto, in realtà non la vuole e non gliene frega niente, è un altro modo per acquisire informazioni su come-quanto-dove-perché ci si allena), è pronto per esordire.
"Sto per esordire"
"Mi accingo ad esordire"
"Sono sul punto di esordire"
"Ho intenzione di esordire"
"Sono destinato ad esordire"
"Sono in procinto di esordire"


A differenza del "Potenziale Campione", altro personaggio che analizzeremo a breve, non adduce scuse plausibili per il mancato esordio.
Lui HA DETTO che vuole fare triathlon.
Soprattutto nel posto dove lavora, dove solo per AVER DETTO che vorrebbe fare triathlon, è entrato in quel vortice di "ma tu sei matto!" - "ammazza che bravo!" - "ma tutto di seguito?" - che lo rende già eroico...
...agli occhi di attempate colleghe appassionate di cucito e svogliati colleghi sull'orlo della pensione.


Ma state tranquilli.
Il perifrastico, in zona cambio, non lo vedrete mai.

lunedì 23 giugno 2014

Che ne dice mia madre [la lastra]


"Come va la schiena dopo la caduta in bici?"
"Beh, oggi è il primo giorno che NON sento dolore..."
"Ah, non sarà il caso di farti una lastra?"












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