giovedì 5 maggio 2016

Le marche ed i prodotti consigliate nel triathlon



Continuo a ricevere decine di richieste su quale marca di muta comprare, quale modello di scarpe da sciogliere, quali appendici per la bici comprare.
Non ho intenzione di consigliare alcun tipo di marca, e non vi dirò neanche la banalità de "l'importante è che deve essere adatta a voi"
Andrò in controtendenza.
Risparmiate.
A meno di esasperati estremismi di qualità o bassezza, non vi farà ottenere tutta questa differenza.
Ok, portarsi dietro una bici da 5kg ed una da 13kg qualche differenza può farvela, ma per il resto?
Ho una Kuota Kalibur da svariate migliaia di euro, dopo 3 anni si è spaccata la forcella su una salita, la stessa cosa è capitata a Giorgio con una Argon di altrettanto valore.
Un casco da crono degno di un astronauta quanto vi farà guadagnare rispetto a qualche scodella che vendono da Decathlon?
Una muta top di gamma vi toglierà (forse) 2" rispetto ad una entry level, un paio di scarpe da 200€, pensate che vi facciano correre a 3' al km?
 Se correte di merda che differenza c'è se avete una super ammortizzata o una minimalista?
Prima o poi vi farete comunque male.
Comprate gli occhialini da nuoto ipercromati oscurati prismatici con supercazzola?
Tanto comunque dopo due mesi si appannano definitivamente.
E diffidate delle recensioni di prodotti sul web.
Sono tutte marchette per sponsor (certo, anche io ne sono stato attore in passato).
Il fatto è che appena si arriva nel triathlon ognuno rimane offuscato dalla possibilità di avere un paio di scarpe o un cassetto in regalo.
Poi magari si spendono 300€ di albergo ed altrettanti di benzina per fare una gara in trasferta.
Cercate quello che vi serve veramente, pagatelo giustamente per quello che vale e smettetela di farvi troppe elucubrazioni mentali.
Tenetevi i soldi in saccoccia che con questa cazzata di crederci atleti ne buttiamo già parecchi.
Naturalmente, lo sapete, c'è solo una deroga.
La bellezza.
Lasciate stare cose efficienti ed utili, se una cazzo di bicicletta vi piace esteticamente compratela e basta.
A che vi serve spendere 500€ di meno per poi poter sempre pensare "ah quell'altra era più bella".
Un paio di scarpe da corsa, se fa schifo, o se non potete utilizzarle una volta consumate anche sotto gli abiti casual (...), che cazzo ve le comprate a fare?
Lo stile nel triathlon è tutto, il resto so' tutte cazzate.




lunedì 2 maggio 2016

L'unico valido motivo per saltare un allenamento di nuoto nel Team Panda


Con questa storia che mi piacciono i tatuaggi, mi sa che i miei ragazzi se ne stanno un po' approfittando...
 
 
 

 
 

 

giovedì 28 aprile 2016

Il coach giovane con poca esperienza


Come molti sanno, parecchi anni fa ho lavorato a Mondragone, un territorio sicuramente non semplice ma che mi ha permesso di formarmi al meglio professionalmente ed anche come persona.
Per una serie di eventi casuali, come il trasferimento inaspettato di alcuni colleghi superiori (uno dei quali me lo ritrovo adesso nel Team Panda...), dopo un paio d'anni mi sono ritrovato da solo a dover gestire con pochissima esperienza una squadra operativa.
Mi sono messo in gioco e con tanta voglia di dare il meglio di me, la collaborazione di tutti gli altri ragazzi senza i quali non avrei potuto fare niente, ed un pizzico di fortuna, ho ottenuto tantissime soddisfazioni e ricordi indelebili.
Forse è stato un rischio, altri avrebbero preferito attendere per crescere ancora ma non è stato il mio caso e gli insegnamenti di quell'avventura me li porto ancora dietro.
Tutto questo, naturalmente con le dovute differenze, lo sto vivendo anche con la stupenda esperienza di allenare i ragazzi del Team Panda.
Sicuramente in Italia ci saranno decine di allenatori più preparati o con più esperienza di me, ma anche stavolta ho preferito mettermi subito alla prova, magari anche sbagliando in alcune occasioni, ma cercando di crescere di pari passo con i "miei" ragazzi.
Mi piace gioire, esultare ed anche essere deluso con loro per una gara andata alla grande o non secondo le aspettative.
Nel mio piccolo vorrei trasmettervi tutta questa passione.
C'è chi fa e chi critica quelli che fanno.
Io ho scelto la prima strada.
 

martedì 26 aprile 2016

Preparare un Ironman (o un mezzo, o un olimpico, o uno sprint) e perdere peso.


Lasciate perdere.
State facendo una cazzata.
O fate una cosa o l'altra, almeno se volete farne una fatta bene.
Senza voler entrare nel dettaglio su discorsi nutrizionali, dei quali non ho competenze, mi limito a focalizzare un concetto semplice.
Un lunghissimo in bici o di corsa vi fa consumare almeno 1500calorie.
Quelle calorie vanno reintegrate totalmente.
Non potete permettervi di non mangiare prima o dopo.
Se non mangiate prima in un lungo vi trascinerete anziché allenarvi, con tutte le conseguenze fisiche (e psicologiche) che ne conseguono.
Se non mangiate dopo indebolirete il corpo che debilitato sarà più soggetto ad infortuni.
Avete qualche chiletto da perdere e volete mettervi a dieta?
Benissimo, ci sta tutto, fatelo nel periodo non agonistico.
Se volete un consiglio (più "di testa" che fisico) non usate neanche il periodo off-season per mettervi a dieta.
A fine anno, dopo tante restrizioni, il classico periodi di "sbraco" ci sta tutto e ci vuole!
Nel periodo iniziale di base della preparazione, ecco lì secondo me si può cominciare a lavorarci.
E poi lo sapete come la penso, se non ve magnàte almeno tre pizze a botta, che ve allenate a fa'?



 

lunedì 18 aprile 2016

E.M.O. Training


 
 
La domanda è: siamo atleti (amatori, per carità!) o compratori di gadget sportivi più o meno inutili?
Ok, se avete risposto la prima opzione siete anche dei cazzari.
Il fatto è che orologi, gps, fasce cardio, misuratori di potenza, mute top di gamma, portaborracce in carbonio ed altre ammennicoli vari, sono sì utili, ma assolutamente non indispensabili e,a volte anche deleteri.
Hey, ho detto a volte!
Bello analizzare gli allenamenti, bello vedere quanto hai zompettato sulle gambe, quanto hai oscillato e quante lampadine avresti potuto accendere con la pedalata di oggi, ma se tutto questo influenzasse le prestazioni anziché essere di supporto?
Tempo fa mi sono inventato una cazzata chaima "Blind Run", facendo credere ai ragazzi che alleno di sfidarci su chi azzeccasse la propria andatura di corsa non vedendo il gps.
Su venti, diciotto credevano di andare più piano di quanto effettivamente stessero andando.
Sensazione di fatica minore rispetto a quanto ci possa condizionare vedere il passo in tempo reale?
Forse.
Ma non solo.
Qualcun altro mi dice di non riuscire a sostenere certi ritmi, soprattutto quando al momento del massimo sforzo, dà una sbirciata al gps per controllare il ritmo.
La settimana successiva gli ho alzato oltremodo i ritmi, sapete che è successo?
Esatto, ha fatto l'allenamento più veloce, nei ritmi "esatti".
Troppo condizionati da questi oggetti?
Forse.
E sono due.
Naturalmente il discorso non va estremizzato.
Una prova empirica, breve, senza riscontri duraturi nel tempo, priva prove scientifiche e limitata solo alla corsa (hey sapientoni, è stato solo un gioco, i professori li lasciamo fare agli altri) lascia il tempo che trova.
Affrontare gare lunghe come una maratona ad un passo gestito troppo a sensazione potrebbe portare a conseguenze devastanti, , ma per quanto mi riguarda questo giochino mi basta per tirare qualche seppur breve considerazione.
 
EMO sta per EMOtional.
Allenarsi a sensazioni, nel senso sentire il corpo, non i congegni elettronici.
Ma E.M.O. sta anche per Easy-Moderate-Over, tre andature, tre sensazioni che ci bastano per allenarci.
Easy, vai facile, chiacchiera, divertiti e cazzeggia.
Moderate, tieni un passo impegnativo relativamente al tempo (non distanza) che c'è in previsione per quel tipo di allenamento.
Over, daje a tutta.
EMO TRAINING, appunto.
Li sto già inserendo nei programmi dei ragazzi che alleno.
Non sempre e non a tutti.
Che dite, facile, medio e forte, ah Strong, non te stai a inventà un cazzo!
Esatto, è proprio questo il punto.
Forse ci siamo inventati un po' troppo...
 
 

venerdì 15 aprile 2016

Allenarsi con la musica, questione (anche) di motivazioni


La musica fa parte costantemente della nostra vita e, di conseguenza, dei nostri allenamenti.
Potete correre con le cuffiette o sentire il vostro respiro, scalare una salita con la musica a tutto volume o pensare solamente a risparmiare il fiato, ma qualche motivetto per la testa vi girerà sempre.
In questa sezione ho raccolto alcune playlist che se volete potrete usare in qualsiasi momento, adatte al caso nostro.
Le ho divise in:
  • Motivational: i classici brani, spesso strumentali, usati nei trailer di momenti epici per caricare l'atmosfera
  • Training Hard: hip hop da ghetto, ideale per gli allenamenti di potenziamento o indoor
  • Vintage Training: come sopra ma con musica R&B, soul e funky
  • Power Song: perfetta per gli sforzi brevi e intensi, per avere una spinta in più
Tutte le playlist sono in continuo e costante aggiornamento. Anche se non avete Spotify a pagamento, potete comunque sentirle in modalità casuale, che poi durante gli allenamenti è la cosa migliore.
Buon ascolto!



 

lunedì 11 aprile 2016

La mia Maratona di Roma 2016: puoi farla come ti pare, ma resta sempre un gran bucio de culo!


Ok, che non l'avevo preparata ed avevo e il motivo per cui ho deciso di partecipare lo sapevate, che mi andava comunque di correre per Roma pure, ora vi racconto come è andata...

La giornata è ideale per correre per Roma, forse un po' di vento ma per chi come me non ha grandi obiettivi cronometrici non sarà un problema (almeno quello)...
Faccio tutte le cose con estrema calma e rilassatezza, addirittura sulla metro, con la musica nelle orecchie mi addormento e vengo svegliato alla fermata dove scendere dal movimento della folla...
Mi ingriglio solo 10' prima della partenza, ma il buon pettorale mi consente comunque di stare davanti e fare una partenza decente.
I primi chilometri scorrono (naturalmente) lisci, incrocio anche Giorgio che mi incita.
Mi aveva proposto di accompagnarmi lungo il percorso ma oggi volevo correre da solo, sentire il respiro, il rumore dei passi e l'incitamento del pubblico.
Probabilmente una scelta anti-social da un tipo "social" come me, ma Giorgio è un amico e avrà sicuramente capito.
Prima della mezza mi fermo per una breve sosta, una volta tanto senza l'assillo di "dover fare veloce anche quello".
Passo ai 21km in 1h35, forse un po' troppo veloce per quelle che erano le mie intenzioni.
Il passo cala leggermente e non faccio nulla per forzare.
Altra sosta e dritti verso la fine.
Nella fase di massima stanchezza incrocio tante facce amiche lungo il percorso che alleviano la fatica e mi danno una bella spinta di morale.
Carlo, Carmen, Piastrella e Sberi, Francesca (più altri amici che mi hanno scritto di avermi incitato ma che per il mio stato di rincoglionimenti non sono riuscito a vedere), ogni incitamento è una spinta in più.
Dopo il 32°km ricomincio ad andare bene ed era quello che mi interessava, riabituare la testa a soffrire quando finiscono le energie.
A due km dalla fine mi passano i pacemaker delle 3h15...che stanno viaggiando a 4'20... forse se l'erano presa un po' comoda all'inizio...
I sanpietrini mi stanno distruggendo le ginocchia, ma fa parte della Maratona di Roma e preferisco non spingere oltre.
Li lascio passare e li mantengo a qualche metro davanti preferendo correre da solo.
L'arrivo è sempre uno spettacolo, un mix di esaurimento, eccitazione ed esaltazione che solo la Maratona può darti.
Dopo tre anni torno a riprendermi Roma.
E come sempre, sarà solo una tappa nel cammino di quest'anno.

Ed ora le perle della giornata...
Con fascia, occhiali e barbona me ne hanno dette di tutti i colori lungo il percorso, dai tantissimi "daje panda", classico "corri Forrest".
Passi chi ha frainteso l'animale, strillandomi "daje koala", ma l'osca va sicuramente alla distinta signora attempata che al mio passaggio, con accento nordico, mi ha strillato "forza Messner!!!"
Sono stato a ridere per un chilometro!
Si corre anche per questo!
 

venerdì 8 aprile 2016

Road to Rome 2016 - Come sarà la mia Maratona?



Non mi è mai successo di correre una Maratona senza l'idea di fare un Personal Best.
Anzi, ora che ci penso, mi sa che ogni Maratona che ho corso mi sono migliorato rispetto alla precedente.
Questa volta no, questa volta è capitata quasi per caso, non programmata nell'ultimo mese, per una giusta causa.
Ok, anche perché in vista dell'Ironman è un modo per mettere in cascina qualche chilometro a piedi.
Comunque, non la farò con l'assillo del crono, se alla fine perderò qualche secondo non sarà una tragedia.
Attenzione, il che non significa sottovalutare 42km, anche se fatti sottoritmo...
Anche perché correre Roma è sempre è devastante, sia per l'altimetria non proprio piatta, sia per i 7km totali di sanpietrini lungo il percorso.
E poi ultimamente mi piace tantissimo andarmene a correre dentro Roma, e questa volta potrò farlo senza dover fare slalom tra turisti e macchine.

Oppure chi lo sa, magari mi sveglio bene, parto a tutta e metto il personale...

Perché tra due giorni ho la Maratona, li mortacci tua, fammi riposare almeno un po' prima!

lunedì 4 aprile 2016

Gente che alleno: Emilianochi?






Si sa, il problema (quello principale, almeno)  degli Age Group è quello di volersi allenare, sempre, comunque e anche quando non serve.
Con Emiliano il problema è l'opposto.
Mi trovo spesso io a doverlo forzare per allenarsi.
Certo, si sono il lavoro, gli impegni, le ragazze (?) e il ginocchio, e la gita al Dorset... bello tutto eh, però mo tocca pure allenarsi.
Mi accontenterei che ci mettesse un decimo della cura maniacale che mette nei particolari nel preparare le cose.
Ci siamo conosciuti l'anno scorso dopo che mi ha mandato 26 messaggi vocali su quale albergo scegliere per il 70.3 di Pescara.
Emiliano è questo, magari non si allena per un mese, poi vuole sapere ogni dettaglio su quale nastro per il manubrio della bici comprare.
Oppure battere il record del mondo di invio mail, come nel caso qui sotto, 5 in 24 minuti!


 
Emiliano è questo e, temo, anche molto di più.
Ma le sfide facili non ci piacciono, e allora portiamo Emiliano a conquistarsi le sue medaglie!
A proposito... Emiliano chi?

mercoledì 30 marzo 2016

Go minimal (Cominciamo dal togliere le solette alle scarpe)


Una delle domande più gettonate che mi viene rivolta è

"Ma che scarpe mi consigli?"

Lungi da me l'idea di consigliare marche varie, l'unico consiglio che riesco a dare è di avere meno "roba" possibile sotto (ma anche sopra) la suola.
Via zatteroni, via supporti, via plantari e sì, via anche solette.
Anche se siete pesanti o in sovrappeso, anzi ancora di più.
Sì, vabbè, ok tutta la storia che una via minimalista ha bisogno di una buona tecnica di corsa ed un approccio graduale ma insomma... impariamo questa tecnica di corsa e approcciamoci gradualmente, quale sarebbe il problema?
Volete evitare problemi e dolori fisici?
Volete evitare di portarvi peso in eccesso attaccato ai piedi?
Ricominciate da qui.
 
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