lunedì 22 settembre 2014

Zoot Solana [Recensione]


Quando dici Zoot la prima cosa che ti viene in mente è il triathlon.
E' una di quelle aziende specializzate sulla triplice con cui ci si identifica.
Se stai in giro, anche fuori da un contesto sportivo, se vedi un tizio con addosso roba Zoot cominci a studiarlo di nascosto per cercare di capire chi è e, soprattutto, che tempi ha.

La [Zoot] mi ha dato l'opportunità di provare alcuni prodotti e la cosa, oltre che onorarmi, mi fa davvero piacere.

Piacere e sorpresa nel provare la Solana.
Certo, con il nome, vista l'assonanza romana, potevano far meglio, ma l'azienda è americana, e a questa similitudine non è che ci abbia (naturalmente) fatto molto caso...

La scarpa, a dire il vero, è uno dei primi prodotti Zoot non pensati specificamente per il triathlon, ma adatto anche ai podisti "puri".
...che poi gli occhielli sopra il tallone per una calzata rapida, giusto per gradire, ce l'hanno messi ugualmente.



Di "triatletico" mancano invece i lacci elastici, che volendo si possono comunque acquistare a parte.

Infilando la scarpa c'è subito una gradita sopresa: una calzata comodissima, anche sulla punta dei piedi, nonostante la classica forma affusolata tipica delle scarpe da running.
La scarpa, pur avendo un peso decisamente leggero di 240gr, ha un'ottima a m m o r t i z z a z i o n e  sul tallone che agevola notevolmente la rullata ed il drop di 8mm tra tallone e punta potrebbe essere anche un ottimo spunto per chi volesse cominciare ad avvicinarsi gradualmente ad un approccio più "natural" della corsa.

Ho provato la scarpa su strada, sterrato e pista, con ritmi lenti e veloci.
Ammetto, sono stato piacevolmente colpito aldilà di ogni mia aspettativa.
Inizialmente mi sembra un'ottima scarpa che accomunasse stabilità, protezione e leggerezza, ideale per allenamenti, anche di qualità.
Provandola su pista mi ha dato altrettante ottime sensazioni sui ritmi veloci, convincendomi del fatto che sia un ottimo prodotto anche per gare.



La chiusura del cerchio l'ho avuta nella prove generale del combinato pre-Elbaman: 18km di corsa dopo aver pedalato per 100km.
Perfetta.
E da scarpa sconosciuta, con tre prove si è guadagnata il titolo di scarpa "titolare" proprio per l'Elbaman che affronterò tra una settimana.

Infine, la risposta alla domanda che tutti quanti avranno pensato.

SI', la fanno anche di altri colori, oltre al verdone ramarro fluo (anche se a noi triatleti questi colori sparati ci piacciono tanto...)

venerdì 19 settembre 2014

Tutte le strade portano a Palestrina


L'altro giorno, scendendo in bici verso Palestrina, ho incrociato parecchi bivi senza indicazione, tutti con strade principali.
La mia intenzione era di proseguire verso Roma ma non c'era modo di capire quale strada scegliere, visto che nessuna sembrava avere "precedenza" sulle altre.
"Scusa, per andare verso Roma scendo di qua o giro di là?" ho chiesto ad un ragazzo.
"E' uguale"
"Ok, tutte e tre portano a Roma, ma quale conviene fare?"
"E' la stessa cosa, sono tre strade parallele"
E vabbè scegliamone una a caso.

Ieri si è ripresentato lo stesso dilemma, questa volta in direzione inversa.
"Scusa, per salire verso Capranica?"
"Allora guarda, avresti potuto girare alla traversa prima, ma puoi prendere questa strada qui oppure potresti proseguire da questa parte e girare dopo"

Il tutto è decisamente spiazzante.
Secondo me è più facile orientarsi sull'isola di Lost...

giovedì 18 settembre 2014

Zoot allo Scuba Show 2014

A partire da domani, Zoot sarà presente allo Scuba Show 2014 ad Ostia (RM), con uno stand dove potrete visionare e testare tanta roba triatletica di qualità!
Daje!

mercoledì 17 settembre 2014

Gente che si incontra di corsa [i custodi della pista]


Che fortuna andare ad allenarsi in pista e trovare due custodi sempre allegri, cordiali e di buon umore!
Pensa, alcune volte, tipo una su quindici, rispondono addirittura al saluto!
Che poi da quando hanno messo questo badge all'entrata è uno spettacolo.
L'altro giorno mi hanno fermato chiedendomi il badge (che avevo perfettamente passato sulla scansione), lasciando passare un gruppo di 5 persone che si sono imbucate tranquillamente davanti ai suoi occhi.
Vabbé, forse non mi avrà riconosciuto, chissà quante persone con una barba di tre metri che da 5 anni anni vanno regolarmente in pista tre volte alla settimana ci saranno...
Tempo fa mi erano venuti a chiamare mentre giravo sulla pista, chiedendomi il cognome, per ritornare 5 minuti dopo dicendo che non risultavo registrato sul computer.
Magari, se scrivete LA CARA invece di LACARA, come vi ho suggerito, evitavate di farmi interrompere l'allenamento.
Tutto sempre con molta simpatia eh...
Aspè, un momento... ma gli stessi sul cazzo?

lunedì 15 settembre 2014

L'approccio low-carb del triatleta


E' vero, il triatleta mangia come un inceneritore.
A volte.
Per il suo fabbisogno, comunque, anche lui sta sempre attento al peso.
Quei famosi 2kg in più per 20, 30 o 40km di corsa si sentono eccome.
E lo sguardo alla bilancia si dà sempre.
Per far passare la fame persistente, c'è chi si abbotta di caramelle e chewingum, chi di cereali, chi di litri di tisane e chi elimina i carboidraiti.

(Sull'approccio low-carb, trattato in maniera più competente e seria meglio leggere l'articolo del buon Gianmarco "the Running Pitt" Pitteri, apparso anche su  Zona Cambio 14)

Perchè diciamo la verità, senza necessariamente citare la famigerata dieta Dukaniana e soprattutto senza seguire alcuna base scientifica o nutrizionale, ci abbiamo  un po' provato tutti ad eliminare pasta e pane.
Anche il risultato, immagino sia uguale per tutti: immediata perdita di peso, pavoneggiamento vario davanti lo specchio, poi ritorno al peso originario (mangiando sempre lo stesso) ed aumento di peso.
Infine, famelica mancanza di dolci ed immediato ripristino di quanto perso (soprattutto in termini di gusto) fino a quel momento.

Per paura di sbagliare, la domenica sera tre pizze non me lo toglie nessuno...

venerdì 12 settembre 2014

Autopause



Tra le vie di accesso per entrare a Tivoli, ce n'è una poco conosciuta ai non locali, che passa per il centro storico.
E' la "Via del Colle", che si arrampica appunto sul clivus, una pendenza da cui si convogliavano le acque dell'Aniene da scaricare violentemente verso eventuali nemici accampati a valle.
Secondo la leggenda infatti, nel 1142 una vecchia donna, avendo notato i Romani pronti  a fare irruzione proprio attraverso quel passaggio, aprì le porte della città, riversando le acque sull'esercito nemico, annegandolo.

Ecco, su quelle pendenze, passandoci in bici, andavo talmente piano che il Garmin è andato in autopause.
Forse non la stessa fine dei Romani, ma un epilogo ugualmente umiliante...


mercoledì 10 settembre 2014

Natural running vs Marshmellow running

La più grande discussione che sta animando il triatleta in questa stagione (in Italia, perché negli USA se ne parla già da 10 anni) è se andare su una scarpa da running minimalista o con la massima ammortizzazione.
Al contrario di quanto si possa immaginare, molti runners esperti si stanno buttando su canotti ultrazeppati, per proteggere le proprie articolazioni, mentre corridori meno evoluti hanno la pretesa di  provare “nuove sensazioni” con il minimalismo del natural running.
Secondo voi quale direzione potevo scegliere?


Esempio di Marshmellow Running

Esempio di "Daje Panda" running...

lunedì 8 settembre 2014

Triathlon Sprint Montefiascone 2014: la grande magnàta


Zona Cambio ha anche un gazebo!
Grazie al bel pensiero di Lollo adesso abbiamo il nostro spazio dove cambiarci, appoggiare gli zaini ed avere un punto di ritrovo.
Da lì andiamo in gruppo verso la partenza.
Come sempre, qui a Montefiascone, si nuota senza muta.
In acqua prendo un discreto ritmo ma mi sembra di aver cannato completamente  la direzione.
Quando alzo la testa però mi ritrovo proprio davanti la prima boa... tanto male non deve essere andata allora.
Il secondo tratto tra le due boe lo faccio sempre in scia, ma il tizio davanti a me all'ultima boa allunga e perdo qualche metro.
Esco dalla zona cambio, come ultimamente mi capita, a "bagnomaria" tra due gruppi e mi ritrovo a pedalare da solo.
Per i primi 5km faccio un forcing senza pausa per cercare di riportarmi sul gruppo davanti, che si avvicina sempre di più ma non abbastanza per colmare il gap.
All'inizio della salita (da fare due volte) mi recupera invece  il gruppo dietro.
Inizialmente pago un po' lo sforzo fatto da solo e sento i muscoli bruciare, ma tengo duro e scollino con gli altri.
Di nuovo sul piano, grazie anche all'aiuto di un ragazzo dell'Arezzo Triathlon (mi pare), ci riportiamo finalmente sul gruppo davanti.
In salita questa volta sono abbastanza riposato e faccio un nuovo forcing che mi permette di attaccare la discesa con qualche metro di vantaggio sugli altri.
In discesa mi raggiunge e passa Zanetti ed insieme proviamo a guadagnare qualche metro sull'entrata in T2..... che gli adetti però non ci segnalano!
Andiamo tutti e due lunghi, il gruppetto rientra e perdiamo quei (comunque) pochi secondo che avevamo guadagnato.
Indosso le nuove scarpe personalizzate "DAJE PANDA" e comincio a correre un po' troppo allegro.


Supero qualcuno ma mi rendo conto che in questo momento della preparazione non riesco a tenere quei ritmi ed imposto l'andatura più lenta.
Negli ultimi 2km non avendo nessuno davanti e nessuno dietro, vado regolare fino all'arrivo.
1h13', 44° assoluto e 6° di categoria in una gara con tanti atleti di buon livello.
QUI la classifica completa.

Nonostante Zona Cambio ha Lucaone secondo di categoria e Sara "Saetta" prima di categoria, non andiamo a ritirare i premi.
Mi dispiace per l'organizzazione, che ha messo su una bella gara, ma l'alternativa era questa...














giovedì 4 settembre 2014

Roma By Night Run: allora mi ricordo ancora come si corre!


Dopo Francoforte sono scomparsi dalle miei gambe i ritmi veloci.
La resistenza, più o meno, è rimasta, ma appena le andature cominciano ad aumentare subentra una fatica alla quale da mesi non sono più abituato a sopportare.
Con queste premesse, i dubbi su questa mezzamaratona erano molti, perlomeno sul fatto di fare una gara di qualità.
La partecipazione era dunque legata innanzitutto a mettere su un po' di chilometri in vista dell'Elbaman, al fatto di correre in compagnia a fianco di qualche amico e di onorare la prima edizione di una gara che effettivamente sarà ottimamente organizzata.
Da una mezzamaratona in notturna a Roma è iniziato a 32 anni il mio cammino "agonistico", vediamo dopo 5 anni che cosa ho combinato.

Alle 22 schierati sulla linea di partenza vi cino a me ci sono Lucaone, Giorgio, Edo, Max, BigZ e tante altre facce conosciute, tra cui tantissimi triatleti ed anche un buon numero dei miei amici della Green Hill e della Tivoli Marathon.
Il primo chilometro mi toglie il fiato.
Andiamo a 4'20" ma mi sembra di fare uno sprint di 100mt.
Al km2 ci assestiamo su 4'15" di passo.
Va bene, ma non credo di reggerlo per tutta la gara.
I primi sette chilometri passano così, senza fiato neanche per fare una battuta, nonostante abbiamo formato un bel gruppetto di amici.
E poi, improvvisamente, al 7°km si scioglie tutto.
Aumento un po' l'andatura e piano piano il gruppetto si sfalda.
Senza forzare fino alla morte vado avanti per una decina di chilometri così.
Al giro di boa davanti l'Aquaniene faccio il punto della situazione dei miei compagnia di viaggio.
Lucaone passa tra i primi dieci assoluti, Edo mi sta un centinaio di metri avanti e Giorgio, che paga un po' lo sforzo dell'Ironman fatto da appena un mese, ha ceduto un po'.
Al 17° mangio una delle barrette energetiche homemade che mi ha preparato Alessia ed aumento ancora un po'.
C'è poca gente intorno a me, e vado a riprendere tutti quelli che vedo davanti.
Al 20°km mi dispiace quasi che stia per finire.
Taglio il traguardo in 1h28' in 52^ posizione su un migliaio di iscritti, solo un minuto in più del mio PB fatto alla Roma-Ostia nel mio miglior periodo podistico.
Non male, no?

(qui la classifica completa)











lunedì 1 settembre 2014

Zona Cambio #15





E’stata una  stagione agonistica lunga, per me e, immagino, per molti di voi.
A questo punto comincia ad arrivare la stanchezza e la voglia di tirare un po’ i remi in barca.
Per molti però c’è ancora un ultimo grande impegno sportivo: la classica “gara importante” della seconda parte di stagione.
Chi vuole togliersi un’ultima soddisfazione dopo una grande annata, chi vuole provare a prendersi una rivincita su una stagione sfortunata e chi vuole finalizzare nel migliore dei modi, magari a Kona…, quanto faticosamente sudato.
 Abbiamo ancora un ultimo sprint da fare.
Non mollate perché poi arriva l’inverno, quando le gare sono lontane e bisogna far finta di essere podisti, sciatori, ciclocrossisti o bikers per lenire l’assenza di fare tutte e tre le cose insieme.
Quale sarà il vostro ultimo Everest?
Scrivetecelo, raccontatecelo, mandateci le vostre foto.
Dice che condividere la fatica con gli altri serve pure a soffrire di meno in gara...

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