lunedì 30 luglio 2018

Il buco nero degli allenamenti non sincronizzati


In questi giorni si è sentito molto parlare dell'eclissi lunare.
Tutti contenti, con il naso all'insù, ad osservare quella palla arancione oscurarsi.
C'è però un altro fenomeno astronomico un po' meno gioioso.
Anzi, per molti è una vera e propria disperazione.

Avete appena fatto l'allenamento perfetto.
magari proprio quello che odiate e non vi riesce mai.
Un 3x2000 girato 5" meglio delle vostre aspettative.
Una salita a tutta che sicuramente vi avrebbe fatto ottenere un kom...
O peggio ancora, un personal best in gara!

Salvate immediatamente la prova sul vostro gps da polso e andate a sincronizzare l'allenamento sul portale di riferimento.
Non vedete l'ora di vedere quanti KOM avete ottenuto, quanto distacco avete dato sul vostro rivale nel segmento nel quale vi sfidate in continuazione ma...

Niente, non succede niente!
Eppure sembrava tutto salvato regolarmente.
Cominciate a sudare freddo, perché capite quello che sta per succedere.

Non potrete vantarvi di quei 6km a nuoto.
Non potrete condividere la foto con gli esaltanti dati di Strava .
Nessun badge!
Nessun Kom!
Il vostro allenamento è astato risucchiato nel BUCO NERO DEGLI ALLENAMENTI NON SICRONIZZATI e, mi dispiace per voi...
...ma quell'allenamento SARA' MAI ESISTITO!


giovedì 26 luglio 2018

Convenzione con un nutrizionista che ve fa magnà

Vorrei collaborare con un nutrizionista che non renda i ragazzi che alleno pelle e ossa.
Che li faccia magnà.
Lungi da me dare consigli alimentari, ma ne esisterà uno così?
Non scherzo, sono disposto a consigliare le sue prestazioni professionali ai miei atleti e girargli i loro contatti.
Porzioni da 400gr di pasta, reintegro post-allenamento con cheesecake, cioccolata al latte di pessima fattura e non necessariamente quella con 99% di cacao... insomma, roba calorica!
Che poi, su chi si allena su distanze corte o fa solo la corsa (ricordo che qui ci i allena per il  triathlon), il discorso va anche bene...
...ma se poi chi prepara un IronMan pesa meno della bicicletta che dovrebbe spingere oppure mi scrive "Strong, io i lunghi in bici li faccio a stomaco vuoto", Strong allora reagisce così...


lunedì 23 luglio 2018

Accorgimenti da adottare nella corsa se dopo dovete partecipare ad un evento

La scorsa settimana ho partecipato ad un matrimonio.
Di pomeriggio.
La mattina, naturalmente, non mi sono privato del mio lungo di corsa.
Non tanto per evitare di saltare un allenamento, ma perché strafogarsi alla cena di un matrimonio dopo un lungo di corsa dà molta più soddisfazione...

Comunque, per motivi di orario, sono andato a correre in un orario particolarmente caldo e per evitare di prendere "un'incocciata di sole" ho indossato un cappellino.
Al contrario, per riparare anche la nuca.
Sì, con "l'apertura" davanti!

Ecco, magari mi sarò anche risparmiato un colpo di sole, ma la mia situazione prima di andare al matrimonio era questa...


giovedì 19 luglio 2018

Gente che alleno [Cento Bottàcce]



Mio nonno, grande, tifoso della Lazio, criticava tuttavia sempre Fabrizio Ravanelli, nel suo periodo biancoceleste.
In particolare gli rimproverava il fatto di cadere a terra ad ogni accenno di contrasto.
Per questo motivo lo aveva soprannominato "cento bottàcce", ovvero cento cadute.

Lollo è uno dei ragazzi più forti che alleno, però ha qualche difficoltà da risolvere.
Ad aprile, una decina di giorni prima del suo esordio stagionale al Challenge di Roma, è caduto rompendosi il polso.
Stop forzato e gara saltata.
Vabbè, sono cose che possono succedere quando uno si allena tanto.

Dieci giorni prima del 70.3 Pescara, durante un allenamento di corsa, cade nuovamente.
Questa volta si rompe il gomito.
Altro stop forzato (più lungo) e altra gara saltata.

Lo scorso finesettimana la terza caduta, questa volta in bici.
Escoriazioni multiple e contusioni alla spalla ma, almeno stavolta, nulla di rotto.

Mio nonno sicuramente avrebbe avuto alcun dubbio su quale soprannome affibbiargli...




lunedì 16 luglio 2018

Quelle vecchie sensazioni di...merda!



Avete presenti quei dolori alla pancia dopo o durante un allenamento particolarmente intenso?
Quando mentre state correndo che cominciate a guardarvi intorno alla ricerca di qualche fratta.
Quando dovete cominciare ad abbassare il ritmo altrimenti se continua cosi non ci arrivate neanche, a quella fratta?
Ecco, erano mesi che non le provavo.
Probabilmente ho rallentato leggermente l'intensità dei miei allenamenti, entrando un po' più in una confort zone, evitando di spremere troppo il mio fisico.

La scorsa settimana, tuttavia, ho avuto il piace di allenarmi in compagnia di "Giaskamo".
Giacomo è un triatleta forte, molto forte, troppo per il mio livello, che però con la scusa del "sono tre anni che non gareggio, devo riprendere un po' di ritmo gara, alleniamoci insieme!" mi ha convinto a nuotare, pedalare e correre con lui.

A nuoto dopo che ho sofferto come un cane a girare alla sue andature, ha detto "ok, ora mi sto sciogliendo" e mi ha dato 15" su un 100 a stile...

In bici, facendo un allenamento di SFR mi ha fatto mettere la mia terza migliore prestazione sulla salita di San Polo.

E a corsa, avete presente quelle sensazioni di cui vi parlavo all'inizio?
Ecco.

mercoledì 11 luglio 2018

Come risparmiare tempo sugli allenamenti andando a lavoro in bici (ovvero: qual è la vostra scusa?)


Lo so, esistono centinaia di articoli sul fatto di andare a lavoro in bici.
E probabilmente anche io ne avrò scritto più di uno.
Ma voglio raccontarvelo ancora, perché è da un po' che non lo faccio.
Sono invecchiato, una volta venivo a lavoro in bici anche durante l'inverno, e se era troppo buoi la caricavo sul treno per poi tornare a casa pedalando 35km.
Adesso no, aspetto l'estate.
Aspetto che chiudono le scuole e il traffico comincia a scemare.
Certo, potrei parlarvi del fatto che andando a lavoro in bici risparmiate tempo su un allenamento (in pratica cominciate a lavorare che già avete fatto il vostro primo allenamento), oppure del risparmio della benzina, dell'autostrada, ma non è questo.
O meglio, non è solo questo.
Invece di riempire la borraccia a casa, mi fermo lungo la strada a riempirla.
Qui però non si tratta di risparmiare.
Qui si tratta di fermarmi un minuto a caricare l'acqua davanti ad uno dei posti più belli del mondo (quello che vedete in foto).
Mi basterebbe solo quello.
La magia di quelle prime ore dove ci sei solo tu, la tua bici, e una buona colonna sonora nelle orecchie è impagabile.
Ok, i puristi diranno che è meglio ascoltare il rumore del proprio respiro, ma io durante la mia giornata non riesco a stare più di 5' senza musica e quindi anche in bici ho le mie compilation in rotazione.
Potete portarvi tutto quello che vi serve senza scusanti.
Nel vostro zaino potete mettere tutto quello che per dopo, dal cambio al pranzo.
Se avete la doccia in ufficio bene, se non la avete basta un lavandino dove sciacquarvi per bene.
Svegliarsi prima?
A me bastano 10' di quando vado con la macchina.

E quindi, alla fine, qual è la vostra scusa per non andare a lavoro in bici?

lunedì 2 luglio 2018

Il mio Triathlon Olimpico di Vico 2018 [tanta fatica tanta gioia]


Quando una gara l'hai fatta tante volte da conoscere ogni centimetro, è logico provare a pensare qualche tattica da mettere in atto.
Tattiche che, puntualmente, vengono stravolte dopo un metro di gara.

Il fatto è che riesco ad uscire dall'acqua con un gruppetto che di solito mi esce davanti, cercando di fare i salti mortali per rientrare in bici.
E invece stavolta mi ritrovo già con quel gruppo.
Mica male!



Nella mia testa c'era l'idea di gestire i primi due (di quattro) giri di bici.
Il percorso di Vico, per essere una gara di triathlon, è piuttosto duro, con una salita non lunga ma che spezza il ritmo e soprattutto le gambe ogni volta che si affronta.



 
Che poi neanche a dire che il resto del percorso si controlla.
Niente, è un forcing continuo, per tutti i 40km di bici non c'è un attimo di rilassamento.
Dopo i primi assestamenti, nel gruppo restiamo in 6-7, ed ognuno ha i suoi motivi per tirare.
Il mio motivo sono i miei rivali di categoria, che vedo un po' attardati nei gruppi dietro al mio.
Alla fine restiamo solo in due a tirare, ma le energie rimaste sono poche per tutte e ognuno tira fuori quello che rimane.


Quando comincio a correre la fatica della bici si fa sentire tutta.
Ma stavolta non posso cedere come a Pescara.
Qui ho un discreto vantaggio su Ricky e Gianluca, miei rivali di categoria, e non è una buona notizia.
Non lo è perché loro sono più veloci di me nella corsa, e so già che mi aspetteranno 10km di sofferenza provando a resistere ai loro attacchi.
Quando li incrocio vedo che hanno un passo più brillante del mio.
Dopo il primo giro il mio vantaggio si è ridotto di un bel po'.
Gianluca sta volando, ma è ancora lontano, Ricky invece si avvicina sempre di più.
Certo, sicuramente mi sfuggiranno altri che non conosco della mia stessa categoria, ma se sto davanti a loro sicuramente significa che sto facendo una bella gara!


Ricky è eccezionale, nonostante sto davanti e mi sta recuperando, ogni volta che lo incrocio mi incita a spingere di più!
Comincio la salita dell'ultimo giro di corsa.
La stanchezza ormai è tanta ma al giro di boa capisci che ce la posso fare.
In discesa allungo il passo e mi godo l'arrivo.
Sono terzo di categoria.
E venticinquesimo assoluto.
Tanta tanta soddisfazione.
Solitamente la testa ti aiuta quando sei in rimonta sugli avversari.
Quando si trattava di resistere agli attacchi ho sempre mollato dopo un po'.
Ma non stavolta.
Stavolta c'è stata la voglia di soffrire fino all'ultimo metro.
La fatica è sempre enorme, ma quando la gioia è altrettanto enorme sai che ne è valsa la pena!

 
 

 

mercoledì 27 giugno 2018

Come correre a 3' al chilometro! (ovvero, l'andatura di Gianni sui 100mt)



L'altro giorno, controllando sulla piattaforma online gli allenamenti dei ragazzi, ho notato il report di un allenamento alquanto insolito.
Si tratta di Gianni, che ha sperimentato l'ebbrezza delle ripetute sui 100mt.
Quando però fai degli allenamenti di qualità così corti, diciamo fino ai 400mt, ti aspetti un riferimento in tempo, non sul passo...
E invece che mi ritrovo sul suo report?


8x100mt al passo di 3'05" al chilometro!
Certo, per uno sportivo amatoriale fa sempre figo dire di correre a 3 al chilometro, però mi sarei aspettato un "diciotto secondi".

Va bene lo stesso eh, ci mancherebbe, ma è come celebrare il nuovo record italiano dicendo che Filippo Tortu a Madrid ha fatto primato sui 100mt  con il passo di 1'48"/km...

lunedì 25 giugno 2018

Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo IronMan Italy? (Intervista al Race Director Fabrizio Cutela)


 
Ho conosciuto Fabrizio quando ha organizzato il triathlon su media distanza a Varano.
Lui era alle prime armi come organizzatore ed io alle prime armi come triathleta.
Dopo un po' di anni e un po' di esperienza in più, ci siamo incontrati nuovamente per sapere cosa ci aspetterà al prossimo IronMan Italy in programma a Cervia il 22 settembre 2018.
Naturalmente le domande saranno sempre panda-style, quindi aspettatevi il peggio, come sempre...
 
1.Ci siamo conosciuti alla prima edizione del varano triathlon, cosa è cambiato da quel giorno ad ora
che sei Race Director di IronMan Italy?
Davvero! Quanto tempo, ma il ricordo è vivissimo, soprattutto di quel pazzo, se non ricordo male non del tutto esile, con il berretto da Panda.... 
Cos'è cambiato? Beh tante notti insonni allora, tantissime adesso, lo stesso entusiasmo ma l'asticella un pò più alta.

2. Ci saranno cambiamenti del percorso rispetto all’anno scorso?
E' un segreto ma a te lo posso svelare: non cambia nulla infatti saranno sempre 3.8km a nuoto, 180 in bici e 42.2 di corsa. Non dirlo in giro per favore!

3. Perché chi ha già partecipato alla precedente edizione dovrebbe tornare anche quest’anno?
Perché se ha dimenticato qualcosa in stanza d'albergo non può lasciarla lì ancora per un anno! No dai, seriamente qui l'entusiasmo di voler accogliere e coccolare sempre di più pubblico e partecipanti è sempre alle stelle, del resto la Romagna è famosa per questo, allora mi chiedo, perché non esserci?

4. Mi riveli qualche scorciatoia per tagliare il percorso?
Se prendi la prima a sinistra e poi la seconda a destra in un attimo sei arrivato, però occhio che se fai così "vai direttamente in prigione senza passare dal via"

5. Qual è la richiesta più assurda che un professionista ha posto come requisito per la sua
partecipazione?
I pro sono pro in tutto! Le richieste più assurde invece arrivano sempre dagli AgeGroup, come  quello che prima di iscriversi, siamo circa a Marzo, mi ha chiesto se la muta era consentita altrimenti non si sarebbe registrato! 

6. Hai intenzione di istituire un premio anche per chi fa la transizione più veloce, visto che la zona
cambio è lunga quanto una gara di corsa?
La transizione è lunga apposta perché gli applausi durino di più! Non è già un bel premio?

7. Qual è la gara di triathlon meglio organizzata che hai visto?
Ne ho viste poche mal organizzate, molte con qualche piccolo problema, tantissime che lasciano il segno in noi appassionati. Ma se ti devo citare una gara fra quelle che ho visto ben organizzata, senz'altro penso a Bardolino perché ha 35 anni di età ma è sempre quella che stupisce di più per innovazione. 

8. Qual è l’aspetto più difficile per organizzare un evento di queste dimensioni?
Sicuramente orchestrare 1500 persone fra volontari, staff e addetti è una delle sfide più importanti ma Ironman ha 40 anni di esperienza e sfruttando al meglio questo know how le cose diventano più semplici, mai facili ma più semplici!

9. Se arrivo primo assoluto cosa vinco?
Per te oltre al premio previsto dobbiamo inventarci un premio speciale, dammi qualche giorno ancora per pensarci.

10. Che rapporto c’è con gli altri organizzatori di gare long distance in Italia, rispetto, menefreghismo o coltelli affilati?
Personalmente ho buoni rapporti con tutti, c'è un annoso problema che è quello degli incastri delle date quando si inserisce una nuova gara in calendario che crea sempre un po' di attriti, ma questo è anche sintomo di uno sport in crescita per cui non lo vivo come un ostacolo fra organizzatori. Vorrei anche dire che sto imparando tanto da chi fa questo mestiere da più tempo di me e la mia gratitudine è sempre davanti a tutto. 

11. Quantifica il numero di persone che ti hanno chiesto se gli rimediavi un’iscrizione gratis.
Ho perso il conto a 10 perché so solo contare con le dita delle mani....

12. Perché in Italia non si riesce ancora trasmettere IN DIRETTA una gara di triathlon, troppe richieste economiche o mancanza di mezzi tecnici?
Penso si tratti di un problema di "domanda/offerta" in ogni caso in un prossimo e vicino futuro penso che qualcosa si muoverà, dopotutto siamo o non siamo una disciplina spettacolare?

13. Se potessi avere un atleta a piacere alla partenza, chi vorresti?
Tutti i primi 50 Uomini e le prime 50 Donne del ranking Ironman 

14. Se potessi NON avere un atleta alla partenza, chi NON vorresti avere?
NON vorrei Don Matteo, il suo modo di scendere dalla bici potrebbe mettere in imbarazzo i 100 di cui sopra 

15. I posti disponibili sono finiti, vogliamo prendere per il culo quelli che hanno tergiversato e
non hanno fatto in tempo ad iscriversi?
Ma no anzi se avessi la possibilità li farei rientrare tutti, a costo di arrivare a Pesaro con l'estensione della zona cambio...

16. Dopo l’arrivo consigli piadina o lambrusco?
Piadina e Sangiovese, il lambrusco lo beviamo volentieri quando andiamo in Emilia 

17. La domanda più frequente che i partecipanti ti rivolgono i giorni prima della gara?
Muta si muta no, la risposta è sempre quella: si decide 1 ora prima della partenza

18. Dopo aver portato un IronMan full distance Italia, ci porti anche le Olimpiadi?
Preferirei i mondiali di calcio

19. Si vabbè, ma alla fine che sarebbe ‘sto IronMan Italy?
'Na garetta

20. Un saluto speciale per il Team Panda… e ti aspettiamo per una bella foto di gruppo con noi,
naturalmente ti vogliamo vestito da panda!
Panda a nuoto Panda in bici Panda di corsa.... P'andà come te pare! Daje Ragà!
 
Il primo incontro con Fabrizio a Foce Varano

martedì 19 giugno 2018

L'arte del massaggio post-gara (PARTE II)





Vi ho raccontato qualche giorno fa l'esperienza del massaggio post-gara di Antonio.
L'abbiamo preso in giro per bene e, naturalmente, si è immediatamente applicata la legge del contrappasso.
Dopo essermi cotto bene le gambe durante la frazione finale nel 70.3 di Pescara, dopo essermi infilato medaglia e maglia da finisher, mi sono diretto immediatamente verso l'area massaggi.
Però stavolta, invece di Estela, c'era Marco, che nella presentazione mi fa presente di essere un pugile...
Capisco subito che la gara che ho appena completato non è stato il momento più duro della giornata.
Dopo qualche minuto mi avverte "questo ti farà un po' male..."
E infatti mi piego in due, naturalmente fingendo di non soffrire...
Marco è davvero in gamba, mi spiega tutto quello che sta facendo e come reagiscono i miei muscoli.
Passa ancora qualche minuto e arriva la rassicurazione "questa invece è la parte rilassante..."
Praticamente come prima, continuo a piegarmi.

Tuttavia, un po' di sofferenza in quel frangente si fa ripagare tutta quando mi rialzo.
Torno come nuovo,  il giorno dopo posso permettermi di andare a fare colazione senza camminare come uno zombie e due giorni dopo faccio un bell'allenamento di qualità di corsa in brillantezza.

Come sempre, quando vuoi ottenere qualcosa di buono, nulla è semplice e come ti aspetti...
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