lunedì 11 dicembre 2017

Quanto tempo dedicare al triathlon?

Fare un IronMan in 9 o in 17 ore è la stessa cosa.
Sempre di AgeGroup stiamo parlando.
Ci sono troppe varianti che influenzano una prestazione:
  • passato da sportivo
  • tipo di lavoro
  • tempo che occupa il lavoro
  • famiglia
  • tempo che si vuole dedicare alla famiglia
Basterebbero anche solo due punti:
  • tempo che si vuole dedicare allo sport
  • impegno che si vuole dedicare allo sport
Gli unici paragoni sensati sono quelli tra professionisti: vite dedicate esclusivamente a perfezionare la prestazione atletica dove ogni minimo dettaglio può segnare la differenza tra una medaglia olimpica ed un ventesimo posto.


Il triathlon si sa, è una disciplina pericolosamente totalizzante.
Quando scatta la scintilla (il simpatizzante) quando si finisce la prima gara (il neofita), si rischia di far ruotare tutto intorno al triathlon.

 


Appuntamenti, impegni, rinunce, hobby sopiti, doveri rimandati.
Tutto in funzione degli allenamenti programmati per ogni giorno!
Ci si finisce dentro senza accorgersene e si diventa maniaci



E allora si finisce a cercare soluzioni assurde per cercare di eseguire ogni allenamento perfettamente, tipo svegliandosi alle 4 di mattina per correre con la neve a -18° (early bird), o annullare completamente il meritato e dovuto tempo per rilassarsi (lo stakanovista).





I risultati possono essere tremendi, farsi riempire la vita dal triathlon rischia di farti restare (o farti diventare, a seconda dalla situazione di partenza,) single, che insomma, potrebbe anche essere una scelta personale, ma l'importante è esserne consapevoli.


Per questo quando i ragazzi che alleno mi chiedono intimoriti  se possono saltare un allenamento o quando si sentono tremendamente in colpa per averne saltato uno, a me fa solo piacere (certo, basta che non ne saltiate sei su sette...)
Se il triathlon diventa la cosa più importante, non è più una passione, ma un mostro che fagocita il tempo alle altre cose.
Pensateci un po' a quanto tempo dedicate al triathlon e a quanto ne rimane per le altre cose...

lunedì 4 dicembre 2017

Quando l'atleta sa quello che deve fare anche senza coach



Come ho detto in altre occasioni, è importante avere un coach disponibile a qualsiasi momento.
Però, naturalmente, ci sono momenti in cui è impossibile essere disponibili all'istante.
In quei momenti è fondamentale per l'atleta avere ben chiara quantomeno l'interpretazione dell'allenamento da svolgere.
Per affinare questa unità di pensiero è meglio rodare anticipatamente il meccanismo.
Io vi consiglio di usare lo stesso metodo che ho utilizzato con Alessio.
Un giorno, quando mi ha chiesto un dubbio sull'interpretazione, gli ho chiesto quale fosse giusta secondo lui.
Era l'interpretazione sbagliata... o meglio, quella che non avevo in mente io.
Quando la cosa si è ripetuta in più di un'occasione abbiamo raggiunto la nostra perfetta linea d'intesa.

Quando hai qualche dubbio sull'allenamento, fai il contrario di quello che pensi.

Ed il risultato direi che è ampiamente ottenuto!



giovedì 30 novembre 2017

Cosa conta nel triathlon?


Parliamo di AgeGroup.
Cosa conta davvero?
Nel senso di COSA RIMANE davvero?
Un tempo cronometrico?
Una qualifica?
Una medaglia?
Una vittoria? (rileggere la prima riga, please)
Le sensazioni?

Io  scelgo l'ultima.
Lo dico sulla base delle mie esperienze, perché è da quelle che parto per trasmettere le mie idee.
Le gare che mi hanno lasciato i ricordi più intensi (non necessariamente più belli) raramente sono quelle dove ho ottenuto il mio personal best.
La Maratona di Padova è stata una cavalcata di entusiasmo più del personale a Ferrara, l'arrivo del mio primo IronMan a Klagenfurt è stato un mix di coincidenze che difficilmente potranno essere rivissute (pensateci un po' anche voi, quali sono le gare che resteranno indelebili?)
E scelgo l'ultima non perché le altre non siano importanti o sbagliate, magari sono le cose più importanti per altri.
Quello che voglio trasmettere io è altro.
Grazie al cazzo - qualcuno potrà pensare - non sei bravo ad allenare e la butti sulla sensazione.
Probabilmente ci sono decine di allenatori meglio di me, così come ci sono centinaia di tabelle di allenamento scaricabili online.
Però io, da tecnico scarso, non mi accontento.
Mi piace pensare che ci sia altro, prima e dopo del traguardo.
Mi piace interpretare il triathlon come stile di vita, non di allenamenti.
Che banalità eh?
Beh un po' sì, ma è vero.
Mi piace trasmettere che il triathlon può essere più improvvisazione che metodologia, può sensazioni che numeri, più ricordi che strumenti.
Abbiamo passato secoli a guardare il cielo, che significa affrontare la vita a testa alta.
Adesso ci stiamo abituando a basarci non su quello che vediamo e percepiamo ma su quello che ci dicono debba essere, che sia un telefono, un orologio, o un gps.
Che significa affrontare la vita a testa bassa.

martedì 28 novembre 2017

Tri Panda Ekiden: and the winner is...

 


Dopo una settimana di prove per il Tri Panda Ekiden abbiamo finalmente i risultati finali.
Dieci squadre, ognuna di tre persone, hanno battagliato sulle tre prove previste:
  • 100mt nuoto
  • 1km bici
  • 400mt corsa
Ogni atleta della squadra una prova.

I ragazzi c'hanno messo un intensità che neanche se stessero lottando per una medaglia olimpica.
Ma forse questo Tri Panda Ekiden vale più di una medaglia olimpica.

Rullo di tamburi... la squadra vincitrice è...

IRON QUEEN & PANZA KINGS



Tra Silvia, Gianni e Marco, non si fa fatica a capire chi dei tre interpreti il ruolo del nome della squadra.

Con il tempo di 1'15" a nuoto fatto da Marco, 1'23 in bici da Silvia e 1'11" di Gianni, IRON QUEEN & PANZA KINGS hanno battutto di soli 2" COME SE FOSSE ANTANI e di 6" THE FURIO'S.

Insomma, si sono davvero meritati l'ambitissimo premio!



Qui sotto la classifica completa.

mercoledì 22 novembre 2017

2^ Tappa della Corri per il Verde 2017 (Cosa possiamo imparare dai bambini)

 
Dopo tre anni torno ad iniziare e finire una corsa campestre come dico io.
Ho ricordi bellissimi delle corse campestri.
Ho iniziato a farle tre anni fa, nel mio miglior periodo di corsa.
Volavo in quel periodo.
Vivere con quei ricordi è però un'arma a doppio taglio.
Se da una parte ho legato quell'esperienza al mio miglior periodo di forma, è anche vero non riuscire a ritrovare quello stato non è una piacevole sensazione.
Due anni fa e l'anno scorso, proprio a partire dalle campestri, avevo metabolizzato un calo fisico in costante declino.
Se non riuscivo a spingere alla morte 6km come avrei potuto costruire una buona stagione?
Quest'anno però è ricominciato in maniera differente.
E' tornata la voglia di sentire le sensazioni di passare il traguardo senza fiato, e quella voglia c'era già sulla riga di partenza di questa seconda tappa della Corri per il Verde (la prima l'ho saltata per un malanno di stagione).
Percorso nuovo di questa edizione, ma pure non conoscendolo capisco che non ci sono particolari difficoltà.
Parto con Sandrino, Multilap e Paolo, che però perdo nel marasma iniziale.
Al termine del primo giro (di tre previsti) riprendo Fabrizio.
 
 
Faccio la gara proprio come l'avevo figurata questi giorni, senza impostare un'andatura ma con continui cambi di ritmo.
Curve, ripartenze, accelerazioni e sorpassi... sì, mi sto proprio divertendo.
Nonostante alla fine la stanchezza si comincia a far sentire, ho ancora voglia e gambe di fare la volata.
Supero un altro paio di persone e vado quasi a riprendere Zlatan Ibrahimovic...
Negli ultimi metri però si girà, mi vede sopraggiungere ed allunga ancora, concludendomi meritatamente davanti.
22'48" a 3'57" di passo.
Bello!
Questo cercavo e questo ho trovato. 

 
 



La morale della giornata di oggi comunque è che dobbiamo imparare tanto dai bambini.
Lasciate stare tutte le fisime agonistiche degli adulti, che sgomitano ad ogni curva per mantenere la posizione e sprintano alla morte anche per la cinquantesima posizione!

Prendete esempio dalla calma e tranquillità di una partenza dei cuccioli (6-7 anni) nel video qui sotto!

martedì 21 novembre 2017

La casa del Team Panda



Da ieri il Team Panda ha una casa virtuale.
Sito web, per capirci.
Il merito è del nostro Sandrino, che ha fatto davvero un ottimo lavoro.
Ci saranno molto cose da aggiungere in questa storia che è solo all'inizio, ma nel frattempo vi invitiamo a farvi un giro, magari scaricandovi anche i moduli per il tesseramento con il Team Panda per 2018.
La nostra casa è aperta, siete tutti i benvenuti!


 


lunedì 20 novembre 2017

Dario "Daddo" Nardone intervistato da STEFANOLACARASTRONG

Ad un certo punto dell'intervista, chiedo a Dario chi sia la persona che abbia fatto di più per il triathlon.
Ecco, senza voler togliere il giusto riconoscimento ai pionieri del triathlon in Italia, credo che Dario possa benissimo giocarsi quel "titolo".
Ha creato FCZ, la prima e più grande comunità di triathlon italiana dove, in anni in cui la triplice non era così conosciuta, ci si scambiava idee, informazioni e cazzeggi quotidianamente.
Senza scordare che è uno dei visi associato alle emozioni più grosse di ogni triathleta.
Quando finiamo una gara, sulla finishline di uno sprint o di un Ironman c'è lui, a celebrare il nostro arrivo.
Insomma, Dario è triathlon al 100%, e questa è l'intervista (divisa in due parti), che si è simpaticamente prestato a regalare ai lettori di questo blog!




PRIMA PARTE



POI RITORNA

lunedì 13 novembre 2017

Tri Panda Ekiden

100mt di nuoto (senza tuffo)
1 km in bici (in pianura)
400mt di corsa (pista o in piano)

Tre prove, tre atleti, una squadra.

Questa è il Tri Panda Ekiden.
La squadra che ha impiegato complessivamente il minor tempo riceverò un premio.

Nel corso della prossima settimana, dal 13 al 19 novembre, raccoglieremo ed approveremo le squadre partecipanti (inviate una mail a stefanolacarastrong@gmail.com con NOME DELLA SQUADRA, e nomi degli atleti).
Durante la settimana dal 20 al 27 novembre potrete svolgere le varie prove, ed inviarmi i risultati (specificando naturalmente il tempo di ogni disciplina) allo stesso indirizzo di posta elettronica.

La gara è aperta ai Team Panda ed amici dei Pandi.
Per i tempi, come sempre, famo a fidasse.

Daje mo!

Qui sotto troverete squadre e partecipanti, man mano che mi arrivano le iscrizioni.

giovedì 9 novembre 2017

Team Panda (pre-iscrizioni tesseramento 2018)


Cos'è il Team Panda?
Te lo spiego più avanti, intanto manda la mail  a...
segreteria@teampanda.it
per entrare nella squadra di triathlon più figa che c'è.
Come che c'è, CHI C'E'!
Ci sto io, non ve basta?

lunedì 6 novembre 2017

Il (mio) Convegno Nazionale Tecnico Fitri 2017


Sabato scorso c'è stato il convegno nazionale tecnico della fitri e queste sono le mie impressioni.
Impressioni naturalmente non tecniche e specifiche, per quelle ci sono "altre sedi".
In linea con quello che è da sempre stato lo stile del mio blog, vi parlerò solo degli aspetti più "di colore" della manifestazione.

Innanzitutto il luogo.
Non sono il tipo da lasciarmi andare a facili entusiasmi, soprattutto quando si tratta di tessere le lodi di aziende, che già di per sé hanno le proprie risorse per pubblicizzarsi, ma la sede della Technogym, (dove è stato ospitato il convegno) è davvero un posto da togliere il fiato ad ogni amante dello sport.
Già dal parcheggio talmente ampio e curato che ci potrebbero organizzare la prossima Ryder Cup.
Dopo aver parcheggiato e chiusa la macchina all'interno, torno indietro perché mi sembrava di aver lascito lo stereo acceso.
No, lo stereo è spento.
La musica arriva da piccoli altoparlanti nascosti dentro i cespugli che trasmettono in filodiffusione.

Dopo le presentazioni di rito, parla il relatore principale dell'evento: Joel Filliol, tecnico della squadra olimpica italiana.
L'intervento è di alta qualità, di quelli per cui vale la pena partire da Roma per ascoltarlo.
La traduzione in simultanea funzione perfettamente e Filliol sa tenere il palco alla grande, focalizzando l'attenzione puntualizzando i suoi concetti in modo chiarissimo.
Estrema sintesi.
Non esistono allenamenti magici ma l'importanza massima va data al rapporto coach/allenato e ad una programmazione ottimale che permette di arrivare al massimo nel momento clou della stagione agonistica.

Finale della mattinata con un focus sull'allenamento indoor fatto da personale della Technogym che propone prodotti Technogym.
Però, come sapete, sono un fanatico dell'allenamento indoor ed anche questa parte (comunque presentata con altissima competenza e professioanlità) risulta molto interessante.

Pausa pranzo. 

Siamo tantissimi, quindi ci dividono in due gruppi. 
Uno va a pranzo, l'altro può visitare l'immensa showroom, sbavando davanti tutti i prodotti disponibili per essere visionati e testati ma che costano più o meno come la mia macchina.
 Per la serie: tiè, annusa, ma non magnà!
A propositi de magnà, invece, quando i due gruppi si invertono, entro nella mensa aziendale che somiglia più alla mensa di MasterChef.
Banconi con chef che offrono tantissima scelta di primi, secondi, contorni, frutta, verdura, dolci, bevande, miccette e bombe a mano, tutto diviso per categorie (vegetariani, bio ecc...).
Un ragazzo preso a commozione chiede cosa sia previsto per noi del convegno e la risposta di Carlo Cracco è potete prendere quello che volete, quanto ne volete, e quando lo volete

Il tizio con le lacrime agli occhi comincia a caricare il vassoio.

Nel pomeriggio breve parentesi di prevenzione. Sicuramente interessante, ma purtroppo condensare troppi spunti in mezzora non permette di approfondirne neanche uno, probabilmente non era il contesto dove inserire questo tipo di intervento.

Poi di nuovo Filliol che spiega alcuni punti di cambiamento per puntare alle medaglie olimpiche per la squadra italiana.
Joel ci sa fare con la platea, attira l'attenzione e non annoia mai.
A fine intervento c'è la standing ovation.
Solo di Danilo Palmucci, ma sempre standing ovation è.

Finale di giornata con Josè Miota, fisioterapista del team di Filliol, intervento molto breve ma ben fatto e con la giusta dose di simpatia e di attinenza alla realtà, e conclusione su quanto è importante dormire bene (di azienda sponsor che vende materassi, ma è anche giusto così).

Insomma, tirando le somme, tra convegni e seminari fitri, a volte sono rimasto soddisfatto ed altre volte deluso dalla qualità delle conferenze.
Ecco, quella dell'ultimo convegno è proprio al strada da seguire, per offrire a noi tecnici i migliori strumenti.
Quindi, in pratica, comincio già a preparare il vassoio del pranzo...
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