mercoledì 16 aprile 2014

La fottuta grandinata che mi bruciato l'iPhone

 
 
Alle 2, quando sono uscito dall'ufficio, mica pioveva.
Anzi, c'era pure il sole.
E manco minacciava.
Tutto tranquillo fino a Guidonia, più o meno a metà strada dei 40km che seprano l'ufficio da casa.
Poi ho visto un lampo che ha bruciato un albero sotto Montecelio, a pochi chilometri di distanza da dove stavo pedalando.
Qui è meglio che muovo le chiappe.
Comincia a diluviare.
Certo, non è la prima sgrullata che prendo e non sarà l'ultima, però tira pure un fortissimo vento contrario e si fa fatica proprio a muoversi.
Incrocio un ciclista che mi strilla "Non andare da quella parte che c'è la grandine!!!"
Vabbè per tornare a casa allora prendo il giro largo per Firenze?
Quando sono zuppo mi ricordo che avevo il telefono nelle tasche posteriori.
Cazzo.
Lo tolgo e lo metto subito nel porta-attrezzi di plastica.
Sembra ancora acceso.
Per sbrigarmi e per cercare di riscaldarmi pedalo il più velocemente possibile e per accorciare il percorso decido di fare la "salitella" di Quintiliolo.
Non smette un attimo.
Quando arrivo a casa sono zuppo e ghiacciato.
Per riprendere la sensibilità ai piedi ci vogliono 35 minuti di doccia bollente.
Vabbè, poco male, penso, almeno il telefono si è salvato.
Lo vado a prendere e vedo lo schermo nero, una pallida mela Apple sullo sfondo e delle scritte minuscole che ripetono codici e parole incomprensibili dalle quali si capisce solo...

error error error error error...

venerdì 11 aprile 2014

Lucaone al Varano Lake Tri


 
...dal diario segreto di Lucaone

Lo scorso autunno sull' onda motivazionale di una stagione sopra ogni aspettativa convinco Max e ci iscriviamo ad un medio per settembre 2014.
Tutto facile, lui ogni giorno mi maledice e mi ricorda che ce l' avrò sulla coscienza e che tanto erediterò solo debiti.
Io rispondo( anche a me stesso) che manca un anno di allenamenti e che andremo lì in vacanza.
Siamo ad aprile e settembre è ancora lontano.
In piu mi hanno posticipato i concorsi per la specializzazione ad ottobre e quindi tutti i buoni propositi di allungare le distanze vanno a monte.

Qualche giorno fa, la svolta.
Mentre pedalavo con Strong sulla salaria, quello che pensavo fosse un mio amico mi dà una frustata come il perggiore dei fantini senza scrupoli al suo destriero.

Strong: Lu ma se ti iscriviamo a Varano?
Io: figo lo sprint il sabato!
Strong: se vuoi puoi fare ANCHE quello. Fontana l' anno scorso....
Io: ?????
Ringrazio e cambio discorso.

Saluto Strong e torno verso casa pensando a tutte le storie che ho sentito sulla gara di Varano...
...debutti, sfide, suonate, il trofeo master37 e mille emozioni vissute di riflesso dai racconti dei partecipanti.
Arrivo a casa, stoppo il Garmin ma non lo spengo (95 km), porto  la bici su e senza volerlo mi metto le scarpe da corsa e esco per un combinato...
 
8 km tirati + 2 def.

Ok, sono iscritto al mio primo triathlon medio.
Sono emozionato e mentre visualizzo l' immagine di me che aggancio la bici alla rastrelliera e comincio a correre una mezza il cuore sembra smettere di battere per qualche istante...
Pensavo di avere un amico e mi ritrovo con un manager-motivatore che mi vuole morto.

Zona Cambio mi ha scelto per rappresentarla al VARANO LAKE TRI 113k, io mi faro trovare pronto per fine giugno.

 

mercoledì 9 aprile 2014

L'estetica delle compression (parte II)


Abbiamo già parlato dell'opportunità o no di utilizzare le calze compression in gara, arrivando alla conclusione che, se siete triatleti, DOVETE, utilizzarle.

Assodato questo punto, naturalmente la ricerca per il prodotto migliore va effettuata a prescindere da marca, dal livello di compressione o dall'efficacia, ma escusivamente sul fattore estetico.

Quando sono andato a ritirare il mio pettorale per la Maratona di Roma, non ero partito con l'intenzione di comprare qualcosa agli stand espositivi.
Poi però mi è caduto l'occhio su un rivenditore di calze a compressione, che comunque avrei dovuto comprare.
Mi fa vedere i due modelli , spiegandomi che la differenza tra modello base e quello elite non è sulla qualità della compressione, che è la medesima, ma su alcuni fattori minori come la traspirabilità...

"No vabbè, se è solo quello prendo il modello base" dico...
"Certo, alla fine come le dicevo la differenza è praticamente nulla..."
E mi fa vedere i vari colori...
L'occhio mi cade naturalmente su un colore spettacolare.
Nero con le bande gialle.
In pratica sembrano le calze ufficiali di Zona Cambio.
Devo averle assolutamente.
"Veramente di questo colore esiste solo il modello elite!"
Non ho avuto la faccia di dirle che cambiavo idea solo per un fattore estetico.
"Mah... veramente, visto che faccio triathlon, stavo pensando che la traspirabilità possa essere importante..."

Secondo voi c'ha creduto?


 

lunedì 7 aprile 2014

Domenica di full immersion ciclistica


 
Domenica, giorno di riposo e sveglia alle 6.
Oggi si pedala in gruppone, tutti o quasi con bici da crono.
La parte difficile dovrebbe essere incontrarci, visto che siamo in 6 con 8 appuntamenti diversi.
Alle 7:15 in perfetto orario, mi incrocio con Piastrella sulla Maremmana (che per non so quale motivo lui chiama Polense).
Da lì ci dirigiamo verso Tor Vergata ed in attesa degli altri giriamo come criceti su un circuito.
In realtà noto che quel circuito è un luogo di pellegrinaggio di una moltitudine di ciclisti, ma io sono uomo di collina ed a queste bassi livelli altimetrici non mi ero mai spinto...
Neanche avessimo il cronometro sincronizzato ci incrociamo perfettamente con IronManzi, Sberi e Trillo (urge trovargli il soprannome), un ragazzo spagnolo che sta studiano a Roma .
Saliamo verso i Castelli, non l'ideale con la bici da crono ma un po' di salita non guasta...
...a quelli forti, io e Manzik arranchiamo dietro.
Prima di cominciare finalmente a scendere chiudiamo anche l'ultimo appuntamento, incrociando Frecciasarda che sale dalla "Papalina".
Adesso si spinge parecchio in discesa e pianura.
Strade mai fatte.
In una curva rallento un po' e perdo 10 metri dal trenino.
Non li recupero più fino alla fine del "segmento strava" a cui avevano puntato!
Dietro di me è rimasto solo Trillo, che però è l'unico senza bici da crono.
Nonostante sia un triatleta in gamba, appena ci ricompattiamo Frescciasarda lo bolla...
"E tu saresti quello forte? Ma vaffanculo va!"
E secondo me qua si è giocato la sua fetta di simpatia.
Prima di cominciare a separarci ci prendiamo un caffè e ci facciamo il selfie di rito.
Piano piano il gruppone si scompatta e quando rimango solo mi restano ancora 50/60km da fare, tra i quali la risalita verso Tivoli.
Ma per la prima volta alla fine di un lungo la gamba sta bene e continua a girare una bellezza!
Probabilmente l'ho salvata parecchio stando in scia... che dite mi imbuco pure a Francoforte in qualche gruppone?
 
Arrivato a casa, il tempo di mangiare qualcosa e poi...
...che non te le fai 3 ore di diretta su Eurosport per vederti il Giro delle Fiandre?
 
 


domenica 6 aprile 2014

Best of the Month [Marzo 2014]

Triatleta del Mese
Mauro Ciarrocchi

di Christian "Mac" Ferretti
 
Che dire dell'atleta del mese di marzo? C'è voluta una piccola pausa di riflessione, per cercare almeno di evitare il rischio di agiografia in vita. Non è facile infatti scrivere oggettivamente di un amico, e di uno dei tuoi (miei) miti sportivi, in compagnia di un Ame Bonfanti, tanto per circoscrivere il genere. Ma il punto è che anche ad essere oggettivi, il Maurone Ciarrocchi nazionale, di lui stiamo parlando, è uno dei grandissimi del triathlon italiano, indiscutibilmente. Uno da Hall of Fame, da impronta della scarpetta da corsa impressa nell'asfalto, se non fosse che sull'asfalto vola e non sembra neanche poggiare i piedi... Ecco, lo vedete? Affatto facile, vado subito in ipossia e parte il proclama!
Mauro Ciarrocchi, 50 e rotti anni dalla provincia della Leonessa, avrebbe potuto essere l'atleta del mese praticamente sempre, da quando esiste questa mia piccola rubrica. O magri, a mesi alterni, per adeguarmi alla sua filosofia di tentare la qualifica per Kona un anno sì e uno no. "Tentare" poi è riduttivo, perché a memoria non ricordo abbia mai fallito l'intento. Ultimo approccio in ordine di tempo, quello appunto che gli vale questo sempre più prestigioso titolo di atleta del mese,  vale a dire il secondo posto di categoria all'Ironman di Los Cabos, (dove ha colto la sua prima vittoria Daniel Fontana, inutile ricordarlo, e troppo facile da segnalare come atleta del mese), che significa fra l'altro 62mo assoluto, davanti ad atleti che potrebbero essere sui nipot... Ehm, cuginetti). Ma l'impresa relativamente recente per cui ancora oggi fa emozionare, è la vittoria assoluta all'Ultraman Uk, in Galles, una tre giorni massacrante su percorsi che di piatto avevano giusto l'acqua del lago Bala. Che si è vendicato della piattezza, presentandosi freschetto, con una temperatura sui 15 gradi. Al seguito, inossidabile "life manager", la mitica Ornella, compagna di vita e sostegno nelle fatiche, che non sono solo quelle delle gare, ma del quotidiano allenamento, secondo il noto schema delle tabelle "autistiche": migliaia di metri a nuoto, centinaia di km in bici, decine a piedi, dormire, ripetere. Semplice, no?
 Fautore delle lunghe distanze, per Mauro il triathlon è solo lungo e senza scia. Quella che può sembrare un'affermazione apodittica e alquanto tranchant, la dice lunga sul carattere, in senso lato, del Nostro, mentre sul carattere in senso stretto, nulla quaestio, è sempre amichevole e cordiale, e non è cosa scontata, nel nostro ambiente dove pascolano anche personaggi che con la metà dei suoi successi e anche meno, sembrano aggirarsi per le zone cambio come Obama in visita ufficiale.
 Tecnico e anima dell'Europa Sporting Club, sta da almeno un paio di anni, crescendo una nuova generazione di matti da legare, gente che ha trovato il proprio personale sistema di farsi male (in senso scherzoso, ovviamente), sopportando quegli allenamenti di cui dicevo, e che sta già producendo una buona serie di risultati, nelle varie categorie, ivi comprese qualfiche ai mondiali XTerra.
 Che altro dire? Beh, Mauro, me la sono guadagnata una coppetta di gelato, magari all'Elba (visto che non sarebbe la prima volta che in un paio di settimane mette in fila uno dei triathlon long distance più duri al mondo, e poi la finale mondiale delle Hawaii), in quella gara dove, tu mi hai insegnato, la farica è mentale, perché "dove c'è salita, poi c'è discesa"?

 
 
Album del Mese
 
 



 
 "Perche sì va a Francoforte" sul Blog "TRI FUN & LIFE di Luigi Orlando "Magic"
La miglior guida per chi si accinge ad affrontare il Campionato Europeo Ironman del 2014


 

venerdì 4 aprile 2014

Il futuro del Triathlon (parte II)




« Non so se devo preoccuparmi di più del fatto che XXX  (personaggio storico del mondo del triathlon italiano) parli di te alla gente o che  tu mi chieda chi sia XXX  »

- Roberto "Wolf" -

 

mercoledì 2 aprile 2014

Le vene del triatleta

 
« Strong, sei l'unico triatleta con le vene varicose non causate dalle bombe! »

- Piastrella -

lunedì 31 marzo 2014

Salaria Tour (feat. Piastrella e Sberi)


Sabato uscita con bici da crono, previsti 120km.
Special Guests Piastrella & Sberi, entrambi in assetto TT.
Il programma è di incrociarci sulla Tiburtina, tagliare per l'entroterra di Guidonia e Palombara e buttarci sulla Salaria per spingere sul piattone.
Subito una salitella di 3km...
Sberi mette il 52 ed allunga.
Piastrella si alza e gli va dietro.
Io reggo 200mt e vado fuori soglia.
Mi risiedo e vado su del mio passo, oggi sarà dura cazzo.
Ma per fortuna quella resta l'unica asperità di giornata, e sui piattoni mi metto rigorosamente a ruota beneficiando della loro scia.
Dopo 60km abbiamo 34kmh di media e non sto per niente affaticato...
Quasi quasi mi alleno per mettermi in scia a Francoforte...

Sul pezzo finale della Salaria faccio finta di tirare un po' anche io, ma 'sti stronzi me sgàmano subito che tiravo in un tratto pieno di semafori dove, con la scusa del rosso, avevo modo di rifiatare.
Salutiamo Sberi e con Piastrella ci infiliamo nel traffico capitolino.
Arrivati a Ponte Mammolo, dopo la foto di rito, mi separto anche da Marco.
Mi mancano una quarantina di chilometri, con la salita di Tivoli, per arrivare a casa.
Comincia ad arrivare un po' di stanchezza, ed il vento contro non mi aiuta.
Vado per prendere il gel ma non lo trovo più, probabilmente è saltato con qualche buca.
Vabbè, tiro avanti senza ammazzarmi e completo un buon allenamento ed una bella mattinata.
In settimana si dovrebbe replicare la cosa ma con più gente e, soprattutto, più chilometri...
...vediamo che ne uscirà...



 

venerdì 28 marzo 2014

Daje Panda!

Da oggi, grazie al mio amico Giustiano, ho un logo ufficiale...

 
...e mo chi me ferma più!
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