mercoledì 16 maggio 2018

Road to IronMan 70.3 Barcelona - Contra jattura, propitia fortuna


Tutto è pronto.
L'anno scorso il Team Panda si è qualificato per la finale europea Trclub IronMan ed ormai ci siamo.
Domenica a Calella ci batteremo con le altre squadre.
Anche se sarà spettacolare, credo che la parte più bella di questo finesettimana non sia però proprio la gara...

In piena fase post-post-post-adolescenziale, il Team Panda ha deciso di andare in trasferta catalana, come ad una gita di fine liceo.
Due furgoni, tanto caffè e una cassa di redbull per affrontare un lungo viaggio tutti insieme.
Insomma, una zingarata spedizione con i controcoglioni!
Si sa come si parte ma non come si torna.

Sine bordone, supra duo machinone
ad fines Hispaniorum 
proficiscimus ad venturam,
cum pugnace voluntate
virtuteque contumace.
Contra jattura, propitia fortuna, 
pro victoriam pugneremus 
et laude consecuta,
firma spe nutrita habemus,
post solemne bibeuta
in Italia rediremus!


(grazie a Bernardo per la prosa e a Sandrino per la locandina)

sabato 5 maggio 2018

Sì vabbè ma che sarebbe 'sto Giro d'Italia? Te lo racconta STEFANOLACARASTRONG


Non tappa per tappa, non giorno per giorno, ma solo quando ci sarà qualcosa di interessante da dire, questo sarà il mio racconto della corsa ciclistica a tappe con più bella d'Italia (...)

Allora, la questione Giro d' "ITALIA" con partenza da Israele.
Per me va bene, va bene tutto, se poi vogliamo un giro con più qualità e si cercano più soldi, se qualcuno anche dall'estero ce li dà, può anche andar bene (tanto ormai al ciclismo romantico sono in pochi a crederci ancora).
Però non fatela passare come "partenza in onore di Gino Bartali", partiamo da lì perché qualcuno avrà pagato per avere il Giro lì, punto.

Prima tappa a crono.
Vince Dumoulin. Sono contento, da quando ho lasciato una parte di cuore a Maastricht, "la farfalla di Maastricht" è diventato uno dei miei beniamini.
Froome cade durante la ricognizione e gareggia tutto strappato, perdendno qualche secondo di troppo.
Ottima prova a sorpresa di Pozzovivo, scalatore sempre un po' troppo sottovalutato (anche se ha perso sempre l'occasione per fare il salto di qualità). Anche quest'anno tiferò per lui.

Sulla questione di fare una tappa nel deserto, praticamente senza pubblico...


Il Giro è anche esplorazione e possibilità di vedere paesaggi incredibili, come questo. Il pubblico è una componente fondamentale, ma non mancheranno le tappe dove si farà fatica ad aprirsi strada tra le ali di folla. Sicuramente sotto il profilo tattico non è spettacolare, ma in tre settimane di gara è una parentesi che ci sta bene (naturalmente non sto entrando nel merito di far partire una gara nazionale dall’estero)

Arrivo sull'Etna: tappa PERFETTA della Mitchelton-Scott.
"Sorriso" Chavez, è il primo a fare la differenza in salita.Dietro, Froom non è brillantissimo, Dumoulin e Pozzovivo un po' meglio.
Simon Yates, che sta con loro non sa se scattare, rischiando di riportarli sul compagno di squadra, però alla fine scatta e li lascia tutti sul posto.
Arriva da passarella Chavez e Yeates. Al primo la tappa, al secondo la Rosa.
 


Sul Gran Sasso, negli ultimi 3km resta un gruppetto di una decina. Tra i big ci sono più o meno tutti tranne Froome che perde un minuto.
Dopo 4 scatti di Ciccone, abruzzese che ci teneva a lasciare il segno, la botta definitiva la dà la maglia rosa Simon Yates. Ma Dumoulin, Pozzovivo, Pinot e Chavez stanno ancora lì. Mi sa che per la prima volta vedremo un giro fino alla fine aperto non solo ad una lotta a due ma con parecchie alternative.

giovedì 3 maggio 2018

Allenamento a tempo o a distanza?


Preferite farvi 120km in bici o 4 ore?
I puristi naturalmente ragionano sui chilometri.
Io, altrettanto naturalmente, no.
Sì, ma se devi fare una gara di 180km in bici e in allenamento in 4 ore ne fai 70, che allenamento è?
O se devi preparare una maratona di 42km, e poi il lungo nel lunghissimo non devi superare le 2h30' e fai 26km, lo puoi considerare un lunghissimo?

Evitando di andare troppo sul fisiologico (e degli effetti che possono ripercuotersi su un amatore, soprattutto lento, di stare più di 2h30' sulle gambe), preferisco parlare più dell'aspetto organizzativo che, sempre per un amatore, resta la cosa più importante nel trovare il giusto equilibrio tra famiglia/lavoro/triathlon.

Primo aspetto: se sai che devi allenarti per 4 ore in bici (o 2 di corsa, ad esempio), dopo quel determinato tempo sai che starai a casa (ok, calcolateci anche le soste per bere, andare al bagno ecc...).
Insomma, potete prendere impegni definiti con una certa precisione, rendendo più facile, appunto, organizzare la vita.

Secondo aspetto: dite ad una persona di farsi 120km in bici. Sapete che farà? Al 90% cercherà il percorso più facile, più conosciuto, e soprattutto più piatto, per:
  1. Sbrigarsi e tornare a casa il prima possibile
  2. Tornare a casa con la media oraria migliore possibile
Perdendosi però in questo modo gli aspetti più piacevoli (e più allenanti, ma questo lo ritengo secondario) di un'uscita in bici.

Ok rompicoglioni, prima che me lo chiediate vi rispondo che NO, in piscina NON DO allenamenti tipo 4x7'30" stile...

mercoledì 25 aprile 2018

Il vento contrario in bici


Non è che quando esci in bici hai sempre il vento contrario...
...è che sei talmente scarso che quando lo hai a favore non te ne rendi conto!

lunedì 23 aprile 2018

Nuovi allenatori crescono


Sabato scorso a Roma c'è stata la sessione di esami per il corso di allenatore e coordinatore Fitri.
A parte il fatto che  entrare al centro Giulio Onesti è sempre una gioia, una piccola parte di paradiso per chi ama lo sport, la sessione è stata anche un'occasione di vedere volti nuovi e vecchi del triathlon.
La cosa bella di queste giornate, è di poter assistere ai progetti dei vari candidati, alcuni dei quali davvero interessanti.
Certo, poi la soddisfazione della giornata è inevitabilmente legata all'esito del proprio esame, ma sicuramente non deve essere la sola chiave di lettura di questi incontri.
In questi anni di percorso da tecnico federale di triathlon, ho avuto modo di conoscere molte persone con cui scambiare idee, correggere i propri sbagli e sperimentare nuove strade.
E devo dire che anche la stessa Federazione, nell'attività di formazione, sta adottando una linea che rispecchia le mie aspettative, soprattutto in quello che richiede da noi tecnici.

E vabbè, da tutte queste frasi idilliache un'idea di come sia andata la mia prova credo che ve la siate fatta...
Comunque dice che quando un tecnico sale di livello, diventa anche più rompicoglioni... quindi siete avvertiti...

giovedì 19 aprile 2018

Come fare scia in una gara no-draft di triathlon e non essere beccati



Per la rubrica, "fate le scorrettezze ma fatele bene", già in passato avevamo approfondito l'argomento su come tagliare il percorso ed in particolare:
Adesso è arrivato il momento di perfezionare la scorrettezza nella frazione ciclistica.
Sfruttare la scia di atleti più veloci senza farsi sorprendere dai giudici!

Innanzitutto gareggiare senza dispositivi elettronici.
Notare una diminuzione improvvisa di watt o del battito cardiaco potrebbe far insospettire qualcuno.
Certo, sarebbe un'analisi dei dati successiva alla gara e non immediata per i giudici, quindi dopotutto potete anche fregarvene.

Prima valutazione, assicuratevi di far parte di un gruppo forte, che ne valga la pena stare in scia. Beccarsi un'ammonizione per un'andatura che potreste tenere anche da soli, manco a dirlo, è un po' come una martellata sui coglioni.

Poi c'è da fare una distinzione importante: se siete in un gruppone numeroso, tipo Giro d'Italia oppure in un gruppo ristretto di 3-5 persone.
Nel primo caso uscire indenni da un controllo dei giudici comincia a diventare ostico.
L'unica soluzione è nascondere il pettorale e spacciarvi per un ciclista della domenica che si ritrovato casualmente sul percorso (magari ricordatevi di staccare anche gli adesivi sulla bici però)

Se invece vi trovate in un gruppo ristretto di persone allora è necessaria una buona organizzazione.
L'ultimo del gruppo, dal momento che è in fase di recupero, può dedicare le proprie attenzioni a voltarsi e notare in distanza l'arrivo della moto con il giudice.
C'è però da fare molta attenzione a non rovinare addosso a chi ci precede, altrimenti i danni saranno ben peggiori di un'ammonizione.
Una buona soluzione potrebbe essere questa:


Altro consiglio.
Le gare di triathlon sono spesso strutturate con multilap, bastoni da fare avanti indietro, passaggi sulla stessa strada da fare in entrambe le direzioni...
Sfruttate quest'arma a vostro vantaggio.
Oltre che incrociare con lo sguardo i vostri amici e i vostri avversari che incrociate, cominciate a prendere i riferimenti sulle moto-giuria e sul tempo che potenzialmente potranno impiegare per raggiungere la vostra posizione.

C'è poi la situazione in cui la situazione sta precipitando.
E' mezzora che state tranquilli in scia, quando sentite da dietro il rumore di una moto.
A questo punto dovete mettere in atto tutte le vostre abilità teatrali.
Rialzarvi sulla sella e cominciare ad inveire e sbracciare platealmente nei confronti di chi vi sta davanti, in modo da far pensare che abbiano fatto un sorpasso improvviso rimettendosi immediatamente davanti a voi.
Certo, in questo modo lo mettete in culo ai vostri compagni di avventura, ma in queste occasioni gli amici sono più che sacrificabili.

Infine, come ultima soluzione, c'è l'arma avanzata, lo stealth mode, l'INVISIBILITA'!
Ma questa è una tecnica segreta che se ve la dico poi devo uccidervi...

lunedì 16 aprile 2018

Il mio Challenge Roma 2018 e quel bel sorriso stampato in faccia



Quando ti senti bene e forte sai che tutto andrà per il meglio.
Ieri non mi interessava se avesse fatto freddo, piogga o se l'acqua fosse stata ghiacciata.
Ok, forse di quello un po' avevo pausa, ma ho visto che nello sprint del giorno prima sono sopravvissuti tutti...
Comunque, dopo aver preso qualche goccia di pioggia terra, prima dell'inizio della gara, 10 minuti primo dello start non piove più e si placa anche il vento.
Tutto perfetto.

Appena metto i piedi nell'acqua capisco che le mie preoccupazioni erano esagerate.
L'acqua è freddina ma nuotabilissima.
Qualche bracciata a testa alta per rompere il fiato e poi giù a cercare subito il ritmo.
L'impatto con il viso è un bello schiaffo ma  riesco da subito a prendere il mio passo.
L'anno scorso ho chiuso con ottime sensazioni in acque aperte e per fortuna da lì riparto.
Il mare è piattissimo, nonostante le nuvole c'è buona visibilità e si riesce ad impostare facilmente una buona traiettoria.
Sempre regolare, mai in affanno, la prima parte di gara nuoto praticamente da solo, ma a metà gara mi ritrovo con altri due ragazzi e di lì andremo con un bel passo costante fino all'uscita.
Distanza decisamente precisa di 1950mt esco in 29' e rotti... quello che mi aspettavo.



In T1 combino un po' di casini, prima penso di mettermi i calzini anche per la bici, poi cambio idea e me li tolgo, appena monto i sella mi accorgo che ho fatto un casino con il garmin che mi stava già segnando la seconda transizione.
Vabbè, smàchino un po' con l'orologio e lo faccio ripartire dalla frazione bici.

La seconda frazione, come annunciato non ha alcuna asperità.
Tre giri di totale piattone da fare fissi sulle prolunghe.
Un po' noiosi per chi ama arrampicarsi, ma una manna per gli specialisti delle crono...
...e per chi ha bisogno di esaltarsi con grandi medie!
Qui si ripresenta la stessa situazione del nuoto.
Prima parte totalmente da solo, nella seconda parte vengo raggiunto e superato da Federico "ironflyby", distanziato da un tizio straniero.
Dopo averli fatti scorrere avanti e tenuti a distanza anti-draft, li uso come riferimento per tenere il mio passo.
Si viaggia a velocità molto alte per un mezzo ironman, e in considerazione di un percorso tagliato per esigenze non preventivate a 77km, chiudo la frazione in poco più di due ore con 36kmh di media.

Anche quando comincio a correre le sensazioni sono molto buone.
Cerci di non guardare il passo ma concentrarmi sulle sensazioni della mia corsa e dopo un paio di chilometri riesco a prendere il giusto ritmo.
Il percorso, anche qui totalmente piatto, è stato disegnato in modo da passare più volte davanti ad amici e sostenitori.
Uno spettacolo quando la sofferenza comincia ad affacciarsi.
Ci sono tutti, prima vedo Alessia, poi Maria Pia che urlerà a squarciagola per tutti i 20km, subito dopo Carlo e Lollo in trasferta da Torino, e piano piano tutti gli altri ragazzi del Team Panda che hanno gareggiato ieri o che sono presenti per tifare.



Piano piano il percorso si riempi di tutti gli atleti che hanno completato la parte ciclistica, ed ogni occasione è buona per scambiare un incitamento con Walter "pescecane", una risata con Andrea, una chiacchierata al volo con Marco e un urlo con Giuseppe (acciaioooooo). Quando incrocio Silvia "Norvasc" non ho più fiato per strillare ma vedo che sta correndo alla grande ( infatte chiuderà terza di categoria).
Un chilometro prima dell'arrivo controllo se è tutto ok e allungo un po' il passo.
Non ho nessuno avanti o dietro, giusto per me, perché così è più bello.
E bellissimo sarà infatti il mio arrivo (4h14'04"), con Alessia che qualche metro prima del traguardo mi passa il cappellino da panda, per la mia breve passerella finale.
Poca roba, forse, ma quanto basta per tornare a casa con un bel sorriso stampato in faccia!


lunedì 9 aprile 2018

E.M.O. Training parte V (è il caso di usare sempre il navigatore satellitare?)


Precedenti puntate...
E.M.O. Training  I parte
E.M.O. Training  II parte
E.M.O. Training III parte
E.M.O. Training IV parte

Mi piace paragonare l'utilizzo dei dati negli allenamenti all'utilizzo di un navigatore nel calcolo di un percorso.
Sicuramente il modo migliore per analizzare le proprie prestazione, ma possiamo parlare dello stesso valore nel produrre prestazioni e quindi strutturare un allenamento?

Sicuramente parliamo del metodo più affidabile.
Il navigatore satellitare ci segna il percorso più sicuro, quello affidabile, ci valuta il costo energetico per ottimizzare il tragitto.
Però i locali possono farne a meno, perché a volte conoscono stradine secondarie che il navigatore non considera, ma che possono portarti avanti agli altri.
Come ho detto altre volte, il rischio è con le strade alternative, si può anche peggiorare la propria situazione.
E' una scelta.
Preferite fare una gara dove sapete che il range del vostro risultato sarà ad esempio intorno alle 2 ore, o giocarvela pensando di poter fare 1h45, accettando il rischio di 2h30?
Questione di scelte.
Io preferisco giocarmela.


giovedì 5 aprile 2018

"Ma nulla al mondo, sia vil, sia STRONG, si sottragga al Fato"


Sono ormai dieci anni che racconto le mie avventure su questo blog.
Il mio stile è sempre stato quello scanzonato e goliardico, cercando di sdrammatizzare il mondo sportivo amatoriale, soprattutto quando cerca di prendersi troppo sul serio.
Anche a costo di passare io, per quello poco serio.
Ma del resto, presentandomi subito in gara con un cappello da panda, ho esposto immediatamente il mio "manifesto programmatico".
Con la mia visione del triathlon mi sono reso responsabile di aver avvicinato parecchie persone a questo sport.
Certo, è la mia visione, non necessariamente quella ordinaria o "giusta", ma ognuno sceglie il proprio stile.

C'è quello freddo,  asettico, privo di emozioni, in cerca di polemiche e critiche, dal taglio giornalistico ed imparziale.
E poi c'è quello sfacciatamente di parte, che dà più risalto alle emozioni che al risultato, più alle persone che ai tempi, che preferisce il sorriso alla rabbia.

Da sempre ci sono stati diversi modi di interpretare quello che ci sta attorno.

"Questa è l'esposizione dei fatti di Erodoto di Turi, in modo che le vicende degli uomini con il tempo non vengano sbiadite"
Erodoto, nelle Storie, mette subito in chiaro che la sua è una realistica esposizione dei fatti, né più né meno di quello che è successo.

E poi c'è chi racconta (o meglio, si fa ispirare da una Musa) una battaglia dove dal cielo intervengono gli dei il cui "alto consiglio s'adempia", una battaglia dove "le frecce dei vigliacchi son sempre spuntate", quando il valore di una sconfitta viene raccontato come "nulla più degno di pianto dell'uomo, fra tutto ciò che respira e cammina sopra la terra", dove si racconta la tragedia, l'esaltazione, la vittoria e la perdita, lo sconforto e la passione, l'amicizia e il tradimento.

Nei miei racconti non troverete esposizioni di gare, affinché si ricordi esattamente quello che è successo.
Nei miei racconti troverete, angeli con ruote in mano, lacrime sotto al traguardo, nuotatori che nuotano 1'18"/100 con 82bpm e il fato che fa incontrare tre amici all'arrivo dopo 11 ore di gara.

Poi non sarò certo io a dirvi se preferire la lettura delle Storie di Erodoto o dell'Iliade di Omero.
O di chi magari non sa neanche mettere due parole di seguito...
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