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lunedì 24 novembre 2014

Corri per il Verde 2014 2^ Tappa: polli, genitori più piccoli dei figli e ciambelle fritte




Ieri volavo.
Che un po' me lo immaginavo già, visto che sabato nella sgambatina in bici sentivo le gambe che giravano benissimo.
Le condizioni per una bella giornata ci sono tutte.
Famiglia al seguito, tanti amici e temperatura perfetta.
Solita partenza ingolfata in mezzo al gruppo.
A parte i primi 200mt qui però il percorso è bello largo e comincio subito a recuperare qualche posizione.
Dopo poco riacchiappo Giorgio, che almeno stavolta non strappa cambiando passo ma mantiene il suo, facendo una buona gara (ecco, se acquisisce maturità nella gestione gara potrei preoccuparmi seriamente...).
Sono tre giri da due km, senza grandi asperità di dislivello ma con qualche curva secca e ripartenze.
Finito il primo giro, quando dovrebbe cominciare ad affiorare la fatica, sento che sto ancora alla grande.
Ale ed i bimbi mi incitano ad ogni passaggio.
Senza guardare il crono, allungo un po' e comincio a recuperare sempre più persone.
Finito il secondo giro che fai, non aumenti ancora?
Finale in progressione.
Negli ultimi 400mt recupero un gruppetto intero e lo supero.
Davanti a me non c'è nessuno, vedo il traguardo e mi rilasso salutando ancora i piccoli.
"Stroooooong, te stanno a fa' la volata!!!" mi strilla Diego a bordo pista.
Un ragazzo del gruppetto che avevo ripreso sta sprintando e quando me ne accorgo mancano ormai 10mt e non c'è spazio per fare la volata.
Vabbè, so' stato pollo, giusto così!
Per la cronaca, 6km in 22'43" al passo di 3'46" al km.

E poi ci sono i bimbi.
Mavi, sempre preoccupatissima prima di ogni gara, che gareggia col body Zona Cambio ed esordio assoluto in una gara per Jacopo riesce a non arrivare  ultimo in una categoria con bambini di tre anni più grandi di lui (e nonostante qualche genitore a fine gara li abbia infilati davanti nella registrazione dei risultati, ma questa è un'altra storia...)

Finita la gara c'è il giusto premio.
Ormai  le ciambelle fritte dopo le campestri stanno diventando una tradizione (ed una motivazione).
Direi un'ottima scusa per arrivare prima al traguardo.



Con Giorgio alle calcagna...

Fregato in volata
Jacopo & Mavi


La meritata ricompensa


venerdì 21 novembre 2014

Mettere il PB in allenamento (questione di motivazioni)

Diciamolo subito, non l'ho messo.
Ma per 20".
Su 21km.
Che non ci stavo pensando a questa cosa, altrimenti in quegli ultimi chilometri vuoi che non li riprendevo 20"?
Ieri allenamento che non avrei mai pensato di fare, tanto più da solo.
21km a 4'10".
Certo li ho fatti su una ciclabile, tutta piatta e senza curve, ma pur sempre un buon allenamento è stato.
E qui vi svelo un piccolo segreto.
Avrei dovuto fare l'allenamento nel finesettimana, magari inserendolo in qualche gara per avere uno stimolo in più.
Invece l'ho messo di giovedì pomeriggio, sapendo che a fine allenamento sarei tornato a casa per festeggiare il compleanno di mia figlia, sfondandomi di dolci.
Dal 6°km, quando comincia a spuntare la fatica, non ho fatto altro che pensare a quello.
Quando il cervello ti dice "ok, adesso rallenta giusto un po' ", rispuntava sempre la stessa immagine che metteva a tacere l'odiosa vocina.
Naturalmente ognuno può scegliersi la sua "carota"per lenire i dolori del bastone.
La mia l'ho onorata con cinque fette.
Questione di motivazioni..


martedì 18 novembre 2014

Gente che si incontra in Zona Cambio [il Team Manager]


Tanto si è discusso, tanto si discute ed altrettanto si discuterà sulla figura del Team Manager nel triathlon, visto che, tecnicamente, non esiste né è prevista nell'organigramma di una squadra di triathlon.
Di fatto, però ogni squadra ne ha uno che si atteggia a tale figura, senza tra l'altro avere materia prima a disposizioni, anche perchè di soldi in questo ambiente non è che se ne vedano parecchi.
E così si ritrova a rassicurare, promettere e proclamare ai suoi atleti Pro,  elite, buoni age group, tesseramenti e body gara, appariscenti e coloratissime biciclette (a volte anche senza ruote), e/o fantomatiche iscrizioni a gare (più o meno) rilevanti del panorama nazionale.
Che poi, alla fine, questa situazione piace un po' a tutti noi...
A noi che ci sentiamo "team manager" in grado di gestire (senza alcuna competenza) le dinamiche di mercato di una squadra di quattro persone, e a noi atleti che abbiamo qualcuno che ci (moderatamente) adula facendoci sentire un po' più importanti di quello che pensavamo di essere.

sabato 15 novembre 2014

Zoot Force 3.0 [Recensione]


Qualche settimana fa ho avuto il piacere e l'onore di testare la muta Force 3.0 della Zoot e, vista la sensazione di confort dal primo momento in cui l'ho indossata, ho deciso di utilizzarla subito in condizioni di gara per l'Elbaman 73.

La muta (una M per me che sono 178cm) calza perfettamente, forse leggermente lunga  di caviglia, ed è prodotta con il consolidato ed ottimo neoprene Yamamoto C39 con uno spessore di 5mm.

Uno dei fattori più importanti in una muta è la zona petto/spalle. In questo caso la muta presenta dei pannelli ergonomici scanalati che favoriscono la massima espansione polmonare e la rotazione delle spalle.
Per il collo invece si sono inventati un sistema poco originalmente chiamato "Zero Water" che con un ridottissimo spessore si limita al minimo l'ingresso dell'acqua, evitando anche l'eccessivo sfregamento.


La Force 3.0 è considerata il prodotto di "media gamma" della Zoot, tra la 1.0 (entry level) e la 5.0 (top di gamma).
Scrivo "media" tra virgolette perché il prezzo proposto al pubblico è di media gamma, ma la qualità è davvero eccellente.

Giusto per avere anche un'altra autorevole voce in capitolo, Triathlete USA l'ha selezionata come "Best in class" nella guida agli acquisti 2014...

E la cosa naturalmente più importante, il colore...
Quel giallo e nero che sembrano fatti apposta per il body di Zona Cambio...
...un momento! Che l'abbiano fatto apposta davvero?




lunedì 10 novembre 2014

Le indicazioni stradali per la bici da chi in bici non ci va


Il bello della bici,tra l'altro, è che ci si può allenare spostandosi di parecchi chilometri, percorrendo strade spesso secondarie e sconosciute in grado di regalarci sorpresa piacevoli...e meno piacevoli.
Proprio per il traffico ridotto e la scarsa agevolezza di queste strade, raramente un navigatore potrebbe fornirvi indicazioni utili, né tantomeno google map riesce sempre a dare la risposta esatta quello che stiamo cercando.
O, semplicemente, a volte mentre pedaliamo, notiamo quella stradina in mezzo ai boschi senza cartelli che tanto ci attira.
Per questo, nell'epoca dei gps sempre ed ovunque, in queste occasioni ci ritroviamo a chiedere informazioni  alla gente che si incontra per strada,
Che per luoghi ed  orari improbabili in cui ci ritroviamo a pedalare, la maggior parte delle volte si identifica in simpatici pensionati seduti al bar.
E proprio qui c'è da prestare la massima attenzione.
Le loro indicazioni non tengono assolutamente che quel tratto di strada lo percorrerete non su una comoda automobile (o su un trattore...) ma sul solo affidamento delle vostre gambe.
E così dietro quel "manca poco, ormai sei arrivato" potrebbero celarsi 20km di fastidiosi, infiniti, saliscendi.
Aspettandovi un "cavalcavia" potreste ritrovarvi davanti ad un muro al 18%.
Oppure potreste ritrovarvi con le ruote ad alto profilo su un terreno totalmente roccioso quando vi avevano tranquillizzato sulla qualità del manto stradale "assolutamente percorribile, lo faccio tutti i giorni!"

Ah, ca va sans dire, naturalmente MAI troverete  qualcosa migliore di quella prospettata...

giovedì 6 novembre 2014

Le migliori città italiane per il triathlon del 2014



Qual è la migliore città italiana dove fare triathlon?
E per "fare" s'intende particare, allenarsi, gareggiare ed usufruire di strutture, negozi specializzati ed ogni altro tipo di facilitazione che ci permette di vivere al meglio il nostro sport preferito.
Da un primo censimento ad "esperti" del settore, ho estrapolato 10 città (elencate in rigoroso ordine alfabetico) che rispondono al meglio ai requisiti richiesti.

Potrete votare tutto il mese di novembre e quello di dicembre e per il 2015 avremo la classifica finale che decreterà "la Miglior Città Italiana del Triathlon" per il 2014!

Daje mo!

Alghero

Bardolino

Bologna

Livigno

Pescara

Riccione

Trento

Trieste

Verbania

Viareggio

customer surveys

lunedì 3 novembre 2014

1^ Tappa Corri per il Verde 2014: il mio primo cross (+ classifiche)

Primo della categoria "barbuti"
La mia prima Corri per il Verde.
La mia prima corsa campestre.
A 37 anni. Tardi, ma piano piano arrivo a fare tutto.
Per l'occasione sfoggio le mie (prime) scarpe chiodate, regalatemi da Alessia.
Più che un cross country sembra una gara di triathlo, vista la massiccia presenza di ZonaCambisti.
Sempre per la giornata delle prime volta, è anche la prima gara podistica di Mavi, preoccupata da un mix di voglia di correre e timore di cosa la aspetterà.
E' il due novembre ma di inverno c'è poco, poco freddo e poco fango... però le chiodate me le tengo lo stesso, eccheccazzo!
Sto piuttosto rilassato, in settimana ho già fatto allenamenti di qualità e ieri ho fatto un'escursione di 4 ore a Monte Sterparo con Alessia.
Obiettivo di giornata, dunque, divertirmi facendo comunque un buon allenamento di potenziamento.
Mi piazzo neanche tanto davanti, e forse sarà una scelta giusta.
Due giri da 3km.
Giorgio ed Enrico si mettono in prima fila e forse, presi un po' dall'onda dei primi, partono subito a mille.
Io invece resto un po' imbottigliato ma va bene così, ci sarà tempo per forzare.
Dopo 1km c'è l'unica vera asperità di giornata, una salitella di 20mt che taglia il fiato.
Sulla discesa riprendo Multilap.
Anche lui sta pagando una partenza un po' troppo veloce ma tiene comunque bene.
Ormai sono abituato alle distanze lunghe e correre su ritmi veloci mi dà sempre problemi all'inizio.
Dopo il primo giro comunque comincio a sciogliermi e vedo Giorgio che si avvicina.
Visto che oggi non c'era competizione tra di noi mi sarebbe piaciuto andare insieme all'arrivo ma Giorgio sta parecchio ingolfato.
Dopo un po' riprendo anche Enrico.
Vorrei provare anche ad allungare un po', ma un tizio ogni volta che provo a superarlo mi si mette davanti impedendomi il sorpasso.
Da quando corro non mi era mai capitato di vedere una "lotta" così aperta per mantenere una posizione (manco fossimo tra i primi...).
Negli ultimi 500mt la strada si apre in un bel pratone. 
Cazzo, chiudimi ora!
Allungo la falcata e vado in progressione fino all'arrivo, col cuore in gola.
Bello, da morire, ma bello!
Chiudo 6km in 22 al passo di 3'49" (Luca naturalmente mi dice che potevo fare di più...)

QUI le classifiche complete

Dopo il nostro arrivo partono le donne con le ZonaCambiste Francesca ed Espy e dopo ancora le varie categorie dei bambini.
Tra i cuccioli c'è Mavi.
La seguo lungo i 600mt che percorrerà.
Non ha mai fatto uno sforzo così e quando taglia il tragurdo piange per la fatica.
"Mi fa male il petto, non ho più il fiato!"
Ma due minuti dopo è già sorridente a chiedermi quando ci sarà la seconda tappa.

E per festeggiare il primo cross di Zona Cambio, porto un po' di ciambelle fritte per tutti.
Per quanto mi riguarda, quello era vero il motivo per cui correvo oggi!












sabato 1 novembre 2014

Nutrizione sportiva Wiggle [Test]



Wiggle mi ha spedito una serie di prodotti della loro linea per l'integrazione sportiva da testare.

La linea si divide in prodotti energizzanti, per l'idratazione e per il recupero ed i prodotti da testare erano:


Le compresse per l'idratazione (20 a tubetto, 7calorie ciascuna) vanno disciolte nell'acqua e quindi ideali da mettere in borraccia.
Lo dico perché in un lampo di furbizia, non leggendo di cosa si trattasse, ne ho ficcata una in bocca come una caramella  prima di iniziare un allenamento di corsa, con conseguente friccicore della lingua!
Dopo aver capito che è meglio leggere le modalità d'uso, ho testato le compresse durante una gara di triathlon.


Il sapore è gradevole, grazie ai gusti "fruttati" e la bevanda rimane leggermente frizzante.
In gara, anche durante il massimo sforzo di una frazione di sprint, la bevanda andava giù una bellezza

Nella frazione di corsa della stessa gara, è quindi comunque in condizioni di massimo sforzo, ho testato l'Energy Gel.
Il gel è contenuto in una confezione morbida, facile anche da piegare ed infilarsi nei pantaloncini o nel body (nel mio caso).
Anche qui per fortuna Wiggle mi ha spedito il campione al gusto arancia (22.6 grammi di carboidrati), il mio preferito, ed assumerlo in gara è stato decisamente piacevole.
E' sempre consigliato assumere un gel seguìto da una piccola sorsata d'acqua, ma non ho avuto modo di bere subito dopo, non avendo comunque alcun tipo di problema intestinale (e chi mi conosce sa che sono piuttosto "debole" sotto questo aspetto...)

Infine,conclusa la gara, ho testato la bevanda di recupero da 1,6 Kg.
No, naturalmente non ho bevuto tutto il chilo e mezzo!
(Ne vengono fuori 24 dosi da disciogliere in 400 ml ciascuna)
Disponibile sia al gusto fragola che cioccolato, anche in questa occasione mi è andata bene, visto che non apprezzo il cioccolato...
Consigliato da assumere entro 20 minuti dalla fine dello sforzo, per l'apporto di proteine e carboidrati favorisce naturalmente il recupero delle energie consumate.

Informazione decisamente interessante, i prodotti Energy Gel ed Hydratation Tabs possono essere assunti anche da vegetariani e vegani, non presentando alimenti di natura animale o derivati, senza glutine, latticini ed arachidi (il Recovery invece è adatto "solo" ai vegetariani).

Insomma, opinione decisamente positiva ed acquisto caldamente consigliato.

mercoledì 29 ottobre 2014

Sulla mia barba applicata al triathlon



Ieri per la prima volta la mia barba è stata associata a qualcosa che non fosse di origine araba.
"Aoh mica me starai a diventà un hipster?" mi ha detto il mio tatuatore mentre mi contorcevo sul lettino.
L'ho apprezzato davvero.
Di solito la domanda più inflazionata, anzi praticamente esclusiva, che mi viene rivolta è
"Dove lo tieni nascosto l'esplosivo?"
Per questo motivo ho stabilito il dazio di un obolo al prossimo che mi chiama talebano che finirà nel salvadanaio per la prossima bicicletta.
Non sto scherzando, chi ancora dice 'sta cosa ci mette un euro.
Ne ho già raccolti 826.
Che poi dico, apriamo anche le vedute, nel mondo ci sono altre popolazioni dove la cultura della barba è radicata.
Perchè nessuno mi dice che sembro un taglialegna canadese (che effettivamente è lo stile a cui mi ispiro), un arrampicatore ertano, un cestista sardo, un cantautore di Louisville, un centrocampista portoghese o un esploratore dell'Alaska.
Un po' di fantasia, su!
In realtà, la barba ha una motivazione che sfocia nella mia preparazione triatletica.
Sì, la barba si inzuppa in acqua, raccoglie moscerini in bici e mi rallenta nella corsa, ma quando stai diventando forte devi dare un piccolo vantaggio agli avversari...
...o no?

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