lunedì 15 ottobre 2018

Il mio Triathlon Sprint Santa Marinella 2018 [a volte si gareggia anche per uno sprint per la 25^ posizione]




Ultima gara della stagione per me.
Di un'ottima stagione.
Non ho gareggiato molto quest'anno ma ogni gara mi ha dato parecchia soddisfazione, ed anche con questa ho chiuso in bellezza.
Soprattutto perché ci siamo dati appuntamento con parecchi ragazzi del Team Panda per chiudere la stagione agonistica e gareggiare insieme a parecchi amici regala sempre sensazioni stupende.



E' il 14 ottobre ma sembra luglio e si nuota senza muta.
Ad occhio le boe mi sembrano più corte di 750mt e decido di forzare da subito senza risparmiarmi.
Farò bene.
550mt di nuoto ed esco dall'acqua in ottima posizione, a ridosso dei primi.



In bici sto in un gruppetto di 5 persone.
Abbiamo il gruppo dei primi a 15" mentre il gruppo dietro di noi è oltre 40".
Provo a forzare per cercare di riportare il nostro gruppo tra i primi, ma dopo un po' restiamo solo in due e la cosa si fa dura.
Vedo arrivare dietro di me il calncellaradesacrofano Rogerio.
Ecco il mio biglietto per la testa della corsa, penso.
Mi aggancio e resto a ruota un giro (di tre totali).

Un'agonia.
Nonostante gli sia in scia mi viene da vomitare per quanto acido lattico mi risale.
Altro che biglietto per la testa.
Devo mollare altrimenti scoppio (in realtà sono già scoppiato).
Mi fermo e aspetto il gruppo successivo.
Passa più di un minuto prima che mi riprendono ma era l'unica soluzione.
Questo gruppo è numerosissimo e l'andatura è confortevole, ma capisco che è finita ogni velleità di un podio di categoria.
Vabbè pazienza, accontentiamoci di onorare la gara con una buona prestazione.



Solita T2 lentissima (anche se non faccio gare sprint sarebbe ora di allenarla un po') e via per il solito percorso molto impegnativo di corsa.
Le gambe stanno bene, sia in salita che in discesa.
La mia andatura è regolare senza cambi di ritmo tra 4'05" e 4'10", dopo tre settimane dall'IronMan di poco e niente allenamento posso accontentarmi.
Poi alla fine quando mancano 200mt vedo uno poco davanti e mi sale improvvisamente la scimmia della volata finale.
Potevo andarmene tranquillamente all'arrivo e invece mi sparo un cazzo di sprint da morire.
Le gambe rispondono come una bomba... ma quello davanti appena si accorge che sto arrivando allunga anche lui.
Facciamo una volata spalla spalla infinita.
Quando penso che non ne ho più invece decido di spingere ancora e riesco a mettergli le spalle davanti sotto l'arrivo.
Niente di che, ma a volte si gareggia anche per uno sprint per la 25^ posizione.
E' il bello del gioco.
Ed abbiamo onorato al meglio questa fantastica stagione.

venerdì 12 ottobre 2018

Panda Lab Swim Clinic (21 ottobre 2018, Tivoli)


Per chi fosse interessato a capire le dinamiche della frazione di nuoto funzionale al triathlon, il PandaLab organizza Domenica 21 Ottobre una swim clinic.
Tutto aggratis.
Però confermate la presenza entro lunedì.
Daje!

lunedì 8 ottobre 2018

Come alimentare il nascisismo dei triathleti


Il triathleta, quello con l'acca soprattutto, vive soprattutto per apparire.
Lo sapete benissimo, bello lo spirito sportivo, belle le motivazione, ma se non c'hai una bici figa non vale la pena più niente.
E' opportuno allora puntualizzare alcuni elementi fondamentali imprescindibili  dello stile che ogni triathleta dovrebbe avere.
Sempre e in qualsiasi situazione.
Perché se sei un triathleta, o meglio ancora un IronMan, è opportuno che tutto il mondo lo sappia.
E questi sono i miei consigli su come far risaltare al meglio la vostra triathlonaggine!

Quando parlate con persone che non sanno nulla del triathlon, non lasciateli parlare di altri argomenti, ma monopolizzate la scena con i vostri racconti delle gare.

Dimostrate che siete 100% addicted! Anche se andate a fare la spessa indossate qualsiasi maglia da finisher. E se quelle degli IronMan sono tutte a lavare, va bene anche quella del triathlon sprinto promozionale in culo alla luna con 5 iscritti.

Quando inviti la gente a cena obbligali ad assaggiare tutte le tue schifezze che prendi abitualmente. Prepara una cena a base di frutta secca, latte di soia, petto di pollo scondito e proteine in polvere.

Ogni volta che state correndo per strada e passate davanti ad una vetrina riflettente, non mancate di osservarvi attentamente per vedere se la vostra postura di corsa fa un bell'effetto vista da fuori.

Riguardate i vostri ultimi 10 post di facebook o instagram. Se non sono inerenti il triathlon rimediate immediatamente postando la prima cosa sportiva che vi capita sottomano (va bene anche il paio di scarpe che indossate - sicuramente le vostre ex scarpe da running ormai consumate - o il garmin che avete al polso).

Fate finta di iscrivervi ad una gara attraverso una raccolta fondi per beneficenza. Due piccioni con una fava: la gente penserà che fate sport per nobili valori (niente di più errato) ed avrete rimediato un'iscrizione gratis.

Siate anche generosi. Dispensate consigli a chiunque stia facendo sport anche solo per benessere. Se al parco incrociate una sessantenne che corricchia con il cane al seguito, correggetele la frequenza di corsa e l'appoggio di mesopiede.

E soprattutto, continuate a mostrare interesse anche per le cose più inutili e deleterie al triathlon, come ad esempio buttare tempo leggendo blog idioti e frivoli!

lunedì 24 settembre 2018

Il mio IronMan Italy Emilia Romagna 2018 (quinto IronMan e personal best)





Se scrivo da otto anni su questo blog è perché ho sempre qualcosa da scrivere.
Certo, dopo anni ci sono emozioni che sbiadiscono, altre che si accentuano,  e saper cogliere ogni nuova scintilla non è sempre semplice.
Con l'IronMan però, è tutto più facile.
Comunque andrà a finire, l'IronMan è un romanzo che si scrive da solo.
Basta solo una voce che lo racconti.
Si dice spesso che l'obiettivo non è l'arrivo, ma il viaggio, ma l'IronMan è tutto, i lunghi e faticosi mesi di allenamento, ma anche quelle ore tra la prima bracciata e le braccia alzate sotto il traguardo.
E non provate a dire "ci metti così tanto a concluderlo che ne hai di cose da raccontare", perchè sono convinto che anche i pro, durante le loro otto ore, hanno il proprio romanzo.

Il mio è cominciato con una dormita angelica e serena dalle 22.
Tranquillo e rilassato come non mai.
La mattina della gara faccio tutto con estrema calma, come piace a me.
Quando esco dalla zona cambio, trovo Maria Pia e Sara, che senza dire niente a nessuno, sono partite la sera precedente solo per venire ad incitare il Team Panda lungo la strada.
Pochi secondi di urla che però contano tanto, tantissimo.
Cose che pesano, cose che non si scordano.



Il nuoto è proprio come me l'aspettavo, ovvero come l'anno scorso.
Una tavola piatta e limpidissima.
Nuotare alle 8 di mattina in queste acque è uno spettacolo.
Ah no, di diverso rispetto all'anno scorso ci sono le meduse.
Un esercito.
Impossibile fare cinque bracciate senza incrociarne qualcuna.
Però sono simpatiche e con una decidiamo anche di scambiarci un bacio.
Porterò la sua verve elettrica sul labbro per tutta la frazione di nuoto, ma fa parte del gioco e va bene così.
Dopo il primo giro (di due) sto ancora benissimo.
Il crono segna 33' ma il secondo giro è più corto.
Come sempre indovino perfettamente le traiettorie e riesco a chiudere la prima frazione in 58', esattamente come l'anno scorso.
Bene così.

Zona Cambio chilometrica e via in bici.
Il percorso è decisamente facile.
42km di pianura, 3km di salita, 45 di pianura.
Il tutto per due.
Quest'anno però c'era un vento fastidioso che spesso rallentava notevolmente l'andatura.
E sentite quello che vi dico ora...
Per la prima volta non mi sono divertito nella frazione ciclista ma ho avuto solo un grandissimo senso di frustrazione.
Ho fatto 180k (CENTOTTANTA) senza un solo centimetro in scia, così come previsto dalle regole dell'IronMan.
Sapete quanta scia ho visto?
L'80% dei ciclisti.
In modo spudorato, con gruppi organizzati con tanto di vedetta che guardava l'arrivo di eventuali giudici.
Ho visto superarmi a doppia velocità persone che conosco bene, alle quali rifilo solitamente più di 20' in gare da 90km, mischiate in mezzo a plotoni su due ruote.
Uno schifo.
E neanche a dire che è un fenomeno tipicamente italiano, visto che due terzi degli atleti erano stranieri.
Di giudici mi è sembrato di vederne davvero pochissimi, ma se fossero stati dieci volte tanto non sarebbe cambiato nulla, resto dell'idea che se uno vuole barare ci riesce tranquillamente.
Non è una novità, non è la prima volta e non sarà l'ultima.
E naturalmente se partecipo a queste gare è per vedere quanto valgo con le mie forze e se gli altri trovano qualche scorciatoia il problema è loro, ma quando state sudando per 180km controvento e vedete certe scene, le palle, un po' vi girano.
Senza voler assolutamente muovere critiche verso l'organizzazione della gara, secondo me gestita in ogni aspetto in maniera impeccabile, dalla sicurezza al supporto logistico, a mio avviso ogni classifica è da ritenersi non attendibile.
Probabilmente, se questi tizi osserveranno bene la loro medaglia, la vedranno più opaca del solito.
Comunque, chiudo i miei 180km con poco meno di 32kmh di media.
 


 
Quando entro in zona cambio la situazione è mortificante per quante bici già depositate ci sono!
Però invece di abbattermi come prima, decido di andarli a riprendere uno per uno.
Dai primi passi capisco che sto bene.
Il percorso di corsa di questa gara mi piace tantissimo, sempre vario e senza un solo metro senza il pubblico che incita.
Per una serie di coincidenza ho vari tifosi dislocati in diversi punti del tracciato, così che ogni tratto tra un gruppo di tifosi e l'altro lo vivo come un breve trasferimento tra un'oasi e l'altra.
Subito c'è il tifo di Mirco e Martina Dogana (l'incitamento di una campionessa è sempre una carica extra per chi sta correndo), poi c'è Alexa che spunta ad ogni incrocio per far sentire la sua voce.
Poi la moglie di Carlo e la famiglia di Lollo con la loro energia.
Più avanti Maria Pia e Sara che stanno vicino a mia moglie e mia figlia.
Con mia moglie non servono parole, basta uno sguardo per capire che sto bene.
E poi tutte le centinaia di persone che non conosco (o non riconosco, visto la stanchezza che comincia ad aumentare) che vedendo i colori del Team Panda strillano il fatidico "DAJE PANDA!".
Piano piano il percorso si riempie di tutti i miei compagni di squadra e amici che hanno terminato la bici e cominciano la fatica finale.
Anche se le energie sono al lumicino corrono tutti decentemente e questo è una bella carica.
Anche con chi ha momenti di crisi, basta qualche scambio di battute per riprendere un po' di forze.

 

Mi alimento e mi idrato regolarmente e perfettamente, non sbaglio niente e non c'è niente che possa fermarmi.
Ho parlato troppo presto.
Al 27km senza motivo e senza preavviso mi arriva una fitta addominale che mi fa piegare.
In un secondo mi trovo a correre piegato, la testa mi gira e mi viene una strizza assurda di non poter terminare la gara.
Poi mi ritorna in mente un messaggio che mi ha mandato la sera prima Fabrizio, sì, proprio il mio angelo custode.
"Se pensi di non avere più la forza di andare avanti, fermati e scava dentro di te e troverai quello che ti serve per continuare"
Roba che manco lo Jedi a Luke Skywalker.
Stringi i denti Strong, arriva fino al prossimo ristoro, mi dico.
Proseguo qualche minuto fino ai rifornimenti, mi fermo un minuto, bevo, faccio un bel respiro e riparto.
Non so se ho trovato qualcosa dentro di me o se era solamente la RedBull, ma di fatto ho ripreso da dove avevo lasciato, ovvero a correre verso il traguardo.
Quando entro nella passerella finale il pubblico è tutto per me.
Tutte quella migliaia di persone sono lì solo per me.
Sento solo il mio nome che riecheggia.
Alessia mi passa il cappellino da panda.
Non ho bisogno di altro.
Posso alzare il pugno al cielo mentre taglio in 10h45' il traguardo del mio quinto IronMan.





lunedì 17 settembre 2018

I danni che ha fatto il record di Kipchoge



Ok, ieri Kipchoge ha messo il nuovo record sulla Maratona di Berlino.
Bravissimo, applausi (tanti), premi e soldi (abbastanza) e risalto sulla stampa (insomma...).
Nessuno parla però dei danni collaterali che questo record ha causato.

Oggi tutti maratoneti.
Tutti che vònno fa la Maratona.
Naturalmente in periodi dell'anno che non c'entrano niente con gli altri obiettivi.

C'è Thomas che giusto per aiutarmi spamma ovunque codici sconto per la Maratona di Pisa.
Walter che si informa su quanto sia piatta veloce.
E Beppe che se quelli fanno Pisa allora io faccio Torino.
E Francesca che non le frega se poi per recuperarla ci mette tre mesi.

Insomma, tutti Kipchoge c'avémo mo!

mercoledì 12 settembre 2018

L'interpretazione dei percorsi di triathlon degli atleti stranieri


Per i miei visitatori del sito gradirei chiarire una cosa.

Se non trovate più il post sulla presunta variazione dei percorsi alla prossima gara di Cervia è perché mi è stato chiesto GIUSTAMENTE da parte dell'organizzazione di rimuoverli.

Mi è stato fatto notare che alcuni atleti stranieri hanno creato qualche domanda scomoda sulle variazioni e l'ultima cosa che  voglio è creare dubbi o imbarazzo a chi ha dedicato tempo e attenzioni a pianificare l'evento.

Da quasi dieci anni scrivo questo blog di triathlon in maniera sarcastica e goliardica, ed ogni mia simpatica interpretazione delle varie gare internazionali presenti in Italia ha generato, in conclusione, sempre un enorme traffico di visite riscontri e positivi agli stessi eventi come:

Elbaman
Challenge Roma
IronMan 70.3 Italy

apprezzati e condivisi dagli stessi organizzatori anche nelle loro pagine ufficiali.

Probabilmente questa volta devo aver esagerato se qualcuno possa aver pensato DAVVERO che la frazione di nuoto attraversasse il mar Adriatico fino a toccare le sponde croate, e la bici si estendesse fino alle cime del Nepal.


giovedì 6 settembre 2018

La giusta intepretazione di un allenamento



L'allenamento di nuoto previsto per martedì scorso era questo:

200 easy
2x75 (25delfino 50 easy)
------
TUTTO X2
12x25 over p.10"
100 easy pull p.10"
10x25 over p.10"
200 easy pull p.10"
8x25 over p.10"
300 easy pull p.10"
6x25 over p.10"
400 easy pull p.10"
-----
200 easy pinne

Non mi sembra particolarmente difficile interpretarlo.
Tuttavia, non c'è uno dei ragazzi del PandaLab che a termine dell'allenamento aveva registrato la stessa distanza.

Si va da un 2400 di SanCarlo, ad un 4700 di Lollo, passando anche per un 2700 di Shorty!

Ora è il turno vostro.
Provateci e fatemi sapere di quanti metri vi viene l'allenamento completo.
Perché saremo pure IronMan, ma in aritmetica non ci capimo un cazzo!

lunedì 3 settembre 2018

Gente che alleno [Salvatore OneGear]


Questo è Salvatore.
Una persona squisita e sempre pacata...
...anche troppo, a volte!
Ieri ha fatto il suo esordio nel mondo del triathlon, anche se a dire il vero, a causa dell'annullamento del nuoto nella gara di Montalto, ci riproverà domenica prossima a Montefiascone.
Ma non è questo il punto.
Dicevo che il rischio di essere troppo pacati è quello di tenersi per sé delle domande che, seppur possano sembrare banali, è sempre meglio chiarire in caso di dubbio.

Ieri sera quando ci siamo sentiti per aggiornarci su come sia andata la gara mi ha detto "in bici facevo difficoltà a tenere chi mi superava perché pedalavo sempre con il 52-11" (il rapporto più duro che c'è)!
"Porca miseria! Come mai, si è rotto il cambio?"
"Beh no, so che in salità lo regoli, ma in discesa e pianura devi usare sempre quello!"
"..."
"Me sa che ho sbagliato eh..."

In realtà, in questi casi l'errore è sempre del coach, e quindi mio in questo caso, che dà per scontate alcune cose.

Però a Salvatore, il soprannome di "ONE GEAR" ormai non glielo toglie nessuno!

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