giovedì 25 agosto 2016

Perché mi sono innamorato di Maastricht




Le aspettative non erano il massimo.
Nella mia testa Maastricht era un posto freddo conosciuto solo per il trattato.
La scelta della gara, come sapete, era ricaduta solo perché era una delle poche rimaste ancora aperte.
Ma le cose sono andate diversamente da come mi aspettavo (sì, in effetti anche la gara, ma quella è un'altra storia).
Ho solamente emozioni fortissime e ricordi indelebili di Maastricht.
E me ne sono innamorato.
Perché dal momento in cui abbiamo messo piede in Olanda siamo stati accolti da una gentilezza e disponibilità inaspettati.
Perché dalla finestra dell'hotel si vedeva la finishline.



Perché il nostro punto fisso l'AlleyCat Bikes & Coffee, un locale dove preparavano ottimi dolci, servivano ottimo caffè e sistemavano le bici (rimontandoci le nostre).





Per la pasta scotta e sciapa, giusto per ricordarti che è tutto bello, ma non stai in Italia.
Per il bicchiere d'acqua pagato 2€ all'IronMan village.
Per Lucky Berlage, che è venuto LUI a salutare ME prima della partenza.
Per quel cartoccio di pasta gustato al tavolino con Marco subito dopo l'arrivo, le penne più buone della mia vita.



Per l'albergo, raggiunto in due minuti dopo l'arrivo.
Per i 17 km che Alessia ha percorso per me avanti e indietro per Maastricht il giorno della mia gara.
Per Chris, che ha immortalato sulla mia pelle tutti questi ricordi.



Per il metro di costelette, l'ultima mangiata di carne prima di tornare ad un'alimentazione vegetariana.

Per il viaggio in treno verso l'aeroporto (che meriterà un racconto a parte...)
Per la cheescake di Starbucks all'aeroporto.
Per la compagnia di Marco e Ilaria, con i quali condivideremo ancora tante gare.
Perché dentro di te sai che durante quel viaggio hai capito tante cose e sei cresciuto un altro po'.
Perché quando rimetti piede in Italia e cominci a trovare un motivo per tornare in un paesetto al confine tra l'Olanda e il Belgio, significa che quella terra ti è entrata nel cuore.
E una volta dentro, non può più uscirne.



 

 

 



 

 

 

 

sabato 6 agosto 2016

RIO 2016 - Lo speciale sulle Olimpiadi di STEFANOLACARASTRONG



Finite le mie fatiche, passerò le vacanze, oltre ad oziare, a farmi una scorpacciata del miglior evento sportivo, umano e sociale che il mondo possa offrire.
Su questo stesso post darò aggiornamenti periodici in ogni momento che desterà la mia curiosità (penso proprio che farò anche qualche nottata per alcune gare) e soprattutto la voglia di raccontarlo.
E se avrete voglia di commentare o condividere le vostre opinioni con me, naturalmente siete i benvenuti.

***LATEST NEWS***
21agosto
Bella maratona maschile.
Kipchgoe oro (strano eh).
Mi è piaciuto il bronzo di Galen Rupp. Al contrario dell'esperimento con Farah in maratona (senza convinzione comunque), sono riusciti a fargli vincere una medaglia olimpica che con i 10.000 probabilmente non avrebbe mai preso.
Italiani in calo di qualità preoccupante. Il migliore l'ultraquarantenne Pertile 38°.
Argento nel volley maschile, nonostante grandissime aspettative d'oro, e bronzo anche nella lotta con Chamizo, che si incazza perché voleva l'oro.

20agosto
Triathlon femminile.
Jorgensen come da programma su un'eccezionale Spirig.
Ho letto molti commenti sulla tattica sbagliata della svizzera. Si presuppone che tutti sappiano con quale tattica le avrebbero fatto vincere l'oro... Perché fino a prova contraria con quella tattica ha vinto l'argento...
Delusione Trost nell'alto. Con oro da 1.97 (alla bravissima Bethia), doveva fare meglio.
Ennesimo bronzo nella pallanuoto maschile.


19agosto
La 50km di marcia è probabilmente la gara olimpica più bella che abbia mai visto.
Quasi quattro ore drammatiche di soprassi, crisi, collassi, gesti nobili e applausi.
Ha vinto Toth, ma quei 200 metri fatti insieme da Dunfee e Diniz è il più bello spot olimpico.
Da brividi!
Il volley non mi fa impazzire, ma riconosco che la semifinale vinta contro gli USA è stata una bella emozione.
Sempre Italia vs USA, l'argento del setterosa è il massimo che poteva ottenersi contro una squadra assurda come quella americana (e stiamo parlando di un argento olimpico, mica cazzi!).
Contento anche per la staffetta 4x400 femminile.
In realtà hanno fatto "solo" record italiano e ripescate per la finale, ma quelle ragazze bazzicano spesso la pista dove si allenano i miei figli e sono un po' "di casa".
Staffette 4x100: femminile a Stati Uniti con una squadra davvero bella  (battono a sorpresa anche Giamaica). Maschile? La risposta a quello che state pensando è sì.
Qulasiasi cosa stiate pensando.

18agosto
L'argomento più trattato di ieri sui social dei miei amici: la gara di triathlon.
Critiche agli italiani, critiche ai telecronisti, critiche alla federazione, critiche alla regia, critiche a chi criticava...
Oh, guardate che se ogni tanto non state sempre incazzati col mondo mica apparite meno fighi!
Attesissima finale di beach volley tra Brasile e Italia vinta dai padroni di casa.
Meritatamente, hanno dominato.
Dominati anche nella semifinale di pallanuoto contro la Serbia.
Comunque due sconfitte che ci potevano benissimo stare contro nobili e valorosi avversari.
L'atletica con i 200 di Bolt?
La Rai ha passato 4 repliche (QUATTRO) della partita di pallanuoto, 3 (TRE) di quella di beach volley e 2 (DUE!!!!!!) di quella di hockey sui pista tra Olanda e non mi ricordochicazzofosse.
Della nottata di atletica zero, niente, nada.

17 agosto
Le nostre squadre vanno alla grande.
Setterosa (in attesa del settebello) e italvolley avanzano ancora e anche nel beach stiamo in finale.
Peccato che nell'atletica scompariamo un po' (tanto).
Da qualche anno in famiglia simato diventati tifosi del siepista americano Jager che ieri riesce ad interrompendo lo strapotere kenyota prendendo uno splendido argento. Bravo bravo.
Bolt e DeGrasse se ne vanno a braccetto in finale, Gatlin prova a far finta di controllare ma in realtà è cotto e non si qualifica.
Comunque a me l'americano bombato sta simpatico.
A parte lui, Team USA spadroneggia in pista e pedana.
Tripletta nei 110 ostacoli con vittoria dell'atleta più carina dell'atletica (ok, non è un giudizio tecnico,ma conta anche quello), Brianna Rollins e doppietta oro argento nel lungo femminile con Bartoletta.
Oggi finalmente c'è il triathlon maschile.
Sulla prova del nostro Fabian c'è in ballo una scommessa tra Giorgio e Sara che riguarda chilometri di nuoto e anelli nuziali.
Meglio che l'azzurro si dia da fare perchè le premesse per Sara non sono straordinarie...

16agosto
Nell'ultimo anno ho avuto l'onore di allenarmi nella corsia a fianco dei nostri due fondisti di nuoto Rufini e Vanelli ed aspettavo tantissimo la 10km per tifare per questi ragazzi.
Concludono 7° e 8° con tanti applausi. Li aspetto per altri traguardi.
Dall'atletica nell'alto vince Druine e sul podio vanno con misure con cui Gimbo ci sarebbe stato benissimo.
Ulteriore rammarico.
Nei 1500, la terza Dibaba non vince ma si ferma all'argento, dietro la kenyota Kipyegon.
Infine, ancora due considerazioni  su due gare di ieri.
1) non capisco la polemica sul "tuffo" della Miller nei 400.
Se è lecito si può fare e poi, più che una cosa volutamente maliziosa, a me è sembrato che le cedessero le gambe dalla stanchezza. Comunque oro meritato.
2)sui fischi a Lavillenie anche sul podio stendiamo un velo pietoso. Le dichiarazioni del francese poliche non cambiano niente. Il pubblico brasiliano questa volta ha dato dimostrazione di dover capire ancora che l'atletica ed il calcio sono due sport diversi. O meglio, la gente come loro li ha fatti diventare due sport diversi.

15agosto
Una gara come l'omnium  di Viviani vale un'Olimpiade.
Una cavalcata lunga due giorni e sei gare dove anche solo vederle in TV ti fa sentire parte di una grande vittoria italiana.
E quelle lacrime a fine gara tra il tricolore sono una grande emozione.
Rachele Bruni arriva terza nella 10km di nuoto. Poi si accorgono che la francese le monta in groppa per non farle toccare lo stop all'arrivo e la squalificano.
Penso più per far salire la brasiliana di casa da quarta a terza, che per aiutare l'azzurra...ma va bene così!
Altro record dall'atletica con il martello della Wlodarzckyz. Dopo 10 anni di dominio, giusto così.
Rudisha oro come da aspettative, la Miller nei 400 vince tuffandosi sulla finishline.
Che tocca fa' pe' 'na medaglia d'oro...
A mezzanotte brasiliana, fuochi d'artificio nell'asta tra Lavillenie e Da Silva.
Spettacolo da cinque stelle con vittoria del brasiliano con 6.03.
Peccato i fischi dello stadio durante l'ultimo salto del francese...molto calcistico e poco atletico.
La Rai, che sicuramente avrà letto le miei critiche di ieri, fa finalmente un'ottima sintesi della nottata di atletica.

14agosto
La RAI, su tre canali dedicati, dalle 7 di questa mattina manda 3 repliche della ginnastica artistica, 4 del ciclismo su pista, 2 del golf, 2 della finale di tennis e NESSUNA della serata di atletica.
NESSUNA.
Visto che non ha senso vedere solo i 10" scarsi della finale dei 100mt senza aver visto semifinali e tutte le gare di contorno, evito di farvi qualsiasi commento che sarebbe estrapolato dal vero contesto e quindi inutile.
SERVIZIO RAI PESSIMO (e gli inviati, quest'anno davvero preparati e piacevoli da ascoltare, non lo meritano).
Per gli altri eventi di ieri...
Campriani alla carabina ha la possibilità della seconda medaglia d'oro all'ultimo tiro.
Ma tira di merda.
Il russo però tira ancora più di merda.
Secondo oro per Campriani!
Maratona femminile alla kenyota (strano eh) Sumgong.
Bronzo a Mare Dibaba, dopo il bronzo di Tirunesh Dibaba nei 10.000.
Secondo voi come arriverà Genzebe, la terza sorella nei 1500?
Naaaaaaaaaa.
Vincerà (nonostante abbiano appena arrestato il suo allenatore per possesso di doping).
Emozione anche dai tuffi.
Cagnotto fa l'ultimo salto della sua carriere e le esce qualcosa di meraviglioso.
Scavalca la canadese e si prende bronzo e rivincita da anni di bocconi amari.
Altra idea controcorrente: tutti a tifare DelPotro per il suo bel cammino olimpico.
Vero, ma non puoi presentarti in finale piegato sulle ginocchia per la stanchezza dopo un set.
Giusta la vittoria di Murray.
Belle emozioni anche dall'omnium.
Finalmente Viviani protagonista, finisce secondo la prima giornata e vediamo domani come va.
Infine due parole sullle tanto bistrattate tutine italiane di rappresentanza.
Non capisco cosa abbiano che non vi piaccia.
Ho visto altre nazioni con la tuta fatta da H&M...
Poi magari chi le critica va in giro con sandali, pinocchietti e marsupio...




13agosto
Tutti lo aspettavano e lui arriva puntuale.
Loro, per dirla tutta.
Perché Paltrinieri è oro, ma c'è anche Detti che si conquista il bronzo.
Epilogo più bello non potevamo aspettarci.
L'atletica comincia a fare le cose sul serio.
Bellissima gara sui 10000 maschili.
Vince Mo Farah? Sì
Facilmente come sempre? No, ha bisogno di uno sprint ai 150mt.
Vittoria resa ancora più bella dalla caduta dell'inglese a metà gara, messo giù dal compare dell'Oregon Project, Galen Rupp.
Super spettacolo dal lungo.
In cinque se la giocano all'ultimo salto strappandosi podio e medaglie a vicenda.
All'ultimo salto Lawson fa la misura da oro ma con la mano striscia un metro dietro e perde tutto.
Alla fine la spunta Henderson con 8.38.
100 femminili in Giamaica ma non alla Fraser, terza. Oro alla Thompson.
Arriva dai tiri l'ennesima medaglia d'oro italiana con Rossetti.
Siamo pronti per invadere e conquistare la Svizzera.

12agosto
Entra in gioco l'atletica.
Finalmente.
E si parte subito col botto, Ayane si prende un record del mondo sui 10km femminili dopo un po' troppi anni di attesa.
E' tutto uno spettacolo, mi godo già le batterie degli 800 con Kszczot e Lewandosky.
Sembrano una manciata di vocali in mezzo ad un oceano di consonanti ma sono due ragazzi eccezionali (sì, sono un po' fissato con i mezzofondisti polacchi).
La notizia dal nuoto è che Phelps non vince un oro ma solo un argento.
Come previsto, la Gran Bretagna fa i fuochi d'artifico nell'inseguimento a squadre.
Record in semifinale e record in finale (anche se battere l'Australia non è stato semplicisissimo)
Ah, in tutto questo l'Italia vince un oro e un argento con Bacosi e Cainero nello skeet.
Applausi.
Mi sa che da stanotte si comincia a fare notatta con più frequenza.
1500 con Paltrinieri e prime finali pesanti dall'atletica.
A proposito di atletica.
Tutti cercano di definire se la star assoluta delle Olimpiadi è Phelps o Bolt.
Dico la mia.
Sarà che sono sempre stato nozionista anzichè tassonomico.
Sarà che ho sempre preferito saper fare tutto e un cazzo (leggesi MALE) piuttosto che poco e bene.
L'atleta simbolo di questi Giochi è Ashton Eaton.
Ha riscritto la storia del decathlon e continuerà a scriverla.
E, al contrario mio, sa fare TANTO e tutto BENE.

11 agosto
Phelps che vince un oro ormai non è quasi più una notizia.
Fognini ad un passo (vabbè, a tre passi) dall'impresa di battere Murray, si fa recuperare da 3-0 a 3-6 nel terzo set, peccato.
La nostra medaglia quotidiana, arriva dal canottaggio con Di Costanzo-Abagnale. Se in Italia di cognome fai Abagnale mi sa che non hai molta scelta su quale sport praticare.
Nel inseguimento a squadre su pista di ciclismo la Gran Bretagna si presenta con Cavendish e Wiggins. Secondo voi come finirà?
La Pellegrini prima dice che va a casa, poi ci ripensa, poi dice che fa solo la 4x200 e infine annuncia la partecipazione alla 4x100 mista.
Io sono contento e magari vanno pure a medaglia.


10 agosto
Ancora una medaglia dai tiri.
Ancora una medaglia dalla scherma (anche se ieri era lecito aspettarne almeno altre due...)
Argento di Innocenti, argento di Di Francisca.
Una medaglia molto attesa, quella di Russo nel pugilato, sfuma agli ottavi di finale.
Con la sua dichiarazione di partecipare al grande fratello, il gossip ci andrà a nozze con questa uscita anticipata.
Nonostante risulti un po' sbruffone, Russo mi è sempre piaciuto.
Sì, anche per quel modo di boxare senza guardia, criticato dai puristi.
Certo, parliamo sempre di un dilettante, la boxe professionistica è un'altra cosa.
Comunque, è evidente che quest'anno non fosse all'altezza, se per l'età, la concentrazione, o un avversario più forte non saprei.
Figuraccia dell'Italvolley femminile. Tre match persi 3-0 e si torna a casa.
Ho tessuto le lodi del ciclismo anche in chiave olimpica, ma la prova contro il tempo nel contesto a cinque cerchi perde molto fascino.
Peccato, perché il termine della carriera di Cancellara con un oro olimpico è un bello spot per le due ruote.
E poi c'è Schwazer.
Finalmente uscita la sentenza, 8 anni di squalifica.
Troppi, troppo pochi?
Si è detto tanto (oppure poco).
Ma ho l'impressione che per sapere completamente come sono andate le cose dovremo aspettare qualche anno.
Per chi avrà pazienza di aspettare, per chi avrà curiosità di sapere.

9agosto
Giornata proclamata di grandi e potenziali medaglie per l'Italia e finita con nulla di fatto.
Io e Mavi ci svegliamo alle 3 per vedere la Pellegrini.
Gara al di sotto delle attese e quarto posto finale (come dicevo ieri la medaglia non era così semplice come tutti pensavano), ma davvero non le si può rimproverare nulla.
Un'atleta che da un decennio dà lustro allo sport italiano merita solo rispetto.
Rispetto immenso anche per Phelps.
Quando ha terminato al primo posto i 200 farfalla ho avuto l'impressione che tutta la piscina e tutto il mondo si fermasse per qualche secondo.
Solo silenzio.
Stare al massimo per 4 olimpiadi (ok, alla prima non era ancora un fenomeno, ma sempre di altissimo livello si parla), smettere e ritornare, con avversari diversi di epoche diverse.
E' evidente che si sta parlando di qualcuno che va oltre.
Oltre cosa non si sa, ma sicuramente oltre.

Sempre divertente vedere Fogna.
Il tennis non mi fa impazzire, non tanto come sport ma per tutto quello che ruota intorno.
Può starvi sul cazzo (molto facile) o simpatico, ma vedendo giocare Fognini di sicuro non vi annoierete..
Una partita di Fognini è come una puntata del Trono di Spade, non sai mai come può andare a finire.
Ieri, fortunatamente, il finale è stato dolce.
Indietro quasi irrimediabilmente nell'ultimo set, riesce a vincerla al tie-break ed andare ai quarti.



8agosto
Bella medaglia d'oro di Campriani nella carabina.
In altri spari, nella fossa Peliielo ennesimo argento ma, rubando una frase dell'ottimo Pietro Nicolodi, l'unico modo per vincere l'oro era sparare al croato.
La sentenza Schwazer, attesa per oggi, slitta al 12, il giorno della 20km. Boh, sicuramente qualcosa di contorto in tutto questo c'è.
O semplicemente nessuno sa cosa cazzo fare.
Nel tennis Fognini e Seppi giocano con due divise diverse. Ok, questioni di sponsor, ma è un po' squallido vedere una "squadra" olimpica così, bisognava trovare una soluzione.
Che poi questa cosa di chiedere scusa ogni volta che la palla tocca il nastro mica la capisco. Se un velocista vincesse la medaglia d'oro per un millesimo, che fa, chiede scusa al secondo?
Esordio pessimo di Clemente Russo. Mi è sempre piaciuto, ma stavolta passa i sedicisimi contro un pugile modesto solo grazie ad un giudice che probabilmente ha visto un altro incontro.
La Pellegrini entra in finale e sembra in ottima forma, ma sento troppi proclami (della stampa, non suoi)... Avrà avversarie durissime e non sarà affatto facile arrivare a medaglia.
Divertente vedere un duo di beach volley italiano dare spettacolo, credo che ne sentiremo parlare ancora per un po'!


7agosto
Cagnotto e Dallapè finalmente a medaglia olimpica. Ogni italiano ne ha tessuto (giustamente) le lodi, quindi le mie sono superflue.
Doppietta di ori Italia con judo (Basile) e la solita scherma (Garozzo) cascina di medaglie in tempi di magra.
Nella notte Ledecky da urlo nei 400sl, abbassa il record mondiale di 2".
Phelps sta cercando una nuova casa perché non sa più dove mettere le medaglie olimpiche (d'oro...)
Djokovic perde al primo turno con DelPotro e sbotta a piangere. Puoi aver vinto tutto, dal torneo di tresette al grande slam, ma se sei un atleta vero, le Olimpiadi ti si ficcano nel cuore, nel bene e nel male.


Delusione 4x100 maschile, neanche la finale.
Longo Borghini eccezionale! Nel gruppetto delle inseguitrici da tre tira alla morte e le riporta sulla prima. Si gioca la possibilità di un oro a favore di una medaglia sicura. Secondo me, strategia da 10.
Arco femminile a squadre a un passo dalla finale per un errore della nostra Sartori. Sognerá quel tiro per molto tempo, ma si cresce anche con queste esperienze. 

6 agosto
Detti a bronzo.
I primi due erano imprendibili e lui si merita alla grande la medaglia. Ha fatto la sua parte, ora tocca al "gemello" Greg.
Team USA nel basket, benché se ne dica, non è un dream team, ma forse rende anche meglio. Comunque avrei preferito vedere James, Curry e Harden.
Nibali fa una gara da assoluto protagonista. Cade a 20km dall'arrivo e si spacca la clavicola. Tanto di cappello, peccato perché la medaglia se la meritava tutta (e senza caduta l'avrebbe presa sicuramente). Resto comunque dell'idea che una caduta e' un errore tecnico e non sfortuna.
All'argento italiano nella scherma ho preferito invece andare a prendere un super gelato. Adesso provo a fare nottata con il nuoto...


La  cerimonia di apertura è sempre una grande emozione.
Sinceramente questa un po' meno delle ultime edizioni (vabbè quella di Londra 2012 sarà imbattibile PER SEMPRE).
La sfilata delle nazioni partecipanti invece è il solito spettacolo.
Dovrebbero farla tre giorni prima dell'inizio delle gare per permettere a tutti gli atleti di poter partecipare, anche chi gareggia il giorno dopo.
Come Nibali, che ha dichiarato di sentire più lo spirito olimpico che il mondiale.
Onore per questa dichiarazione, un po' fuori linea per il ciclismo.
Stanno già rompendo le palle che la prossima medaglia italiana sarà la 200 e chi sarà a conquistarla...
Tagliamo la testa al torno, prendiamone due già oggi e arriviamo subito a 201.





mercoledì 3 agosto 2016

IronMan Maastricht 2016 - Un viaggio lungo 226km




Ho spesso parlato di viaggio, parlando di questa gara, dall'idea di farla alla preparazione, dalla partenza all'arrivo.
Sì, l'arrivo.
Quel traguardo che in alcuni momenti sembra così vicino che puoi toccarlo, in altri così invisibile che vorresti fermarti ed abbandonare tutto.
Anche se sai che non lo farai mai.
E' stata la gara più dura che abbia fatto, ma come spesso succede in questi casi, la più bella.
Uno di quei viaggi, appunto, dove non cambieresti nulla, dalla compagnia di Piastrella e Ilaria al bicchiere (sì, bicchiere) di acqua naturale pagato 2,50€.
Le "buone vibrazioni" si sono percepite appena messo piede in Olanda.
Empatia con il posto, empatia con le persone.
Ma questo meriterà un racconto a parte, il viaggio che voglio raccontare ora è quello un po' più breve, ma comunque di 226km.

Il primo metro è una bracciata nella Mosa, il fiume che taglia Maastricht.
Io e Marco decidiamo di partire insieme, ma alla fine ci perdiamo nel piccolo passaggio per arrivare alla partenza.
Anche se toglie spettacolarizzazione all'evento - la mass start ha un bell'effetto scenico - la rolling start mi piace perche ti permette partendo uno alla volta di prendere subito il tuo ritmo.
In questo caso però le operazioni sono particolarmente lente e si perde un po' troppo tempo.
Comunque, sarà l'unica parte facile della gara.
Nuotare su un canale senza possibilità di sbagliare direzione e con le acque calme sicuramente è la condizione più semplice per affrontare la prima frazione.
I primi 1600mt sono controcorrente, ma sono quelli dove ancora hai tutte le energie e non senti fatica.
Uscita  dall'acqua per un breve passaggio su un'isoletta, il tempo non è eccezionale ma sono consapevole che al ritorno la corrente sarà a favore.
E così sarà.
Il beep che avevo messo sull'orologio ad ogni 500mt sembra suonare molto più velocemente ed in 1h03' termino la prima fatica.
1'42" di passo, in linea con quello che mi aspettavo.
Breve sosta al bagno e si comincia a pedalare.

I primi chilometri sono una bellezza.
Piatti ed asfalto perfetto.
Mi passano in tanti, ma l'imperativo per il primo quarto di gara è stare tranquillo e tenere il cuore basso.
Comunque, il pezzo facile dura meno di 10km, poi si comincia a ballare.
Credetemi, non c'era un singolo chilometro in pianura o dritto.
Tutto saliscendi e curve a gomito in continuazione.
Un incubo?
Se vuoi fare il tempo probabilmente, se invece sei capace di assorbire il bello di ogni cosa è uno spettacolo.
Deliziosi paesaggi tra la regione di Limburgo e le Fiandre (sì, perchè attraverseremo anche il Belgio), incitamente ad ogni paesetto e tanto verde.
Certo, non solo.
Anche pezzi di strada cementata, rampe con pendenze assurde costruite per l'occasione per scavalcare qualche via principale e tratti in pavè.
Percorso perfetto per una granfondo nordica (molti passaggi combaciavano con la Amstel Gold Race), poco ideale per un Ironman.
Ma sti cazzi.
Sono qui per divertirmi e mi sto divertendo.
Sono qui per vivere ogni emozione, non per una medaglia.
Vabbè questa è una cazzata, sono qui anche per la medaglia, porca puttana!
Quando comincia a piovere e le strade si infangano, e gli occhiai si appannano, e i passaggi nei boschi si rabbuiano, e i freni in carbonio non frenano, e il pavè ti scivola da sotto le ruote, invece di preoccuparmi, mi si stampa un sorriso in faccia.
Sto bene.
E sono felice.
Certo, dopo 180km di battaglia (182 per la precisione) a 30km di media (30.3 per la precisione) e bisogna cominciare a correre, sto un po' meno bene.

Che poi in realtà non ho dolori e non corro neanche male, ma arriva una crisi di testa.
Non vedevo l'ora di cominciare a correre ma 42km ora sembrano un'eternità.
Dopo due chilometri c'è subito una salita spaccagambe.
C'è già gente che cammina.
Ancora una volta, impensabile fare andature veloci ma questi cambi di ritmo a me piacciono, aiutano a spezzare la monotonia.
Anche di corsa non c'è un metro in pianura, ma neanche un metro dove sei solo.
Trovi incitamento dal pubblico in continuazione.
Uno spettacolo.
Si scende di nuovo e si sale di nuovo, prima in città, poi nel parco e poi ancora in città.
Sui sanpietrini.
Di nuovo.
Al secondo passaggio Alessia mi dice che tutti ma proprio tutti gli amici mi stanno incitando con il loro #1km4strong.
Prima botta di commozione.
Non poteva esserci una botta motivazionale migliore di questa.
Ho scritto i loro nomi sulle braccia portandoli dietro con me e loro mi stanno ripagando come meglio non avrebbero potuto.

Anche il secondo giro va bene.
Poi, naturalmente arriva il conto.
Dopo nove ore di gara puoi aspettartelo da un momento all'altro.
La crisi ora non è di testa ma proprio fisica.
Ogni salita diventa l'Everest, in discesa ogni muscolo urla e sui sanpietrini sento le ossa scricchiolare.
Quando incrocio Alessia le rapporto il mio bollettino di guerra.
Ho le ginocchia a pezzi e sono stanchissimo.
Incrocio di nuovo Alessia che taglia da un vicolo all'altro per seguirmi, mi prendo gli incitamenti di Ilaria e di Aurelie e scambio un sorriso abbozzato con Fabio, sfortunato anche oggi.
Ma la crisi non passa.
Quando stai in fondo al pozzo però, la motivazione dove meno te l'aspetti.
La mia l'ho trovata in un ragazzo subito dopo il passaggio davanti l'arrivo.
Proprio mentre sto passando tira fuori un cartello di cartone con scritto "Be Iron", mi sorride ed alza il pollice.
Niente di che, ma basta per rasserenarmi.
E giù lacrime.
Ormai manca un solo giro.
Solo 11km.
Qui la sofferenza finisce.
Entro in modalità "pilota automatico" abbasso il livello di sofferenza e cerco di godermi ogni singolo metro, per l'ultima volta, questa volta.
Sono io ad incitare la folla ai miei passaggi e tutti rispondono urlando.
E' la mia passerella.
Al 41°km riprendo un ragazzo che aveva corso con me i primi 5km e poi aveva accelerato.
Ammazza come corre bene, avevo pensato.
Ma il conto non sai mai quando arriva.
Gioia, tristezza, euforia e sconforto si alternano senza criterio in questo gioco lungo, almeno per me undici ore e trentaquattro minuti.
Davanti l'arrivo trovo Alessia tra la folla e la bacio.
Non ho mai camminato durante questi 42km finali, ma questi ultimi 100mt me li faccio al passo, per godermeli tutti.
Metto le mani intorno alle orecchie per incitare il pubblico ad urlare.
Rispondo con un applauso.
Quando passo sotto il traguardo le braccia sono alzate.
Sono un Ironman per la terza volta.
La più dura.
La più bella.

Perché credetemi, in ogni gara che ho fatto, di ogni sport, di ogni lunghezza, il risultato è l'ultima cosa che ricordo.
Quello che resta sono le sensazioni, i volti, i colori, i sorrisi, le lacrime.
Quelle che una volta mi sforzavo di trattenere.
Quelle che ora lascio scorrere quando mi emoziono.


mercoledì 27 luglio 2016

Road to Maastricht: la benedizione finale

(lasciate la musica in sottofondo mentre leggete, per favore)

E' stato un anno lungo e difficile
La strada per Maastricht
Come tutte le strade ha le sue salite e le sue discese
Come tutti i percorsi si prende e si perde
Si smarrisce e si ritrova
Ho perso uomini a cui volevo bene
Ma ho visto la luce di nuove vite
Ho smarrito per strada qualche nuovo amico
Ma ne ho ritrovati vecchi che anche se non li vedi ci sono sempre
Tutto ti segna e tutto ti fortifica
Sono comunque riuscito a prepararmi bene
Perlomeno come avrei voluto
Adesso sono in quella fase in cui aspetti solo la gara
Quando con un colpo di spugna cancelli tutto quello che c'era prima
Adesso ci sono solo io e 226km di fronte
Numeri che hanno significati e numeri che non contano niente
Come le ore che impiegherò per percorrerli
Uscite dalla gabbia del tempo
Non lasciate che un orologio possa determinare il grado della vostra felicità
Seguite i vostri obiettivi e vivete i vostri sogni
Ma non siatene schiavi
Qualcuno potrà dirvi che una gara non è la vita
Qualcuno potrà dirvi che non è importante
Che non siete eroi
Ma chi ha sempre il sorriso
Chi ha la luce della serenità
Non ha bisogno di essere eroe
Perché quell'isola
Sì, avete capito bene, K...uell'isola
Può stare molto più vicino di quanto pensiate
Ma se non sapete trovarla dentro di voi
Non la troverete neanche dall'altra parte dell'oceano
Io l'ho trovata, e sebbene piccola, c'è spazio per un sacco di gente
E ho braccia abbastanza larghe per abbracciarvi tutti
Se vi va, accompagnatemi lungo questa strada
Un po' di compagnia mi farà bene
Che Dio mi benedica
Che Dio benedica i miei passi


lunedì 18 luglio 2016

3 fattori sopravvalutati nel nuoto



Ok, era da un po' che non si polemizzava, è ora di alimentare nuovamente qualche focolaio.
Nel nuoto - sempre in riferimento al triathlon  - si trovano spesso teorie che esaltano la tecnica più di ogni altra cosa.
Giusto, è importantissima la corretta esecuzione dei gesti sia per avere la massima resa in termini di prestazione, sia per evitare di farsi male con movimenti errati.
Però...
Però.
A volte si rischia di esasperare un aspetto che potrebbe focalizzare l'attenzione su un fattore meno rilevante di altri.
Vabbè, direte, ma a parte le chiacchiere, di che sta parlando questo?
Di questi tre punti:

  1. Il gomito alto nella bracciata
  2. Gambe e tavoletta
  3. Lo SWOLF ed il numero basso di bracciate
1. Una nuotata esteticamente bella da vedere è anche più efficiente ed il gomito alto nella fase di richiamo ne è l'esempio...ma è comunque una fase, appunto, di richiamo. Potete compiere il più bel gesto estetico, ma se poi non spingete sott'acqua fino in fondo non serve a un cazzo. Insomma, tra le due cose, meglio una nuotata stile tennista che sbraccia di dritto  ma che sott'acqua mena forte!

2. Le gambe nel nuoto del triathlon servono a poco. Non devono dare propulsione ma hanno il compito soprattutto di stabilizzare la nuotata. Tra l'altro nel 90% dei casi si nuota con la muta, quindi l'utilizzo è ancor meno importante. In tutto questo, il famoso allenamento con la tavoletta dunque, oltre a curare un aspetto secondario, dà anche un assetto sbagliato, impostando uno stile con la testa fuori e gambe basse, che non è quello che si ricrea in gara. Se proprio dovete, fate le gambe senza tavoletta.

3.Una delle tante cose stereotipate dove qualcuno (o qualcosa, come gli oggetti che vi vendono a prezzi esorbitanti) vi dice a prescindere cosa sia la cosa migliore per la vostra nuotata. Lo swolf in particolare vi dà un coefficiente migliore in base al minor numero di bracciate fatte in una vasca. Certo, una bassa frequenza corrisponde può corrisponde ad una nuotata più efficiente... ma non sempre! Prima di tutto ogni tipo di nuotatore con il suo stile può trovare la resa migliore in base ad altri fattori, come l'ampiezza delle proprie braccia o anche semplicemente sentendosi più fluido (che dovrebbe essere l'aspetto primario nel nuoto). Sun Yang è uno spettacolo da vedere con le sue lunghe bracciate, ma provate a dire che Paltrinieri con la frequenza molto più alta sia meno efficiente. Seconda cosa, vi ricordo che facciamo triathlon, e spesso, soprattutto in acque aperte, può essere molto più vantaggioso accorciare la bracciata in relazione alle onde e "traffico" di avversari.

Quello che voglio dire è ok, se non avete un cazzo da fare o se avete 30 ore settimanali per allenarvi curate tutto, ogni attenzione per i dettagli naturalmente va benissimo.
Ma se il tempo è più limitato e dovete dare preferenza ad alcuni aspetti, ecco, datene prima ad altri...
E adesso...3...2...1...via alle critiche!
 

venerdì 15 luglio 2016

Quali scarpe per il mio prossimo IronMan? [Brooks Connect 4 vs Skechers GoRun 4]



Niente, non riesco a decidere.
Mi trovo benissimo con entrambe, provate tutte e due in gare e simulazioni di combinati ma  il dubbio rimane.
Ho pensato di andare sul colore più abbinato al body, ma anche se sono spesso offuscato dall'estetica, non posso arrivare a tanto per la Maratona finale.
A 'sto punto meglio tirare a sorte.
Brooks Connect 4 o Skechers GoRun 4.
Voi che ne dite?

lunedì 11 luglio 2016

[Un chilometro per Strong] - Corri un chilometro con me nell'IronMan diMaastricht


Un chilometro per Strong.
Un chilometro per "farmi compagnia" nel giorno più lungo dell'anno (per me, naturalmente).
Il 31 luglio, come molti di voi sapranno, gareggerò a Maastricht nel mio terzo IronMan full distance.
In uno dei miei tanti lunghi di corsa, mi è venuto in mente che sarebbe un bel sollievo aver un amico a fianco per ogni chilometro della maratona finale.
E allora, anche se virtualmente, perché non avervi davvero vicino con me?
L'idea è questa.
Il giorno 31 luglio, non prima né dopo, chiunque voglia accompagnarmi nella mia fatica finale, può infilarsi le scarpette e correre  un chilometro.
Sì, mi accontento anche di una camminata veloce!
Naturalmente dovete "certificare" il vostro impegno...
Postate su Facebook, Instagram, Strava o qualsiasi altra piattaforma, anche sulla mia bacheca se volete, una foto con l'hashtag #1km4strong
Facile no?
Di più, ognuno può scegliere in quale "chilometro virtuale" accompagnarmi.
Qui sotto aggiornerò le pietre miliari in base quelle che mi direte.
Sarà mio impegno ricordarli tutti a memoria in ordine per pensarvi e sentirvi chilometro dopo chilometro.
Daje, spero di non restare da solo neanche per un metro!

1° - Vinz
2° - Davide Pat.
3° - River

5° - Emanuele

7° - Mannù

9° - Domenico
10° - Lollo
11° - David
12°
13° - Dado
14° - Carlo
15°
16°
17° - Kevin
18° - Lorenzo
19°
20° - Margherita
21° - Emilianochi?
22° - Erba Buona
23° - Camoscio
24° - Lello
25°
26°
27°
28° - Lepre
29° - Sasà
30° - Viviana
31° - Manzik
32° - Alessio
33° - Fedex
34° - LG
35° - Cabra da peste
36° - Gennaro
37° - Claudio
38° - Pallino
39° - Bernardo
40° - Shorty
41° - Master
42° - Strong (questo è tutto mio)







lunedì 4 luglio 2016

STRONG racconta [Clearwater: la sfida, la storia, la leggenda]



E' la storia più famosa del triathlon italiano.
Più delle imprese di Palmucci, più degli olimpionici, più delle vittorie di Fontana e Degasperi.
Il mondiale 70.3 di Clearwater.
Se bazzicate nel mondo del triathlon ne avete sentito parlare.
Per forza.
Al 99% da Stefano Spina, detto Spaina.
Ok, al 100%.
Ma cos'è stato davvero Clearwater?
Quali sono i retroscena?
STEFANOLACARASTRONG ha ricostruito per voi la leggenda.

(da leggere con la voce di Federico Buffa)

Fine agosto 2009, Bolsena, pasta party dopo una gara di triathlon cross.
Spina Sta bevendo una birra per schiarirsi la golo dopo aver fatto lo speaker, Tedde, in attesa di essere premiato, assaggia una bruschetta.
Spina, stufo delle gare corte, la butta lì...
Il prossimo anno faccio un 70.3 e mi qualifico per il mondiale
Ah beh se lo fai tu, lo faccio anche io e ti batto pure risponde immediatamente Tedde.
Non servivano altre parole.
la sfida era nata.
Per la qualifica Spina si segna ad Anversa, Tedde a Wiesbaden.
Spina fa la prima magia.
In 8 ore complessive riesce a
  1. partire dall'Italia con l'aereo per Charleroi
  2. trasferimento lampo ad Anversa
  3. posare le valigie in albergo e fare il check-in bici
  4. iniziare al volo la gara mentre gli altri stanno partendo
  5. fare 37kmh di media  in bici
  6. scontare una penalità
  7. correre la mezza in 1h23 e chiudere 9° di categoria in 4h25
  8. slottare come 2° in roll down
  9. brindare a Bruxelles
  10. ritornare a Roma
Tedde invece si limita a rovinarsi il ferragosto in un posto sperduto della Germania.
Farà un tempo finale molto più alto di Spina, ma l'altimetria era decisamente più impegnativa.
La qualifica arriva dunque in scioltezza anche per lui.
La sfida si nobilita.
Entrambi qualificati, l'appuntamento è fissato in Florida a novembre.
Gli allenamenti si fanno più intensi.
Spina si allena in una piscina da 21mt, Tedde in una pista da 210mt.
I due cercano di evitarsi, ma in qualche occasione si incrociano.
In un occasione sono testimone anche io.
A Capalbio è la mia seconda gara di triathlon, la prima volta col cappello da panda.
All'epoca non li conoscevo, ma in quell'occasione gareggiai anche con loro.
In quell'occasione fui colpito anche da un tizio che si fece un'ora prima della partenza a chiacchierare senza sosta.
Questo sarà solo chiacchiere, pensai.
Poi scoprii che era Palmucci, che tra l'altro, cazzeggiando arrivò secondo in quella gara.
Spina finì terzo e Tedde decimo, ma la distanza breve non era indicativa per la sfida sul mezzo Ironman.
Arriviamo a novembre.
E' l'ora di fare i conti.
La sfida invece di averli logorati li ha ringiovaniti.

Appena atterrati a Tampa, non riescono a prendersi una birra finchè non mostrano i documenti che attestano la loro maggiore età.
A Clearwater è la festa della WTC, tutto brandizzato IronMan.
Si respira aria di triathlon anche dentro i seibach.
Il giovedì sera, nell'opening act, i nostri vanno a cena con Daniel Fontana e Carla Stampfli.
O meglio, Daniel e Carla se li ritrovano in mezzo ai piedi ovunque.
Che obiettivi avete? chiede Fontana
Spina dice la cazzata di gareggiare per il tempo, spera di fare 4h20, non accennando alla sfida
Un secondo meglio di Spina, risponde invece Tedde.
Ormai la battaglia non è più un fatto privato.
La mattina della gara, la tensione è a mille.
Spina sta pronto in griglia già dalle 3 del mattino, Tedde se la prende comoda e arriva alle 7:59, un minuto prima della partenza.
Alle 8:31, quando Spina esce dall'acqua, non vede la bici di Tedde in Zona Cambio.
E' già partito.
C'è da recuperare, e sti cazzi se al 40°km viene superato da un gruppone di 50 persone in scia.
La sfida si vince con ogni mezzo, e Spina ci si butta in mezzo.
Si viaggia a 48kmh di media.
E che so scemo, pensa Spina mentre chiude la bici in 2h18.
Appena completa la T2 ecco che vede Tedde.
Sta fermo al penalty box.
4' di penalità.
Al contrario di Spina è stato meno furbo e si è fatto beccare dai giudici.
Il morale cambia tutto.
Arriva la frazione preferita di Spina e sta già davanti senza dover recuperare...
All'8°km i due si incrociano e manco si salutano.
Entrambi sono fanatici della corsa con la bandana in testa, ma in quegli anni o sei pelato e vinci il Tour de France oppure con la bandana sei inguardabile.
Brutti so brutti, ma anche forti, girano costantemente sotto 4' al km.
A metà gara l'imprevisto.
Il polpaccio di Spina si contrae e Tedde si avvicina.
Spina prega affinché il dolore passi e il Signore lo aiuta.
Contrattura passata miracolosamente.
E' fatta, basta stringere i denti e chiudere a braccia alzate.
4h22 per Spina, 4h26' per Tedde.
Certo ci sono quei 4' di penalty, ma si sa. in battaglia non si fanno prigionieri.

Questa è la leggenda di Clearwater.
Da allora non c'è stata più una vera e propria rivincita, ma come ogni rivalità che si rispetti, ci aspettiamo tutti che prima o poi ci sia la possibilità di un rematch.
Il mondo del triathlon non aspetta altro.

(questa non è l'esposizione dei fatti di Erodoto di Turi, una sfida epica merita più una narrazione omerica e nel mio piccolo, come il cieco cantore, c'ho messo simpaticamente -spero- molto del mio... naturalmente gli interessati possono chiarire e correggere ogni particolare)



 

lunedì 27 giugno 2016

Il mio Roma 753: un Triathlon Olimpico nel cuore della Capitale


Intorno a questa gara ci sono state le solite polemiche.
Nell'acqua del laghetto ve prende [inserire il nome di una malattia a scelta], il percorso bici è aperto al traffico, la corsa la fate intorno all'Eur, hanno cambiato le distanze nell'ultima settimana.
Su come la penso lo sapete ormai.
Più scelta di gare c'è meglio è, e gareggiare nel cuore di Roma è un'opportunità della quale non voglio privarmi.
ho deciso di gareggiare all'ultimo.
Avevo in mente di fare un allenamento da 8 ore questa domenica, una simulazione dell'IronMan che farò a fine luglio.
Ma rimodulo la programmazione e tra una pedalata di 200km ed una da 180km ci infilo questa gara.
Già dal giorno prima ho una voglia pazzesca di gareggiare ed alzarmi il giorno della gara alle 4 non mi pesa per niente.
Team Panda presente con Kalenji, Manzik e LG.


Stiamo tutti più o meno allo stesso livello, ci sarà da divertirsi.
Unica nota dolente la partenza ritardata dalle 7 alle 8 per problemi di chiusura al traffico.
Quando ti alzi così presto un'ora in più di attesa è un'infinità.



Non nuoto da 10 giorni per l'ultimo tatuaggio fatto, ma dalle prime bracciate le sensazioni sono buone.
Dopo poche bracciate una lente degli occhialini si riempi di acqua.
Al giro di boa mi fermo e lo sistemo ma dopo 10 bracciate si riempie ancora.
Vabbè, continuiamo con un occhio solo.
Davanti a me non c'è nessuno e anche dietro non si vede gente in scia.
L'unico che ho affiancato è Manzik.
Il percorso è molto lineare e anche co senza muta si nuota senza difficoltà.
Esco dall'acqua insieme a Manzik.
Spina dal microfono ci dice che siamo 7° ed 8°.
Apperò.
In bici comincio a spingere come un matto.
Cristoforo Colombo andata e ritorno con poco dislivello, per chi fa la Roma-Ostia è roba conosciuta.
Supero un paio di persone e vengo superato solo da Rogerio "cabra de peste" che fa la sua solita eccellente prestazione ciclistica.
Entriamo nel cuore di Roma tra curve secche e continui rilanci.
Poi arriva un pezzo infernale.
I sanpietrini.
Un incubo: le braccia tremano senza sosta e le ruote scricchiolano ad ogni sussurro.
Mi vedo Manzik sfrecciare a doppia velocità, non so come faccia ma su quel cazzo di suolo sta volando.
Il prezzo di quel supplizio però viene ripagato totalmente quando arriviamo all'altare della patria, circo massimo e Colosseo.


Pedalare da soli senza traffico nella storia di Roma è un privilegio impagabile.
Toglie il fiato per la bellezza.
Quando si rientra verso l'eur mancano ormai pochi chilometri.
Il tempo di riprendere Manzik e cominciare la frazione di corsa in sesta posizione.
E chi l'avrebbe mai detto.



Appena comincio a correre arriva la bici dell'inizio gara.
Tranquillo - mi dice il ragazzo - hai Pera dietro di te che ti sta doppiando
Guarda non mi era assolutamente balenata l'idea di essere il primo, però potresti pure aspettare il primo fotografo, quando mi ricapita di farmi una foto con scritto inizio gara.
Si fa una risata e si allontana.
La corsa, come a Pescara due settimane fa, è la nota dolente di quest'anno.
O meglio, non soffro particolarmente, non ho problemi ma lavorando su ritmi lenti in preparazione dell'IronMan proprio non ce la faccio a correre più velocemente.
Almeno questo è quello che mi auguro, tra un mese avremo la risposta.
Dopo un giro mi passa Kalenji.
Perdo qualche posizione e cerco di tenere botta.
Manzik è in crisi mentre LG corre bene e quando mi incrocia mi strilla "mo te vengo a riprende"
Magari la prossima volta.
Chiudo in undicesima posizione una gara che mi lascia solo belle sensazioni.


LG e Manzik mi arrivano dietro ma sono entrambi primi di categoria.
Kalenji, quello che ha fatto la gara migliore, sesto assoluto, non sale neanche a podio di una categoria satura.
Spero davvero che questa gara possa crescere ancora, sia di qualità, limando i difetti, sia aumentando il numero di partecipanti, perché Roma merita una grande gara di triathlon.
Per quanto mi riguarda sto in dirittura di arrivo nella preparazione.
Mi mancano giusto un paio di giorni di massimo carico (dici cazzi) e poi comincia il lungo scarico per Maastricht.
Al 31 luglio ormai manca davvero poco.



 

 
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