giovedì 3 dicembre 2020

Dust in the Wind [il Garibaldi di Zwift]


 Ecco una delle tappe più bastarde di Zwift.

Bastarda perché dietro un dislivello non elevato e la presenza solo di due brevissimi KOM, in questi 52km ci sono tante insidie "non segnalate" dove poter spaccare la corsa.

Vediamole  insieme.

Dopo 500mt si entra subito nei tortuosi saliscendi del Titan Groove.

Al km 4,2 comincia il primo strappetto del Titan Groove KOM reverse, 900mt al 6,6% proprio sotto la gigantesca roccia Winding Rock.

Usciti dai boschi si gira verso destra, attraversando la Marina e girando a sinistra al famoso bivio della Wind Farm (km 13).

Ora le cose si fanno serie.

Al km 14 si comincia a salire all'8% lungo i tornanti dell'isoletta che, dopo un lungo e spettacolare ponte (al 3%), ci porterà verso la zona nord di Watopia. Quasi un chilometro di salita dura non segnalata che sicuramente farà la differenza.

Al km 18 si affronta il circuito della giungla da fare però in senso inverso, quindi cominciando con il ponte sospeso proseguendo in discesa all'interno della cascata.

Al bivio per l'Alpe (km 23) giriamo a destra e affrontiamo un'altra parte difficile che si farà sentire sulle gambe: la risalita sterrata attraverso la Mayan Jungle per ben 5km, sicuramente con pendenze non difficilissime ma costanti.

Al 28km riprendiamo la strada verso l'isola principale di Watopia. Ora si comincia a scendere ed è il momento per sgranchire le gambe (ma non troppo perché mancano ancora 20km!) in vista dell'ultima difficoltà.

Eh sì, perche al 35°km siamo ritornati al punto di partenza e dovremo affrontare per la seconda volta i 9km del Titan Groove, con il suo reverse KOM.

Una volta usciti dai tornanti (km 44) non c'è più spazio per fare la differenza, ma dovrete comunque tirare dritto attraverso l'infuocata zona desertica dei Fuego Flat.

Come si usa dire in queste occasioni, pancia a terra e dritti fino all'arrivo!



lunedì 30 novembre 2020

Il triathlon come il baseball?

Uno dei miei film preferiti in assoluto è MoneyBall.

Billy Beane, interpretato magistralmente da Brad Pitt,  General Manager degli Oakland's Athletics, viene convinto da un giovane studente di Yale ad affidarsi, per la valutazione dei giocatori, non su parametri soggettivi, ma esclusivamente sulla sabermetrica.

 

E' un approccio che mi piace tantissimo e mi piacerebbe applicare al triathlon.

Credetemi, mi piacerebbe davvero.

Ma non posso.

Al contrario di quanto possa far pensare, mi piace analizzare i dati degli allenamenti, ma al contrario della maggiorparte degli allenatori, do loro un'importanza assai marginale.

Il triathlon (purtroppo o per fortuna) non è il baseball.

In questo aspetto il mio approccio si avvicina molto di più al metodo dell'Agente Speciale Dale Cooper in Twin Peaks...


Esperienza professionale, tecnica deduttiva, metodo tibetano, istinto, fortuna e un procedimento che in mancanza di parole più adatte... chiameremo magico!

Ecco, quando nei corsi vi dicono di evitare ciarlatani e stregoni, probabilmente si stanno riferendo esattamente a me!


sabato 28 novembre 2020

Come pedalare su Zwift in un mondo tra quelli NON disponibili quotidianamente

ATTENZIONE!!!
ALTRO ARGOMENTO SCACCIAFIGHE SCRITTO DAL NOSTRO Walter "Pescecane" Cassese


Attualmente, ci sono 8 mondi in Zwift, ciascuno con i suoi percorsi. 

Watopia è sempre disponibile ma ci sono anche due mondi ospiti a rotazione che cambiano in base a un calendario mensile.

A volte però si ha la voglia di pedalare su un percorso in quel momento non presente a calendario e quindi le soluzioni sono 2:

1-    Creare un meetup in cui si sceglie il percorso i km e gli amici con cui gareggiare (aggiungete pure chi volete tanto anche se non pedaleranno con voi vi servirà solo per selezionare il mondo ).
Questa opzione però ha una limitazione! Siete costretti a scegliere l’orario in cui far partire l’evento e se dovete usarlo per poi svolgere un allenamento creato dovete ricordarvi di selezionarlo una volta entrato nel meetup.



2-    Modificare il file  prefs.xml contenuto nella cartella Documents/Zwift ( Occhio però a fare solo quello che vi indico io…non voglio responsabilità!!)

Una volta trovato il file cliccateci sopra con il tasto destro e apritelo con un editor di testo (Notepad per esempio). Quello che vi troverete davanti è una cosa del genere


Vi basterà inserire subito dopo <ZWIFT> una delle seguenti righe a seconda del mondo che volete che compaia per primo.

Se vuoi Watopia, scrivi: <WORLD>1</WORLD>
Se vuoi Richmond, scrivi: <WORLD>2</WORLD>
Se vuoi London, scrivi:<WORLD>3</WORLD>
Se vuoi New York, scrivi:<WORLD>4</WORLD>
Se vuoi Innsbruck, scrivi: <WORLD>5</WORLD>
Se vuoi Yorkshire, scrivi: <WORLD>7</WORLD>
Se vuoi France, scrivi: <WORLD>10</WORLD>
Se vuoi Paris, scrivi: <WORLD>11</WORLD>

NO, Bologna e Crit City comunque non potete sceglierli!

Una volta inserita la riga vi basterà salvare e chiudere il file….OCCHIO quando salvate a non modificare l’estensione del file che deve rimanre .xml.
Ora potete avviare Zwift e vi troverete come primo mondo anziché Watopia quello che avete scelto (nel caso di esempio Richmond)
Facile no??? 😊

giovedì 26 novembre 2020

Innsbruckring [il Garibaldi di Zwift]

 

Il mondo di Innsbruck si sviluppa prevalentemente su due parti: il centro cittadino,  e la scalata al KOM.

Il percorso INNSBRUCKRING prende solamente in considerazione la parte cittadina, ma non per questo priva di difficoltà.

Partenza sul lungofiume Inn e subito un primo passaggio nel centro cittadino.


C'è qualche tratto in pavè ma i primi 2km se ne vanno senza difficoltà.

Al km 2,7 c'è la grande rotonda: proseguendo dritti si sale per 13km vero il KOM, girando a destra (il nostro caso), si rigira verso Innsbruck.


Al km3 comincia un cavalcavia al 2% fisso di 400mt, non durissimo ma che potrebbe sfiancare qualcuno se fatto ad andatura impegnativa.


Si rientra in pieno centro tra le vie lastricate.

Al quinto km si svolta a destra, si attraversa un ponte e comincia il divertimento.


Rampa dritta di 400mt senza una curva all'8%, questo è il punto dove si può fare la differenza e staccare gli avversari.


Al termine della salità c'è un curvone a destra e si va in picchiata per un chilometro e mezzo, interrotta solo da un tratto di 100mt in contropendenza.


Vi ritrovate nuovamente sul lungofiume, adesso testa bassa e pedalare in pianura per 2km fino all'arrivo!


 


 


lunedì 23 novembre 2020

τὸ κατέχον: l'allenamento che frena

 


Spesso si sente dire che bisogna fare gli allenamenti lenti, veramente lenti, per poter fare poi quelli veloci veramente veloci.

Evitare le "zone grigie" a metà, un concetto tanto caro a chi si allena in modo polarizzato.

Abbiamo già parlato dell'importanza di fare alcune parti dell'allenamento, come il riscaldamento, in maniera lenta, ma qui parliamo di allenamenti interi.

Tuttavia spesso ci si dimentica di questo aspetto fondamentale, e allora si tende sempre a fare quel lungo di corsa un po' più veloce del dovuto perchè così:

  1. ah vedi, mi stanno venedo i lunghi lenti più veloci, significa che sto entrando in forma (poi magari le fate a 150bpm e così non fate nè un lungo lento, nè un lavoro di qualità e manco recuperate)
  2. ma guarda ti assicuro che andavo facile (magari stavate bene perchè serviva fare un allenamento importante intenso dopo due giorni e c'era bisogno che ci arrivavate freschi, così cannate l'allenamento che contava veramente)

E allora utilizzeremo il κατέχον , questa andatura forzatamente lenta, che indicherò di volta in volta in base ai momenti della stagione, che tenga a freno ogni tentativo di velocizzare il ritmo.

Ah, giusto per chiarire, non è necessario tatuarselo sul corpo, ma se volete...

venerdì 20 novembre 2020

Cobbled Climbs [il Garibaldi di Zwift]

 


Richmond è il mio mondo di Zwift preferito.

Un percorso non lunghissimo ma ricco di particolari dove è impossibile annoiarsi.

Cobbled Climbs è una frazione del percorso completo UCI, senza la parte piana degli sprint (anch'essa molto bella comunque).

I primi 5km sono sostanzailmente privi di asperità.

Subito dopo la partenza la strada scende per costeggiare il lungo fiume.

Al km 4,8 c'è un curvone ad U e qui comincia il luna park.

Ancora qualche centinaio di metri in piano e poi a 5,4km si comincia a salire.

La salita è breve e secca, con la prima parte dritta senza curve, si comincia dal 6% e si arriva subito all'8%.

Aspè, mica è finità.

Adesso arrivano una serie di tornanti e controtornanti strettissimi sul pavé, pendenze tra il 10% e 15%.

Libby Hill: una delle paesaggi più belli di Zwift.

Curvone ad U in salita sul pave. 

Se lo affrontate con la telecamera 7 riuscite a vedere sia chi arranca dietro di voi che quelli davanti che stanno scollinando: uno spettacolo per chiunque sia salito su una bici da corsa.

A 6km precisi si scollina.

Discesa ripida con curve a 90 gradi, giusto il tempo di respirare e al km 7 c'è il secondo KOM di giornata: the 23rd Street.

Rampetta diritta all'11% da fare col cuore in gola.

Ma mica finisce qui.

Dopo una seconda discesa si affronta la salita per ritornare al punto di partenza.


Salità infida, Governor Street, perchè non segnalata come KOM, anche se ne ha tutte le caratteristiche.


Su in cima è finalmente finita... giusto il tempo di sprintare, naturalmente!



lunedì 16 novembre 2020

Il concetto di squadra per l'allenamento individuale



Ormai saprete benissimo quanta importanza dia al concetto di gruppo.

Se il concetto è scontato per gli sport di squadra e un po' meno per i team di sport individuali (squadra podistiche, di triathlon, nuoto ecc.), non per questo non lo è per gli allenamenti.

Ma non stiamo parlando dello stimolo allenante motivazionale che un gruppo di allenamento possa dare (come nel caso di gruppi di atleti elite che si allenano insieme per avere riferimenti di alto livello come base di paragone), ma proprio della forza e sicurezza che il gruppo possa trasmettere ad un singolo atleta per la successiva resa individuale in gara.

Abbiamo visto nel recente sondaggio quanto sia fondamentale l'empatia tra allenatore ed atleti, ma è altrettanto importante tra gli stessi compagni di allenamento: la capacità di mettersi ognuno nei panni dell'altro (tra atleti), in modo che ognuno sappia "cosa sta provando" chi si allena con lui.

A che serve tutto questo?

Ho sempre ribadito l'importanza di costruire invece che distruggere, ed anche questo obiettivo è finalizzato all costruzione, ad accendere gli entusiasmi, smuovere le emozioni.

Una sorta di innamoramento, un network neurale, un legame fatto da un sentimento comune, sapendo che ognuno può contare sull'altro.

In questo modo, mettendosi "al servizio" degli altri avremo la grande arma di saper interpretare un gioco individuale e collettivo allo stesso tempo.

Che poi è vero che in gara battaglia si muore da soli, ma quando si affronta una sfida il nemico con a fianco compagni che sanno tutto di te e tu di loro, dei quali vi potete fidare reciprocamente in modo assoluto, è tutto più facile.

E in questo caso, come nella battaglia delle Termopili, la qualità di chi avete a fianco può contare più del numero.

Ecco, questo è quello che stiamo costruendo nel PandaLab!

lunedì 9 novembre 2020

Tutto quello che c'è da sapere sull'allenamento indoor per il triathlon

I motivi per allenarsi indoor sono tantissimi, a partire dalla comodità logistica, per la sicurezza, per l'inverno che arriva e, purtroppo, anche per eventuali chiusure forzate.

Ho pensato allora di riunire qui tutti gli articoli che nel corso degli anni ho scritto relativi ai benefici di allenarsi a casa, sperando possano esservi utili.

Fermo restando che una bella pedalata in salita con la giusta compagnia resta sempre la scelta migliore, trovere parecchi benefici anche sudando (più o meno) da soli in una stanza chiusa...

Insomma... se saremo costretti a restare chiusi in casa, potremo anche morire di fame, ma non sia mai che non ci possiamo allenare!

giovedì 5 novembre 2020

I 10 atleti che non devi mai allenare

A volte un allenatore deve saper dire di no.

Spesso, a dire la verità, soprattutto quando si tratta di persone da allenare.

Come ho sempre detto, allenare e portare i proprio atleti a raggiungere i loro obiettivi è una gioia immensa, ma è altrettanto vero che alcuni personaggi vanno evitati come la peste.

Riuscire a riconoscerli in tempo è un'ottima risorsa, che vi eviterà in questo modo di passare alla scomoda e successiva fase due, finalizzata a scaricare un vostro atleta (già spiegata nel dettaglio qui)

Allora, vediamo ci sono i principali atleti da rifiutare:

  • GLI INDECISI: quelli che vogliono vorrebbero farsi allenare, però aspetta un attimo perchè ho una situazione in ballo che te lo faccio sapere, comunque vabbè semmai intanto cominciamo ma forse meglio di no anzi sì...
  • I CAPISCIONI: quelli che quando si propongono sannao già tutto di tutto, sanno cosa è meglio per loro e sanno cosa è meglio che tu faccia per loro.Tecnicamente è una finta richiesta, perchè in realtà cercano solo qualcuno che gli dica che sono bravi.
  • GLI STAGISTI: quelle chi sono d'accordo a farsi allenare ma ti chiedono comunque se possono fare prima un mese di prova.
  • I CTRL+V: quelli che chiedono (GIUSTAMENTE) a vari allenatori cosa propongono, ma poi neanche leggono le vostre risposte, così dopo qualche mese vi ritrovate la stessa identica richiesta dalla stessa persona.
  • GLI SGANGHERATI: quelli che si sono spaccati entrambe le ginocchia due settimane fa, però adesso sono pronti per ricominciare, magari piano piano e con qualche infiltrazione...
  • GLI ALIENI: quelli che  non sanno neanche cosa è il triathlon, e allora ti chiedono di quali sport è composto, in che ordine, che distanze e quante volte ci si deve allenare. Poi, quando capiscono che dovrebbero comprare ANCHE una bicicletta, ti dicono che dopotutto non è lo sport che fa per loro...  
  • GLI EX: quelli che ti parlano male del precedente allenatore (che taggavano in ogni foto con #bestcoach). Potete scommetterci che prima o poi ritornano da lui.
  • I VIP: chi cerca un allenatore solo per dire che ha un allenatore. Solitamente è qualcuno che ha soldi da buttare e non gli frega niente di quello che proponete, tanto comunque faranno sempre la solita corsetta tranquilla al parco. Non si lamentano neanche, ma la vostra gratificazione sarà pari a zero. Se non state morendo di fame, declinate gentilmente.
  • I PARZIALI: quelli che vi chiedono di farsi allenare per il triathlon tranne il nuoto, che lo fanno da soli con il gruppo master.
  • I SANI FINO A PROVA CONTRARIA: quelli che hanno avuto tre infarti e quaranteasette soffi al cuore ma adesso (ti dicono che) stanno bene. Quando gli chiedi il certificato medico però hanno pronta sempre una scusa per ritardare l'invio (solitamente per colpa del medico, oberato di appuntamenti...)


lunedì 2 novembre 2020

Cosa cercano i triatleti da un allenatore?

 

Spesso gli allenatore si chiedono cosa possono offrire agli atleti (quelli che allenano e le potenziali nuove entrate).

Ma cosa cercano gli atleti di triathlon in un allenatore?

Così ho creato un sondaggio che mi ha permesso, grazie anche all'aiuto di molti altri amici alleanatori, di avere un'idea realistica e attuale delle caratteristiche richieste in un coach.

Le caratteristiche individuate inizialmente sono 20, suddivide in 5 macro-aeree, ciascuna dunque composta da 4 categorie, ovvero:

COMPETENZE TECNICHE
LIVELLO TECNICO FITRI
IRONMAN CERTIFIED
COMPETENZE PARALLELE (Nutrizione, Fisioterapia, Potenziamento...)
EX ATLETA DI ALTO LIVELLO

COMPETENZE METODOLOGICHE
PIANIFICAZIONE ANNUALE
ALLENAMENTI SUL CAMPO
ORGANIZZAZIONE DI EVENTI (clinic, training camp, stages)
PROGRAMMAZIONI DIVERSIFICATE (tradizionale, inversa, polarizzata, a blocchi…)

COMPETENZE DI COMUNICAZIONE
UTILIZZO DI PORTALI DI ALLENAMENTO (Training Peaks ecc..)
COMUNICAZIONE DIRETTA (whatsapp, email, telefono)
SITO WEB CON MATERIALE/RISORSE
VISIBILITA' SOCIAL (YouTube, Instagram…)

COMPETENZE EMOTIVE
EMPATIA
ASPETTO MOTIVAZIONALE
ETICA
IL COACH PRATICHI O ABBIA PRATICATO LO STESSO SPORT CHE INSEGNA

COMPETENZE VARIE
IMMAGINE (reputazione, aspetto fisico)
SESSO
ASPETTO ECONOMICO
CONOSCENZA LINGUE ESTERE

A 70 atleti amatoriali (non distinti per età o sesso o livello atletico) è stato chiesto di dare un valore da 1(minimo) a 10(massimo) a ciascuna di queste caratteristiche e questi sono i risultati che ne sono derivati.

ANALISI.
La prima cosa che risalta, in maniera sorprendente, è la poca importanza che assume la competenza tecnica, nel complesso la macroarea penultima per importanza richiesta in un coach.
Valori invece altissimi per le competenze emotive: in sostanza meglio avere un allenatore con il quale sia entra in empatia e che sappia ben motivare piuttosto che uno bravo con un bagaglio formativo alle spalle (naturalmente un aspetto non esclude l'altro, ma la priorità è bene definita).

Insufficienti come valori la richiesta che l'allenatore sia certificato IronMan o che sia stato un atleta di alto livello.

Gli aspetti metodologici hanno tutti un buon riscontro di importanza, così come le skills comunicative, con una menzione particolare per i contatti diretti via mail o telefono, aspetto che ottiene un valore di 9,1 di media!
Unico aspetto della comunicazione non valutato sufficientemente è la visibilità sui social di un allenatore.

Le caratteristiche residuali sono invece quelle ritenute meno importanti (aspetto economico e conoscenza delle lingue estere hanno una scarsa rilevanza), soprattutto la scelta di un coach in base al fatto che sia uomo o donna.

Commenti

Related Posts with Thumbnails