lunedì 14 luglio 2014

Cosa rimane di Francoforte


Gareggiare con un pettorale così è una responsabilità...


I pezzi ci sono tutti... ora proviamo a rimontarla (grazie anche a Luigi)

Il giorno prima della gara... che non te lo fai un piatto de cozze?

Con Luigi "Magic", distanti tanti chilometri, ma ogni volta che ci vediamo è come se lo incontrassi ogni giorno

Sulla navetta a posare la bici
Master, gli voglio talmente bene che farsi battere da lui è quasi un piacere...

Raro momento di turimo
Cena con Piastrella a "La Paninoteca" con extra razione di parmigiano e foto motivazionale...

Prepariamo la bici per il giro di ricognizione
Sabato sera, ore 22:00, sono calmissimo...

Domenica mattina ore 5:00, andiamo a sistemare la zona cambio.

Abbracci prima della partenza






mercoledì 9 luglio 2014

Il mio IronMan Frankfurt 2014


Mentre stai al 30°km della Maratona finale vorresti essere in qualsiasi altro posto del mondo.
Ti maledici per questa passione che ti sei scelto.
Rimpiangi ogni singolo passo che schiacci su quell'asfalto infinito.
Poi in quegli ultimi 200 metri hai una forza che correresti dall'altra parte del mondo.
Ed un'ora dopo stai già pensando a dove ripetere questa stronzata per l'anno successivo.

Immerso fino alle ginocchia del Waldsee sono calmissimo, come sempre.
Il giorno prima ho riposato bene e sono anche riuscito a dormire abbastanza presto.
Dolori e doloretti degli ultimi giorni sono spariti.
Tutto è pronto per una grande gara.
Comincio a nuotare nella solita confusione, difficile impostare la bracciata.
Dopo la prima boa si nuota con il sole in faccia e nuoto completamente "alla cieca".
Quando si torna indietro finalmente il gruppo è anche sparpagliato e comincio a spingere.
Uscita "all'australiana" e ne approfitto per sistemare occhialetti e cuffia, subito in acqua e riprendo a spingere.
Negli ultimi 200mt, capisco di essermi risparmiato un po' troppo ed aumento ancora.
Esco dall'acqua in 1h05, un po' peggio dell'anno scorso ma 3' di scarto ci possono anche stare.
Questa volta non dormo in zona cambio e sono subito in bici.

La media, favorita dal percorso iniziale in discesa, è subito altissima.
Controllo subito il battito, non vorrei esagerare, e mi stabilizzo su un'andatura comoda ma con la media costantemente sopra i 33/34kmh.
La prima parte del percorso è stupenda.
La folla nei paesetti dentro la foresta è sempre rumorosa e quando si affronta "the hell", l'inferno di pavé, sembra quasi di essere alla Parigi-Roubaix.
Nella seconda parte del percorso, però, si alza un fortissimo vento contrario.
Non ci sono pendenze ma si fa fatica a spingere, soprattutto se si è onesti e non ci si mette in scia.  
Decido di non bollirmi le gambe e continuare a gestire l'andatura.
Forse, anche qui, troppo.
Secondo giro identico al primo.
Facile di testa e di gambe la prima metà e sofferta la seconda.
Verso la fine mi supera Master.
Sempre un piacere incrociare gli amici in gara, anche se è un "rivale".
Dopo avermi detto che forse ha spinto un po' troppo ci diamo "appuntamento" sul percorso della maratona.
L'ultima asperità, la Heartbrek Hill, è uno spettacolo.
Si sale immersi da due ali di folla.
Entro in zona cambio in 5h43'.
Avrei sperato qualcosa di meglio, ma sono comunque soddisfatto di aver risparmiato un po' di gamba.
Con una maratona sotto le 4 ore chiuderei la gara sotto le 11.

Il tempo di fermarmi un minuto al bagno e comincio subito a correre alla grande.
Il passo è costante a 5' al km.
Proseguo così per 10km, fermandomi a bere acqua, coca e gel ad ogni ristoro.
Dopo il primo giro riprendo Master.
Lo incito a venire con me ma dice che vuole continuare al suo passo.
Al 15° mi passa in bici un tizio dell'organizzazione che si complimenta per come sto correndo bene in spinta.
Non ci voglio neanche credere.
Penso subito a coach Diego, che tanto ha lavorato per cercare di farmi correre decentemente!
Sto benissimo senza sentire un briciolo di fatica.
Secondo giro e secondo braccialetto, i chilometri adesso sono 20.
Al 25° però, mi si presenta il conto.
E che conto.
La stanchezza naturale dopo 10 ore di gara viene amplificata dal caldo asfissiante.
Sono completamente disidratato e non riesco a rinfrescarmi.
Ad ogni ristoro mi svuoto tre bicchieri di acqua gelata sulla testa e faccio 500mt con una spugnetta zuppa sulla fronte ed una sul collo.
Inutile.
Dopo 30 secondi sono già bollente.
Il cuore sta a mille.
E qui prendo coscienza di non poter fare più il tempone.
Rallento, incessantemente, passo dopo passo.
Se non avessi fatto così neanche sarei arrivato.
Mi ripassa Master.
"Se non vieni con me ti prendo a calci in culo" mi strilla.
Ma non posso aumentare.
E va bene così.
L'ultimo giro è uno strazio.
Cotto dal sole e dalla stanchezza penso solo di arrivare al traguardo.
Che prima o poi, alla fine, arriva.
Eccome se arriva!
Entro nella passerella finale oasannato da un pubblico stupendo.
Sono frastornato da urla e braccia allungate a darmi il cinque.
Nella confusione riesco a sentire però la voce di mia moglie che mi passa al volo il cappellino da Panda.
Quanto sia stata fondamentale in tutto il viaggio che mi ha portato a percorrere questi ultimi 50mt è impossibile riassumerlo in due righe.
In ogni bracciata, in ogni pedalata ed in ogni passo c'era la sua forza e quella dei nostri bimbi.
Ma non solo loro.
Ho sentito ogni singolo incitamento di tutte le persone che lontano da Francoforte stavano comunque seguendo la mia avventura.
Ho chiesto a tutti loro, a tutti voi, di strillare forte per incitarmi.
Ed in questo momento, mentre alzo le braccia al cielo, vi ho sentiti tutti.



































martedì 1 luglio 2014

Road to Frankfurt 2014

E' stata una stagione lunga.
Gli allenamenti, anche duri, mi sono scivolati addosso come l'acqua.
Sono arrivati bei risultati che mi avevano trasmesso un ottimismo ed un'euforia, forse, anche esagerati.
Poi è arrivato quest'ultimo mese.
Quello facile, secondo alcuni.
Per me e' stato un turbine di emozioni...
Il top della condizione prima dell'Ironman 70.3 di Pescara, la gara esaltante e lo straziante epilogo.
Il primo, inaspettato, podio (di categoria, non vi allarmate eh) la settimana dopo in uno sprint.
La ritrovata fiducia.
La caduta in bici che stava rovinando tutto.
Nonostante tutti mi dicevano che era un dolore passeggero, che per la gara avrei recuperato, io soffrivo ad ogni allenamento, ogni volta che poggiavo le chiappe sul sellino, ogni volta che muovevo un passo per correre, ogni volta che forzavo lo stile libero.
E non era nella mia testa il dolore.
Forse per quello o forse per la testa, le gambe non giravano più.
Negli ultimi tre giorni il dolore però è sparito.
Davvero, non come dicevo al coach per "paura" che mi desse qualcosa di più leggero...
Sono stronzo vero?
 Ma se state leggendo queste righe probabilmente lo siete quanto me ed avreste fatto la stessa cosa.
Con la fine del dolore, le gambe hanno ripreso subito a girare alla grande, come se non fosse successo niente.
A cinque giorni dalla gara sono pronto (cinque? Cazzo, così pochi!), non ho scuse.
Sono esaurito, stressato, nervoso...
Adesso ho solo voglia di cominciare a correre.
Datemi quel cazzo di lago, apritemi quelle  strade asfaltate, schiarite la gola e fatemi sentire le vostre urla.
Il Panda ancora non si è estinto!


domenica 29 giugno 2014

Best of the Month [Giugno 2014]


Triatletai del Mese
Fabian- Mazzetti - Steinwandter - Bonin


Album del Mese
"Seven Dials" Roddy Frame

Post del Mese
"Pro vs mia nonna" sul blog IronGian

mercoledì 25 giugno 2014

Gente che si incontra in Zona Cambio [il perifrastico]

Definizione della perifrastica attiva.
"E' una perifrasi che esprime l'imminenza di un'azione, l'intenzione di fare qualcosa e la predestinazione a compierla, vale a dire tutte quelle sfumature che sussistono in italiano con le circonlocuzioni «sto per», «mi accingo a», «sono sul punto di», «ho intenzione di», «sono destinato a», «sono in procinto di», ecc. "


C'è sempre qualche personaggio, nella vostra schiera di conoscenze, vagamente sportivo ma totalmente estraneo al mondo del triathlon, che cerca di carpire quante più informazioni sul mondo della triplice.


Dopo avervi chiesto il classico "me fai 'na tabella?" (badate bene, solo aver chiesto, in realtà non la vuole e non gliene frega niente, è un altro modo per acquisire informazioni su come-quanto-dove-perché ci si allena), è pronto per esordire.
"Sto per esordire"
"Mi accingo ad esordire"
"Sono sul punto di esordire"
"Ho intenzione di esordire"
"Sono destinato ad esordire"
"Sono in procinto di esordire"


A differenza del "Potenziale Campione", altro personaggio che analizzeremo a breve, non adduce scuse plausibili per il mancato esordio.
Lui HA DETTO che vuole fare triathlon.
Soprattutto nel posto dove lavora, dove solo per AVER DETTO che vorrebbe fare triathlon, è entrato in quel vortice di "ma tu sei matto!" - "ammazza che bravo!" - "ma tutto di seguito?" - che lo rende già eroico...
...agli occhi di attempate colleghe appassionate di cucito e svogliati colleghi sull'orlo della pensione.


Ma state tranquilli.
Il perifrastico, in zona cambio, non lo vedrete mai.

lunedì 23 giugno 2014

Che ne dice mia madre [la lastra]


"Come va la schiena dopo la caduta in bici?"
"Beh, oggi è il primo giorno che NON sento dolore..."
"Ah, non sarà il caso di farti una lastra?"












domenica 22 giugno 2014

"Triathlon" di Martina Dogana







Martina Dogana, oltre ad essere una grandissima triathleta, si è sempre dimostrata simpatica e disponibilissima con Zona Cambio.
L'occasione della presentazione di un suo libro sul triathlon non ci poteva sicuramente sfuggire, invitando tutti i nostri lettori ad approfittare dell'esperienza di questa campionessa.
Questo è link dove acquistare il libro e qui di seguito il comunicato ufficiale della sua pubblicazione:






Il triathlon, nato nel 1978 alle isole Hawaii, in soli tre decenni si è evoluto e da prova estrema è diventato uno sport molto popolare con distanze molto più corte e accessibili a tutti. Dai Giochi Olimpici di Sydney fa parte del programma olimpico nella sua versione classica di 1,5 km a nuoto, 40 km di ciclismo e 10 km di corsa.

Praticabile a ogni età, il triathlon è adatto sia ai bambini, che trovano così un’ottima scusa per stare all’aria aperta e giocare con i coetanei, sia agli adulti, alla ricerca di un modo nuovo e salutare di impiegare il tempo libero. Il triathlon è anche uno stile di vita perché insegna a mettersi in gioco ogni giorno ponendosi sempre nuovi obiettivi e organizzandosi al meglio per riuscire a raggiungerli.


Questo libro ha l’intento di guidare sia gli aspiranti triathleti verso la loro prima gara, sia i più esperti che vogliono migliorare in questa disciplina, con tanti consigli sulla scelta dei mezzi e dei materiali e su come allenarsi al meglio senza il timore di dover affrontare in una volta sola tre sport tanto diversi tra loro.
Indice. Uno sguardo d’insieme: storia, regole e distanze del triathlon - Che cos’è il triathlon - Lo svolgimento di una gara di triathlon - Cosa serve per allenarsi - Consigli di allenamento specifico per il triathlon - La filosofia del triathlon. Glossario


Martina Dogana è una nota triathleta italiana. Con il tempo si è specializzata nelle lunghe distanze, vincendo non solo quattro titoli italiani di specialità, ma anche medaglie individuali e a squadre ai Campionati Europei e Mondiali, e gare di livello mondiale come l’Ironman di Nizza del 2008. È una delle poche atlete a essersi imposta in tutti i principali circuiti di triathlon sulla lunga distanza.








giovedì 19 giugno 2014

La sfortuna in gara







Giusto per chiarire il mio pensiero sulla sfortuna.
La sfortuna nelle gare, tranne, forse, rarissimi casi eccezionali, non esiste.

Una caduta in bici è un errore tecnico.
I crampi sono una preparazione non adeguata.
Una foratura è la scelta di una traiettoria sbagliata.
Gli occhialini persi durante il nuoto sono stati indossati male.
Un'ammonizione o una sosta al penalty è un'infrazione commessa.
La rottura di un elemento in bici è una mancata manutenzione.
Perdere uno sprint per un decimo di secondo significa essersi allenamento peggio di chi ha vinto.
Una congestione significa non essersi coperti abbastanza in base al meteo.
I dolori intestinali sono uno sforzo troppo elevato in gara.
Un piatto di cozze il giorno prima di una gara importante...
...no vabbè, lì si tratta proprio di essere coglioni...




lunedì 16 giugno 2014

La sicurezza di pedalare in compagnia

Quando devi fare una bella uscita lunga in bici, e sai che la farai in compagnia di un amico che è anche un medico, stai tranquillo, perché oltre al piacere di una pedalata con un amico, appunto, sai anche che se ti succede qualcosa tipo una caduta a volo d'angelo sull'osso sacro e non ti riesci ad alzare da terra, stai comunque in mani sicure...


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