giovedì 15 novembre 2018

Circondarsi di persone ottimiste nello sport: amor vincit omnia!


Una settimana prima del mio IronMan a Cervia, accompagnando i miei figli ad atletica, ne ho approfittato per fare una corsetta di rifinitura in pista.
Mentre corricchiavo, mi si avvicinato Alighieri, l'allenatore dei miei bambini, dicendomi simpaticamente "Daje Ste, che tu sei un combattente!"

Poche parole, ma arrivate da una persona che sportivamente ha tutta la mia stima.
Da trent'anni allena sul campo atleti di ogni età e conosce mille sfumature nel mondo dell'atletica.
Incamerare un complimento o un incitamento da parte sua significa non sprecare una voce preziosa che può tornare sempre utile.

A me è tornata utile proprio la settimana dopo, mentre stavo correndo la Maratona finale dell'IronMan, quando il rapporto tra stanchezza ed eccitazione di terminare la gara comincia a tendere a favore della seconda.
E' in quel momento che qualsiasi spunto motivazionale può spingervi quei dieci passi in più che magari servono a farvi superare una crisi.

L'unico requisito, naturalmente, è che queste frasi positive arrivino da persone valide e forti moralmente.
Per questo è necessario circondarsi di persone positive, produttrici, che creano invece di distruggere, che uniscono invece di separare, che apprezzano invece di denigrare.

Perché quando si tratta di assorbire dentro di noi qualcosa, è sempre meglio l'amore alla merda.

lunedì 12 novembre 2018

100 stile e 50 farfalla: per oggi ce potemo sta!


Dopo lo stop dagli allenamenti di ottobre, non c'è modo migliore di ricominciare che una bella garetta di nuoto.
Tanto più se la piscina è quella della tua città.
La giornata non prevede distanze lunghe, e cerco di trovare le due gare più adatte a me.
Alla fine scelgo per i 100 stile (la più lunga a stile) e 50 farfalla (perché è lo stile che mi piace di più).
L'ultima volta che ho fatto una gara di nuoto è stato due anni fa ed era un periodo un cui nuotavo molto bene, per i miei livelli.
In quell'occasione il mio tempo sui 100 stile fu 1'14" e questa volta decido di presentarmi con il tempo di 1'20".
In camera di chiamata mi danno la corsia sei.
Salgo sul blocchetto e penso che quest'anno non ho mai provato il tuffo.
Al beep mi lancio in acqua finalmente con un buon tempismo.
Il primo 25 passa che neanche me ne accorgo.
Al secondo vedo uno nella corsia a fianco che mi sta parecchio davanti e decido di andare in progressione.
Al 75 mi rendo conto di essere primo ma di averne ancora parecchio.
Ancora non riesco a capire bene come impostare una gara di nuoto, continuo a gestire troppo ed arrivare alla fine ancora con molto da dare.
Vabbè ci butto dentro anche le gambe e spingo fino alla fine.
Tocco il muretto, tolgo gli occhialetti e guardo il tabellone.
Primo posto, corsia numero sei: 1'11"... mecojoni!

Giusto il tempo di recuperare 15' e siamo pronti per i 50 farfalla.
Qui le operazioni sono molto più veloci, dalla camera di chiamata al blocchetto (ancora corsia sei) è un attimo.
Giusto il tempo di infilarmi al volo la cuffia (da panda, naturalmente) e sto già tuffandomi.
Un 50 delfino a palla non l'ho mai fatto e ho chiesto a Federico (l'allenatore di mio figlio) come impostarle la nuotata.
"Vai tutto di frequenza respirando ogni due" mi dice.
Così faccio.
Rimbalzo sull'acqua una bellezza.
Anche qui nel 25 di ritorno mi rendo conto che avrei potuto dare molto di più.
Tocco il muretto senza l'affanno che una gara sui 50mt dovrebbe lasciarti.
Però il tabellone mi segna ancora al primo posto della batteria, con 36"75.
Non ho il minimo riferimento su come posso essere andato, ma vincere la propria batteria è sempre una discreta carica emotiva.
E per oggi, ce potémo sta.

lunedì 5 novembre 2018

Come migliorare nel triathlon: metodo CO.CO.DE'. (Consistenza Costanza Decisione)


Un po' di tempo fa mi criticavano perché invece di dare il massimo in ogni prestazione, mi "accontentavo" di migliorare un po' alla volta, gara dopo gara.
Ad esempio, dopo la mia Maratona nel 2010 in 4h05', mi sono migliorato di 10'-15' ogni anno, fino ad arrivare a chiuderla in 2h59' nel 2015.
Secondo alcuni sarei potuto arrivare a questo risultato in molto meno tempo.
Stessa cosa negli IronMan.
Ad ogni gara cerco di togliere quella manciata di minuti, migliorandomi ad ogni gara.
Anche qui avrei potuto migliorare nettamente nella metà degli anni?
Non lo so, ma preferisco cosi.
Mi piace sentire il corpo che migliora gradualmente e non fare un exploit immediato per poi regredire o restare in stallo.
Mi piace utilizzare molta forza nella progressione dei carichi degli allenamenti, e anche questo aspetto ha bisogno di lunghi periodi di adattamento, anche anni, per dare i propri frutti.
Consistenza, costanza e decisione.
Consistenza perché mi piace allenare senza "big days" o allenamenti sfinenti, ma con allenamenti che si possono recuperare tutti in un giorno.
Costanza perché bisogna avere pazienza, se volete diventare un robot dai risultati immediati, cercate altrove.
Decisione perché dovete credere ciecamente in quello che fate, quando cominciate ad avere dubbi (qualsiasi dubbio), è il momento di smettere (o cambiare).

Probabilmente, come mi dicevano, la realtà è che mi migliorando poco alla volta, posso sempre vantarmi di fare "personal best" ad ogni gara e ricevere gli apprezzamenti dei miei sostenitori.
O probabilmente, per restare nel tema del titolo del post, preferisco una gallina domani.

mercoledì 31 ottobre 2018

Gente che si incontra in zona cambio [la peste]


Di solito il pretesto con il quale ti contatta è uno specchietto per le allodole.
Nella prima mail che ti scrive dice se può contattarti per informazioni perché è interessato ad entrare nella tua squadra.
Poi quando arriva la telefonata comincia a prenderla da lontano.
Ma come funziona il triathlon?
Ma che roba è?
Ma se magna?
Ma quante volte mi devo allenare?
Ma quale bici dovrei comprare?
Ma ci vuole il certificato medico?
Ma vi allenate tutti insieme?
Ma poi devo anche gareggiare?
E tu ti trovi a parlare per mezzora che neanche il box informazioni della federazione.
E poi alla fine arriva il colpo di grazia, quando già siete barcollanti e con la salivazione azzerata.
"Vabbè ma alla fine chiedevo giusto per chiedere, non è che sia molto convinto di fare triathlon"

Ecco, la prima regola è di evitare questi personaggi.
Come la peste.

lunedì 29 ottobre 2018

La tabella del calcolo del CSS a nuoto del PandaLab


No!
Non credo minimamente nell'utilizzo e nel valore dei test per determinare il valore di un atleta o i ritmi della gestione dei suoi allenamenti o gare.
TUTTAVIA, se dovete partire proprio da zero con qualche atleta del quale sconoscete tutto (...) e volete avere un punto di partenza, ho preparato una tabella Excel da utilizzare come riferimento per il nuoto sulle andature easy-moderate-over.
Il test è basato su un 400 e 200 "massimali" con partenza da sotto, ma il campo della distanza è editabile e quindi potreste utilizzarlo per i neofiti anche su distanze minori.
Che poi, soprattutto per i neofiti, che cazzo di test gli volete fare?
Per migliorare devono nuotare tanto.
E basta.

(la tabella in excel è a vostra disposizione, mandatemi una mail e ve la giro tranquillamente)

mercoledì 24 ottobre 2018

Post IronMan Blues e "tecniche subdole" per superarlo




Sì, lo so, quando tagliate il traguardo di un IronMan il primo pensiero è "mai più!".
Quando poi la mattina dopo, alle 4 state sdraiati sul letto, con l'adrenalina ancora a mille, state già pensando a quale gara iscrivervi per l'anno seguente.

Il giorno dopo rientrate a lavoro, e mentre vorreste strillare al mondo quale impresa avete fatto, intorno a voi c'è la solita routine.
L'obiettivo per il quale vi siete allenati per mesi è lontanissimo, e la stagione seguente è ancora lontana.

Su questa forma di tristezza e depressione sono stati scritti molti articoli (guarda caso sopratutto sul sito ironman.com), con consigli più o meno  efficaci, ma che terminano tutti con questo spassionato suggerimento:

"iscriviti ad un'altra gara"
(guarda caso)

E infatti, dopo qualche giorno, ti cominciano ad arrivare mail su mail di gare (ironman) in giro per il mondo che aprono le iscrizioni, ed ognuna ha il proprio motivo per attirarti.
Scenari da favola, pubblico caloroso, percorso piattone, ne hanno per tutti i gusti, ma soprattutto, ti arriva la mail della gara dove AVEVI INTENZIONE DI ISCRIVERTI, che ti avverte che questa mail è "ULTIMA CHIAMATA: MENO DI 100 POSTI DISPONIBILI, AFFRETTATI AD ISCRIVERTI SE VUOI ESSERE TRA I PARTECIPANTI!"

E così, mentre stai ancora in fase di depressione per aver finito un IronMan e stai godendoti le tue meritate due settimane di riposo, ti ritrovi a sborsare in un secondo 600€ e a programmare gli allenamenti per i prossimi mesi, infilandoli nella già frenetica vita di impegni famigliari e lavorativi.

E allora sì, che passa la tristezza e ti si ristampa il sorriso.
Facile, no?

lunedì 22 ottobre 2018

Gli allenamenti di nuoto nel PandaLab

Domenica c'è stata la Swim Clinic del PandaLab, dove abbiamo parlato delle migliori metodologie ed applicazioni del nuoto funzionali al triathlon.

Dopo le parole siamo passati ai fatti, mettendo in pratica in acqua gli accorgimenti da perfezionare, in base alle caratteristiche di ciascun atleta.

Dopo chiacchiere ed esercizi, però, se non ci metti anche un po' di divertimento, sembra che manchi sempre qualcosa.
E allora ci siamo cimentati in una staffetta "alternativa", dove per darsi il cambio, bisogna correre lungo il bordo piscina ed aspettare il compagno di squadra dalla parte opposta della vasca.

Perché qualche tuffo sarà anche venuto poco stiloso, ma se alla fine ci scappa anche una risata, funziona tutto meglio!

lunedì 15 ottobre 2018

Il mio Triathlon Sprint Santa Marinella 2018 [a volte si gareggia anche per uno sprint per la 25^ posizione]




Ultima gara della stagione per me.
Di un'ottima stagione.
Non ho gareggiato molto quest'anno ma ogni gara mi ha dato parecchia soddisfazione, ed anche con questa ho chiuso in bellezza.
Soprattutto perché ci siamo dati appuntamento con parecchi ragazzi del Team Panda per chiudere la stagione agonistica e gareggiare insieme a parecchi amici regala sempre sensazioni stupende.



E' il 14 ottobre ma sembra luglio e si nuota senza muta.
Ad occhio le boe mi sembrano più corte di 750mt e decido di forzare da subito senza risparmiarmi.
Farò bene.
550mt di nuoto ed esco dall'acqua in ottima posizione, a ridosso dei primi.



In bici sto in un gruppetto di 5 persone.
Abbiamo il gruppo dei primi a 15" mentre il gruppo dietro di noi è oltre 40".
Provo a forzare per cercare di riportare il nostro gruppo tra i primi, ma dopo un po' restiamo solo in due e la cosa si fa dura.
Vedo arrivare dietro di me il calncellaradesacrofano Rogerio.
Ecco il mio biglietto per la testa della corsa, penso.
Mi aggancio e resto a ruota un giro (di tre totali).

Un'agonia.
Nonostante gli sia in scia mi viene da vomitare per quanto acido lattico mi risale.
Altro che biglietto per la testa.
Devo mollare altrimenti scoppio (in realtà sono già scoppiato).
Mi fermo e aspetto il gruppo successivo.
Passa più di un minuto prima che mi riprendono ma era l'unica soluzione.
Questo gruppo è numerosissimo e l'andatura è confortevole, ma capisco che è finita ogni velleità di un podio di categoria.
Vabbè pazienza, accontentiamoci di onorare la gara con una buona prestazione.



Solita T2 lentissima (anche se non faccio gare sprint sarebbe ora di allenarla un po') e via per il solito percorso molto impegnativo di corsa.
Le gambe stanno bene, sia in salita che in discesa.
La mia andatura è regolare senza cambi di ritmo tra 4'05" e 4'10", dopo tre settimane dall'IronMan di poco e niente allenamento posso accontentarmi.
Poi alla fine quando mancano 200mt vedo uno poco davanti e mi sale improvvisamente la scimmia della volata finale.
Potevo andarmene tranquillamente all'arrivo e invece mi sparo un cazzo di sprint da morire.
Le gambe rispondono come una bomba... ma quello davanti appena si accorge che sto arrivando allunga anche lui.
Facciamo una volata spalla spalla infinita.
Quando penso che non ne ho più invece decido di spingere ancora e riesco a mettergli le spalle davanti sotto l'arrivo.
Niente di che, ma a volte si gareggia anche per uno sprint per la 25^ posizione.
E' il bello del gioco.
Ed abbiamo onorato al meglio questa fantastica stagione.

venerdì 12 ottobre 2018

Panda Lab Swim Clinic (21 ottobre 2018, Tivoli)


Per chi fosse interessato a capire le dinamiche della frazione di nuoto funzionale al triathlon, il PandaLab organizza Domenica 21 Ottobre una swim clinic.
Tutto aggratis.
Però confermate la presenza entro lunedì.
Daje!

lunedì 8 ottobre 2018

Come alimentare il nascisismo dei triathleti


Il triathleta, quello con l'acca soprattutto, vive soprattutto per apparire.
Lo sapete benissimo, bello lo spirito sportivo, belle le motivazione, ma se non c'hai una bici figa non vale la pena più niente.
E' opportuno allora puntualizzare alcuni elementi fondamentali imprescindibili  dello stile che ogni triathleta dovrebbe avere.
Sempre e in qualsiasi situazione.
Perché se sei un triathleta, o meglio ancora un IronMan, è opportuno che tutto il mondo lo sappia.
E questi sono i miei consigli su come far risaltare al meglio la vostra triathlonaggine!

Quando parlate con persone che non sanno nulla del triathlon, non lasciateli parlare di altri argomenti, ma monopolizzate la scena con i vostri racconti delle gare.

Dimostrate che siete 100% addicted! Anche se andate a fare la spessa indossate qualsiasi maglia da finisher. E se quelle degli IronMan sono tutte a lavare, va bene anche quella del triathlon sprinto promozionale in culo alla luna con 5 iscritti.

Quando inviti la gente a cena obbligali ad assaggiare tutte le tue schifezze che prendi abitualmente. Prepara una cena a base di frutta secca, latte di soia, petto di pollo scondito e proteine in polvere.

Ogni volta che state correndo per strada e passate davanti ad una vetrina riflettente, non mancate di osservarvi attentamente per vedere se la vostra postura di corsa fa un bell'effetto vista da fuori.

Riguardate i vostri ultimi 10 post di facebook o instagram. Se non sono inerenti il triathlon rimediate immediatamente postando la prima cosa sportiva che vi capita sottomano (va bene anche il paio di scarpe che indossate - sicuramente le vostre ex scarpe da running ormai consumate - o il garmin che avete al polso).

Fate finta di iscrivervi ad una gara attraverso una raccolta fondi per beneficenza. Due piccioni con una fava: la gente penserà che fate sport per nobili valori (niente di più errato) ed avrete rimediato un'iscrizione gratis.

Siate anche generosi. Dispensate consigli a chiunque stia facendo sport anche solo per benessere. Se al parco incrociate una sessantenne che corricchia con il cane al seguito, correggetele la frequenza di corsa e l'appoggio di mesopiede.

E soprattutto, continuate a mostrare interesse anche per le cose più inutili e deleterie al triathlon, come ad esempio buttare tempo leggendo blog idioti e frivoli!

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