giovedì 19 luglio 2018

Gente che alleno [Cento Bottàcce]



Mio nonno, grande, tifoso della Lazio, criticava tuttavia sempre Fabrizio Ravanelli, nel suo periodo biancoceleste.
In particolare gli rimproverava il fatto di cadere a terra ad ogni accenno di contrasto.
Per questo motivo lo aveva soprannominato "cento bottàcce", ovvero cento cadute.

Lollo è uno dei ragazzi più forti che alleno, però ha qualche difficoltà da risolvere.
Ad aprile, una decina di giorni prima del suo esordio stagionale al Challenge di Roma, è caduto rompendosi il polso.
Stop forzato e gara saltata.
Vabbè, sono cose che possono succedere quando uno si allena tanto.

Dieci giorni prima del 70.3 Pescara, durante un allenamento di corsa, cade nuovamente.
Questa volta si rompe il gomito.
Altro stop forzato (più lungo) e altra gara saltata.

Lo scorso finesettimana la terza caduta, questa volta in bici.
Escoriazioni multiple e contusioni alla spalla ma, almeno stavolta, nulla di rotto.

Mio nonno sicuramente avrebbe avuto alcun dubbio su quale soprannome affibbiargli...




lunedì 16 luglio 2018

Quelle vecchie sensazioni di...merda!



Avete presenti quei dolori alla pancia dopo o durante un allenamento particolarmente intenso?
Quando mentre state correndo che cominciate a guardarvi intorno alla ricerca di qualche fratta.
Quando dovete cominciare ad abbassare il ritmo altrimenti se continua cosi non ci arrivate neanche, a quella fratta?
Ecco, erano mesi che non le provavo.
Probabilmente ho rallentato leggermente l'intensità dei miei allenamenti, entrando un po' più in una confort zone, evitando di spremere troppo il mio fisico.

La scorsa settimana, tuttavia, ho avuto il piace di allenarmi in compagnia di "Giaskamo".
Giacomo è un triatleta forte, molto forte, troppo per il mio livello, che però con la scusa del "sono tre anni che non gareggio, devo riprendere un po' di ritmo gara, alleniamoci insieme!" mi ha convinto a nuotare, pedalare e correre con lui.

A nuoto dopo che ho sofferto come un cane a girare alla sue andature, ha detto "ok, ora mi sto sciogliendo" e mi ha dato 15" su un 100 a stile...

In bici, facendo un allenamento di SFR mi ha fatto mettere la mia terza migliore prestazione sulla salita di San Polo.

E a corsa, avete presente quelle sensazioni di cui vi parlavo all'inizio?
Ecco.

mercoledì 11 luglio 2018

Come risparmiare tempo sugli allenamenti andando a lavoro in bici (ovvero: qual è la vostra scusa?)


Lo so, esistono centinaia di articoli sul fatto di andare a lavoro in bici.
E probabilmente anche io ne avrò scritto più di uno.
Ma voglio raccontarvelo ancora, perché è da un po' che non lo faccio.
Sono invecchiato, una volta venivo a lavoro in bici anche durante l'inverno, e se era troppo buoi la caricavo sul treno per poi tornare a casa pedalando 35km.
Adesso no, aspetto l'estate.
Aspetto che chiudono le scuole e il traffico comincia a scemare.
Certo, potrei parlarvi del fatto che andando a lavoro in bici risparmiate tempo su un allenamento (in pratica cominciate a lavorare che già avete fatto il vostro primo allenamento), oppure del risparmio della benzina, dell'autostrada, ma non è questo.
O meglio, non è solo questo.
Invece di riempire la borraccia a casa, mi fermo lungo la strada a riempirla.
Qui però non si tratta di risparmiare.
Qui si tratta di fermarmi un minuto a caricare l'acqua davanti ad uno dei posti più belli del mondo (quello che vedete in foto).
Mi basterebbe solo quello.
La magia di quelle prime ore dove ci sei solo tu, la tua bici, e una buona colonna sonora nelle orecchie è impagabile.
Ok, i puristi diranno che è meglio ascoltare il rumore del proprio respiro, ma io durante la mia giornata non riesco a stare più di 5' senza musica e quindi anche in bici ho le mie compilation in rotazione.
Potete portarvi tutto quello che vi serve senza scusanti.
Nel vostro zaino potete mettere tutto quello che per dopo, dal cambio al pranzo.
Se avete la doccia in ufficio bene, se non la avete basta un lavandino dove sciacquarvi per bene.
Svegliarsi prima?
A me bastano 10' di quando vado con la macchina.

E quindi, alla fine, qual è la vostra scusa per non andare a lavoro in bici?

lunedì 2 luglio 2018

Il mio Triathlon Olimpico di Vico 2018 [tanta fatica tanta gioia]


Quando una gara l'hai fatta tante volte da conoscere ogni centimetro, è logico provare a pensare qualche tattica da mettere in atto.
Tattiche che, puntualmente, vengono stravolte dopo un metro di gara.

Il fatto è che riesco ad uscire dall'acqua con un gruppetto che di solito mi esce davanti, cercando di fare i salti mortali per rientrare in bici.
E invece stavolta mi ritrovo già con quel gruppo.
Mica male!



Nella mia testa c'era l'idea di gestire i primi due (di quattro) giri di bici.
Il percorso di Vico, per essere una gara di triathlon, è piuttosto duro, con una salita non lunga ma che spezza il ritmo e soprattutto le gambe ogni volta che si affronta.



 
Che poi neanche a dire che il resto del percorso si controlla.
Niente, è un forcing continuo, per tutti i 40km di bici non c'è un attimo di rilassamento.
Dopo i primi assestamenti, nel gruppo restiamo in 6-7, ed ognuno ha i suoi motivi per tirare.
Il mio motivo sono i miei rivali di categoria, che vedo un po' attardati nei gruppi dietro al mio.
Alla fine restiamo solo in due a tirare, ma le energie rimaste sono poche per tutte e ognuno tira fuori quello che rimane.


Quando comincio a correre la fatica della bici si fa sentire tutta.
Ma stavolta non posso cedere come a Pescara.
Qui ho un discreto vantaggio su Ricky e Gianluca, miei rivali di categoria, e non è una buona notizia.
Non lo è perché loro sono più veloci di me nella corsa, e so già che mi aspetteranno 10km di sofferenza provando a resistere ai loro attacchi.
Quando li incrocio vedo che hanno un passo più brillante del mio.
Dopo il primo giro il mio vantaggio si è ridotto di un bel po'.
Gianluca sta volando, ma è ancora lontano, Ricky invece si avvicina sempre di più.
Certo, sicuramente mi sfuggiranno altri che non conosco della mia stessa categoria, ma se sto davanti a loro sicuramente significa che sto facendo una bella gara!


Ricky è eccezionale, nonostante sto davanti e mi sta recuperando, ogni volta che lo incrocio mi incita a spingere di più!
Comincio la salita dell'ultimo giro di corsa.
La stanchezza ormai è tanta ma al giro di boa capisci che ce la posso fare.
In discesa allungo il passo e mi godo l'arrivo.
Sono terzo di categoria.
E venticinquesimo assoluto.
Tanta tanta soddisfazione.
Solitamente la testa ti aiuta quando sei in rimonta sugli avversari.
Quando si trattava di resistere agli attacchi ho sempre mollato dopo un po'.
Ma non stavolta.
Stavolta c'è stata la voglia di soffrire fino all'ultimo metro.
La fatica è sempre enorme, ma quando la gioia è altrettanto enorme sai che ne è valsa la pena!

 
 

 

mercoledì 27 giugno 2018

Come correre a 3' al chilometro! (ovvero, l'andatura di Gianni sui 100mt)



L'altro giorno, controllando sulla piattaforma online gli allenamenti dei ragazzi, ho notato il report di un allenamento alquanto insolito.
Si tratta di Gianni, che ha sperimentato l'ebbrezza delle ripetute sui 100mt.
Quando però fai degli allenamenti di qualità così corti, diciamo fino ai 400mt, ti aspetti un riferimento in tempo, non sul passo...
E invece che mi ritrovo sul suo report?


8x100mt al passo di 3'05" al chilometro!
Certo, per uno sportivo amatoriale fa sempre figo dire di correre a 3 al chilometro, però mi sarei aspettato un "diciotto secondi".

Va bene lo stesso eh, ci mancherebbe, ma è come celebrare il nuovo record italiano dicendo che Filippo Tortu a Madrid ha fatto primato sui 100mt  con il passo di 1'48"/km...

lunedì 25 giugno 2018

Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo IronMan Italy? (Intervista al Race Director Fabrizio Cutela)


 
Ho conosciuto Fabrizio quando ha organizzato il triathlon su media distanza a Varano.
Lui era alle prime armi come organizzatore ed io alle prime armi come triathleta.
Dopo un po' di anni e un po' di esperienza in più, ci siamo incontrati nuovamente per sapere cosa ci aspetterà al prossimo IronMan Italy in programma a Cervia il 22 settembre 2018.
Naturalmente le domande saranno sempre panda-style, quindi aspettatevi il peggio, come sempre...
 
1.Ci siamo conosciuti alla prima edizione del varano triathlon, cosa è cambiato da quel giorno ad ora
che sei Race Director di IronMan Italy?
Davvero! Quanto tempo, ma il ricordo è vivissimo, soprattutto di quel pazzo, se non ricordo male non del tutto esile, con il berretto da Panda.... 
Cos'è cambiato? Beh tante notti insonni allora, tantissime adesso, lo stesso entusiasmo ma l'asticella un pò più alta.

2. Ci saranno cambiamenti del percorso rispetto all’anno scorso?
E' un segreto ma a te lo posso svelare: non cambia nulla infatti saranno sempre 3.8km a nuoto, 180 in bici e 42.2 di corsa. Non dirlo in giro per favore!

3. Perché chi ha già partecipato alla precedente edizione dovrebbe tornare anche quest’anno?
Perché se ha dimenticato qualcosa in stanza d'albergo non può lasciarla lì ancora per un anno! No dai, seriamente qui l'entusiasmo di voler accogliere e coccolare sempre di più pubblico e partecipanti è sempre alle stelle, del resto la Romagna è famosa per questo, allora mi chiedo, perché non esserci?

4. Mi riveli qualche scorciatoia per tagliare il percorso?
Se prendi la prima a sinistra e poi la seconda a destra in un attimo sei arrivato, però occhio che se fai così "vai direttamente in prigione senza passare dal via"

5. Qual è la richiesta più assurda che un professionista ha posto come requisito per la sua
partecipazione?
I pro sono pro in tutto! Le richieste più assurde invece arrivano sempre dagli AgeGroup, come  quello che prima di iscriversi, siamo circa a Marzo, mi ha chiesto se la muta era consentita altrimenti non si sarebbe registrato! 

6. Hai intenzione di istituire un premio anche per chi fa la transizione più veloce, visto che la zona
cambio è lunga quanto una gara di corsa?
La transizione è lunga apposta perché gli applausi durino di più! Non è già un bel premio?

7. Qual è la gara di triathlon meglio organizzata che hai visto?
Ne ho viste poche mal organizzate, molte con qualche piccolo problema, tantissime che lasciano il segno in noi appassionati. Ma se ti devo citare una gara fra quelle che ho visto ben organizzata, senz'altro penso a Bardolino perché ha 35 anni di età ma è sempre quella che stupisce di più per innovazione. 

8. Qual è l’aspetto più difficile per organizzare un evento di queste dimensioni?
Sicuramente orchestrare 1500 persone fra volontari, staff e addetti è una delle sfide più importanti ma Ironman ha 40 anni di esperienza e sfruttando al meglio questo know how le cose diventano più semplici, mai facili ma più semplici!

9. Se arrivo primo assoluto cosa vinco?
Per te oltre al premio previsto dobbiamo inventarci un premio speciale, dammi qualche giorno ancora per pensarci.

10. Che rapporto c’è con gli altri organizzatori di gare long distance in Italia, rispetto, menefreghismo o coltelli affilati?
Personalmente ho buoni rapporti con tutti, c'è un annoso problema che è quello degli incastri delle date quando si inserisce una nuova gara in calendario che crea sempre un po' di attriti, ma questo è anche sintomo di uno sport in crescita per cui non lo vivo come un ostacolo fra organizzatori. Vorrei anche dire che sto imparando tanto da chi fa questo mestiere da più tempo di me e la mia gratitudine è sempre davanti a tutto. 

11. Quantifica il numero di persone che ti hanno chiesto se gli rimediavi un’iscrizione gratis.
Ho perso il conto a 10 perché so solo contare con le dita delle mani....

12. Perché in Italia non si riesce ancora trasmettere IN DIRETTA una gara di triathlon, troppe richieste economiche o mancanza di mezzi tecnici?
Penso si tratti di un problema di "domanda/offerta" in ogni caso in un prossimo e vicino futuro penso che qualcosa si muoverà, dopotutto siamo o non siamo una disciplina spettacolare?

13. Se potessi avere un atleta a piacere alla partenza, chi vorresti?
Tutti i primi 50 Uomini e le prime 50 Donne del ranking Ironman 

14. Se potessi NON avere un atleta alla partenza, chi NON vorresti avere?
NON vorrei Don Matteo, il suo modo di scendere dalla bici potrebbe mettere in imbarazzo i 100 di cui sopra 

15. I posti disponibili sono finiti, vogliamo prendere per il culo quelli che hanno tergiversato e
non hanno fatto in tempo ad iscriversi?
Ma no anzi se avessi la possibilità li farei rientrare tutti, a costo di arrivare a Pesaro con l'estensione della zona cambio...

16. Dopo l’arrivo consigli piadina o lambrusco?
Piadina e Sangiovese, il lambrusco lo beviamo volentieri quando andiamo in Emilia 

17. La domanda più frequente che i partecipanti ti rivolgono i giorni prima della gara?
Muta si muta no, la risposta è sempre quella: si decide 1 ora prima della partenza

18. Dopo aver portato un IronMan full distance Italia, ci porti anche le Olimpiadi?
Preferirei i mondiali di calcio

19. Si vabbè, ma alla fine che sarebbe ‘sto IronMan Italy?
'Na garetta

20. Un saluto speciale per il Team Panda… e ti aspettiamo per una bella foto di gruppo con noi,
naturalmente ti vogliamo vestito da panda!
Panda a nuoto Panda in bici Panda di corsa.... P'andà come te pare! Daje Ragà!
 
Il primo incontro con Fabrizio a Foce Varano

martedì 19 giugno 2018

L'arte del massaggio post-gara (PARTE II)





Vi ho raccontato qualche giorno fa l'esperienza del massaggio post-gara di Antonio.
L'abbiamo preso in giro per bene e, naturalmente, si è immediatamente applicata la legge del contrappasso.
Dopo essermi cotto bene le gambe durante la frazione finale nel 70.3 di Pescara, dopo essermi infilato medaglia e maglia da finisher, mi sono diretto immediatamente verso l'area massaggi.
Però stavolta, invece di Estela, c'era Marco, che nella presentazione mi fa presente di essere un pugile...
Capisco subito che la gara che ho appena completato non è stato il momento più duro della giornata.
Dopo qualche minuto mi avverte "questo ti farà un po' male..."
E infatti mi piego in due, naturalmente fingendo di non soffrire...
Marco è davvero in gamba, mi spiega tutto quello che sta facendo e come reagiscono i miei muscoli.
Passa ancora qualche minuto e arriva la rassicurazione "questa invece è la parte rilassante..."
Praticamente come prima, continuo a piegarmi.

Tuttavia, un po' di sofferenza in quel frangente si fa ripagare tutta quando mi rialzo.
Torno come nuovo,  il giorno dopo posso permettermi di andare a fare colazione senza camminare come uno zombie e due giorni dopo faccio un bell'allenamento di qualità di corsa in brillantezza.

Come sempre, quando vuoi ottenere qualcosa di buono, nulla è semplice e come ti aspetti...

martedì 12 giugno 2018

Il mio IronMan 70.3 Italy 2018 e la tattica conservativa



Quest'anno ho già fatto due mezzi IronMan che mi hanno completamente soddisfatto.
Qui ho deciso di giocarmi il tutto per tutto.
Di solito sono sempre abbastanza conservativo sulla gestione gara, almeno nelle intenzioni, stavolta invece punto all-in.
Il mare finalmente è degno di questa gara.
Piatto, limpido, giusto un po' più corto.
Sto benissimo e gestisco la frazione in totale controllo, spingo quando voglio spingere, recupero quando voglio tirare un po' il fiato.
Esco dall'acqua in 26' con la voglia di spingere al massimo in bici.




Alessia prima della gara mi chiede sempre più o meno a che ora dovrei cominciare la frazione di corsa, per incitarmi a bordo strada.
"Con questo percorso piatto potrei stare tra 2h35" e 2h40", se arrivo prima significa che ho spinto troppo e poi scoppierò nella corsa... ma tanto nella corsa a Pescara scoppio sempre, quindi sticazzi e spingo forte in bici!"


Questo in estrema sintesi era la mia intenzione e questa è stata la mia tattica.
Una cazzata?
Probabilmente, ma ogni tanto potremmo anche giocarcela!
Chiudo la bici in 2h30', oltre 36kmh di media.
Roba che me la sognavo fino a qualche mese fa...

Comincio a correre e naturalmente capisco subito che i giochi sono finiti.
C'è un caldo micidiale, ma non è quello.
In realtà non ho crisi, continuo ad alimentarmi ed idratarmi, semplicemente le gambe sono affaticate e girano lente.
Metto il pilota automatico e cerco di finire la gara nel modo più dignitoso possibile.
Quando incrocio Alessia lungo il percorso le sorrido dicendole "mi sa che ho spinto un po' tropp..."
"E che non lo so!"

Concludo la mezzamaratona finale correndo ben venti minuti più lento di quanto abbia fatto due settimane fa all'IronMan 70.3 di Barcellona.
Ma nonostante questo termino la mia gara in 4h58'... mica male, dopotutto!




Se poi ci aggiungiamo che il Team Panda ha nuovamente vinto la propria divisione triclub, qualificandosi ancora per la finale europea a squadre del 2019, direi che il bicchiere, se non proprio colmo, è abbastanza pieno per brindare ad un'altra giornata da incorniciare.

Alla mia e alla vostra salute!






lunedì 4 giugno 2018

L'arte del massaggio post-gara


O meglio, l'arte di saper scegliere da chi farsi fare il massaggio...

Nella recente trasferta a Barcellona eravamo tutti ammogliati o impegnati.
Tutti tranne uno.
Il nostro  cavallo di razza era Terr-1, lo scapolo d'oro del Team Panda.
Già mentre ci avvicinavamo a Calella derideva il resto della compagnia su come passare la serata prima della gara.
Tutti noi a letto presto concentrati sulla prestazione, mentre lui aveva già preso contatti con una massaggiatrice locale per una serata intima.

Poi invece la serata gli salta (lui dice perché vuole fare il bravo per il bene della squadra e portare più punti possibili, dice...) e la domenica ognuno si fa la sua sudata quotidiana.

Al termine della competizione c'era un ottimo servizio di massaggio  post-gara, con numerosi professionisti, che limitavano al minimo i tempi di attesa.
Un'occasione da non perdere per rilassarsi dopo la faticaccia.

All'uscita dal tendone ci ritroviamo tutti, birra in mano, ad ostentare la "bontà" e la "simpatia" delle ragazze che hanno lenito le nostre sofferenze muscolari.
Però vediamo Terr-1 che non partecipa alla discussione...
Qui vale assolutamente la pena di approfondire...

"Antonio, perché non parli? Raccontaci la tua esperienza..."
E dopo aver tergiversato un po' alla fine non può fare a meno di ammettere sconsolato
"Lo sapevo che finiva così, l'unico schifoso oleoso l'ho beccato io, l'ho capito da quando stavo in fila che ha fatto in modo di terminare il suo turno in modo che il prossimo a dover massaggiare fossi io!"

Onori ed oneri di essere il cavallo di razza di una compagnia!

lunedì 28 maggio 2018

Il mio IronMan 70.3 Barcelona (Venga! Venga! Venga!)


Venga!
"Ragioniere che fa, mi dà del lei?"
Dopo il "super" "zuppa", tedesco, il "bravò" francese (detto indistintamente a uomini e donne), in Spagna mi aspettavo di trovare un "vamos" e mi sono ritrovato un "venga".
Bello, mi piace!
E tra l'altro mi si dice che si usa spesso insieme a "vamos", tipo "venga vamos"!
Vabbè, finita la disquisizione sull'unica parola spagnola che ho imparato in questa trasferta catalana, parliamo della mia gara.
Dopo tutto il bellissimo contorno del viaggio con i ragazzi del Team Panda, la mattina della gara le condizioni per gareggiare sono ideali.
Cielo limpido, mare piattissimo e clima fresco.
I cartelli delle partenze del nuoto sono però messi un po' a cazzo e ognuno cerca di infilarsi in qualche settore a caso.
Comunque la rolling start aiuta molto in questo senso.
Non ci sarà l'effetto scenico per il pubblico di vedere 2500 persone che partono insieme, ma consente agli atleti di prendere il proprio passo senza problemi.
Esco dall'acqua in 29'22", in linea con le mie ultime gare e va benissimo così.


In bici ci avevano avvertito che sarebbe stato un percorso duro ma non pensavo così duro.
Alla fine verrà 1400mt di dislivello su 90km, più duro dell'Elbaman 73.
Tre lunghe salite, la seconda di 10km senza pendenze eccezionali ma costanti.
Bello, mi piace.
I piattoni ti permettono di fare medie di cui vantarti, ma il ciclismo senza salita non è ciclismo.
E soprattutto non c'è scia.
Tre chilometri iniziali e finali in mezzo alla cittadino con divieto di stare sulle prolunghe per i continui dossi e curve a 360°.
Poi si sale verso il faro di Calella e il gioco cambia.
Il gioco dei sorpassi viene sempre con volto che alla fine diventeranno familiari.
C'è chi sul piatto allunga e poi si pianta, e c'è chi in salita si risparmia e ti riprende in discesa.
A proposito di discesa.
La seconda veramente tecnica e insidiosa (spesso con fondo anche umida).
Vedo almeno quattro persone andare lunghe per fratte e qualcuno purtroppo anche a terra.
Tiro il freno un po' più spesso, cercando di recuperare in altri tratti la velocità persa in discesa.
Chiudo la frazione in 2h50", considerato il percorso una buona media anche qui.


Adesso comincia a fare piuttosto caldo, ma la mia corsa è buona.
Il percorso aiuta, a parte dei fastidiosi dossi sul lungomare, c'è sempre molto pubblico ad incitare.
Invece dei soliti 4 giri qui ci sono solo due giri da fare e la cosa aiuta a livello psicologico.
Bello anche il passaggio della corsa all'interno della zona cambio.
Vedere gli altri atleti che piano piano arrivano e compiono la transizione distrae dalla stanchezza.
Faccio il primo giro sorpassandoci a vicenda con un francese.
Poi ad un rifornimenti ci perdiamo di vista.
Il percorso non ha molti punti dove incrociare i proprio compagni di squadra e cerco di restare concentrato sul mio passo.
Al secondo giro comincio a vedere qualche viso amico.
Il sole ora picchia forte, ma quando sei sulla strada del ritorno verso il traguardo la fatica diventa solo un conto alla rovescia.
Il bellissimo finale con il traguardo sulla spiaggia che corre parallelo al mare merita lo sprint.
Allungo la falcata e taglio il traguardo a braccia alzate con 1h35' di corsa. 


Un bel sorriso anche stavolta.
Con 5h03' e un massiccio roll-down ottengo anche la qualificazione al mondiale 70.3 in Sud Africa, ma non mi interessano queste cose.
Sì, sto cazzo,  avecce tempo e soldi per organizzare una viaggio a Port Elizabeth tra tre mesi, stavo già con una birra in mano sulla Nelson Mandela Bay!
Ma per adesso ho già tutto quello di cui ho bisogno.
E daje così, anzi, Venga Vamos!-
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