lunedì 25 maggio 2020

La prima uscita dopo 3 mesi di umiliazioni su Zwift


Da quando tre mesi fa abbiamo cominciato a sfidarci nella Panda Race su Zwift, i miei amici si sono sempre divertiti a sconfiggermi sulle strade virtuali.
In particolare, dove le pendenze cominciavano ad aumentare, rimanevo sempre al gancio, surclassato dai pesi mosca, tutti (parecchio) più leggeri di me.
Ma sabato finalmente c'è stata l'occasione di pedalare nuovamente sulle strade reali, e ci siamo ritrovati con Walter, Alessio, Daniele e Matteo per il giro Tivoli-Canterano-Tivoli.

I primi 25km sono di pianura e pedaliamo ad andatura tranquilla.
Al bivio di Madonna della Pace giriamo a destra verso la salita di Canterano.
Qui si comincia a fare fatica e sfoggio la mia prima arma segreta.
Cedo ai ragazzi un dolce al cioccolato ripieno di rum... cominciamo a stordirli da subito!
Dopo due terzi della salita c'è un leggero scollinamento di un paio di chilometri, per poi affrontare l'ultima parte di salita.
Appena la strada scende perdo qualche metro per bere alla borraccia ma quando la strada ricomincia a salire mi accorgo che l'andatura degli altri è un po' imballata.
Ecco qui.
Dopo tre mesi ho finalmente l'occasione di vendicarmi.
Vado in progressione e vedo che gli altri cedono un po'.
La salita questo punto è corta e c'è poco spazio per fare la differenza ma forzo ancora.
In un tornante vedo che dietro di me non si vede nessuno...
...e mi scatta l'idea che mi ripagherà degli ultimi tre mesi.

Allungo fino allo scollinamento, appoggio la bici e mi sdraio per terra facendo finta di dormire.
E quando arrivano gli altri li accolgo dicendo
"visto che tardavate ad arrivare mi sono fatto un sonnellino!"

Tuttavia, so benissimo che come tutte le sfide, non ci sarà mai il capitolo finale, e infatti Alessio, ferito e minaccioso, mi avverte...
"Lo sai che questa cosa che ci hai fatto la pagherai, vero?"

Ok amici miei, stiamo a Maggio, abbiamo tutto il tempo per battagliare!

domenica 24 maggio 2020

Il nuoto al tempo del Covid-19 (e come nuotare a casa)




Se qualcuno ha spazio a casa e voglia di investire qualche soldo, ecco i consigli di Walter "Pescecane" Cassese su come allenarsi al meglio anche tra le mure domestiche:

Appena è iniziata la quarantena il mio pensiero è stato subito uno “e adesso come faccio a nuotare?”
Fortunatamente vivo a 3min dal mare ma date le restrizioni che mi impedivano di poter nuotare anche in mare ho pensato ad una soluzione “comoda” per risolvere il problema…quella di acquistare una piscina con
nuoto controcorrente!
Eh già proprio cosi!!
Abitando in campagna ed avendo spazio a sufficienza per poter installare una piscina ho cominciato a
cercare quale fosse la soluzione migliore e meno dispendiosa per risolvere il problema del nuoto…e perché non fare felice anche i miei figli?

Come ben sapete esistono le Endless Pool ma hanno dei costi esorbitanti e poi difficili da usare per tutta la famiglia (specialmente se avete bambini) quindi navigando nei vari siti e forum mi sono imbattuto in questo “giocattolino” qui:


Si tratta di un apparecchio per nuoto controcorrente adatto a piscine interrate e fuori terra. Il sistema di nuoto controcorrente.
Swimfinity ti consente di nuotare nella tua piscina interrata o nella tua piscina fuori terra all'infinito. Funziona con piscine di tutti i tipi, con 8 velocità e luci LED per nuotare di notte.

Figata vero?? Assolutamente si! Ma dovete spendere 1000€ e ovviamente aggiungere poi i costi per l’acquisto della piscina.

Ovviamente come tutti i prodotti di “nicchia” hanno dei tempi di attesa un po' lunghi (prometto che come arriva farò subito una recensione) ma la mia smania di nuoto era troppa e quindi una volta montata la piscina ho acquistato questo elastico per il “NUOTO TRATTENUTO”.

La cosa comoda di questo accessorio (oltre al prezzo irrisorio di €20) è la facilità di montaggio. Rispetto ad altri elastici per nuoto trattenuto che hanno bisogno di una struttura su cui fissare una
estremità dell’elestico, questo della Hydro-Pro si fissa direttamente al bordo della piscina ed una volta regolato alla giusta distanza, basta legarlo in vita con la cinta in dotazione (tranquilli è morbida e non irrita o rovina la muta) e cominciare a nuotare.



Ma veniamo al sodo!!
Una volta installato, messo a misura e legato in vita, ho cominciato ad approcciare le prime bracciate e devo dire che passati i primi minuti di adattamento (dovuti anche all’assenza di nuoto di 2 mesi) ho avuto subito ottime sensazioni.
L’essere legato in vita ti permette di avere la schiena ben dritta, non avere vincoli a piedi e gambe e quindi poterle usare tranquillamente.
Inoltre, anche se elastico non dà nessuna  sensazione di molleggiare ma ti permette di nuotare a varie intensità senza essere sballottati avanti e indietro.
Altro punto a favore è la possibilità di nuotare oltre che a stile anche a rana e dorso senza alcun problema.



Ora anche se si può nuotare in mare ed a breve tornare in piscina per me resterà comunque un’ottima
soluzione per ottimizzare i tempi.
Inoltre, monterò una cam in acqua per analizzare o meglio far analizzare al mio coach la mia nuotata…cosa che in mare ed in piscina non è così comodo da fare.
Se siete interessati a fare questo acquisto per il nuoto in casa (specialmente se decidete di montare il
motore) vi consiglio di scegliere una piscina alta almeno 1mt e lunga 4mt e mezzo.
Nel mio caso ho preso una BestWay 488x244x122 cm


giovedì 21 maggio 2020

STEFANOLACARASTRONG Subbuteo version




Ci sono regali che lasciano il segno.
Questo è uno dei più belli che abbia mai avuto perché è stato fatto con anore, dedizione, sapere come far felice una persona e condividere una passione comune.

Antonio mi ha riprodotto come figurina del Subbuteo, naturalmente con il body del Team Panda, non tralasciando particolari tecnici ed estetici.

Ha levigato la maglietta per renderla liscia come il body, ha levigato i capelli (ahimè) ed ha ricreato anche la mia barba.

Insomma, un capolavoro.

Se volete anche voi la vostra figurina ultra-personalizzata (per qualsiasi sport) o se volete fare un regalo speciale come il mio, potete scrivere direttamente ad Antonio alla mail redeisettemari@gmail.com






lunedì 18 maggio 2020

Una nuova zona di allenamento: il Panda Swing


Il timore che appena una cosa funzioni bene, io possa cambiarla, è sempre presente tra i ragazzi che alleno, come mi ha fatto notare ultimamente Gianni...


E hanno ragione!
Creiamo subito una nuova zona di allenamento, rigorosamente a sensazione: il Panda Swing!
Però vediamo di definirla bene.
Innanzitutto stiamo parlando di una zona relativa alla corsa, dove andremo a ricercare due condizioni fondamentali e necessarie:

  1. la sensazione di benessere/esaltazione
  2. il mantenimento di una buona postura e corretta tecnica di corsa (naturalmente postura e tecnica intese secondo i parametri del Panda Lab ;)
No, non si tratta né dello stato di flow nel running, nè della sweet spot nel ciclismo.
Altri riferimenti, di velocità, potenza e cardio.
Teoricamente, ma solo teoricamente, potrebbe corrispondere ad un'area cardiaca definita tra la Z2 alta e la Z3 bassa (e quindi stiamo nell'ambito dell'endurance) ma, importantissimo, in base alle proprie sensazioni nel determinato momento in cui bisogna introdurre questo tipo di carico (e dunque anche al livello di qualità di postura e forma che saremo in grado di mantenere), potremmo benissimo stare in Z1 o Z4 (sempre cardiache).

Ripeto: sensazioni e postura, quindi non venitemi adesso a chiedere se parliamo di più o meno di 2mmol/l.

sabato 16 maggio 2020

Muir and the Mountain [il Garibaldi di Zwift]


Scopriamo i segreti (compreso come ottenere il badge) di uno dei percorsi più belli di Zwiftdedicato al naturalista scozzese John Muir (quello della celebre frase "the mountains are calling, and I must go").
Belli perchè attraverserete i paesaggi naturalistici più affascinanti di Watopia.
Il circuito effettivo Muir and the Mountain è di 33km ma per ottenere il badge ne dovrete percorrere qualcuno in più.
Ecco perchè e come.

Partenza all'entrata del Titan Groove, la riserva naturalistica di Watopia, versante nord-est.
La prima parte è immersa in boschi ed alberi giganti è tortuosa e leggermente in salita, tra baite di legno ed orsi che potete notare mentre cadono dagli alberi :)



Dopo 3,7km c'è l'opzione di poter girare a sinistra verso un non meglio identificato percorso (???).



Da lì si accede al Repack Ridge trail, un affascinante percorso che potrete percorrere a piedi con guidando "davvero" la bici sullo sterrato.
Ma questo lo vedremo un'altra volta.
Noi proseguiremo dritti verso il KOM Reverse del Titan Groove, proprio sotto la maestosa roccia del Winding Peak (4km).



Ecco, anche se la nostra partenza è avvenuta qualche chilometro fai, Muir and The Mountain comincia di fatto qui, e proprio qui dovrete ritornare per ottenere il badge (e quindi non al punto di partenza della pedalata).
Continuiamo ad attraversare i boschi fino a scendere nella valle dei dinosauri, dove sono visibili giganteschi brontosauri e, in alcune occasioni, sentirete addirittura la terra tremare per la corsa di un tirannosauro (6,5km)



Usciti da Titan Groove si comincia a salire.



Prima attraverso il lunghissimo ponte (12,5km) che con una pendenza del 3% fissa ci porterà alle pendici del Col du Zwift, e poi attraverso il bellissimo paesaggio dolomitico del GermanVillage (13,5km) e del Castello (15km), che ci guideranno fino alla cima del colle, su strade innevate e scoscese, con pendenze costanti tra il 4% e il 7%.



In cima al colle le fatiche non sono però finite (20km), perchè vi aspetta la "bonus climb", una rampa durissima che vi porterà in cima all'antenna radio, con tanto di visuale panoramica (22km).



Ora è il momento di far riposare le gambe in picchiata verso il centro di Watopia.
Attraversiamo due ponti (28 e 29km, sempre in discesa) in direzione Sequoia Circle, e poi tutto in pianura finchè non si arriverà ad un bivio verso destra che ci immetterà nell'areadi transizione verso i deserti del Fuego Flats (33km).



In realtà sarà solo un breve passaggio, perchè con una nuova svolta torneremo esattamente al punto di partenza...
...come già detto però, se volete ottenere il badge, dovrete continuare fino all'arrivo alla Winding Peaks!
Insomma, un bel po' di fatica, ma ne vale sicuramente la pena!



giovedì 14 maggio 2020

L'IronMan come il Natale


Ho da qualche giorno scritto uno dei tanti post dove ironizzavo dalla dipendenza che abbiamo dagli IronMan, stigmatizzandone la corsa al massacro di tutti gli atleti amatoriale, ed oggi invece mi appresto ad accostare le massime espressioni del Sacro e del profano.

Il Natale - o perlomeno i ricordi più teneri che ne abbiamo - è legato, oltre all'imprenscindibile contesto religioso, anche al materialistico aspetto dei regali.
Che piaccia o no, il regalo di Natale faceva parte della magia dell'attesa del veglione.
E questo particolare, per chi è diventato adulto, ha perso il proprio fascino.
Ok, la gioia di vedere il sorriso di figli e nipoti che scartano i regali è straordinaria, ma noi?
Spesso ci troviamo fuori dai riflettori  a scartare regali dei quali già sappiamo il contenuto, regali fatti senza il minimo piacere di farli o classica bustina con i soldi dentro.
Niente è dovuto, ci mancherebbe, però è qualcosa che manca.

E sapete dove l'ho ritrovata?
Esatto, nell'IronMan.
In un mondo pieno di cose scontate, dove ci aspettiamo qualsiasi cosa e dove le cose inaspettate sono legate spesso ad eventi non proprio felicissimi, la lunga giornata dell'IronMan ci consegna tutto quello che vivevamo la sera della vigilia di Natale.
Una sopresa, perchè in una gara così lunga può capitare qualsiasi cosa in qualsiasi momento.
Spesso non andrà mai esattamente come l'avete immaginata.
La gioia finale, perchè sì, anche quando la gara non va secondo le aspettative cronometriche, quando passate sotto quel traguardo via arriva una botta di emozione che non si può contenere.
Siamo al centro dell'attenzione.
Sì, almeno per quel giorno i parenti e gli amici che stanno a bordo strada sono tutti per voi, vi acclamano, vi incitano, vi celebrano e per quel giorno sparisce ogni problema.
Torna ogni anno (anzi, per alcuni anche più di una volta).
E parte della gioia è nell'atmosfera che lo precede, perchè una volta finita cominciamo già ad aspettare che torni di nuovo.
Allora, è come un compleanno?
Assolutaente no.
Il compleanno è una festa individuale dove festeggiate solo voi.
Il Natale, come l'IronMan, è una festa condivisa, ognuno è un piccolo protagonista, a modo suo.

E' chiaro, sono sentimenti beceramenti materialistici ed ingenui, ma sfido chiunque a non condividerli.
Ecco perchè torniamo ogni anno fare fare quella gara lunga.
Ecco perchè quando tagliamo quel traguardo nei nostri occhi potete notare la stessa scintilla di quando, dentro quell'incartamento, c'era il regalo più bello che potevate desiderare!

lunedì 11 maggio 2020

Tutto quel che rimane della prima edizione della Panda Race



E così è finita questa Panda Race.
Sono state 8 tappe entusiasmanti!
Abbiamo comincato quasi per gioco, poi abbiamo aggiunto la 8x8 a Saracinesco virtuale, poi ci siamo inventati una spettacolare cronosquadre che ha esaltato tutti i partecipanti ed abbiamo chiuso in bellezza con un'altra nostra invenzione, la volata di gruppo.

E' partita come iniziativa del Team Panda e piano piano si è allargata  a tanti amici, nuovi e vecchi che ci hanno accompagnato per quasi tre mesi.
73 partecipanti in tutto!

Abbiamo registrato i punteggi gara per gare ed abbiamo stilato una classifica generale dalla quale ne è uscito il vincitore...
...che con grande orgoglio ci vantiamo di avere in casa...
Congratulazioni Giacomo Angelini e Angela Di Prisco!
Siete i primi campioni della prima edizione della Panda Race!

Una gara che, siamo sicuri, continuerà ad essere uno splendido esempio di aggregazione e sport condiviso.

E adesso, ci adagiamo sugli allori?
Naturalmente neanche per scherzo.
Godetevi l'estate e le pedalate outdoor, che noi intanto abbiamo già altre mille idee in testa su come migliorare e rendere ancor più spettacolare la Panda Race per il prossimo inverno.

E come è sempre stato e sempre sarà, le Panda-idee segnano sempre la strada!

domenica 10 maggio 2020

Tik Tok [il Garibaldi di Zwift]


No, non parliamo dell'app, ma del percorso di Zwift.
E' un percorso di 16,8km assolutamente pianeggiante, che percorre in senso orario il Fuego Flat del deserto e la parte della Flat Rout per tornare al punto di partenza.



Partenza in mezzo alla sabbia abbiamo detto... e questo sarà lo scenario per i prossimi 5km nei quali attraverserete le rovine (2km) e la città old west Desert Fltas (4,3km).

 

Al 5°km finalmente un po' di ombra attraverso il canyon, che ci porterà dritto dentro l'oasi (5,4km).

 

Si continua sempre senza la minima pendenza fino ad arrivare a Saddle Spring (9km), una tipica cittadina di frontiera americana, non priva di divertimenti.



Dopo averla attraversata c'è una rotonda che rappresenta uno svincolo noto di Watopia.
Nei percorsi piatti, come il Tempus Fugit, si fa il giro completo della rotatoria per tornare indietro nel deserto.
In questo caso, si prosegue invece verso il cambio del paesaggio.



Si attraversa brevemente il Titan Groove (10,5km) , ma invece di girare a destra per ile tortuose strade boschive, si continua dritti, attraversando due ponti (12km) ed immettendoci al tunnel subacqueo che ci riporterà prima al Sequoia Circle (13,5km)  e poi verso Ocean Boulevard.



Ecco, proprio le uscite dai tunnel (12,7km e 14km) rappresenteranno le uniche, breve, difficoltà altimetrica al 4% del percorso.



Una volta su Ocean Boulevard bisognerà girare nuovamente a destra (15,3km) verso il deserto per tornare al punto di partenza.




lunedì 4 maggio 2020

Fare della passione il proprio lavoro (e altre cazzate)


"Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua"
Dice Confucio.
Bravi, fate così - ammesso che abbiate la fortuna la capacità di poter scegliere il  vostro lavoro - e vedrete che due coglioni!
La "passione" deve essere uno sfogo che non potrà mai essere accostata al lavoro, neanche se questo vi piace da morire.
Il lavoro, per sua essenza, è finalizzato ad una utilità, ad un guadagno e queste cose non potranno mai essere totalmente sovrapponibili con una cosa che fate per mero piacere.
Naturalmente sto parlando anche e soprattutto del nostro sport, che è totalizzante.

Con il tempo ho imparato a guardare con sospetto chi pensa solo al lavoro, chi si vanta di lavorare 24 ore al giorno, chi pensa che le distrazioni dal lavoro siano una dimostrazione di inefficienza.
Ma non vorrei dilungarmi sulla pochezza di queste cazzate, dal momento che ho già visto decine e decine di persone mandare a rotoli la propria famiglia per seguire l'ambizione di essere "i migliori" nella propria professione.

Anche se lavorate con e per lo sport, sì proprio quello sport che amate alla follia, spete benissimo che capiteranno rotture di coglioni assurde, tra l'altro in orari e momenti della giornata improbabili.
E se lo sfogo del lavoro (che amate alla follia) è la vostra passione (quindi lo stesso lavoro), dove sta l'indispensabile piacere dell'inutilità?

Ora vi chiedo...
Del lavoro, che è utile, potreste farne mai a meno?
E del triathlon, che è inutile, potreste farne mai a meno?

Passaggio successivo...
Senza il vostro lavoro, come impieghereste il suo tempo?
E ancora, senza triathlon, come impieghereste il vostro tempo?

Se le due risposte combaciano, traete le vostre cosniderazioni...

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