mercoledì 13 febbraio 2019

Back to basic: cosa è necessario per fare triathlon?


Soprattutto per quello che vi serve, ovvero niente di queste cose.
Non scordate che le uniche cose necessarie per fare triathlon sono:
  • un body
  • una bici
  • un casco
  • occhialini per il nuoto
  • un paio di scarpe da corsa
  • un paio di calzini
E sì, se fate distanze più corte di un 70.3 dei calzini potete farne anche a meno!

Quindi, potete fare benissimo a meno di:
  • un coach
  • un nutrizionista
  • un orologio/gps
  • un contapedalate
  • un powermeter
  • fascia cardio
  • integratori
  • un indicatore di quanto dovete recuperare (!)
  • un materasso apposito per triathleti
  • riviste specializzate
  • calze a compressione
  • palette e pull buoy
  • elettrostimolatori muscolari
  • strava
  • zwift
  • rulli e cicloergometro
  • tapis rulant
  • foam roller
  • pesi e attrezzatura da palestra
  • bilancia impedenziometrica
  • e, soprattutto, un blog dove leggere cazzate
Ecco, quando vi chiedete perché non migliorate abbastanza nel triathlon, chiedetevi prima quanto tempo state perdendo in cose non necessarie...

giovedì 7 febbraio 2019

Le variazioni al programma settimanale degli allenamenti

Quale allenatore non ha mai avuto un atleta che a un certo punto della giornata (solitamente appena vi siete seduti a tavola per cenare) vi manda il messaggio:

"Coach, ha mi sono scordato di dirti che domenica vorrei fare quella 10km a cui tenevo particolarmente"
(Il messaggio naturalmente arriva durante la cena di sabato e prima che me lo chiediate, sì, intendo il giorno prima!)

Comunque, c'è anche chi è preciso e scrupoloso, chi ti manda anche con tre mesi di anticipo una mail con i dettagli di una gara di 50mt rana.

L'altro giorno infatti, mi arriva la mail di Raffaele, con la quale si scusa di avvertirmi solo con un mese di anticipo la sua volontà di fare un trail di 20km.

Mi sono quasi commosso per l'emozione ed ho fatto il gravissimo esempio di prenderlo come esempio per gli altri ragazzi del PandaLab.

Infatti, appena Fabrizio mi ha comunicato di voler fare una 10km, non programmata, tra 4 giorni, gli ho subito sbattuto davanti la precisione di Raffaele, e con quale anticipo andrebbero fatte queste comunicazioni...
...per poi ricevere il ben servito proprio da Raffaele...




lunedì 4 febbraio 2019

Il sorriso dell'allenatore




Questo film è un capolavoro.
Naturalmente non dico nulla di nuovo.
E questa scena è stupenda.
I 400 finali del velocista scozzese Eric Liddell.
Tra i tanti momenti emozionati (l'incoraggiamento nella lettera del rivale americano, il crescendo della musica di Vengelis e l'arrivo trionfale), quello che mi colpisce più di tutti è il sorriso del suo allenatore, quel con il cappello, per intenderci (al minuto 1:30)
Eric Liddell era famoso, oltre per la sua velocità e per il suo impegno come missionario cristiano, anche per il suo stile sgraziato: braccia senza controllo e testa buttata all'indietro.
Che però era la sua arma vincente.
Come anni dopo Pantani toglieva la bandana prima di scattare in salita, Liddel buttava la testa all'indietro prima del suo sprint finale.
In quel momento, il suo allenatore capisce che Eric Liddel ha già vinto.
Non c'è dubbio nel suo sorriso, solo compiacimento.
Certo, è solo un film, ma come spesso accade, in una ricostruzione cinematografica si riescono a cogliere e risaltare spunti assolutamente realistici.
L'allenatore è così.
A volte può essere più taciturno, a volte più loquace, ma conosce il suo atleta più di quanto lo stesso atleta possa conoscersi.
E sa sempre come finirà.
L'importante è saperlo fare sempre con quel sorriso.


Qui sotto il filmato originale della gara di Liddell, non meno emozionante del film.


giovedì 31 gennaio 2019

La settimana di recupero (post di alessiaSTRONG)


Ecco quello che pensa mia moglie della mia settimana di recupero...

Dovevo immaginarmelo che le parole "questa settimana ho in programma un allenamento alternativo che prevede ben tre giorni di stop" nascondevano qualcosa di terribile.
Se poi queste parole le pronuncia mio marito aggiungendo "così finalmente mi posso dedicare alla mia famiglia, a te e alla nostra casetta, ho un sacco di cose in mente"  è abbastanza evidente che solo una illusa avrebbe potuto abboccarci.
Non io comunque.

Ed infatti, nonostante i buoni propositi, al ritorno dal lavoro me lo trovo a girare per casa con la schiena ricurva e le braccia lungo i fianchi, intento ad aprire inutilmente cassetti e pensili della cucina alla ricerca di non si sa che cosa.
Dall’andatura ciondolante di chi, suo malgrado, si trova costretto a portare il peso del mondo sulle sue spalle.
Per non parlare del viso, lungo e inespressivo a tratti insofferente e soprattutto irritante.
Irritante sì, perché quando sei costretta a passare il sabato pomeriggio in casa, mentre lui, che aveva in mente un sacco di cose , se ne sta immobile e inespressivo tutt’uno con il divano a vedere -tenetevi forte-  CAST AWAY nel silenzio più totale , un po' di rabbia è il minimo che si possa provare.

Cena a casa di mia sorella, per fortuna cosi almeno scambio due chiacchiere e poi di corsa a letto.
E dire che quello poteva essere il momento più eccitante della serata!
Netflix intendevo eh...

Ma per fortuna è arrivata la domenica e con lei la dolce musica suonata della catena della bici sui rulli, il frastuono di un film per coprire la dolce Musica della catena e il pavimento da pulire in tarda serata.

Senti Panda fammi un favore, non te le prende più 'ste pause che non te fanno bene!
ESPERIMENTO FALLITO

lunedì 28 gennaio 2019

Garmin, Polar o Suunto?


Continuano puntualmente ad arrivarmi richieste di consigli su quale materiale utilizzare nel triathlon.
Per un IronMan meglio le Hoka o le Salming?
Le Brooks o le Newton?
Come bici mi consigli la Treck o la Specialized?
E per la muta meglio Tyr o Zoot?
Per poi arrivare alla fatidica domanda, nella quale prima o poi cadono tutti...
Come orologio gps meglio Garmin, Polar o Suunto?

La mia risposta è sempre stata la stessa.
NON CONSIGLIO MARCHE!

O meglio, la mia prima risposta, e questo vale per tutto, bici, scarpe ecc... è sempre "compra prima quello che ti piace di più esteticamente", ma questa è un'altra storia.

Comunque, dicevo, mi sono sempre rifiutato di consigliare marche.
E invece sticazzi.
Ma se una marca non mi piace perché non dovrei dirlo?
O se un'azienda ha fatto un buon prodotto perché non consigliarlo?
Se un atleta mi chiede un parere tecnico, probabilmente è giusto indirizzarlo anche sotto questo aspetto.
NATURALMENTE, e qui mi riallaccio al mio ultimo post, la grande differenza con i blog "marchettari" è che questo è un blog indipendente: non voglio né mi interessa promuovere un prodotto a prescindere, o "riceverlo" in prova come test.
Preferisco comprarlo e se non mi piace criticarlo.

Tornando alla domanda iniziale.
Meglio Garmin, Polar o Suunto?
La mia riposta è NIENTE.
Meglio allenarsi a sensazioni.
Ma se proprio dovete scegliere, pensate a questo.
Dal momento che è evidente che ormai la qualità dei prodotti sia abbastanza simili, la mia scelta sull'adattabilità di un determinato aggeggio con altri siti/software che uso.
E su questo, Garmin ha una marcia in più.
L'interfaccia che mi permette di sentire e controllare spotify, la connessione con il myrun Technogym che uso, o il trasferimento dati con Strava sono gli elementi maggiori che mi fanno propendere per Garmin.
Il fatto che sia utilizzato dalla maggiorparte degli atleti mi ha spinto anche a controllare i loro allenamenti su un gruppo creato appositamente sulla piattaforma Garmin connect.
Certo, il fatto di avere una utilizzabilità così vasta, a volte è anche un'arma a doppio taglio.
Sperate che il vostro gingillo non si rompa, perché mi si dice che il servizio clienti non sia il massimo in termini di velocità e disponibilità.

In conclusione, l'ordine del mio consiglio è questo:
  1. Garmin, Polar e Suunto, qualsiasi cosa compriate, costano troppo. Fatene a meno.
  2. Se proprio dovete scegliere, scegliete quello che vi piace di più esteticamente.
  3. Se vi piacciono tutti uguali, IO sceglierei il Garmin

giovedì 24 gennaio 2019

I blog di triathlon nel 2019


Una decina di anni si stava sviluppando un bel "movimento" di blogger di triathlon in Italia.
C'erano molti neofiti che stavano scoprendo con emozione questa disciplina, raccontando le proprie avventure (tra cui io) e c'era anche molti che iniziavano a scrivere ma avevano già una decennale esperienza in quel mondo.
Visto il proliferare di questi blog -alcuni molto divertenti ricchi di spunti - io e il mio amico Gianluca "Master" Simei, decidemmo di farli confluire in "Zona Cambio" creando prima un magazine che per un paio di anni ebbe notevole visibilità, e poi una vera e propria squadra di triathlon omonima.
(qui potete ancora trovare i numeri sfogliabili di quel magazine)

Oggi il discorso è totalmente cambiato.
In peggio, purtroppo.
Molti di quei ragazzi hanno abbandonato la voglia di scrivere, ma i "blog" di triathlon ci sono ancora.
Notate bene, questa volta l'ho scritto tra virgolette.

La maggior parte dei "blog" di triathlon di adesso sono luoghi di mal celata pubblicità a varie aziende, eventi e marchi vari.
Post creati apposta per promuovere il nuovo modello di una determinata scarpa in uscita, foto dove si vede sempre il logo qualche marchio ben in evidenza.
Il tutto miseramente scritto con un linguaggio prestampato da SEO, prodotto esclusivamente per aver  la massima ottimizzazione testuale sui motori di ricerca e grassetti ben studiati che girano intorno ad un discorso con il solo scopo di dire più parole ricercabili possibili che manco un articolo di Aranzulla.

E di tutto questo, sinceramente, possiamo anche farne a meno.

lunedì 21 gennaio 2019

AWA Silver 2019


Il prestigioso All World Athlete Silver!
Naturalmente ci si allena tutto l'anno e si gareggia  SOLO per ottenere l'ambitissimo status di IronMan AWA Silver.

Vi ricordo che è uno status acquisito assolutamente per meriti sportivi e sulla qualità dei risultati (mica solo perché sborsi 200 milioni di euro e partecipi a 500 gare) che ti garantisce benefici eccezionali per le gare del circuito IronMan (tipo cuffia color argento o una posizione in zona cambio che l'80% è peggiore degli altri).

Comunque, tanto sudore per essere il quindicesimo AG in Italia e poi ti arriva il whatsapp di Carlo, che hanno fatto AWA Silver anche lui...


 
E adesso posso ritirarmi dal triathlon.

mercoledì 16 gennaio 2019

L'allenatore possessivo


Beh, questo è uno dei più grandi vizi di un allenatore.
Avere una morbosità malata di chi allena.
Questa morbosità si esterna prevalentemente verso alcune tipologie di atleti:
  1. Il campione o comunque atleta forte universalmente acclamato: in questo caso l'allenatore cerca il giusto riconoscimenti delle qualità del suo campione, evitando che altri salgano sul "carro del vincitore"
  2. Il personaggio famoso: un vip da allenare è una bella pubblicità, giù le mani da questa risorsa!
  3. La bòna: chi non vorrebbe avere una strafica che obbedisce minuziosamente ad ogni nostro schioccar di dita? Tra l'altro, se è strafica doc e quindi con la puzza sotto il naso, solitamente snobba sui social media ogni commento maschile, tranne quello del coach... un privilegio che va mantenuto ad ogni costo
  4. L'avido di consigli: chi scrive su mille forum, gruppi e chat chiedendo consigli sugli allenamenti... nonostante abbia già un coach. In questo caso l'allenatore non esiterà a rimproverare privatamente l'allenato, evitando tuttavia di commentare pubblicamente le proprie rimostranze, per non far vedere che rosica 
In piccole o grandi dose, comunque ci cascano un po' tutti.
Ed è anche normale.
Quando dai ogni energia affinché un tuo atleta dia il meglio di se, è naturale sentirsi partecipe delle sue vittorie e sconfitte.
Basterebbe saper riconoscere che il cambio di un allenatore può essere una rottura non così traumatica.
Si può cambiare per mancanza di risultati, per differenti punti di vista o per cercare nuove motivazioni, fa parte del gioco.
"Ciao coach, quest'anno mi hai allenato di merda, quindi ne cerco uno un po' meno merdoso di te"
oppure
"Ciao coach, sono molto soddisfatto che mi hai fatto vincere il titolo mondiale, ma il prossimo anno non vorrei accontentarmi e punto alla medaglia d'oro olimpica, quindi scelgo un altro coach con più esperienza"
Io stesso ho l'abitudine, quando un atleta mi chiede di essere allenato, di assicurarmi prima che ne abbia parlato con il precedente coach, e successivamente di sentire io stesso lo stesso allenatore per rispetto.
Forse sarò io esagerato, ma basta poco.

Quindi, proprio per il bene che questi tizi permalosi e possessivi vi hanno riversato, quando scegliete di cambiarlo, sarebbe carino comunicarglielo.
Oltre che educato.

giovedì 10 gennaio 2019

Come preparare l'IronMan di Nizza



L'altro giorno mi è arrivata questa mail...

*****
Ciao Stefano, BUON ANNO!!!
Visto che andrai a Nizza a fare l'Ironman e visto che molto probabilmente
ci vedremo lì.... tu hai già un idea del carico di lavoro (minimo) che ti
porrai come obiettivo per la gara?

Uno come te che non lascia niente al caso (e guarda che è un bel complimento)
sicuramente avrà già programmato anche il numero di docce che
farà da qui a giugno!!!

Scherzi a parte, hai già un'idea di quanti lunghi in bici, di corsa e
quante sedute di nuoto?

carico e scarico?
 
Allenamenti fondamentali?

grazie mille, a presto e buon inizio per tutto....

Ciao F.
*****

Praticamente mi si chiedono sei mesi di programmazione dettagliata!
Mi aiutate voi a rispondere?
Mi aspetto grandi risposte...

lunedì 7 gennaio 2019

Le gare che ho in programma nel 2019




Dopo un paio di anni in cui la mia stagione agonistica aveva culmine in settembre, questanno torno ad avere l'obiettivo principale (chiamatela "gara clou", "a-Race" o come cazzo ve pare) a fine giugno.

Certo, ho sempre ma proprio sempre sofferto queste gare lunghe con il caldo afoso estivo, ma quest'anno per più di un motivo ho deciso di ricambiare la periodizzazione, e quindi...

La trasferta annuale del Team Panda per il 2019 sarà il 5 maggio a Riccione per il Challenge.

La domenica successiva sarò al via della prima edizione del TriXman.
Una settimana dopo aver fatto un mezzo IronMan sarà una dura prova affrontare questa distanza di endurance atipica (3km swim 150km bike 30km run) ma sarà un bel test in vista dell'Ironman di fine giugno...

L'IronMan di Nizza, appunto.
Dopo tanti anni che era tra le mie scelte "papabili", finalmente quest'anno parteciperò a questa gara.
Diciamo che la voglia di evitare un piattone simil-granfondo e l'idea di godermi l'estate senza altri pensieri, hanno preso il sopravvento sul timore del solleone sulla Promenade...

Ok, il programma è pronto, se cercavate un posto dove avere l'onore di farvi un selfie con me , adesso sapete dove andare!

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