lunedì 14 agosto 2017

Стефаносильный - La metodologia della lingua russa applicata altriathlon


Come alcuni sanno, negli ultimi tre mesi sono stato un po' assente per aver partecipato ad un corso intensivo di lingua russa.
Rimettersi nei panni di uno studente in un contesto nuovo, partendo da zero, sicuramente era una bella sfida, ma grazie agli altri 14 compagni di corso con i quali è nata (non poteva essere altrimenti) una bella amicizia, ci siamo ritrovati a metterci in gioco con una nuova motivazione e curiosità di imparare cose nuove.

Ecco, proprio da questa nuova esperienza, ho voluto "rubare" tante piccole idee da poter trasmettere anche nel triathlon.


  1. Restare concentrati quando serve ma staccare, di testa e fisicamente, quando non serve. Durante le lezioni cercavo di stare il più attento possibile evitando anche le minime distrazione. Però, in questi tre mesi non ho aperto una sola volta un libro per ripassare. Non andavo a "caricare" ulteriormente le testa a fine lezione ma la mattina avevo sempre la mente fresca e ricordavo tutto. Tradotto negli allenamenti, si legge CONSISTENZA. Evitate di ammazzarvi di allenamenti assurdi, iperlunghissimi o spaccagambe che non potete recuperare fisicamente, ma cercate di mantenere ogni giorno una solidità costante.
  2. Repetita iuvant. Quando non capivo una cosa, me la facevo rispiegare finché non la capivo. Non ha senso andare avanti  quando non si è consolidato un aspetto. Per questo do spesso allenamenti che si ripetono per più settimane. Invece di cambiare ogni settimana allenamento, mi piace che l'allenamento venga eseguito, prendendo la consapevolezza di ritmi e sensazioni, anche se ci vuole un mese.
  3. Capacità di adattamento. Abbiamo avuto tre insegnanti, tutte bravissime ma ognuna con un metodo diverso l'una dall'altra. Era fondamentale sapersi rapportare con ognuna in un determinato modo ed alla fine siamo cresciuti proprio nel saperci adattare in situazioni diverse. In poche parole, se dovete fare una corsa in cui se va bene correrete a 5'30" (tipo IronMan), ma a che cazzo vi serve allenarvi con le scarpe natural a zero drop correndo di avampiede? Per dire eh...

lunedì 31 luglio 2017

Come recuperare un allenamento perso (senza sentirsi in colpa)



"Strong, oggi non ho potuto fare l'allenamento previsto, posso recuperarlo domani?"
Certo, così domani ti fai 5km di nuoto, 280km di bici e doppio allenamento di corsa, salite la mattina e progressivo la sera.
Naturalmente ho esagerato, ma neanche più di tanto.
Richieste del genere mi arrivano almeno una volta alla settimana.

 
Sempre per quella smania di sentirsi in colpa per un allenamento saltato.
Se il nostro corpo è un contenitore, non è che più liquido si versa più si riempie.
Dopo un certo limite, continuando ad aggiungere, se tutto va bene, non c'è miglioramento.
Se tutto va bene...
E allora come si recupera questo allenamento saltato?
Semplicemente elimindaolo.
Andate avanti, continuate i vostri allenamenti normalmente.
Su un buon programma a lungo termine basato sulla consistenza quotidiana, un allenamento saltato non vi farà perdere niente.
Niente!
Per questo solitamente non pianifico giorni di riposo nel programma settimanale, il riposo è quando capita.
Certo, se vi allenate un giorno solo a settimane il discorso è leggermente diverso...
 

 

martedì 25 luglio 2017

Il mio Challenge Roma 753

 
 

Finalmente!
Finalmente sono tornato a  gareggiare in un mezzo IronMan concludendo contento e soddisfatto della mia prestazione.
Non mi interessano tempi e posizioni, aldilà dei numeri, quando finisci una gara lo capisci subito se sei riuscito ad esprimerti al meglio, e questa volta ci sono riuscito.
Nella "gara di casa".
Ecco, prima di raccontarvi la "mia" gara, giusto due paroline su questo Challenge Roma 753.
Chi vuole criticare criticherà sempre e troverà difetti ovunque ma la realtà è questa: gareggiare dentro Roma, in una gara internazionale, anche con tutte le difficoltà che (temo) sempre ci saranno legate a cambi di percorso causati da imprevisti dell'ultimo momento, è un privilegio.
L'organizzazione secondo me è stata impeccabile - probabilmente solo l'aspetto dei ristori potrebbe essere migliorato - ma è importante sia per questa gara che per noi atleti, crescere insieme e farla diventare un evento fisso, perchè Roma ha bisogno di una bella gara di triathlon.

Ulteriore piccola parentesi.
E' stata una giornata memorabile per il Team Panda.
Due giorni di risate, iniziative, mangiate e bevute per tutti i ragazzi del Team e per tutti gli amici che sono venuti a trovarci al gazebo.
Questi giorni sono stati fantastici grazie a tutti quanti, ma anche questo meriterà un racconto a parte, perchè ci sono tante di quelle cose da raccontare che ad inserirle qui sarebbero sminuite.

Ok, ora la mia, di gara.
Non siamo tantissimi ma il livello degli atleti è molto buono.
Il nuoto, come mi è capitato sempre quest'anno, va alla grande.
La muta vietata è sempre una bella notizia per me ed il percorso lineare e calmo permette di impostare andatura e cambi di ritmo a piacere.
Esco 24° assoluto, consapevole di aver nuotato un'ottima frazione.



Il cambio di percorso in bici dovuto ad incendi avvenuti nelle ultime settimane, fa deviare i primi 10km su e giù per l'Eur.
Terminato questo tratto, c'è un doppio bastone pressochè pianeggiante e completamente rettilineo che favorisce i passistoni e lunghi rapporti.
C'è poco da guardare il paesaggio, qui bisogna guardare sempre avanti e pistare forte sui pedali.
Mi sento bene e spingo sui pedali.
Forse anche un po' troppo, ma oggi va bene così.
Al secondo giro si alza un po' di vento ma si va ancora bene.
Mi supera prima il mio amico Diego e poi Adriano, ma continuo regolare con il mio passo.
Termino la frazione con oltre 35kmh di media, perdendo qualche posizione ma comunque soddisfatto.



Quando comincio a correre sento che le gambe stanno bene.
Come avevo pensato prima di partire, decido però di correre tranquillissimo sempre gestendo, perchè temo che il caldo asfissiante dopo un'ora di gara mieterà vittime.
Naturalmente subisco tanti sorpassi ma continuo con la mia condotta di gara, cercando soprattutto di continuare ad idratarmi per tutto il percorso.
Incrocio anche gli altri ragazzi del Team Panda e noto con piacere che tutti sono in controllo.
Dopo il secondo giro (di quattro), come pensavo, cominciano a vedersi i cadaveri sul percorso.
Ma è proprio qui che comincio ad andare inj progressione.
Ne riprendo parecchi che mi avevano superato.



Al terzo giro quando incrocio Alessia la vedo distratta...
"Che ci fai qui? Ti aspettavo più tardi"
Quando mancano 4 km mi rirpende Manzik, anche lui in progressione dopo i primi km.
Ma ormai sto in piena spinta e lo distanzio ancora.
Poco male per , terminerà alla grande la sua prova con un ottimo secondo posto di categoria.
Quando entro sulla passerella finale rallento e mi fermo.
Finire un mezzo IronMan in progressione è sempre una bella soddisfazione e voglio godermi il mio momento.
Cammino lentamente ed apro le braccia.
La mia piccola vittoria.

video


 





 

 



 



lunedì 17 luglio 2017

Gente che si incontra di corsa [Il massaggiatore d'assalto]


Nel mezzo di una corsa afosa mi fermo a rinfrescarmi ad una fontanella.
E lui è lì, fermo con un sorriso comprensivo.

"Prego, bevi pure, è importante rinfrescarsi e idratarsi in queste giornate"
"Grazie"
"Ma tu corri con la P*******a S*********à?"
"No"
"Ah, sai, perchè io sono il loro massaggiatore"
"Ah, ok"
"Li conosci? E' quella squadra con la canotta arancione..."
"Sì, li conosco"
"E tu non corri con loro?"
"No"
"E coin chi corri?"
"Team Panda, è una squadra di triathlon"
"Ah, ma lo avete nella vostra squadra un massaggiatore? Perchè, sai è importante avere qualcuno disponibile per massaggi defaticanti, decontratturanti, pre-gara, svedesi, shiatsu, olistici, cinesi e tricche ballacche!"
"Sì, grazie, stiamo copertissimi a massaggiatori!"
"Ah vabbè - tristezza infinita - buon allenamento!"
 
 

lunedì 10 luglio 2017

L'IronMan di Silvia e la fatica per tutti [MAI MOLLARE]


Un mesetto fa, Silvia ha fatto il Challenge Venezia (gara sulla distanza ironman).
C'è arrivata preparata, facendo tutti gli allenamenti previsti e senza probemi fisici.
Dopo un'ottima frazione a nuoto ed i 180km in bici, ha cominciato la maratona finale con la sensazione di essere molto stanca.
Stavo in contatto telefonico con la mamma lì presente.
Io la aggiornavo continuamente su tempo e posizioni, e lei mi dava il feedback visivo di Silvia e quello che lei le riferiva.
Quando comincia a correre è seconda di categoria, con più di trenta minuti di ritardo sulla prima.
Gianna (la mamma) mi dice che Silvia sta pensando di ritirarsi...
Dopo i primi 10km di corsa capisco che sta correndo alla grande.
Regolare, senza cedimenti, con un'andatura senza esagerazioni, in continuo recupero sulla prima.
Soltanto cedimento della prima?
Non solo. Anche se non ci interessa per la classifica, sta riprendendo anche tantissimi uomini.
Segno che non sono gli altri che sono scoppiati ma lei che sta alla grande.
Anche alla fine, quando comunque le enrgie sono al lumicino, continua senza sosta.
Gianna mi manda un video di Silvia che passa dicendo che è stanchissima.
MA LE ALTRE LO SONO DI PIU'
Dille che la prima sta ormai solo a cinque minuti!!!
Al 38°km Silvia riprende la prima di categoria e vince la sua categoria.
Oltre ad essere prima AG italiana.
Morale della favola?
La fatica è sempre tanta, ma non possiamo sapere quanto lo sia per gli altri.
Una sensazione di particolare affaticamento non è necessariamente legata alla propria prestazione.
Una giornata di caldo asfissiante, una bici con continue raffiche di vento contrario e dunque un riscontro cronometrico che non corrisponde alle nostre aspettative, potrebbero farci avvertire difficoltà maggiori di quelle a cui magari eravamo abituati, ma alcuni fattori oggetti esterni, lo sono per tutti.
Per questo non bisogna mai farsi scoraggiare dall'andamento della gara.
La fatica che per noi è 8 per il nostro avversario potrebbe essere 10.
Mai mollare.
E seppure è la vostra fatica quella maggiore, non vi preoccupate più di tanto, che quella birra a fine gara ve la siete comunque meritata!
 

martedì 4 luglio 2017

La mia prima Jennesina


Ho sempre detto che la valle che porta da Subiaco a Jenne (e più avanti a Vallepietra) sia uno dei luogi più suggestivi che abbia mai visto.
Pedalare su quella strada ha sempre un fascino surreale, che ti rimette in pace con il mondo.
Sebbene da anni, su quelle strade si svolga una gara podistica molto rinomata tra i corridori locali - la Jennesina - per un motivo o per l'altro non avevo mai avuto l'occasione di farla.
Quest'anno tuttavia non c'erano scuse.
Clima perfetto, chilometri da mettere in cascina senza particolari obiettivi e tanti amici presenti.

Dasl momento che il percorso non è circolare ma "solo andata", da Subiaco a Jenne, (8km di salita e 2 di discesa), per aumentare il chilometraggio decido di lasciare la macchina all'arrivo e scendere correndo.
Arrivo alla partenza una mezzoretta prima dello start, giusto il tempo di sgranchirmi e salutare i tanti ragazzi del Team Panda presenti.
Al colpo di pistola mi ritrovo nelle retrovie a chiacchierare con Sandrino, e restiamo imbottigliati per i primi tornanti.
Poco male, l'obiettivo naturalmente è quello di andare tranquillo nella salita e sparare tutto negli ultimi 2km.
Il tempo di una foto insieme al primo chilometro e poi ognuno prende il proprio passo.
La gara va proprio come previsto.
Con il passo regolare e senza velleità agonistiche (anche perchè il livello era decisamente buono per una gara "minore") piano piano riprendo gran parte di quelli partiti prima.
A metà percorso supero Aurelie.
"Ti stai facendo superare pure dal Panda, ma che figure mi fai fare!" dice fabio che le teneva il passo.
Quando comincia il falsopiano a scendere naturalmente ho ancora tutte le energie per andare in progressione.
Il passo è costantemente sotto i 3'50" fino all'entrata nel paese.
Chiudo in 49' e spicci ma soprattutto contento di aver avuto il piacere immenso di correre su un percorso meraviglioso...
...tanto da convincermi quasi a tornarci domenica prossima per il Trail dei Monti Simbruini...
 

lunedì 26 giugno 2017

Il mio Triathlon Sprint di Fiumicino 2017 - 15° assoluto e 1° di categoria

 


Dopo Pescara mi sono voluto prendere una settimana di relax prima di aumentare i carichi per la preparazione dell'IronMan.
E al termine di questa settimana mi sono voluto regalare un triathlon sprint.
Così, non mi serviva a niente, ma era più di un anno che non facevo uno sprint e mi andava di farlo.
Punto.

Nonostante ho sentito che qualcuno si lamentava del mare "mosso", in realtà credo che c'erano le condizioni ottimali per nuotare.
Mare appena ondulato e nuoto senza muta.
Perfetto per uno sprint.
In acqua mi sento subito bene e do una buona accelerazione per arrivare alla prima boa e mantenere fino alla seconda.
Mi ritrovo alla testa di un gruppetto con il gruppetto precedente un bel po' avanti.
Visto che sto bene, invece di gestire, per la prima volta alla seconda volta decido di forzare, riuscendo priprio nei metri finali a recuperare addirittura il gruppo di testa.



Per me è una novità uscire con il primo gruppo (a parte 2-3 atleti che sono usciti un minuto prima di noi).
Adesso sarà fondamentale stare stare luicido in bici e non perdere neanche un metro alle ripartenze.
Come previsto, in bici ad ogni giro di boa ci sono strappi secchi e chi non riesce ad agganciarsi perde inevitabilmente contatto.
Il percorso piuttosto facile e lineare permette di tenere alte velocità.
All'ultimo di quattro giri, nell'ultimo rilancio il gruppetto si sfalda un po' ma nonostante un buco che si è formato, con un bello sforzo riesco a riagganciarmi e scendere nella bici con il gruppo di testa.
Cose mai viste per me.


Stavolta vale la pena curare ogni dettagli e non dormire in zona cambio.
Credo appunto di aver fatto la mia transizione più veloce che ricordi.

Comincio a correre un po' affatticato e probabilmente impostando un passo un po' troppo veloce per restare agganciato ai primi.
Naturalmente sbagliando, però una volta che stavo in ballo, valeva la pena provare.
Adesso fa caldo veramente, il sole picchia da morire ma oggi sono solo 5km di corsa.
Perdo qualche posizione ma dopo aver pagato pegno al secondo giro, al terzo riesco a gestire il passo.

E così va a finire che chiudo quindicesimo assoluto e primo di categoria.
Per non aver preparato le distanze corte ed essere venuto solo per divertirmi direi che non è andata male.
E poi, ogni tanto, visto che succede davvero una volta ogni tanto, prendersi qualche soddisfazioni e iniezioni di fiducia, ci vuole davvero!



martedì 20 giugno 2017

Il mio IronMan 70.3 Italy 2017 e perchè ci tornerò



Di cose in questo weekend ne sono successe talmente tante da mantenere il blog.
Ogni cosa meriterà il suo racconto, per ora tuttavia mi limito a raccontarvi la mia gara.
La "mia" è riduttivo, ieri è stata "la gara del Team Panda", ma su questo, appunto, vi racconterò a parte.

Sono un veterano di Pescara, ho partecipato a tutte le edizioni e purtroppo raramente si è riusciti a fare una frazione di nuoto degna.
Tra tempeste improvvise, onde lunghe e pecorsi adattati all'ultimo minuto, riuscire a nuotare 1900 metri lineari come si deve è un'eccezione.
Naturalmente non pèer colpa degli organizzatori.
Per quanto mi riguarda - nonostante sentirete sempre e comunque critiche e lamentele degli eterni insoddisfatti - la gara è stata, è, e sarà un'eccellenza del triathlon Italia che i triathleti meriterebbero di avere sempre come scelta a disposizione.

Nuoto accorciato con traiettoria che consente molto di "camminare" sulle acque senza fare miracoli.
Le onde alte sono altRe, in realtà il mare era nuotabilissimo e sto completamente a mio agio.
Dopo il primo giro di boa comincia a formarsi la fisiologica confusione tra chi arriva e chi torna, con scontri vari.
Spingo dove si può nuotare finendo in controllo con un passo di 1'24"/100.

video

Stranamente anche la transizone mi viene benino.
In bici le sensazioni sono ottime.
Il nuovo percorso è indubbiamente molto più veloce di quelli passati, ma i 4km in più totali alla fine mantengono il riscontro cronometrico invariato.
Incrocio tanti amici.
Alcuni li passo, altri mi passano.
Sto sempre in estrema sensazione di comfort.
Quando verso la fine mi rendo conto di pedalare respirando con il naso, realizzo che avrei potuto e soprattutto dovuto spingere di più, ma tant'è.
Chiudo quasi con 34kmh di media e le gambe freschissime.



Quando comincio a correre mi rendo conto di non aver mai avuto una gamba così in un 70.3.
Faccio i primi 5km volando - sì, anche sul ponte - a 4'05"/4'10".
Probabilmente però mi sono fatto prendere un po' troppo dall'euforia.
Piano piano arriva la stanchezza che unita al caldo mi sega le gambe.
Rallento sempre di più e mi assesto sulla modalità "chiudiamo la gara e prendiamoci questa medaglia".
Andando piano ne approfitto per assorbire tutte le emozioni.
Tutto il FAVOLOSO seguito del Team Panda, i visi degli amici che correvano soddisfatti, quelli sopraffatti dalla fatica, quelli che sorridono ad ogni passaggio e quelli con cui scambi qualche battuta quando incroci i loro passi.
Probabilmente ho ceduto anche di testa, perchè gli ultimi 2km riprendo in progressione chiudendo con un bel passo.
Mi godo la mia passerella finale passando sotto il traguardo in 5h08'.

Pescara è una gara che per un motivo o per l'altro non mi è andata mai perfetta dall'inizio alla fine.
Ormai ne sono consapevole e me ne sono fatto una ragione.
Forse semplicemente non è la mia gara.
Punto.
Sicuramente non è la gara neanche di chi gira tre boe prima, chi si fa 90km in scia nella bici e chi taglia il percorso di corsa e poi esulta al traguardo.
Una volta mi facevo il "sangue amaro" per queste cose.
Ora sinceramente non me ne frega più niente, e neanche c'entrano i controlli.
Se uno vuole imbrogliare, imbroglia.

Al contrario di altre volte adesso finalmente  riesco ad apprezzare solo il bello di questa atmosfera, degli amici, della famiglia aldilà del risultato (anche perchè puntando tutto sul risultato mi sa che avrei magre soddisfazioni!).
Ci sono state tante di quelle emozioni private e condivise in questi tre giorni che resteranno a lungo nei miei ricordi e - sono sicuro - delle tantissime altre persone che mi sono state vicine.
Per questo vengo a Pescara.
Per questo tornerò a Pescara.

 
 
video


lunedì 12 giugno 2017

Road to IronMan 70.3 Italy 2017 - la riflessione di Lollo



Ogni anno, una settimana prima del 70.3 di Pescara, ho sempre scritto un post "finale" di avvicinamento.
A volte serio, a volte scherzoso...
Questa volta ho voluto prendere in presto una mail che mi ha scritto qualche giorno fa Lollo.
Lollo è un talento naturale, in poco più di un anno è passato dal non aver mai corso una 10km ad un personale (sotto carico, tra l'altro) di 36' e rotti.
Quando fai una progressione così, poco c'entra il coach, è una questione di talento.
Lollo domenica prossima esordirà sulla distanza del mezzo IronMan a Pescara, e oggi non potrei trovare parole migliori per il "Road to Pescara" di quest'anno!
E quando un ragazzo così ti scrive una lettera centrando tutti i motivi per i quali alleno, allora non può che rassicurarmi di stare sulla strada giusta.
Ovunque questa strada sia destinata a portare...

Ciao Coach!
Non ti scrivo per chiederti un consiglio su un allenamento o su cosa mangiare prima, dopo e durante la gara. Non voglio avere indicazioni sul percorso o sulla strategia, ma ti voglio fare una confidenza.
Non vedo l’ora che sia il 18 per godermi quella giornata, ma senza più l’ansia del risultato.
Mi chiedevo se fosse un bene o un male?
Io sono sempre stato ipercompetitivo e patisco perdere anche solo una partita a carte, ma l’altro giorno mi sono svegliato con questa sensazione!!
Do sempre il 100% quando faccio qualcosa e in ogni allenamento sputo sangue, però mi rendo conto che non può essere tutto finalizzato al semplice risultato cronometrico della gara.
Ma secondo te è una mentalità da perdente? Seriamente te lo chiede, perché questa domanda è un paio di giorni che me la faccio!!
Sto apprezzando di più ogni allenamento, senza avere l’ansia del risultato, ma cercando di godermi il percorso che mi hai portato a fare. Ho iniziato questa avventura 65 settimane fa, come se fosse un gioco, una sfida con me stesso, ma mi sono reso conto che troppo spesso ho messo davanti a tutto e tutti il solo risultato finale, nella vita come nello sport. Credo sia giusto avere degli obiettivi e fare di tutto per ottenere certi risultati, però senza farsi assillare e angosciare dagli stessi.
Quello che facciamo come squadra è qualcosa di molto più grande e solo grazie a voi sto guardando tutto da un’altra prospettiva.
Non so se il fatto di aver conosciuto, per la prima volta nella mia vita, una persona che mi ha stravolto completamente la vita possa centrare qualcosa, ma so solo che sto provando delle belle sensazioni e che adesso capisco ancora di più la filosofia del TEAM PANDA.
Forse ti sembra assurdo questo discorso a 11 giorni dalla gara, ma avevo bisogno di condividerlo con te, che hai creato un gruppo di persone che amano lo sport e che danno l’anima quando si allenano, riuscendo però a godersi il percorso, che credo sia la cosa più importante.
Ti ringrazio per quello che stai facendo per noi, come atleti e come persone.

lunedì 5 giugno 2017

Maratonina di San Luigi: le risposte che cercavo



Ecco, ora ci siamo.
A due settimane da Pescara posso dire di essere pronto.
Pronto nel nel nuoto, pronto in bici e pronto nella corsa.
Pronto per cosa non lo so.
La 10km di ieri  mi ha dato le ultime certezze.
Naturalmente i tempi in cui nella corsa ero sempre brillante sono lontani, ma ho la consapevolezza di far girare decentemente le gambe anche dopo il consistente affaticamento del giorno prima.

Me ne parto piano piano, senza esagerare.
Tanto più che ho visto che l'ultimo chilometro è in salita.
Faccio i primi 6km sempre nella confort-zone, non mi interessa di chi mi sta davanti e chi mi sorpassa.
Dal 6°km comincio a spingere e riprendere parecchi che mi avevano passato.
Due chilometri a spingere bene fino al nono, dove appunto comincia la salita finale.
Domenica scorsa la salita era proprio il terreno dove avevo sofferto di più, ed ora sono curioso di vedere come reagisco.
Alla grande.
Vado a riprendere altri tre atleti che all'inizio della salita avevano una trentina di secondi di vantaggio.
E negli ultimi 300mt mi torna anche la voglia di sprintare.
4'10 di passo, 27° su 230 e sto bene così.
E adesso tiriamo il freno a mano per due settimane...
...che se fosse per me gareggerei anche domani!


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