lunedì 21 ottobre 2019

Il mio Triathlon Olimpico di Sabaudia 2019: bella prestazione ma si raccoglie poco


Alcune gare le capisci in 10 secondi come andranno.
Come quella di ieri.
La domenica precedente, grazie ad una (finalmente) veloce transizione ero riuscito ad aggrapparmi in bici al primo gruppo.
Ieri, dopo il nuoto (purtroppo con la muta, che appiattisce sempre i valori) sono uscito dalla zona cambio con quindici secondi (QUINDICI) di ritardo dal gruppetto di testa.
Ho visto da lontano che si è messo subito in testa Marco Accardo.
Mi sono rialzato e ho detto ciao ad ogni aspettativa di podio.



Per almeno 5km non arriva nessuno da dietro, alla fine arrivano due ragazzi molto giovani e proviamo a lavorare insieme.
In effetti solo uno dei due partecipa ai cambi (anzi, a dire il vero tira anche più di me), mentre l'altro accusa un po' di fatica.
Al decimo km, quando terminiamo il primo giro,  nel gruppo un signore che aveva appena finito il nuoto ed iniziava a pedalare.
Nonostante l'età (a fine gara mi saluterà dicendomi "oggi ero il più vecchio a gareggiare qui!") non si tira mai indietro dando il suo contributo ad ogni rotazione.
Da oggi sarà "nonno Oreste" ed avrà in me un nuovo tifoso in più!



Ai giri di boa vediamo il primo gruppo di una ventina di persone che guadagna secondi su secondi da noi.
Poi però dietro abbiamo un gruppetto di tre persone, più altri due gruppi molto numerosi, che non guadagnano né perdono da noi.
Insomma, i 40km in bici si riassumono nel primo gruppo che guadagna e tutti gli altri che rimangono costanti.



Fatto sta che anche nella corsa le posizioni di massima sono ben delineate.
Ed è un peccato, perché ieri ho corso benino e soprattutto molto meglio di parecchi che stavano nel gruppo di testa.
Se fossi riuscito ad agganciarmi sarebbe uscita una gara completamente diversa.
Ma il bello del triathlon è anche questo, qualche secondo di differenza e cambia ogni cosa.
Che alla fine un paio lì davanti cedono e li riprendo pure ma purtroppo nessuno della mia categoria.
Sedicesimo assoluto, come domenica scorsa, ma allora ero terzo di categoria, ieri solo quinto.
Ma va bene così.
Per ora.



P.S. prima della gara vado al bagno ed il tizio che esce mi dice "ho fatto solo la pipì, mo non scrivere sul blog che la puzza che senti qui dentro è roba mia!"
Beh in realtà qui più che altro si parla del triathlon, ma visto che ci siamo, precisiamo anche questo!

giovedì 17 ottobre 2019

L'IronMan di Tivoli


Ultimamente mia madre ha incontrato una persona per Tivoli che qualche anno fa correva nella mia stessa squadra podistica... la Tivoli Marathon...
Parlando del più e del meno, il discorso è caduto su di me, e l'interlocutore ha esclamato:
"Ah, ho capito chi è tuo figlio! E' con Tivoli Marathon!"
Ma di tutta risposta, naturalmente, mia madre lo ha prontamente redarguito, precisando:
"Seeeee... altro che Tivoli Marathon... mio figlio è un Tivoli IronMan"



lunedì 14 ottobre 2019

Il mio Triathlon di Santa Marinella 2019: un bellissimo weekend



Dopo tre mesi dall'IronMan, torno a gareggiare con lo sprint di Santa Marinella.
Credo che sia la gara a cui ho partecipato più volte, perché di solito sancisce il finale di stagione delle mie gare di triathlon.
Quest'anno però faccio la tripletta con l'olimpico di Sabaudia la prossima settimana ed il mezzo IronMan di Ostia quella successiva.

Ci sono parecchi Panda in partenza e per me è sempre uno spettacolo vedere i nostri body sulla linea di partenza sulla spiaggia.
Già perché oltre Kona, solo a Roma si nuota in ottobre senza muta!
Le condizioni sono ottime per gareggiare.

In acqua erano secoli che non trovavo una ressa così.
Secondo me i primi hanno preso la traiettoria un po' troppo larga e per questo si sono ritrovati alla prima boa con il resto del gruppo.
Insomma, un gran prendere e fare schiaffi.
Con un cazzotto mi schiacciano qualche tasto del garmin... vabbè, uscirò senza riferimenti.
Esco bene e per la prima volta faccio una transizione veloce, per restare aggrappato ad un gruppetto qualche metro prima di me.



In bici sto molto bene e con il mio gruppo rilancio spesso l'andatura fino a rientrare nel gruppo - udite udite - dei primi!
A parte un ragazzo che è andato da solo in fuga, sto pedalando nelle prime posizioni...
Una bellissima sensazione, tanto più che tra i 3-4 che tirano ci sono sempre anche io.
Certo avrei potuto risparmiarmi, ma i ragazzi che stanno in gruppo sono tutti podisti più veloci di me, perlomeno ho provato a far stancare qualcuno nei rilanci.
Nel secondo giro qualcuno prova anche ad uscire dal gruppo con uno scatto ma come mi disse qualcuno qualche anno fa... "a Santa Marinella pre fare la differenza in bici ti devi chiamare Fabian, di nome o di cognome..."


Al terzo ed ultimo giro tirano tutti i remi in barca per recuperare in vista della corsa finale.
Transizione un po' più lenta rispetto alla prima che mi fa perdere qualche secondo rispetto ai primi.
Vabbè pazienza.
Nel primo giro recupero un paio di persone e altrettante mi passano.
Tengo la posizione senza grandi stimoli perché non ho nessuno dietro e quelli davanti a me restano costanti alla mia andatura.
A 300mt dal traguardo lo stimolo arriva.
Mi riprende un ragazzo con un bel ritmo, mi metto in scia ed in 50mt ne riprendiamo due.
A quel punto si lancia una volata a 4.
Di solito esco sempre benissimo dalle volate, ma non oggi.


Dopo due metri di allungo  capisco che non ho il passo per il cambio di ritmo.
Ma va bene lo stesso.
Mi esce una gara eccezionale per il mio livello, sedicesimo assoluto e terzo di categoria!
Considerando che la sera prima sono stato all'Olimpico a vedere la vittoria dell'Italia sulla Grecia e la domenica sono stato io a vincere un bel podio di categoria, direi che il finesettimana è iniziato alla grande e concluso ancora meglio.
E in questi casi, rientrare al lavoro di lunedì, è sempre un po' meno dura!

giovedì 10 ottobre 2019

La gara come metafora di vita


Cerco da sempre sempre di alleggerire la visione  del triathlon.
Il rischio di prendersi troppo sul serio è sempre costante tra gli atleti amatoriali.
Tuttavia, alcune volte, mi piace dargli una connotazione drammatica ed epica perché è vero che volendo, (quasi) tutti possono preparare un IronMan, ma è altrettanto vero che non tutti hanno la voglia e la dedizione per farlo.

E quindi, per restare su questa linea di solennità, mi piace pensare la gara come una parabola esistenziale.
Un po' come il viaggio cosmico di David Bowman in Odissea nello Spazio.

Si comincia, come nella vita, immersi nell'acqua, in uno stato di rincoglionimento ovattato dove.
Improvvisamente ci si ritrova catapultati in un marasma generale, come in gioventù.
Si cerca di non fare errori, ma alla fine qualche cazzata si commette sempre.
Come a scuola, si lotta fianco a fianco, ma i cazzi sono sempre personali.
Non vediamo l'ora di "diventare grandi", e di ritrovarci già alla corsa...

Quando si cresce, poi, non  si è né carne né pesce, pieno di
Stai in un gruppetto in bici, provi ad allungare, poi recuperi nelle retrovie, non sai se è il caso di rientrare in un gruppo più veloce o aspettare quello più lento che arriva da dietro.

Quando comincia l'ultima frazione le energie sono ormai alla frutta e la stanchezza prende il sopravvento.
Si cerca di assaporare ogni piccola cosa, prendendo ogni incitamento dalle persone che ci sono vicine tra il pubblico.

E alla fine, quando ormai sei allo stremo delle forze, in quegli ultimi 500mt, quando vedi vicino a te le persone che ami e ti senti realizzato, vorresti che ricominciasse tutto dall'inizio...

lunedì 7 ottobre 2019

Quando il tuo allenatore potrebbe fare il commerciale in azienda...

 
 
(scritto da Alessio Parisi nei miei confronti...)

Questa estate si è svolta, come di consueto la cena di squadra del Team Panda
"Beh - direte voi - che c'è di strano? E che c'entra l'allenatore e l'azienda?"
Premettendo il fatto che conosco Stefano da un po' e so per certo che non lavora per nessuna di queste grandi organizzazioni sportive....
...in una sola sera è riuscito a far iscrivere almeno 5 o 6 di noi ad un IronMan per la stagione 2020!

 Un martello pneumatico!
Con quel sorrisetto e l'aria bonaria, ha fatto salutare a tanti di noi soldi, ferie e armonia coniugale...

Come se non bastasse la scorsa settimana, ho partecipato insieme ad un altro Panda e al mio coach alla mia prima Granfondo.
105 km di bucio di... xxxx... e sapete come ho fatto ad iscrivermi?
tan tan tan tan tan tan tan il martello pneumatico del commerciale Stefano Strong ha colpito ancora!

Però lo ringrazio, perché senza quel suo martellare, non avrei fatto tutte le cose che ho fatto finora in questo sport, con tutti i limiti che mi aiuta a superare allenamento dopo allenamento, gara dopo gara.....

giovedì 3 ottobre 2019

Chi deve essere d'ispirazione nel triathlon?


Chi deve essere d'ispirazione nel triathlon?
Chi dà il buon esempio.
E per esempio intendo sia tecnico-sportivo che quello etico-motivazionale.
Naturalmente gli atleti professionisti sono molto avvantaggiati sotto questo aspetto, perché hanno già un ottimo bagaglio di prestazioni e già quello per molti è sufficiente.
Tutti bòni ad essere un'ispirazione motivazionale quando ti chiami Pantani e scatti sul Mortirolo quando vuoi...
Certo, poi ci sono professionisti simpatici ed antipatici, ma questa è un'altra storia.

Poi c'è il discorso degli amatori.
Conosco tantissimi atleti amatori che sono punti di riferimento e di ispirazione per molti neofiti, per chi vuole approcciarsi al triathlon o anche per persone che non vogliono sentir parlare di sport ma che apprezzano la dedizione e la passione che ci si mette.
O magari anche solo la simpatia.
Sicuramente non sono un campione, probabilmente non simpatico a tutti, ma la passione che ho sempre messo nel fare e (soprattutto) nel raccontare il triathlon è sempre stata enorme.
E quando in zona cambio trovo ancora gente che mi dice di aver iniziato a fare il triathlon grazie ai miei racconti, il si apre sempre il volto in un sorriso ed il cuore di gioia.

Certo, poi aggiungono pure "li mortacci tua", ma quella è la naturale conseguenza di chi cade nel vortice del triathlon!

lunedì 30 settembre 2019

La mia GranFondo "La Medievale"... con un gregario d'eccezione!


Sono un triatleta che ha fatto parecchie gare podistiche, qualche gara di nuoto e pochissime granfondo ciclistiche.
Una, per la precisione.
E' ora di gareggiare più spesso anche su questa disciplina, sia perché un ottimo allenamento, sia perchè il ciclismo resta tra i tre il mio sport preferito (sebbene sia quello dove sono più scarso).
L'occasione di avere un Granfondo che parte e arriva praticamente sotto casa mia è un'occasione che non posso lasciarmi scappare, tanto più che quest'anno capita in un periodo in cui non ho sovrapposizioni di gare di triathlon.
Oltre me, ci sono Alessio e Gabriele arruolati dal Team Panda per l'occasione.
In più Giacomo, che mi preannuncia che verrà solamente per farmi da gregario.
Giacomo è l'altleta più forte del Team Panda, che potrebbe staccarmi in bici anche utilizzando una sola gamba, ed averlo al mio fianco è una bella botta di fiducia.

La partenza della Granfondo è sempre un momento delicato, tra assestamenti del gruppo, restringimenti stradali ed accelerazioni improvvise, la cosa più importante è stare concentrati a restare in piedi.Da
In primi nel frattempo scappano già via, ma quella è un'altra gara.
Dopo 10km c'è il piccolo strappo di Marcellina.
Mentre vado regolarmente con il mio passo vedo persone che forzano e scattano come se fosse l'arrivo.
Una gestione delle energie che mi lascia perplesso.
E infatti molti me li perderò per strada.
Nel saliscendi tra Marcellina a Moricone arriva la prima botta di motivazione.
Su forcing mio, il mio gruppetto riesce chilometro dopo chilometro ad annullare il gap da un gruppone numeroso davanti.
Qui nel gruppone si sta benissimo, andatura gestibile, alta velocità e possibilità di recuperare dallo sforzo fatto.
In discesa c'è un tizio, non proprio giovanissimo e piuttosto sgraziato in bici, che sbaglia OGNI SINGOLA CURVA.
Con Giacomo ci guardiamo e facciamo una risata.
Appena la strada sale scatta e non lo vediamo più.
A metà gara arriva la prima asperità della giornata.
La lunghissima salita di Orvinio, quasi 18km.
Qui naturalmente il gruppo si comincia a frazionare e qui comincia Giacomo a ricucire ogni singolo buco che si forma con un lavoro eccezionale!
Quando la stanchezza sta prendendo il sopravvento, la salita spiana leggermente, e possiamo fare un bella andatura, sempre tirati da Giacomo.
Da questo momento in poi non mi supererà più nessuno.
In cima ad Orvinio mi sento un leone.
Da qui in poi gioco in casa, sono i percorsi dove mi alleno e dei quali conosco ogni singolo centimetro.
Giù in picchiata fino a licenza, facendo sempre attenzione alla strada in pessime condizioni.
Naturalmente riprendiamo ancora il tizio che non sa andare in discesa.
Dopo Vicovaro ci sono 15km di saliscendi, il gruppo è di circa 30 persone, vanno tutti pianissimo nessuno tira e anche Giacomo è esausto.
O sono tutti scoppiati o si stanno risparmiando alla grande per la salita finale.
Nel dubbio mi metto a tirare io.
Esattamente sotto casa mia comincia l'attacco alla salita finale.
7km al 6%.
Dopo un chilometro mi giro.
Di trenta che eravamo si sono staccati tutti.
Botta di autostima a mille.
A dire il vero si sono staccati tutti, tranne uno.
Il tizio sgraziato in discesa.
Si fa TUTTA la salita attaccato un centimetro alla mia ruota.
Però sto bene e non mi dispiace fare l'andatura.
Naturalmente, ad 800mt dall'arrivo, il tizio dietro di me scatta e mi lascia sui pedali.
Provo a tenere ma non ho il passo.
Va bene così.
Però davanti me ce n'è un altro che sta in crisi e quello si può prendere.
Faccio un ultimo forcing, mi alzo sui pedali e a 10mt dall'arrivo lo passo.
Insomma sotto il profilo della motivazione la mia seconda granfondo è stata stupenda.
Mi sono divertito, ho pedalato con amici ed ho gareggiato in progressione.
Meglio di così, non potevo immaginare.



martedì 24 settembre 2019

Un IronMan da "spettatore" con emozione finale!

 


Ho fatto le prime due edizioni dell'IronMan Emilia Romagna ma questa ho deciso di saltarla.
Fisicamente, perché in realtà ero presente con tutti i ragazzi del Team Panda che alleno.
Erano tantissimi, ognuno con la sua storia, ognuno con i proprio obiettivi.
Avrei valuto davvero essere sulla strada ad incitarli, ma non sono riuscito a staccarmi da Roma e quindi...
...sabato e domenica attaccato morbosamente a computer e telefono per controllare ogni singolo intertempo dei ragazzi.
Naturalmente trasmettendo in tempo reale i consigli ad amici e parente che stavano sul bordo strada da riferire a chi gareggiava.
Anche a centinaia di chilometri di distanza, l'emozione è stata grandissima.
Quando alleni delle persone per parecchi mesi, conosci i loro punti deboli, i loro punti di forza e sai, ad ogni intertempo, se stanno soffrendo, se si stanno esaltando e sì, anche quello che pensano.
Sarebbe bello parlare di tutti, chi ha esordito su una distanza o chi ha sfiorato il podio di categoria, ma vorrei sintetizzare con l'essenza dello sport amatoriale.
Thomas e Walter quest'anno, preparando il loro primo IronMan, hanno legato tantissimo.
Un legame forte, di quelli veri.
Vengono da un passato sportivo completamente diverso e diverse erano le loro caratteristiche.
Ma a 2km dalla fine, per una serie di casualità, si sono ritrovati insieme, fino a tagliare insieme il traguardo.
E' la cosa più bella che possa capitare nel nostro ambiente.
E chi mi conosce sa che quell'arrivo non può non avermi riportato alla mente il mio arrivo, sempre all'esordio in un IronMan, insieme a Master e Pietro.
Roba di brividi...

giovedì 19 settembre 2019

Suocere e ciclismo


Qualche mese fa ho fatto un brutto volo in bici.
La cosa peggiore non è stata il cambio della bici rotto (appena cambiato, tra l'altro), né la botta che ho preso e che mi ha azzoppato per un po'.
La cosa peggiore è stata che si è stracciato il completino da ciclismo del Team Panda.
Tenuto da parte per un po' (e non dite che anche voi non custodite oggetti ormai inservibili ai quali siete affezionati),l'altro giorno l'ho portato da mia suocera.
Prima mi ha chiesto cento dettagli su come lo volessi sistemato e in quali punti dovesse tirare e poi se l'è preso.
Ed ecco qui, stamattina mi preparo per la pedalata e trovo il completino come nuovo.
(Naturalmente secondo lei si poteva fare ancora meglio).
Comunque, 'sto regalo mi ha riempito di gioia!

Come ogni cosa, costruire è meglio di distruggere ed  unire è meglio di separare.
Questo vale per dei pezzi di lycra, ma anche per le persone che vi stanno intorno.

Evitate, anche per le attività sportive e negli allenamenti, persone preferiscono separare i pezzi, perché i pezzi più si allontano più si crea distanza, e la distanza porta ad inevitabili incomprensioni.
Finché state in tempo provate a ricucire, perché un vestito cucito nuovamente può sembrare nuovo, ma una serie di stracci, rimangono stracci.

Certo, se poi avete anche una suocera eccezionale allora è tutto più facile!

lunedì 16 settembre 2019

Le vacanze del triatleta


Come ho scritto qualche settimana fa, quest'anno ho deciso di fermarmi due mesi senza allenamenti.
Dopo l'IronMan France, ho preferito godermi luglio e agosto con la mia famiglia.
E' stata una novità, ed è stata una bellissima novità.
Durante le altre estati, quando tornavo dal lavoro e mio figlio mi chiedeva di giocare, la riposta era sempre "ora papà si allena e poi giochiamo".
Puntualmente al termine dell'allenamento ero sempre stanco ed il gioco era sempre un po' svogliato da parte mia.
Allenarmi da settembre a giugno mi pesa molto di meno sotto questo aspetto.
Di solito corro o pedalo (indoor) con i bambini a fianco mentre fanno i compiti, o ne approfitto per nuotare quando porto mio figlio in piscina.
Insomma, cerco di ottimizzare i tempi dei miei allenamenti quando i miei figlio sono "impegnati" in altre attività.
Ma in estate, quando non hanno scuola e non hanno compiti, uscire di casa con la frase "papà DEVE (?!) allenarsi" mi pesa sempre di più.
Quest'anno invece mi sono divertito ad uscire con loro a fare merenda con i pancake o al parco con lo skate.
Dopo tanti anni mi sono goduto l'estate.
E vogliamo parlare delle MIE vacanze?
Senza portare le scarpe da corsa e senza pensare ANCHE durante le vacanze dove, come e quando fare ANCHE quell'allenamento.
E mentre stavo rilassato mi scorrevano su instagram foto di triatleti AMATORI sudati con la scritta "anche in vacanza non si molla mai" o robe del genere.
Attenzione, sto parlando di cose che fino all'anno scorso facevo anche io ma credetemi, non ne vale la pena.
Non sto dicendo che non dovete scegliere i vostri obiettivi principali a settembre, ma fate in modo di trovare il vostro spazio anche per i vostri bisogni e per quelli di chi vi sta vicino.
Il che non significa SOLAMENTE quei 10 giorni a fine settembre in cui fate finta che vi mancano gli allenamenti, per poi tornare a lamentarvi dei tanti allenamenti o di quello che potete fare dopo la vostra gara clou.
Quello che desiderate tanto fare quando finirete il vostro IronMan, in realtà potete farlo quando volete (e questo lo sapete), ma in realtà non lo farete mai (e sapete anche questo).
Certo, forse finirete il vostro IronMan con 20' minuti in più del previsto ma, come sempre, sta a voi decidere le priorità...

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