giovedì 3 settembre 2015

Le motivazioni del boss



Quando lavoravo in provincia di Caserta, nelle rare occasioni in cui avevo tempo libero, me ne andavo sul lungomare a correre un po'.
Correre era una parola grossa (ok... lo è anche adesso, per gli stronzi che lo hanno pensato), non sapevo idea cosa fosse il running tanto meno il triathlon.
Comunque, già assaporavo i piaceri della fatica.
Ogni volta che andavo incrociavo il locale boss, anch'egli intento a sudare con scarpette e calzoncini.
Nel mio immaginario romantico, chi cerca uno sport di fatica, chi adatta il proprio corpo a stress fisici, deve per forza avere qualche forza interiore che lo rende virtuoso sotto vari punti di vista.
Non riuscivo a comprendere come una persona che provasse la fatica e la successiva euforia derivanti dalla corsa potesse poi compiere gesti abietti.
Una volta, incrociando per caso il tizio ad un bar durante un caffè, qualche dubbio cominciò a sciogliersi.
"Marescià, lo sapete perchè me ne vag' a corre tutti i giorni?" mi disse chiudendo pollice ed indice a cerchio ed infilandoci dentro il dito dell'altra mano "Perchè m'agg' accuort' che aropp' fotto meglio..."
Ecco, quando parlavo di motivazioni, ne immaginavo altre più nobili...

lunedì 31 agosto 2015

Triathlon autogestito, rimessa economica non indifferente e piccoli piacere.



Il programma di venerdì scorso prevedeva un bell'allenamento su tutte e tre le discipline.
Triathlon autogestito, appunto.


Mi presento alla piscina dell'Aquaniene con body gara, bici e casco.
Una carnevalata fuori stagione
Il travestimento naturalmente non finisce qui.
Dalla borsetta portaoggetti della bici tiro fuori cuffia ed occhialini e in equilibrio sui tacchetti delle scarpe da bici mi avvio verso la corsia della vasca.
La gente mi guarda torvamente (per fortuna stiamo ancora a fine agosto e non c'è il pienone).
Con nonchalance mi butto, avvio il Garmin e comincio a sbracciare.
Dopo la virata di metà allenamento butto un'occhiata al display per vedere il passaggio.
Tutto spento...
Vabbè cazzo, continuo per 1900mt, poi tutto sgocciolante mi avvio verso la bici, rificco cuffia ed occhialini nel contenitore, indosso casco e occhiali, guardo il Garmin e...
Cazzo il Garmin!
Deve essersi scheggiato in qualche occasione, ha il vetro un po' inclinato e da sotto i cristalli si vedono tutte simpatiche bollicine, intervallate da saltuari beeeeeep.
E mo che faccio?
Ah vero, usiamo l'app di Strava sull'iPhone e poi ci preoccupiamo.
Avvio l'applicazione e mi avvio pedalando verso l'uscita.



Il tragitto in bici prosegue apparentemente senza intoppi.
ho sempre usato Strava come software di analisi degli allenamenti ma mai come app gps per l'allenamento.
Ogni tanto controllo che la registrazione della pedalata avvenga correttamente ma non sembrano esserci motivi di preoccupazione.
Ultima frazione ed ultimo dubbio.

Con il semplice orologio che ho al polso (senza gps) non potrei correre 10km esatti.
Sto pensando di correre 45' a sensazione, senza particolari riferimenti sul passo, quando mi ricordo che il body ha una taschina interna.
Ficco l'iPhone nel taschino (naturalmente chiuso in una bustina per non farlo bagnare con il sudore) ed inizio l'ultima fatica, anche di buon umore, per dirla tutta.
Completo l'allenamento e me ne torno a casa.
L'allenamento mi è costato un Garmin, ma dopo tanti anni di utilizzo, ci può anche stare che alla fine abbia tirato le cuoia.
Vado a controllare i dati sul telefono e...
Il prolungato utilizzo del gps me lo ha fuso.
"Temperatura in ebolizione, chiamare i pompieri" mi avvisa il telefonino.
Dopo svariati tentativi di raffreddarlo, i postumi di quel che rimane sono una batteria che regge più o meno 5 minuti nonché wi-fi e blutooth andati a puttane.
Prima cerco di raccogliere tutta la mia famigerata calma zen ma poi, quando riconosco che non sono così incazzato, mi accorgo dell'ennesimo effetto collaterale del triathlon, tanto pericoloso quanto preoccupante.
La triste verità è che il fatto che in tre ore siano andati in fumo circa 1000€ non sia riuscito a togliermi dal viso un sorrisetto ebete che abbiamo, follemente tutti, al termine di un duro allenamento terminato piuttosto bene...



mercoledì 26 agosto 2015

Perché ci ostiniamo a comprare le bombolette "gonfia & ripara"


Per una questione di testa.
Per avere un appiglio, un barlume di salvezza nel caso di un evento imprevisto (L'EVENTO imprevisto) che qualsiasi triatleta teme maggiormente (naturalmente eviterò anche solo di menzionarlo).
In realtà sappiamo tutti che non funzionano, ma nonostante questo continuiamo a comprare queste fantomatiche bombolette, sperimentando nuove marche, nuovi utilizzi ed anche nuovi modi di attaccarle alle bici.
C'è quella che comincia lentamente a rilasciare il suo liquido, quella che oltre a tappare la foratura, ci promette anche di ringonfiare la ruota.
Non fatevi illusioni.
Il risultato sarà sempre lo stesso.
Mari di schiuma sgorgare dalla valvola, o più spesso dalla stessa bomboletta, e la ruota nella stessa, identica, ammosciata, situazione di prima.
Belle le nuove invenzioni, bella la comodità e la velocità, bello tutto eh... ma un paio di toglicopertoni e una camera d'aria di riserva portateveli sempre.
Se poi avete i tubolari...
Avete voluto i tubolari per utilizzarli sulle vostre belle ruote da 270mm e gonfiarli a 26 atmosfere per andare più veloci?
Ecco, se avete i tubolari, allora mo
so' cazzi...

venerdì 21 agosto 2015

Guida semiseria ai Mondiali di Atletica 2015


Domani comincerà l'evento sportivo del 2015.
Pista e pedane hanno un posto nel mio cuore.
Nonostante sia appassionato di triathlon, è indiscutibile che televisivamente parlando la triplice disciplina ancora non riesce ad attirare un vasto pubblico, forse per la difficoltà di gestione della visione, sia per il numero di amatori.
Per l’atletica è diverso.
Certo, vista dal vivo al suo fascino, i suoi odori ed i suoi sapori indescrivibili, ma anche in TV è tanto appassionante quanto coinvolgente.
L’edizione dei  Mondiali di quest’anno, a Pechino, costringeranno la maggiorparte di noi Italiani ad ammirare le gesta atletiche proprio dallo schermo televisivo e ad orari improbabili, ma naturalmente ci vuole altro per scoraggiarci.
(E comunque registrerò batterie e finali per vederle tranquillamente la sera a casa, quindi evitate di spoilerare troppo…)
Per accompagnarvi nella visione di questa settimana di gare ho preparato una brevissima guida che cercherà di aggiornarvi sui (miei…) favoriti di ogni disciplina, per farvi un’idea generale su  quello che vi aspetta.
Daje così!






martedì 18 agosto 2015

Riaprite le valigie e risparmiate qualche euro! Per il 2016 gli IronMan si fanno in Italia...


Comincio a buttarvela là, giusto per farvi venire l'acquolina in bocca.
Per il 2016, oltre Pescara, ci saranno altre due gare del circuito IronMan in Italia.
Una in estate a Roma ed una in autunno a Civitavecchia.
La prima sarà su distanza 70.3, la seconda full distance.

In effetti ci sarebbe (e c'è) molto altro da dire, ma mica posso dirvi tutto subito...
Per adesso accontentatevi di questo...

mercoledì 12 agosto 2015

La fame cronica del triatleta


Mi ero appena lamentato del pranzo abbondante seguito da un mancato allenamento quando devo registrare un nuovo episodio alimentare che descrive benissimo quelli che chiamo ECT (effetti collaterali del triathlon).
In previsione del compleanno di mio padre, sono stato molto parsimonioso a mangiare durante tutta la giornata, anche in corsiderazione dell'unico e blando allenamento previsto per la giornata.
Anche per la stessa cena ho conservato un basso profilo per scatenarmi con il dolce.
Come succede però in questi casi, quando arrivi al dolce con lo stomaco vuoto, c'è davvero molto spazio da riempire.
Risultato: 5 (CINQUE) fetto di torta con panna e crema ingurgitate in, più o meno, trenta secondi.
Quando mi sono alzato, un leggero senso di vomito mi ha pervaso.
Mi sono trascinato a letto con il pensiero di saltare la colazione la mattina successiva.
Stocazzo.
Mi sono svegliato con un buco allo stomaco che una dozzina di fette biscottare burro e marmellata ed il ciambellone hanno fatto fatica a placare.
Ecco, effetti collaterali del triathlon...

lunedì 10 agosto 2015

Con i fulmini non si nuota


E' quello che ti senti rispondere quando implorante chiedi se si può utilizzare la piscina esterna, visto che dopo un mese di caldo torrido, quella interna ha chiuso per manutenzione proprio oggi che c'è il diluvio.
Il problema è che ormai ho pranzato, e pure parecchio...
Il solito problema... mangiare o no prima di un allenamento "a rischio"?
La mia scelta l'ho fatta, intanto mangio poi si vede.
Ecco, ora vediamo.
Esercizi di nuoto a secco?
Naaah, non brucio neanche mezza caloria. e poi potenziamento l'ho fatto già ieri.
Non faccio niente e mi riposo?
Stocazzo, domani è il compleanno di papà e so giù che chiuderò la serata con 4 fette di torta (piu naturalmente quelle che lasceranno Mavi e Jacopo).
Ah, cazzo!
Possibile che non c'ho pensato prima?
Proprio 4 giorni fa ho comprato dal mio amico Lollo il suo cicloergometro!!!!
Lascia fa' che ho risistemato la giornata!
(con buona pace di Alessia che eviterà di sentirmi lamentare tutta la serata in preda a grosse crisi di mancato allenamento...)


lunedì 3 agosto 2015

Triathlon Olimpico Lago del Salto 2015 - prestazione spettacolare! (+ CLASSIFICA)



In cinque anni di triathlon, questa è solo la seconda gara sulla distanza olimpica che ho fatto.
Un po' di curiosità c'era.
Avevo già fatto due volte questa gara ma era strutturata su distanze ibride leggermente più lunghe e senza scia.
Una location fantastica dove gareggiare, se non fosse per l'asfalto rovinato pressoché in ogni tratto sarebbe una gara ai limiti della perfezione.
La partenza prevista alle 15, per consentire di correre ad un orario climaticamente "accettabile", è ritardata di mezzora perché il medico aveva sbagliato giorno... vabbè inconvenienti di percorso.

Per la prima volta quest'anno, le sensazioni in acqua sono subito ottime, come del resto mi capita sempre quando gareggio senza muta (sto seriamente prendendo in considerazione l'acquisto di una muta smanicata).
Doppio giro da 750, purtroppo senza controllo del chip (mi si dice che qualcuno abbia tagliato).
Al secondo giro sto ancora molto bene ed aumento il ritmo.
Sono il primo di un gruppetto a fare l'andatura.
Obiettivo per il prossimo anno cercare di azzerare il gap che mi separa dal gruppetto che esce una trentina di secondi prima di me dall'acqua.

Esco dall'acqua e volo sulla salita al 20% che porta lla zona cambio.
Molti preferiscono camminare, ma oggi è gara vera e non voglio lasciare neanche un secondo.
In bici si forma subito un bel gruppetto, ma siamo un po' troppi per i miei gusti.
C'è uno strappetto di 200mt, faccio il forcing e riesco a lasciare indietro qualche pezzo.
Da qui in poi ci saranno alcune "scaramucce" per qualche chilometro, per testare chi è in grado di restare in gruppo e chi no, fichè non si forma un gruppetto di 5/6 elementi che proseguirà fino alla fine.
In gruppo con me c'è anche Gianluca, un ragazzo con cui da un paio d'anni lottiamo sulla stessa posizione.
E' sempre un piacere averlo al mio fianco.
Riprendo i miei compagni di squadra Multilap, Bruvio e il Berna, incitandoli ad agganciarsi, ma stanno un po' cotti e perdono le nostre ruote.
Il percorso, pur non presentando grandi altimetri, è davvero impegnativo, tra asfalto rovinato e curce "cieche".
Si tira tutto il tempo, poi gli ulti 5km ci rilassiamo in attesa della corsa.

Faccio la mia solita dormita in zona cambio e quando esco, i miei compagni di fuga stanno già 20mt avanti.
Sti cazzi, al mio cappello da panda non  ci rinuncio però.
Un po' di fatica si sente, ma sento comunque le gambe che girano agili.
Poi, chilometro dopo chilometro, la fatica comincia scomparire e le gambe spingono di più senza accorgermene.
Mi accorgo però che recupero sempre più persone.
Quando mancano meno di 3km recupero anche Gianluca e gli dico di forzare per arrivare con me.
"Poche chiacchiere e vai a meritarti questa bella prestazione" mi dice quando lo passo.
E così faccio.
Allungo ancora nel finale.
10km a 4'05" di passo e quinto tempo di corsa.
Chi cazzo lo avrebbe detto?
E mica finisce qui...
Undicesimo assoluto e primo di categoria.

E la parte più bella deve ancora venire.
Con i bambini dai nonni, io ed Alessia ci regaliamo una serata da fidanzati con cenetta fuori, birretta e gelato.
E mi chiedono ancora "chi te lo fa fare..."













giovedì 30 luglio 2015

Gente che si incontra in zona cambio [il Mecenate]



Non è uno sponsor.
Quello sponsorizza la squadra o, tutt'al più fornisce i propri prodotti tecnici.
Il mecenate, pur supportando economicamente il "suo" atleta, va oltre il classico rapporto azienda/atleta.
E' piuttosto incompetente sullo sport praticato dal suo "protetto" e solitamente lo sfrutta finché le cose vanno bene, ovvero finché lo sportivo vince (vabbè questo pure le aziende).
Dal momento che non può avere un rientro economico, il mecenate si diletta in attività politiche (naturalmente locali), sperando in tal modo di veicolare i messaggi di "aiuto i giovani", "sostengo lo sport" e "cosa hai fatto in questi ultimi cinque anni?" "viva un mondo migliore".
Gli atleti supportati, per "sdebitarsi" in qualche modo, gonfiano a dismisura i risultati ottenuti, ma ancora non è chiaro se per vanagloria personale o su richiesta del protettore.
La triste realtà è che tutti lo criticano e prendono per il culo questa situazione, ma ognuno di noi pseudo-triatleta vorrebbe avere un tizio attempato, un po' ignorante, con il riporto e la tinta ai capelli che ci regali bici, muta ed iscrizioni a gare...
Related Posts with Thumbnails