martedì 23 maggio 2017

Il mio Triathlon Olimpico di Vico 2017




Mi mancavano un po' le gare. Quest'anno, e siamo a Maggio inoltrato, ancora non ho fatto nè gare di triathlon nè podistiche.
Insomma, la voglia di testarmi era parecchia.
Dopo dieci giorni di caldo, naturalmente il giorno della gara si presenta una bella aria frizzantina ed un vento che smuove parecchio il lago.
Decido di non fare il riscaldamento in acqua ed entrare "a freddo".
Non so se sarà stato questoProprio per quersto, quando esco dalla T1 e mi ritrovo a pedalare con Manzik però non capisco bene come sto posizionato.
Vedo gente che mi esce solitamente davanti che pedala  dietro.
Visto che mi sento bene, sulla prima salita allungo sul mio gruppetto.
Con il senno di poi, è una bella cazzata.
Mi faccio praticamente due giri da solo.
Ne ero consapevo che avrei consumato parecchie energie, ma in quel momento mi stava bene così, avevo voglia di faticare.
Quando mi raggiunge il solito treno di Rogerio, sono già un po' stanco, tengo fino in cima alla salita ma trainato al gancio, e infatti in discesa se ne vanno.
Mi riprende un altro gruppo e riesco quindi a fare gli ultimi 15km in tranquillità, gestendo le energie.
Per capire quanto sono veloce in zona cambio, considerate che Manzik, entrato in T2 dopo di me, ha cominciato a correre mentre io stavo ancora mettendomi il cappello da panda.
Sì, perchè con il nuovo body del Team Panda dovevo assolutamente rispolverare il cappellino.
Chi conosce questa gara sa quanto sia duro il percorso podistico.
Un chilometro e mezzo in salita (anche dura) e un chilometro e mezzo in discesa.
Difficile impostare un ritmo costante.
Nonostante questo sia io che gli altri ragazzi del Team Panda (Manzik, SanCarlo, Mao e Silvia "Norvasc") li vedo correre bene.
Il primo giro sto un po' incordato, al secondo mi sciolgo e riprendo Manzik,  al terzo spingo anche bene.
Insomma, se volevo testarmi in vista di pescara, diciamo che di risposte positive ne ho avute parecchie.
E poi c'è stato il dopo gara, con Maria Pia, che prepara sul posto mojito per tutti.
Non osa pensare all'arrivo di Pescara con cosa ci attenderà!


lunedì 15 maggio 2017

Dopo la Sequenza di Fibonacci, l'Equazione di Valenzetti [Panda Wow]



Dopo l'allenamento basato sulla sequenza di Fibonacci, continuiamo con una serie numerica.
Dopo Fibonacci, inseriamo Valenzetti.
Certo, il libro era reale, il secondo di fantasia, ma per noi poco cambia.
Ah, un'altra cosa... Tranquilli, questa volta sono secondi, non minuti!
Un'ottima occasione di far girare velocemente le gambe senza affaticarle più di tanto.
Ottimo, se inserito in un allenamento di corsa fatto nello stesso giorno in cui abbiamo già nuotato o pedalato.
Dunque...
La successione numerica è questa:

4, 8, 15, 16, 23, 42

Come detto, considerando in questa occasioni i numeri come secondi, l'allenamento sarà:

4" easy
8" over
15" easy
16" over
23" easy
42" over

1'48" di lavoretto in totale... o 108" se vogliamo dirla meglio...

Naturalmente da ripetere in determinate serie in base a quante saranno necessarie per l'allenamento.
Ah, in questo caso non c'è bisogno di premere alcun pulsante rosso tra una serie e l'altra...

lunedì 8 maggio 2017

I miei 100 farfalla ed il motivo per cui sto facendo le gare di nuoto


Ero teso come non mi capitava da tempo per una gara.
75 a farfalla li reggo, ma in quegli ultimi 25mt, in gara, che sarebbe successo?
Dei 400 stile non mi importava più di tanto, quello è terreno conosciuto, ma perché ho scelto di fare questi 100 farfalla (in vasca da 50 tra l'altro!) e non un più rassicurante 50 stile?
Tanto più dopo il combinatino 110km bike + 5km run del giorno prima e degli 11km variati della mattina stessa.
Perché mi fa stare bene, mi ha fatto ritrovare lo spirito di quando ho cominciato a fare sport senza assilli cronometrici o riferimenti su prestazioni passate.
Qui è sempre come se fosse una prima volta, non avevo idea con quale tempo potessi finire (decentemente) quelle due vasche e sto nella fase che qualsiasi riscontro cronometrico mi lascia soddisfatto.
Tanto più se la gestione della mia gara va alla grande.
Cerco di nuotare i primi 50 molto lungo e rilassato.
Respiro ogni due bracciate.
Vedo un paio di persone che ai 50 mi hanno preso almeno10 metri.
Passaggio in 40", c'è solo il viaggio di ritorno da fare.
Ok, riesco anche ad aumentare.
Vedo i due davanti che cedono.
Quando arrivano i 75 arriva la fatica, adesso solo alzare le braccia è dura.
Ma per gli altri due è anche peggio, si piantano.
Li vedo con la coda dell'occhio ed il morale mi aiuta a terminare in spinta primo della batteria.
1'28"
Sono felice come l'ultimo giorno di scuola.
E i successivi 400 stile in 5'51" sono un po' come le mie vacanze!


 

martedì 2 maggio 2017

Quando la forza nel nuoto non è mai abbastanza...



Produrre abbastanza forza senza perdere l'avambraccio che completi la spinta nel modo migliore.
Questo è l'obiettivo.
E quindi cosa fare se le classiche palette non sono adatte per soddisfare al meglio questa richiesta?
Si va da IKEA, si comprano due taglieri e si costruiscono due palette fai da te.
Certo, mai come in questo caso l'uso va fatto con moderazione, ma l'obiettivo dell'allenamento in questo  modo viene perfettamente realizzato.
E se poi a fine allenamento volete affettarvi un po' di pane per uno spuntino non dovrete neanche sbrigarvi di tornare a casa!
 

 


 

sabato 29 aprile 2017

Vinci IronMan 70.3 con il Team Panda

 
Sì, avete letto bene.
Vincete un'iscrizione per il prossimo IronMan 70.3 Italy del 18 giugno.
Nessun trucco nessun inganno.
Volete vincere una partecipazione alla gara senza sborsare un quattrino?
Puoi farlo con il Team Panda.
Che c'è da fare?
Più o meno niente.
Scrivimi via mail, su facebook, come commento qui sul blog, telefonami, insomma e fammi sapere che vuoi partecipare con il Team Panda all'IronMan 70.3 Italy.
Al resto ci pensiamo noi.
L'unico requisito - ma dovrebbe essere un privilegio - sarà quello di partecipare alla gara nel TriClub Team Panda (non c'entra niente con il tesseramento Fitri, potrete restare tranquillamente tesserati con vostra squadra).
Il contest scadrà alle 24:00 di martedì 2 maggio!
Daje, ancora state così? 
 

mercoledì 26 aprile 2017

E.M.O. Training (III parte): la giusta interpretazione del messaggio



Nel Team Panda diamo massima importanza alle sensazioni, su come impostare allenamenti e gare.
Gli attrezzi elettronici non ci piacciono particolarmente, sopratutto come metodo di allenamento.
Se volete approfondire il pensiero del Team Panda su questo argomento vi suggerisco di dare un'occhiata a cosa sia l'E.M.O. Training (I parte e II parte).

Sostanzialmente, basiamo i nostri allenamenti su tre sensazioni:

EASY (facile, o meglio moooooooolto facile)
MODERATE (uno sforzo di media intensità)
OVER (uno sforzo massimale, naturalmente relazionato alla distanza/tempo su cui è basato)

Ma i wattaggi?
E le zone cardiache?
Il passo/andatura?

Vanno bene... in alcune occasioni, per specifici obiettivi e in determinati momenti della periodizzazione.
Per tutto il resto (diciamo per l'80% dell'anno), se volete vi mostro quanto me ne frega.

Ok, allora perché non usare la scala di Borg?
Premesso che la ritengo una delle migliori metodologie di allenamento (non a caso è tutt'ora utilizzata da molti tra gli allenatori più vincenti in vari sport), il problema principale è l'interpretazione, da parte dell'atleta di ben 15 (quindici) valori di intensità.
Sono sfumature difficilmente applicabili da atleti che non abbiano già un'eccellente consapevolezza del proprio corpo.
E' proprio questo uno dei punti più importanti del rapporto coach/atleta: la giusta comprensione dell'allenamento.
A volte capita (anche a me naturalmente, nonostante faccia molta attenzione a questo aspetto) che il feedback sull'allenamento svolto dai miei ragazzi non sia aderente a quello proposto.
Soluzione: fatela facile.
Non complicate quello che già è semplice.
A me bastano 3 (tre intensità): EASY, MODERATE, OVER.
Tutto il resto potete darlo in pasto ai maiali.

giovedì 20 aprile 2017

Gli sconti sulle palette


Quando qualcuno fa un allenamento spinto di corsa e alla fine sente un po' di affaticamento muscolare, la sensazione è quella di aver fatto un "buon allenamento".
Stessa cosa dopo un percorso in bici particolarmente zeppo di salite.
Per il nuoto invece è diverso.
Appena si sentono le spalle affaticate cominciano a scattare i campanelli di allarme.
E allora c'è quello che vanno le bene palette anche se non ho una tecnica perfetta?
Quello che non gli entrano più le camicie per le spalle che gli stanno venendo e quello che un suo amico che nuota dice che con tutte queste palette perde la sensibilità.
Ecco, la mia riposta è NO.
Non vi sconterò neanche un 25 senza palette!

 

giovedì 13 aprile 2017

Appoggio in spinta di mesopiede? Ma anche no!


Visto che non ci facciamo mancare alcuna idea controcorrente, e visto che dopo la famosa rullata adesso pare che se adesso non corri in spinta di mesopiede (o avampiede) hai sbagliato tutto della corsa...
... indovinate cosa sto per dirvi?
Sì, esattamente quello!
La corsa in spinta non è così necessaria in ogni occasione!
Oooooh!
Ok, non parliamo di triathlon sprint ed olimpico.
Sui 5km e 10km naturalmente quel tipo di corsa è più efficiente.
Ma nel 70.3 e nell'IronMan?
Secondo voi quanto potete spingere dopo 3 o addirittura 8 ore in cui già avete  nuotato e, soprattutto pedalato?
Quanto avrete già stressato quadricipiti e polpacci?
Qui ormai non si tratta più di ricerca dell'efficienza, ma della meccanica meno dispendiosa.
E se poi avrete le foto in cui appoggiate di tallone, pazienza, non sarà una cosa così grave!
Basta che adesso non mi chiedete ancora che scarpe vi consiglio.

Ricapitolando...
Vi spacco le spalle con le palette, vi faccio ingrassare e vi faccio tallonare....
Sicuri che vogliate ancora farvi allenare da me?

 

lunedì 10 aprile 2017

Il momento di mangiare DI PIU'


 
I lunghisti del triathlon (Ironman e 70.3) del Team Panda sanno già come io li spinga a mangiare più di quanto siano abituati.
Il mio concetto molto semplicistico è "meglio 3kg in più che 3kg in meno".
Ecco, sempre per i lunghisti, è arrivato il momento della stagione in cui bisogna mangiare ancora DI PIU'.
Proprio quando comincia ad avvicinarsi la stagione estiva e ci si ricorda  di mettersi a dieta per la "prova costume", noi facciamo l'inverso.
Cominciano ad allungarsi i chilometri da percorrere, comincia ad aumentare la sensazione di stanchezza e bisogna colmare queste lacune con il cibo.
Senza entrare nei particolari (ci sono validi professionisti che potranno esservi molto più utili), il mio consiglio - INCREDIBILE - è quello di non tagliare carboidrati e grassi.
Lasciate stare le stronzate paleo o proteiche (in passato ci sono caduto anche io), non perché non funzionino (ripeto, non spetta a me valutare l'efficacia e l'efficienza di un piano alimentare), ma perché noi NON facciamo ricomposizione corporea, ma sport di endurance.
Non abbiate paura di mettere un cucchiaino in più di zucchero nel caffè, nel mangiare mezza crostata a colazione (appena fatto...) o regalarvi un dolcetto dopo cena.
(Ancora) non stiamo in guerra, riempiamo il magazzino finché c'è tempo!
 
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