venerdì 18 giugno 2021

Vacanze con o senza allenamenti? [video]


 

martedì 15 giugno 2021

L'allenatore politicamente corretto

 

 

Ultimamente, in ogni ambito, si tende a stigmatizzare i comportamenti politicamente corretti a favore di atteggiamenti sopra le righe, provocatori, ribelli, che vorrebbero far intendere un maggior spirito critico e brillantezza in generale.

Così, naturalmente avviene anche nel mondo del triathlon e degli allenamenti in generale, soprattutto da chi ha acquisito nel tempo una certa competenza ovvero una consistente esperienza.

Leggere o ascoltare commenti di assoluti neofiti nel mondo del triathlon, può portare a facili sfotto e prese per il culo, spesso di cattivo gusto e spesso con il solo scopo di ferire o apparire veterani ed esperti.

Ammetto, e riconosco, che a volte naturalmente anche io vacillo dal concedermi una riposta caustica e provocatoria, ascoltando alcune domande dei principianti.

Poi però, per fortuna, riesco a mantenere sempre il giusto equilibrio, e sapete perchè?

Non perchè "non sono le domande ad essere stupide, ma le risposte"... no... a volte anche alcune domande sono effettivamente stupide...

E neanche perchè "quando hai iniziato ci sei passato anche tu".

Semplicemente perchè non voglio essere come quelle persone che si comportano così, persone dalle quali ho sempre voluto prendere le distanze.

Perchè essere gentili, disponibili e sereni, è più bello, e ti fa stare meglio.

E ti rende anche un allenatore migliore.

martedì 8 giugno 2021

Perchè eseguire pedessiquamente il programma di allenamento

 

Come ho scritto più volte( QUI, QUI e QUI), è fondamentale che il rapporto di tra coach e atleta sia di totale fiducia.

Uno dei modi per rispettare questo reciproco legame è attenersi scrupolosamente al programma dell'allenatore.

Certo, per uno come me che sottolinea sempre l'importanza delle sensazioni e del saper "ascoltare il proprio corpo", è un po' una contraddizione parlare di rigidità e pedissequa attinenza, ma questo è un modo anche e soprattutto di "tutela" per l'allenato.

Ecco, aldilà degli aspetti emotivi del rapporto coach-atleta, non "sgarrando" il programma, l'allenato potrà sempre valutare gli obiettivi raggiunti dall'allenatore, che dovrà rendere conto a fine anno dei risultati.

Se io mi alleno di testa mia e faccio come mi pare, in caso di obiettivo non raggiunto l'allenatore avrà sempre il coltello dalla parte del manico: hai fatto come ti pare, adesso che vuoi da me?

Anche per gli infortuni, se state sempre scocciati, potreste valutare insieme all'allenatore gli eventuali errori, solo se vi siete attenuti a quanto programmato.

Le programmazioni, soprattutto alungo termine, servono proprio a questo!

E allora date un po' di fiducia a questi allenatori e vedrete che a fine anno il risultato l'obiettivo che avrete programmato sarà raggiunto...

...e se così non fosse, sicuramente potrete dare la colpa all'allenatore, per come vi avrà gestito o per l'obiettivo incongruente che avrà fissato...


venerdì 4 giugno 2021

Kilimanjaring Panda


Sì, doveva essere un Everesting, ma ci siamo fermati a 6000mt di dislivello.

Tanti piccoli errori di inesperienza ci hanno portato a perdere vari minuti più del previsto nelle pause, e la rimodulazione dell'orario di fine non era più compatibile con i nostri impegni.

Tentativo di Everesting non riuscito?

Poco male, se cercavamo un senso a questa fatica l'abbiamo trovato.

Tentantivo di Everesting non riuscito?

Leggete e poi rispondente.

Io, Walter, Alessioe Matteo partiamo poco prima delle 21... in realtà eravamo pronti già una mezzoretta prima, ma Alessio si scorda il Garmin (niente di che, solo l'attrezzo che avrebbe dovuto certificare la nostra impresa) e aspettiamo la moglie Eleonora che si fa 30km per portarglielo. Naturalmente non è neanche incazzata, perchè sa che con questo ci campa di rendita per almeno due anni in favori da chiedere al marito!

La salita individuata per il tentativo è San Polo mdei Cavalieri lato Tiburtina, 7km per un dislivello medio del 5% circa, da fare una venticinquina di volte, per un totale di 360km circa.

L'occasione, come già condiviso più volte, era raccogliere fondi per l'A.Ge.Pi.

Le prime due salite, naturalmente, volano.

Poi arriva la prima difficoltà: il freddo.

Eravamo tutti attrezzati al meglio, ma il cambio tra vestiario leggero per la salita e quello pesante per la discesa ci prende più tempo del previsto, oltre le sosteper rifollarci con la crostata di Giusy e per la pipì per il freddo ad ogni discesa.

Fino ad una certa ora abbiamo anche il fotografo ufficiale che ci immortala mentre saliamo e scendiamo al buio, ma dopo mezzanotte siamo totalmente soli.

La sensazione è unica e (per noi) mai provata.

Saliamo nel cuore della notte, senza alcun rumore, in mezzo ai boschi illuminati solo dalle nostre luci e dalle stelle, accomapgnati da due volpi e un istrice, e c'è qualcosa di magico in tutto questo.

Il sonno e il freddo, sopratutto dalle 3 alle 4, sono logoranti, ma siamo ancora lucidi per apprezzare e goderci questi momenti indescrivibili.

Facciamo una salita completamente in silenzio, cercando un senso alla nostra fatica.

Alle 4:45 comincia ad albeggiare, e in quel momento scompare ogni fatica: il morale è alle stelle e non vediamo l'ora di continuare.

Altre due salite e ci fermiamo a San Polo a prendere un caffè ad un bar appena aperto.

Alle 8:30 arriva mia moglie con altro caffè e cornetti caldi, altra botta per il morale.

Passa un'altra ora e arrivano tanti altri Panda e amici ciclisti locali per accompagnarci per le salite ed amici e parenti lungo la strada si fermano per acclamarci... uno spettacolo ed un aiuto enorme, i chilometri scorrono senza accorgercene.

E poi al termine di una salita, la 14^ se non sbaglio, su in cima troviamo Chiara dell'A.Ge.Pi. che è venuta a sostenerci con il figlio Francesco. Dovremmo essere noi a regalargli un sorriso ed un'emozione, ma è il contrario.

Ci facciamo una foto insieme, lo abbraccio e gli do un bacio, ma vorrei stringerlo ancora più forte. Un vortice di emozione eche, parlandone durante la discesa con gli altri ragazzi, hanno avuto tutti.

Abbiamo trovato il senso a tutto questo.

Non la gloria personale o l'egocentrismo (che per affrontare una cosa del genere sicuramente erano presenti), ma aver fatto qualcosa, seppur una briciola sola, per Francesco.

Le soste si sono prolungate tantissimo, ci facciamo due conti e vediamo che l'orario di termine andrebbe ben oltre le nostre aspettative, rendendo tutto incompatibile con l'orario lavorativo del giorno seguente.

Matteo e Alessio si fermano dopo 16 salite, io e Walter ne facciamo una in più giusto per raggiungere 6000mt, ma il risultato sostanzialmente non cambia.

Adesso, vorrei ripetere la domanda iniziale,e date voi la risposta...tentativo non riuscito?



lunedì 24 maggio 2021

"Il più giusto è il più bello"

 

Spesso dico che il fattore estetico nel triathlon è la cosa più importante.

Mi avrete certamente sentito asserire convintamente che la miglior bicicletta è quella che vi piace di più, oppure che in gara l'unica cosa che conta è venire bene alle foto.

Se pensate che siano farneticazioni o boutade goliardiche, siete quantomai distanti dalle mie intenzioni.

Per deformazione professionale ho avuto una formazione basta sulla "forma e sostanza".

Traslandolo negli allenamenti possiamo tranquillamente concedere un accento alla congiunzione definendo la relazione "forma E' sostanza".

Il concetto si esaspera ancor di più nelle gare di lunga distanza quali IronMan e 70.3.

Sapete qual è il primo segnale di crisi nel gesto atletico?

Quando cominciate a perdere la compostezza del movimento: la rotazione (attezione, non il rollìo) sperentina in acqua, il movimento scoordinato delle spalle in bici, le braccia senza controllo che si muovono lateralmente nella corsa... in poche parole, siete brutti.

La bellezza sportiva non è più materiale ma insita nel soggetto e l'unico modo per farla propria è tramite una percezione accompagnata dal giudizio che il soggetto muove verso l'oggetto stesso. Perciò l'unico strumento che si ha per misurare e concretizzare in parte la bellezza è la percezione stessa del soggetto. 

La miglior indicazione possibile, in questo caso, ci arriva dalla Grecia antica e, precisamente da Delfi dove, sulle pareti del tempio di Apollo erano incise alcune massime, le più famose delle quali - oltre alla celebre γνῶϑι σεαυτόν conosci te stesso (leggasi E.M.O. Training...) tutte basate sul rispetto dei criteri di armonia e proporzione e variamente attribuite, ora ad oracoli emessi dalla Pitia, ora a ciascuno dei sette sapienti, ora allo stesso Zeus - erano le seguenti:

“Il più giusto è il più bello” 

“Osserva il limite” 

Odia la hybris (tracotanza)

“Nulla in eccesso"

 Se tenete a mente questi quattro fondamenti durante il vostro IronMan, non dovrete temere nulla.

 E, soprattutto, non rischiate di avere foto brutte della vostra gara più importante.

lunedì 17 maggio 2021

Everesting Panda (2 giugno 2021)

Cos'è un Everesting?

In estrema sintesi, bisogna pedalare su e giù per la stessa salita finché non si coprono 8848mt di dislivello positivo. 

Semplice, no?

Giusto per chiarire, stiamo parlando di una prova che consiste più o meno in  260km e almeno 20 ore circa di pedalata.

Un po' meno semplice eh...

Comunque, il Team panda naturalmente non poteva esimersi dall'affrontare una sfida del genere, ed altrettanto naturalmente lo faremo, anche questa volta appoggiando l'A.Ge.Pi, cosa che rimane la sfida più importante!

Quindi, il 2 giugno 2021, sulla salita di San Polo dei Cavalieri (lato Tiburtina) noi ce la metteremo tutta a portare a casa questo grande risultato ma voi se volete potreste aiutarci in vari modi:

  1. Facendo una donazione all'A.Ge.Pi
  2. Pedalando qualche chilometro con noi per farci compagnia
  3. Incitandoci lungo la salita al nostro passaggio
Daje sempre, daje Panda, daje mo!

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