martedì 22 aprile 2014

Postulato sui bagordi alimentari pasquali del triatleta

« Durante le feste Pasquali ho messo su almeno due chili. 
Non ho alcun problema a perdere un paio di chili, tranne quando SO che devo perderli »

venerdì 18 aprile 2014

Panda Weekly #1

PANDA WEEKLY #1

London Marathon, Phelps, Roubaix & Lance

Comincia oggi una nuova rubrichetta settimanale, solitamente di venerdì, che tratterà nella solita manienra seriosa, tecnica  ed assolutamente competente, gli avvenimenti di nuoto, bici e corsa che hanno maggiormente destato la mia attenzione, magari coinvolgendovi sulle vostre opinioni.

Domenica scorsa c'è stata la Maratona di Londra, definita da tutti come la maratona del secolo, vista la presenza di tante stelle.
In realtà è stata una gara abbastanza noiosa, e la più grande attesa, quella del debutto di Mo Farah sulla distanza si è rivelata una mezza delusione.
Sempre esordio sulla distanza della campionessa Etiope Dibaba che probabilmente ha perso una gara per essersi fermata a raccogliere una borraccia che le era caduta al rifornimento degli ultimi chilometri.
Però magari se la lasciava lì non reintegrava abbastanza e perdeva lo stesso...
Voi che avreste fatto?

Notizia invece degli ultimi giorni è del presentu ritorno all'agonismo di Michelino Phelps.
E dire che neanche a golf se la stava cavando così male...



E' evidente che tutte le domande sono incentrate sul fatto se possa effettivamente tornare a livelli altissimi.
Tanto più che l'ultimo che c'ha provato, e non era uno qualunque ma Mr. Torpedo Thorpe, non si è neppure qualificato per le Olimpiadi.
Per quanto mi riguarda, il rischio di farlo tornare con una figura di merda vale la candela di rivederlo nuotare a Rio.
Secondo voi fa bene a tornare?



Sul ciclismo impossibile non parlare della Parigi-Roubaix.
Tanti campioni presenti, tutti lì per vincere, sia quelli in forma (Cancellara, Van Avermaet, Sagan...) sia quelli non proprio al top (Wigging e Boonen).
Qui la corsa è stata davvero appassionante (vabbè credo non esista una Roubaix non coinvolgente) e dopo 265 anni si stava assistendo nuovamente ad un finale con un gruppone di 11 persone.
Dopo 26 scatti di Boones, alla fine l'olandese Tepstra, grazie proprio al compagno di squadra Tom Boonen e Stybar (che era il mio favorito), se ne va in fuga ed arriva solitario.
Ha messo anche la traccia della sua gara su Strava, adesso provate a togliergli il KOM sul pavé del Carrefour...
La regia poi sin scorda l'arrivo degli altri 10 ed inquadra il gruppo dei ritardatari.
Da bocciare totalmente.
Da parte mia, naturalmente non potevo esimermi da fare anche la mia personalissima Parigi-Roubaix...

Infine, Lance dopo tutte le infinite polemiche (pare che in gran segreto abbia fatto i nomi di tutte le persone coinvolte nel carrozzone doping), si prende in giro spiegandoci come riparare una foratura.
Dite quello che vi pare, sarà pure un gran fijo de 'na mignotta, ma 'sto tizio a me sta proprio simpatico!



mercoledì 16 aprile 2014

La fottuta grandinata che mi bruciato l'iPhone

 
 
Alle 2, quando sono uscito dall'ufficio, mica pioveva.
Anzi, c'era pure il sole.
E manco minacciava.
Tutto tranquillo fino a Guidonia, più o meno a metà strada dei 40km che seprano l'ufficio da casa.
Poi ho visto un lampo che ha bruciato un albero sotto Montecelio, a pochi chilometri di distanza da dove stavo pedalando.
Qui è meglio che muovo le chiappe.
Comincia a diluviare.
Certo, non è la prima sgrullata che prendo e non sarà l'ultima, però tira pure un fortissimo vento contrario e si fa fatica proprio a muoversi.
Incrocio un ciclista che mi strilla "Non andare da quella parte che c'è la grandine!!!"
Vabbè per tornare a casa allora prendo il giro largo per Firenze?
Quando sono zuppo mi ricordo che avevo il telefono nelle tasche posteriori.
Cazzo.
Lo tolgo e lo metto subito nel porta-attrezzi di plastica.
Sembra ancora acceso.
Per sbrigarmi e per cercare di riscaldarmi pedalo il più velocemente possibile e per accorciare il percorso decido di fare la "salitella" di Quintiliolo.
Non smette un attimo.
Quando arrivo a casa sono zuppo e ghiacciato.
Per riprendere la sensibilità ai piedi ci vogliono 35 minuti di doccia bollente.
Vabbè, poco male, penso, almeno il telefono si è salvato.
Lo vado a prendere e vedo lo schermo nero, una pallida mela Apple sullo sfondo e delle scritte minuscole che ripetono codici e parole incomprensibili dalle quali si capisce solo...

error error error error error...

venerdì 11 aprile 2014

Lucaone al Varano Lake Tri


 
...dal diario segreto di Lucaone

Lo scorso autunno sull' onda motivazionale di una stagione sopra ogni aspettativa convinco Max e ci iscriviamo ad un medio per settembre 2014.
Tutto facile, lui ogni giorno mi maledice e mi ricorda che ce l' avrò sulla coscienza e che tanto erediterò solo debiti.
Io rispondo( anche a me stesso) che manca un anno di allenamenti e che andremo lì in vacanza.
Siamo ad aprile e settembre è ancora lontano.
In piu mi hanno posticipato i concorsi per la specializzazione ad ottobre e quindi tutti i buoni propositi di allungare le distanze vanno a monte.

Qualche giorno fa, la svolta.
Mentre pedalavo con Strong sulla salaria, quello che pensavo fosse un mio amico mi dà una frustata come il perggiore dei fantini senza scrupoli al suo destriero.

Strong: Lu ma se ti iscriviamo a Varano?
Io: figo lo sprint il sabato!
Strong: se vuoi puoi fare ANCHE quello. Fontana l' anno scorso....
Io: ?????
Ringrazio e cambio discorso.

Saluto Strong e torno verso casa pensando a tutte le storie che ho sentito sulla gara di Varano...
...debutti, sfide, suonate, il trofeo master37 e mille emozioni vissute di riflesso dai racconti dei partecipanti.
Arrivo a casa, stoppo il Garmin ma non lo spengo (95 km), porto  la bici su e senza volerlo mi metto le scarpe da corsa e esco per un combinato...
 
8 km tirati + 2 def.

Ok, sono iscritto al mio primo triathlon medio.
Sono emozionato e mentre visualizzo l' immagine di me che aggancio la bici alla rastrelliera e comincio a correre una mezza il cuore sembra smettere di battere per qualche istante...
Pensavo di avere un amico e mi ritrovo con un manager-motivatore che mi vuole morto.

Zona Cambio mi ha scelto per rappresentarla al VARANO LAKE TRI 113k, io mi faro trovare pronto per fine giugno.

 

mercoledì 9 aprile 2014

L'estetica delle compression (parte II)


Abbiamo già parlato dell'opportunità o no di utilizzare le calze compression in gara, arrivando alla conclusione che, se siete triatleti, DOVETE, utilizzarle.

Assodato questo punto, naturalmente la ricerca per il prodotto migliore va effettuata a prescindere da marca, dal livello di compressione o dall'efficacia, ma escusivamente sul fattore estetico.

Quando sono andato a ritirare il mio pettorale per la Maratona di Roma, non ero partito con l'intenzione di comprare qualcosa agli stand espositivi.
Poi però mi è caduto l'occhio su un rivenditore di calze a compressione, che comunque avrei dovuto comprare.
Mi fa vedere i due modelli , spiegandomi che la differenza tra modello base e quello elite non è sulla qualità della compressione, che è la medesima, ma su alcuni fattori minori come la traspirabilità...

"No vabbè, se è solo quello prendo il modello base" dico...
"Certo, alla fine come le dicevo la differenza è praticamente nulla..."
E mi fa vedere i vari colori...
L'occhio mi cade naturalmente su un colore spettacolare.
Nero con le bande gialle.
In pratica sembrano le calze ufficiali di Zona Cambio.
Devo averle assolutamente.
"Veramente di questo colore esiste solo il modello elite!"
Non ho avuto la faccia di dirle che cambiavo idea solo per un fattore estetico.
"Mah... veramente, visto che faccio triathlon, stavo pensando che la traspirabilità possa essere importante..."

Secondo voi c'ha creduto?


 

lunedì 7 aprile 2014

Domenica di full immersion ciclistica


 
Domenica, giorno di riposo e sveglia alle 6.
Oggi si pedala in gruppone, tutti o quasi con bici da crono.
La parte difficile dovrebbe essere incontrarci, visto che siamo in 6 con 8 appuntamenti diversi.
Alle 7:15 in perfetto orario, mi incrocio con Piastrella sulla Maremmana (che per non so quale motivo lui chiama Polense).
Da lì ci dirigiamo verso Tor Vergata ed in attesa degli altri giriamo come criceti su un circuito.
In realtà noto che quel circuito è un luogo di pellegrinaggio di una moltitudine di ciclisti, ma io sono uomo di collina ed a queste bassi livelli altimetrici non mi ero mai spinto...
Neanche avessimo il cronometro sincronizzato ci incrociamo perfettamente con IronManzi, Sberi e Trillo (urge trovargli il soprannome), un ragazzo spagnolo che sta studiano a Roma .
Saliamo verso i Castelli, non l'ideale con la bici da crono ma un po' di salita non guasta...
...a quelli forti, io e Manzik arranchiamo dietro.
Prima di cominciare finalmente a scendere chiudiamo anche l'ultimo appuntamento, incrociando Frecciasarda che sale dalla "Papalina".
Adesso si spinge parecchio in discesa e pianura.
Strade mai fatte.
In una curva rallento un po' e perdo 10 metri dal trenino.
Non li recupero più fino alla fine del "segmento strava" a cui avevano puntato!
Dietro di me è rimasto solo Trillo, che però è l'unico senza bici da crono.
Nonostante sia un triatleta in gamba, appena ci ricompattiamo Frescciasarda lo bolla...
"E tu saresti quello forte? Ma vaffanculo va!"
E secondo me qua si è giocato la sua fetta di simpatia.
Prima di cominciare a separarci ci prendiamo un caffè e ci facciamo il selfie di rito.
Piano piano il gruppone si scompatta e quando rimango solo mi restano ancora 50/60km da fare, tra i quali la risalita verso Tivoli.
Ma per la prima volta alla fine di un lungo la gamba sta bene e continua a girare una bellezza!
Probabilmente l'ho salvata parecchio stando in scia... che dite mi imbuco pure a Francoforte in qualche gruppone?
 
Arrivato a casa, il tempo di mangiare qualcosa e poi...
...che non te le fai 3 ore di diretta su Eurosport per vederti il Giro delle Fiandre?
 
 


domenica 6 aprile 2014

Best of the Month [Marzo 2014]

Triatleta del Mese
Mauro Ciarrocchi

di Christian "Mac" Ferretti
 
Che dire dell'atleta del mese di marzo? C'è voluta una piccola pausa di riflessione, per cercare almeno di evitare il rischio di agiografia in vita. Non è facile infatti scrivere oggettivamente di un amico, e di uno dei tuoi (miei) miti sportivi, in compagnia di un Ame Bonfanti, tanto per circoscrivere il genere. Ma il punto è che anche ad essere oggettivi, il Maurone Ciarrocchi nazionale, di lui stiamo parlando, è uno dei grandissimi del triathlon italiano, indiscutibilmente. Uno da Hall of Fame, da impronta della scarpetta da corsa impressa nell'asfalto, se non fosse che sull'asfalto vola e non sembra neanche poggiare i piedi... Ecco, lo vedete? Affatto facile, vado subito in ipossia e parte il proclama!
Mauro Ciarrocchi, 50 e rotti anni dalla provincia della Leonessa, avrebbe potuto essere l'atleta del mese praticamente sempre, da quando esiste questa mia piccola rubrica. O magri, a mesi alterni, per adeguarmi alla sua filosofia di tentare la qualifica per Kona un anno sì e uno no. "Tentare" poi è riduttivo, perché a memoria non ricordo abbia mai fallito l'intento. Ultimo approccio in ordine di tempo, quello appunto che gli vale questo sempre più prestigioso titolo di atleta del mese,  vale a dire il secondo posto di categoria all'Ironman di Los Cabos, (dove ha colto la sua prima vittoria Daniel Fontana, inutile ricordarlo, e troppo facile da segnalare come atleta del mese), che significa fra l'altro 62mo assoluto, davanti ad atleti che potrebbero essere sui nipot... Ehm, cuginetti). Ma l'impresa relativamente recente per cui ancora oggi fa emozionare, è la vittoria assoluta all'Ultraman Uk, in Galles, una tre giorni massacrante su percorsi che di piatto avevano giusto l'acqua del lago Bala. Che si è vendicato della piattezza, presentandosi freschetto, con una temperatura sui 15 gradi. Al seguito, inossidabile "life manager", la mitica Ornella, compagna di vita e sostegno nelle fatiche, che non sono solo quelle delle gare, ma del quotidiano allenamento, secondo il noto schema delle tabelle "autistiche": migliaia di metri a nuoto, centinaia di km in bici, decine a piedi, dormire, ripetere. Semplice, no?
 Fautore delle lunghe distanze, per Mauro il triathlon è solo lungo e senza scia. Quella che può sembrare un'affermazione apodittica e alquanto tranchant, la dice lunga sul carattere, in senso lato, del Nostro, mentre sul carattere in senso stretto, nulla quaestio, è sempre amichevole e cordiale, e non è cosa scontata, nel nostro ambiente dove pascolano anche personaggi che con la metà dei suoi successi e anche meno, sembrano aggirarsi per le zone cambio come Obama in visita ufficiale.
 Tecnico e anima dell'Europa Sporting Club, sta da almeno un paio di anni, crescendo una nuova generazione di matti da legare, gente che ha trovato il proprio personale sistema di farsi male (in senso scherzoso, ovviamente), sopportando quegli allenamenti di cui dicevo, e che sta già producendo una buona serie di risultati, nelle varie categorie, ivi comprese qualfiche ai mondiali XTerra.
 Che altro dire? Beh, Mauro, me la sono guadagnata una coppetta di gelato, magari all'Elba (visto che non sarebbe la prima volta che in un paio di settimane mette in fila uno dei triathlon long distance più duri al mondo, e poi la finale mondiale delle Hawaii), in quella gara dove, tu mi hai insegnato, la farica è mentale, perché "dove c'è salita, poi c'è discesa"?

 
 
Album del Mese
 
 



 
 "Perche sì va a Francoforte" sul Blog "TRI FUN & LIFE di Luigi Orlando "Magic"
La miglior guida per chi si accinge ad affrontare il Campionato Europeo Ironman del 2014


 

venerdì 4 aprile 2014

Il futuro del Triathlon (parte II)




« Non so se devo preoccuparmi di più del fatto che XXX  (personaggio storico del mondo del triathlon italiano) parli di te alla gente o che  tu mi chieda chi sia XXX  »

- Roberto "Wolf" -

 

mercoledì 2 aprile 2014

Le vene del triatleta

 
« Strong, sei l'unico triatleta con le vene varicose non causate dalle bombe! »

- Piastrella -

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