giovedì 22 febbraio 2018

Lo sport che non mente (la pista è mia amica)


Quando ero un podista alle prime armi mi esaltavo spesso per prestazioni su ripetute in base a quanto mi segnalava il mio gps.
Adesso mi vergono a dirlo (ok, ho detto anche di peggio), ma da pivellino usavo il gps per riferimenti sul passo addirittura in pista (che chissà perché sono sempre più generosi dei riferimenti metrici).
Ok, potete abbandonare la lettura...
...
...
...
...
...
...siete rimasti per sentire il resto, ok?
A riportarmi con i piedi sulla terra fu il buon Kipudda che bonariamente mi fece notare "usa sempre i riferimenti della pista, anche ogni 100mt, LA PISTA NON MENTE MAI"
Ed è crudamente la realtà.
Potete esaltarvi o deprimervi con i vostri allenamenti su strada, piste ciclabili, lungomare ecc..., ma se volete chi vi spiattelli in faccia chi siete, dovrete abituarvi a girare intorno a quel cazzo di anello.


E poi, facendo una rapida corrispondenza transitiva, se come dicono in STRANGER THINGS, "Friends don't lie" (gli amici non mentono) -> "Track doesn't lie" (la pista non mente) -> "Track is my friend" (la pista è mia amica).
Altro che Holly con il suo fottuto pallone.

lunedì 19 febbraio 2018

Cisalfa Duathlon 2018: esordio stagionale col botto!



Sì, me l'aspettavo.
Da un po' di tempo a questa parte sono tornate le giuste sensazioni, le gambe veloci di corsa, reattive in bici e la voglia di soffrire "ancora un altro po' ".
Era tanto che non succedeva.
Nonostante la buona stagione dell'anno scorso, che mi ha permesso di mettere il personale sull'IronMan, credevo ormai di aver preso da qualche anno una parabola discendente, e invece no, sotto sotto il vecchio leone (ok, dai, il vecchio panda) è ancora in grado di ruggire.

Che poi quando sono uscito di casa ieri mattina dicendo "ci vediamo più tardi, vado a battere tutti" ci credevo solo io è un'altra storia, però a me basta quello.
Che anche quando cinque minuti prima della partenza ha iniziato a diluviare non me ne fregava niente, tanto ero andato lì solo per mischiare sudore e pioggia.

5km di corsa, 20km di bici e 2,5km di corsa.
Parto subito forte, anche troppo, per due motivi.
Uno, volevo prendere laprima curva in discesa davanti, fuori dal gruppone.
Due, la pioggia battente ha causato la modifica di alcuni tratti del percorso ed ero convinto che alla fine la distanza venisse più di un chilometro più breve.
Dopo due chilometri mi accorgo che così non sarà, ma ormai sono in ballo e tanto vale provare a mantenere il ritmo.
Tengo duro fino alla salita finale, dove decido di gestire qualcosa.
Negli ultimi metri mi supera Thomas, ottimo podista al suo esordio nel duathlon.
Entrare in T1 con lui significa che ho fatto davvero una bella frazione.

In zona cambio, si vede che erano sei mesi che non gareggiavo, mi cade il casco per terra  e perdo tempo come un novellino, ma in uscita riesco a recuperare il gruppetto davanti.
Dopo un giro si forma un gruppetto di almeno 15 persone, si va compatti, ma mi rendo conto che in pochi hanno la forza di tirare (e in questo caso mi accorgo che non ci sono doppi-giochi).
Per la pioggia non si vede un cazzo con gli occhiali, ma senza entra troppa acqua negli occhi, insomma c'è da stare concentrati.
Ogni volta che mi metto in testa a tirare il gruppo si allunga.
Per una volta che sono il più forte del gruppo, decido di giocarmela da protagonista.
Ogni due persone rientro a tirare io, cercando di segare un po' le gambe a chi sta al gancio.
Quando mancano due giri al termine sento da dietro una voce...
"Questo è l'ultimo giro vero?"
Mi volto per rispondere che ne mancano ancora due, quando vedo la moto apripista seguita dal primo in classifica che ci aveva doppiato.
Non mi lascio sfuggire l'occasione, mi alzo sui pedali e mi aggancio al treno.
Il quinto giro me lo faccio in carrozza, insieme a Pietro e ad un altro ragazzo, dietro al primo, che alla fine rientra in zona cambio.
Nel corso dell'ultimo giro, anche Pietro si stacca e resto con l'altro ragazzo, con cui ci diamo cambi regolari entrando insieme in T2.

Cappellino da panda zuppo d'acqua in testa e via per gli ultimi due chilometri.
Le gambe girano ancora bene, devo solo mantenere la posizione ed uscirà una bella gara.
E invece riesco anche a recuperare un paio di persone ed avere la forza di sprintare alla fine.
Passo il traguardo piegato in due dalla fatica, ma felicissimo.

17° assoluto e 2° di categoria.
Attenzione, non stiamo parlando di niente di che, un duathlon di inizio stagione neanche di rank, ma la bontà della propria prestazione si riesce capire aldilà di posizioni e classifiche.

Poi naturalmente smontare ogni effimero momento di esaltazione ci pensa mio figlio quando torno a casa.
"Papà, sei arrivato secondo? Ma allora gli altri erano tutte pippe!"





giovedì 15 febbraio 2018

Il recupero tra le serie


Il recupero tra le serie...
Attivo o passivo.
Breve, lungo, totale.
Con rapporto 1:1, 1:2, 1:3 ecc...
Insomma ci possiamo inverare parecchie cose, in base a cosa vogliamo allenare.
Nell'allenamento di qualità in pista che ho dato questa settimana ai ragazzi, il lavoro principale era strutturato su due blocchi da 1500 frazionati:

800 over
pausa 20"
500 over
pausa 20"
200 over
pausa 5'
200 over
pausa 20"
500over
pausa 20"
800 over

Adesso, senza andare a rileggere...
DI QUANTO ERA IL RECUPERO TRA LE DUE SERIE (tra i due 200, per intenderci)?
5'
5'
cinque MINUTI

Minuti, non secondi!
Recupero completo, insomma.
Ebbene, è sorprendente aver visto a fine giornata in quanti abbiano fatto il recupero di ben 5 (cinque) lunghissimi SECONDI.

E poi si lamentano che gli allenamenti sono duri...

lunedì 12 febbraio 2018

Clinic Swim con il Team Panda

 
Per chi vuole migliorare il nuoto per le gare di triathlon, il Team Panda ha organizzato una Swim Clinic, sabato 17 marzo presso la Piscina del Polo Natatorio di Tivoli.
Come sempre l'occasione sarà anche quella di stare in buona compagnia divertirsi, quindi cosa state aspettando, cominciate a prendere palette, secchiello e braccioli... vi aspettiamo!
 
Per iscrizioni e info: training@teampanda.it

giovedì 8 febbraio 2018

Come convincere i vostri atleti a fare una gara che non vogliono fare


Se leggete abitualmente questo blog, avrete avuto modo di sentire parlare di Silvia (qui e qui, per esempio).
L'ho soprannominata "Norvasc", come le pasticche per la pressione che prendo, perché è solita ogni tanto farmi arrivare la massima a 220 con qualche uscita inaspettata del tipo "domani mi sono segnata ad un ultratrail di 237km".
A dire il vero è qualche mese che è tranquilla, ma questo non è che mi rassicuri più di tanto..
Comunque, Silvia ha una grande determinazione e forza di volontà che le ha permesso di concludere molti IronMan.
Come molti atleti di endurance tuttavia, il dedicarsi esclusivamente alle lunghe distanze rischia di farle perdere un po' di brillantezza.
Più volte ho provato a farle fare, soprattutto nel periodo invernale qualche gara breve (campestri, 5km), ma convincerla è sempre una battaglia.
Lo scorso Novembre, inaspettatamente, mi ha chiesto di partecipare ad un duathlon sprint.
Non mi sembrava vero, ed ho cercato di dissimulare al meglio un pacato disinteresse.
"Ok, Silvia, se proprio ti va, male non ti fa"
In realtà stavo pensando "Finalmente! Magari ci caschi un'altra volta!" ma se avessi appena accennato un velato entusiasmo, sicuramente si sarebbe insospettita.
Naturalmente il giorno dopo la gara mi ha scritto "Ma chi me l'ha fatto fare, mai più!!!"

Il problema attuale adesso è questo.
Nel prossimo mese e mezzo ci saranno qui due duathlon sprint che per lei sarebbero ottimi da fare, ma ancora non mi ha detto niente.
Come faccio a proporglieli senza farla insospettire?

martedì 6 febbraio 2018

Panda Lab


Lo sapete ormai, ho le mie fisse sulla metodologia di allenamento.
Ma ho anche (abbastanza) umiltà da riconoscere che questi metodi (e queste fisse) non siano l'unica strada che possa portare ad una prestazione sportiva ottimale.
Certo, naturalmente sono convinto che sia la strada migliore (altrimenti che senso avrebbe), ma pur respingendo su molti aspetti lo sviluppo tecnologico applicato allo sport, sono convinto che si possano ottenere risultati eccellenti anche gareggiando con un cardio, i pedali wattati, il supercompensatore di recupero, il footpod che ci ricorda ogni mezzo secondo quale deve essere la nostra cadenza e ci notifica quanto sia efficiente la nostra spinta.
Semplicemente, non credo che sia la soluzione ottimale.
Quello che mi piace trasmettere è il mio metodo.
Ed è probabilmente il miglior consiglio tecnico che possa darvi: seguite UN metodo.
Non cercate di raffazzonare nozioni a casaccio, spesso e volentieri in totale contrapposizione tra loro, ma seguite una metodologia di allenamento ed affidatevi con fiducia.
Se poi vogliate affidarvi al mio metodo di allenamento, la vostra nuova casa sarà il Panda Lab.

Il sito è questo, se volete venire a fare visita siete i benvenuti... magari portate una birra in più!




lunedì 22 gennaio 2018

L'allenamento della fiducia


Più passa il tempo e più si invecchia, più mi trovo ad allenare gente che va molto meglio di me (non che ci voglia poi molto eh!).
Naturalmente allenare un atleta forte è un privilegio (oltre che una responsabilità), ma è importante entrare subito in un rapporto di fiducia.
Bisogna essere sicuri che quell'atleta si fidi del nuovo approccio, anche se si tratta di ricostruire molte delle sue certezze.
Il rischio, soprattutto da chi viene da una solida base sportiva in uno sport, di lasciarsi guidare tranquillamente sui punti deboli, ma di fare un po' di testa sua nella disciplina in cui si sente forte.
Il che, il più delle volte significa esagerare.
Chi viene da una base di 160km di corsa al mese non può pensare di mantenere quell'approccio nel triathlon, neanche finalizzandolo ad un IronMan.
Vedrete piano piano che le corse che sarebbero di 45' si trasformano in 1h15' e così via...
E allora subentra "l'allenamento della fiducia".
Volete sapere di cosa si tratta?
5' di corsa facile.
Punto.
Ma bisogna farlo.
Mettersi le scarpe, uscire di casa e correre solo cinque minuti.
A cosa serve?
A niente.
Ma una volta fatto potrete essere sicuri che il vostro atleta si stia fidando completamente del vostro operato.

lunedì 15 gennaio 2018

E.M.O. Training (parte IV): sì ma a che corrisponde OVER? A quanto devo correre?

 

Precedenti puntate...
E.M.O. Training  I parte
E.M.O. Training  II parte
E.M.O. Training III parte

Avere dei valori definiti di allenamento è un porto sicuro.
Raramente si rischia di sbagliare.
Conoscere perfettamente la propria soglia anaerobica o il massimo consumo di ossigeno reale e non stimato è un valore aggiunto ai propri allenamenti.
Come anche  allenarsi con zone di potenza nel ciclismo.
Mai pensato il contrario.
Ma "un" valore aggiunto, come ce ne possono essere altri.
Come ormai sapete, non è la via con la quale mi piace raggiungere gli obiettivi sportivi.
Certo, una prestazione eccellente può essere raggiunta analizzando tutti i valori, ma mi piace pensare che si può fare di meglio anche senza.

Se devo fare delle ripetute sui 1000 a 4'km o un blocco in bici da 280watt, ma quel giorno sono svogliato, o avuto una giornata impegnativa e la percezione della fatica è più bassa, preferisco definire l'andatura "OVER" che corrisponde al (quasi) massimo che possiamo pretendere, a prescindere dal riscontro oggettivo.
Che poi può capitare anche che devo correre a 3'30" e invece in stato di grazia mi viene a 3'20".
(In un video di un allenamento in Kenya, alcuni atleti professionisti svolgono una sessione da 10x800  con grandi differenziali di tempo tra le varie serie)
Qual è il rischio?
Completare una programmazione al di sotto del potenziale (primo caso) o rischiare un infortunio per avere forzato troppo?
Sul primo punto la risposta è troppo complessa da definire, sul secondo fino ad ora non mi è mai capitato per me o per i ragazzi che alleno di dover saltare una gara per infortunio.

La mia risposta comunque (ormai dovreste averlo capito) è assecondare il corpo anche nell'intensità di ogni singolo allenamento.
A quali risultati porterà e quanta gratificazione possa darvi, se avrete pazienza e voglia, lo vedremo insieme.

giovedì 11 gennaio 2018

Le domandone di gennaio (le vacanze vi fanno male)


[nutrizione]"Che ne pensi dell'olio di pesce e dell'olio di Krill? Meglio l'uno o l'altro?"
-alessio-


[nuoto]"Come faccio ad alzare un braccio teso?"
-terr1-


[nuoto?]"10' sciolti... mai fatti, cosa sono?"
-salvosky-

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