martedì 19 settembre 2017

Road to IronMan Emilia-Romagna 2017


E niente, sabato prossimo ho questa roba dove dovrò nuotare per 3.8km, pedalare per 180km e correre per 42km.
Sì, di seguito, e quindi durante quelle ore non potrò...
  • fare colazione con i pancake
  • prendere il caffè di metà giornata
  • sentire l'ultimo album dei The National
  • pranzare con un bel piatto di spaghetti
  • vedere i mondiali di ciclismo in tv
  • farmi il mio frullatone di soia
  • guardare l'ennesimo rewatch della terza stagione di Twin Peaks
  • sfidare Jacopo a Super Mario Kart
  • postare un foto su instagram
  • terminare di leggere "Tempo di regali" di Fermor
Quindi adesso il dubbio è:
  • mi sbrigo per godermi al più presto il meritato riposo?
  • me ne vado piano piano per assaporare al meglio quello per cui mi sono allenato negli ultimi mesi?

 

lunedì 11 settembre 2017

L'evoluzione del blog



"Strong, il tuo blog non è più come una volta!"

E certo!
Come potrebbe essere altrimenti?
Ho iniziato a scrivere su questo blog più di 10 anni fami sorprenderei se continuassi a scrivere come il primo giorno.
All'inizio ogni gara era una sorpresa, partecipare e finire il primo triathlon sprint (con nuoto in vasca, tra l'altro) è stata una grandissima emozione.
Vedevo tutto con gli occhi della curiosità e cercavo di trasmettere nel blog ogni piccolo dettaglio di quelle esperienze.
Gli occhi di un neofita.
E per quello che ancora oggi ad ogni gara mi fermano ragazzi che mi rimproverano di aver cominciato a fare triathlon "per colpa mia".
Adesso però sarebbe ridicolo provare a raccontarvi di quanto sia strano attaccare le scarpe della bici con un elastico, o di come mi sposto il pettorale da dietro a davanti in T2.
Non per questo però non riesco ancora ad emozionarmi.
Seguire le gare dei ragazzi che alleno, con i quali abbiamo condiviso mesi di allenamenti è un'emozione altrettanto coinvolgente, e noterete che spesso i racconti vanno anche in quella direzione.
Ma anche nelle mie gare, continuo ad avere vortici di sensazioni inaspettate, solamente diverse.
Una volta l'emozione più grande era finire una gara, poi era ricercare la prestazione, adesso è cogliere quella scintilla che mi permette ancora di allenarmi con il sorriso.
Perché, aldilà della fatica, dei momenti di stanchezza e dei risultati, è per quello che "lo facciamo".
Ed è per quello che continuerò a trasmettervi le mie emozioni.
A modo mio.
Perciò mettetevi comodi, perché ci sono un sacco di altre storie da essere raccontate.


 

lunedì 4 settembre 2017

C'è un momento per divertirsi ed un momento per faticare


Lo sapete come la penso.
Nel fare sport - e non essere professionisti - la cosa fondamentale è divertirsi.
Magari fare anche una prestazione non esaltante, ma se non ci divertiamo, o se diventa un ulteriore stress, non vale la pena farlo.
Ecco, non è sempre così.
Non gli ultimi due mesi della preparazione di un IronMan.
Bello tutto, belli gli allenamenti in compagnia, belle le uscite in bici per godersi il panorama, belle le corsette giusto per chiacchierare...
...ma nelle ultime settimane no, non c'è niente di divertente.
C'è solo da faticare a testa basta.
Pedalate senza fine, soprattutto da soli per allenarsi senza scia, lunghi di corsa dove non sai più in che direzione andare perché dopo due ore hai finito tutte le strade che conosci.
E poi si ricomincia, una settimana dopo l'altra.
Mi si dice...
"Strong, però io queste ultime settimane, sto a scapoccià, non mi diverto più"















Stai preparando un IronMan e sei nella fase di massimo carico, non è questo il momento di divertirsi.
Pazienta ancora un po'.
Poi potrai riposarti e divertirti quanto vuoi.

 

lunedì 28 agosto 2017

Nuotare brutti ma nuotare forte


Secoli fa, quando giocavo a calcetto, ero visto come quello con i "piedi buoni discreti" ma che correva poco.
In realtà ho fatto in tempo ad accorgermi che anche i piedi non erano così buoni, nonostante credessi di avere la classe di Maradona.
Il fatto è che la tecnica è una brutta bestia, e proprio quando pensiamo di esserne in possesso, cadiamo nell'errore più grave.
Come chi gioca a calcetto e con un doppio passo pensa di poter giocare in Serie A, se non nuotate un 100 a stile sui 50", credetemi, la vostra tecnica non è così buona come pensate.

Se non avete fatto agonistico già da ragazzi (in quel caso la tecnica è fondamentale per limare quei decimi di secondo che fanno la differenza a quei livelli), lasciate stare la tecnica.
Lasciate stare gli esercizi.
Lo so, fa più figo un coach che dice che la tecnica è importante, che vi riempi di esercizi complicati in acqua, ma non è quello che vi serve, soprattutto se fate triathlon.

Nonostante mi batta da mesi su questo aspetto, continuano ad arrivarmi video di ragazzi orgogliosi di come tengono il gomito alto nella fase di recupero.
Peccato che poi nuotino i 100 in 2'.
Chi invece ha deciso di seguire la mia idea di abbandonare questi aspetti, ha avuto un grande miglioramento nel nuoto.
Giusto o sbagliato non mi interessa, se questo metodo funziona, a me basta questo.

Lasciate stare la bellezza del gesto, per essere fighi abbiamo sempre i nostri body colorati e le nostre bici da crono
 


lunedì 14 agosto 2017

Стефаносильный - La metodologia della lingua russa applicata altriathlon


Come alcuni sanno, negli ultimi tre mesi sono stato un po' assente per aver partecipato ad un corso intensivo di lingua russa.
Rimettersi nei panni di uno studente in un contesto nuovo, partendo da zero, sicuramente era una bella sfida, ma grazie agli altri 14 compagni di corso con i quali è nata (non poteva essere altrimenti) una bella amicizia, ci siamo ritrovati a metterci in gioco con una nuova motivazione e curiosità di imparare cose nuove.

Ecco, proprio da questa nuova esperienza, ho voluto "rubare" tante piccole idee da poter trasmettere anche nel triathlon.


  1. Restare concentrati quando serve ma staccare, di testa e fisicamente, quando non serve. Durante le lezioni cercavo di stare il più attento possibile evitando anche le minime distrazione. Però, in questi tre mesi non ho aperto una sola volta un libro per ripassare. Non andavo a "caricare" ulteriormente le testa a fine lezione ma la mattina avevo sempre la mente fresca e ricordavo tutto. Tradotto negli allenamenti, si legge CONSISTENZA. Evitate di ammazzarvi di allenamenti assurdi, iperlunghissimi o spaccagambe che non potete recuperare fisicamente, ma cercate di mantenere ogni giorno una solidità costante.
  2. Repetita iuvant. Quando non capivo una cosa, me la facevo rispiegare finché non la capivo. Non ha senso andare avanti  quando non si è consolidato un aspetto. Per questo do spesso allenamenti che si ripetono per più settimane. Invece di cambiare ogni settimana allenamento, mi piace che l'allenamento venga eseguito, prendendo la consapevolezza di ritmi e sensazioni, anche se ci vuole un mese.
  3. Capacità di adattamento. Abbiamo avuto tre insegnanti, tutte bravissime ma ognuna con un metodo diverso l'una dall'altra. Era fondamentale sapersi rapportare con ognuna in un determinato modo ed alla fine siamo cresciuti proprio nel saperci adattare in situazioni diverse. In poche parole, se dovete fare una corsa in cui se va bene correrete a 5'30" (tipo IronMan), ma a che cazzo vi serve allenarvi con le scarpe natural a zero drop correndo di avampiede? Per dire eh...

lunedì 31 luglio 2017

Come recuperare un allenamento perso (senza sentirsi in colpa)



"Strong, oggi non ho potuto fare l'allenamento previsto, posso recuperarlo domani?"
Certo, così domani ti fai 5km di nuoto, 280km di bici e doppio allenamento di corsa, salite la mattina e progressivo la sera.
Naturalmente ho esagerato, ma neanche più di tanto.
Richieste del genere mi arrivano almeno una volta alla settimana.

 
Sempre per quella smania di sentirsi in colpa per un allenamento saltato.
Se il nostro corpo è un contenitore, non è che più liquido si versa più si riempie.
Dopo un certo limite, continuando ad aggiungere, se tutto va bene, non c'è miglioramento.
Se tutto va bene...
E allora come si recupera questo allenamento saltato?
Semplicemente elimindaolo.
Andate avanti, continuate i vostri allenamenti normalmente.
Su un buon programma a lungo termine basato sulla consistenza quotidiana, un allenamento saltato non vi farà perdere niente.
Niente!
Per questo solitamente non pianifico giorni di riposo nel programma settimanale, il riposo è quando capita.
Certo, se vi allenate un giorno solo a settimane il discorso è leggermente diverso...
 

 

martedì 25 luglio 2017

Il mio Challenge Roma 753

 
 

Finalmente!
Finalmente sono tornato a  gareggiare in un mezzo IronMan concludendo contento e soddisfatto della mia prestazione.
Non mi interessano tempi e posizioni, aldilà dei numeri, quando finisci una gara lo capisci subito se sei riuscito ad esprimerti al meglio, e questa volta ci sono riuscito.
Nella "gara di casa".
Ecco, prima di raccontarvi la "mia" gara, giusto due paroline su questo Challenge Roma 753.
Chi vuole criticare criticherà sempre e troverà difetti ovunque ma la realtà è questa: gareggiare dentro Roma, in una gara internazionale, anche con tutte le difficoltà che (temo) sempre ci saranno legate a cambi di percorso causati da imprevisti dell'ultimo momento, è un privilegio.
L'organizzazione secondo me è stata impeccabile - probabilmente solo l'aspetto dei ristori potrebbe essere migliorato - ma è importante sia per questa gara che per noi atleti, crescere insieme e farla diventare un evento fisso, perchè Roma ha bisogno di una bella gara di triathlon.

Ulteriore piccola parentesi.
E' stata una giornata memorabile per il Team Panda.
Due giorni di risate, iniziative, mangiate e bevute per tutti i ragazzi del Team e per tutti gli amici che sono venuti a trovarci al gazebo.
Questi giorni sono stati fantastici grazie a tutti quanti, ma anche questo meriterà un racconto a parte, perchè ci sono tante di quelle cose da raccontare che ad inserirle qui sarebbero sminuite.

Ok, ora la mia, di gara.
Non siamo tantissimi ma il livello degli atleti è molto buono.
Il nuoto, come mi è capitato sempre quest'anno, va alla grande.
La muta vietata è sempre una bella notizia per me ed il percorso lineare e calmo permette di impostare andatura e cambi di ritmo a piacere.
Esco 24° assoluto, consapevole di aver nuotato un'ottima frazione.



Il cambio di percorso in bici dovuto ad incendi avvenuti nelle ultime settimane, fa deviare i primi 10km su e giù per l'Eur.
Terminato questo tratto, c'è un doppio bastone pressochè pianeggiante e completamente rettilineo che favorisce i passistoni e lunghi rapporti.
C'è poco da guardare il paesaggio, qui bisogna guardare sempre avanti e pistare forte sui pedali.
Mi sento bene e spingo sui pedali.
Forse anche un po' troppo, ma oggi va bene così.
Al secondo giro si alza un po' di vento ma si va ancora bene.
Mi supera prima il mio amico Diego e poi Adriano, ma continuo regolare con il mio passo.
Termino la frazione con oltre 35kmh di media, perdendo qualche posizione ma comunque soddisfatto.



Quando comincio a correre sento che le gambe stanno bene.
Come avevo pensato prima di partire, decido però di correre tranquillissimo sempre gestendo, perchè temo che il caldo asfissiante dopo un'ora di gara mieterà vittime.
Naturalmente subisco tanti sorpassi ma continuo con la mia condotta di gara, cercando soprattutto di continuare ad idratarmi per tutto il percorso.
Incrocio anche gli altri ragazzi del Team Panda e noto con piacere che tutti sono in controllo.
Dopo il secondo giro (di quattro), come pensavo, cominciano a vedersi i cadaveri sul percorso.
Ma è proprio qui che comincio ad andare inj progressione.
Ne riprendo parecchi che mi avevano superato.



Al terzo giro quando incrocio Alessia la vedo distratta...
"Che ci fai qui? Ti aspettavo più tardi"
Quando mancano 4 km mi rirpende Manzik, anche lui in progressione dopo i primi km.
Ma ormai sto in piena spinta e lo distanzio ancora.
Poco male per , terminerà alla grande la sua prova con un ottimo secondo posto di categoria.
Quando entro sulla passerella finale rallento e mi fermo.
Finire un mezzo IronMan in progressione è sempre una bella soddisfazione e voglio godermi il mio momento.
Cammino lentamente ed apro le braccia.
La mia piccola vittoria.

video


 





 

 



 



lunedì 17 luglio 2017

Gente che si incontra di corsa [Il massaggiatore d'assalto]


Nel mezzo di una corsa afosa mi fermo a rinfrescarmi ad una fontanella.
E lui è lì, fermo con un sorriso comprensivo.

"Prego, bevi pure, è importante rinfrescarsi e idratarsi in queste giornate"
"Grazie"
"Ma tu corri con la P*******a S*********à?"
"No"
"Ah, sai, perchè io sono il loro massaggiatore"
"Ah, ok"
"Li conosci? E' quella squadra con la canotta arancione..."
"Sì, li conosco"
"E tu non corri con loro?"
"No"
"E coin chi corri?"
"Team Panda, è una squadra di triathlon"
"Ah, ma lo avete nella vostra squadra un massaggiatore? Perchè, sai è importante avere qualcuno disponibile per massaggi defaticanti, decontratturanti, pre-gara, svedesi, shiatsu, olistici, cinesi e tricche ballacche!"
"Sì, grazie, stiamo copertissimi a massaggiatori!"
"Ah vabbè - tristezza infinita - buon allenamento!"
 
 

lunedì 10 luglio 2017

L'IronMan di Silvia e la fatica per tutti [MAI MOLLARE]


Un mesetto fa, Silvia ha fatto il Challenge Venezia (gara sulla distanza ironman).
C'è arrivata preparata, facendo tutti gli allenamenti previsti e senza probemi fisici.
Dopo un'ottima frazione a nuoto ed i 180km in bici, ha cominciato la maratona finale con la sensazione di essere molto stanca.
Stavo in contatto telefonico con la mamma lì presente.
Io la aggiornavo continuamente su tempo e posizioni, e lei mi dava il feedback visivo di Silvia e quello che lei le riferiva.
Quando comincia a correre è seconda di categoria, con più di trenta minuti di ritardo sulla prima.
Gianna (la mamma) mi dice che Silvia sta pensando di ritirarsi...
Dopo i primi 10km di corsa capisco che sta correndo alla grande.
Regolare, senza cedimenti, con un'andatura senza esagerazioni, in continuo recupero sulla prima.
Soltanto cedimento della prima?
Non solo. Anche se non ci interessa per la classifica, sta riprendendo anche tantissimi uomini.
Segno che non sono gli altri che sono scoppiati ma lei che sta alla grande.
Anche alla fine, quando comunque le enrgie sono al lumicino, continua senza sosta.
Gianna mi manda un video di Silvia che passa dicendo che è stanchissima.
MA LE ALTRE LO SONO DI PIU'
Dille che la prima sta ormai solo a cinque minuti!!!
Al 38°km Silvia riprende la prima di categoria e vince la sua categoria.
Oltre ad essere prima AG italiana.
Morale della favola?
La fatica è sempre tanta, ma non possiamo sapere quanto lo sia per gli altri.
Una sensazione di particolare affaticamento non è necessariamente legata alla propria prestazione.
Una giornata di caldo asfissiante, una bici con continue raffiche di vento contrario e dunque un riscontro cronometrico che non corrisponde alle nostre aspettative, potrebbero farci avvertire difficoltà maggiori di quelle a cui magari eravamo abituati, ma alcuni fattori oggetti esterni, lo sono per tutti.
Per questo non bisogna mai farsi scoraggiare dall'andamento della gara.
La fatica che per noi è 8 per il nostro avversario potrebbe essere 10.
Mai mollare.
E seppure è la vostra fatica quella maggiore, non vi preoccupate più di tanto, che quella birra a fine gara ve la siete comunque meritata!
 

martedì 4 luglio 2017

La mia prima Jennesina


Ho sempre detto che la valle che porta da Subiaco a Jenne (e più avanti a Vallepietra) sia uno dei luogi più suggestivi che abbia mai visto.
Pedalare su quella strada ha sempre un fascino surreale, che ti rimette in pace con il mondo.
Sebbene da anni, su quelle strade si svolga una gara podistica molto rinomata tra i corridori locali - la Jennesina - per un motivo o per l'altro non avevo mai avuto l'occasione di farla.
Quest'anno tuttavia non c'erano scuse.
Clima perfetto, chilometri da mettere in cascina senza particolari obiettivi e tanti amici presenti.

Dasl momento che il percorso non è circolare ma "solo andata", da Subiaco a Jenne, (8km di salita e 2 di discesa), per aumentare il chilometraggio decido di lasciare la macchina all'arrivo e scendere correndo.
Arrivo alla partenza una mezzoretta prima dello start, giusto il tempo di sgranchirmi e salutare i tanti ragazzi del Team Panda presenti.
Al colpo di pistola mi ritrovo nelle retrovie a chiacchierare con Sandrino, e restiamo imbottigliati per i primi tornanti.
Poco male, l'obiettivo naturalmente è quello di andare tranquillo nella salita e sparare tutto negli ultimi 2km.
Il tempo di una foto insieme al primo chilometro e poi ognuno prende il proprio passo.
La gara va proprio come previsto.
Con il passo regolare e senza velleità agonistiche (anche perchè il livello era decisamente buono per una gara "minore") piano piano riprendo gran parte di quelli partiti prima.
A metà percorso supero Aurelie.
"Ti stai facendo superare pure dal Panda, ma che figure mi fai fare!" dice fabio che le teneva il passo.
Quando comincia il falsopiano a scendere naturalmente ho ancora tutte le energie per andare in progressione.
Il passo è costantemente sotto i 3'50" fino all'entrata nel paese.
Chiudo in 49' e spicci ma soprattutto contento di aver avuto il piacere immenso di correre su un percorso meraviglioso...
...tanto da convincermi quasi a tornarci domenica prossima per il Trail dei Monti Simbruini...
 
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