martedì 19 giugno 2018

L'arte del massaggio post-gara (PARTE II)





Vi ho raccontato qualche giorno fa l'esperienza del massaggio post-gara di Antonio.
L'abbiamo preso in giro per bene e, naturalmente, si è immediatamente applicata la legge del contrappasso.
Dopo essermi cotto bene le gambe durante la frazione finale nel 70.3 di Pescara, dopo essermi infilato medaglia e maglia da finisher, mi sono diretto immediatamente verso l'area massaggi.
Però stavolta, invece di Estela, c'era Marco, che nella presentazione mi fa presente di essere un pugile...
Capisco subito che la gara che ho appena completato non è stato il momento più duro della giornata.
Dopo qualche minuto mi avverte "questo ti farà un po' male..."
E infatti mi piego in due, naturalmente fingendo di non soffrire...
Marco è davvero in gamba, mi spiega tutto quello che sta facendo e come reagiscono i miei muscoli.
Passa ancora qualche minuto e arriva la rassicurazione "questa invece è la parte rilassante..."
Praticamente come prima, continuo a piegarmi.

Tuttavia, un po' di sofferenza in quel frangente si fa ripagare tutta quando mi rialzo.
Torno come nuovo,  il giorno dopo posso permettermi di andare a fare colazione senza camminare come uno zombie e due giorni dopo faccio un bell'allenamento di qualità di corsa in brillantezza.

Come sempre, quando vuoi ottenere qualcosa di buono, nulla è semplice e come ti aspetti...

martedì 12 giugno 2018

Il mio IronMan 70.3 Italy 2018 e la tattica conservativa



Quest'anno ho già fatto due mezzi IronMan che mi hanno completamente soddisfatto.
Qui ho deciso di giocarmi il tutto per tutto.
Di solito sono sempre abbastanza conservativo sulla gestione gara, almeno nelle intenzioni, stavolta invece punto all-in.
Il mare finalmente è degno di questa gara.
Piatto, limpido, giusto un po' più corto.
Sto benissimo e gestisco la frazione in totale controllo, spingo quando voglio spingere, recupero quando voglio tirare un po' il fiato.
Esco dall'acqua in 26' con la voglia di spingere al massimo in bici.




Alessia prima della gara mi chiede sempre più o meno a che ora dovrei cominciare la frazione di corsa, per incitarmi a bordo strada.
"Con questo percorso piatto potrei stare tra 2h35" e 2h40", se arrivo prima significa che ho spinto troppo e poi scoppierò nella corsa... ma tanto nella corsa a Pescara scoppio sempre, quindi sticazzi e spingo forte in bici!"


Questo in estrema sintesi era la mia intenzione e questa è stata la mia tattica.
Una cazzata?
Probabilmente, ma ogni tanto potremmo anche giocarcela!
Chiudo la bici in 2h30', oltre 36kmh di media.
Roba che me la sognavo fino a qualche mese fa...

Comincio a correre e naturalmente capisco subito che i giochi sono finiti.
C'è un caldo micidiale, ma non è quello.
In realtà non ho crisi, continuo ad alimentarmi ed idratarmi, semplicemente le gambe sono affaticate e girano lente.
Metto il pilota automatico e cerco di finire la gara nel modo più dignitoso possibile.
Quando incrocio Alessia lungo il percorso le sorrido dicendole "mi sa che ho spinto un po' tropp..."
"E che non lo so!"

Concludo la mezzamaratona finale correndo ben venti minuti più lento di quanto abbia fatto due settimane fa all'IronMan 70.3 di Barcellona.
Ma nonostante questo termino la mia gara in 4h58'... mica male, dopotutto!




Se poi ci aggiungiamo che il Team Panda ha nuovamente vinto la propria divisione triclub, qualificandosi ancora per la finale europea a squadre del 2019, direi che il bicchiere, se non proprio colmo, è abbastanza pieno per brindare ad un'altra giornata da incorniciare.

Alla mia e alla vostra salute!






lunedì 4 giugno 2018

L'arte del massaggio post-gara


O meglio, l'arte di saper scegliere da chi farsi fare il massaggio...

Nella recente trasferta a Barcellona eravamo tutti ammogliati o impegnati.
Tutti tranne uno.
Il nostro  cavallo di razza era Terr-1, lo scapolo d'oro del Team Panda.
Già mentre ci avvicinavamo a Calella derideva il resto della compagnia su come passare la serata prima della gara.
Tutti noi a letto presto concentrati sulla prestazione, mentre lui aveva già preso contatti con una massaggiatrice locale per una serata intima.

Poi invece la serata gli salta (lui dice perché vuole fare il bravo per il bene della squadra e portare più punti possibili, dice...) e la domenica ognuno si fa la sua sudata quotidiana.

Al termine della competizione c'era un ottimo servizio di massaggio  post-gara, con numerosi professionisti, che limitavano al minimo i tempi di attesa.
Un'occasione da non perdere per rilassarsi dopo la faticaccia.

All'uscita dal tendone ci ritroviamo tutti, birra in mano, ad ostentare la "bontà" e la "simpatia" delle ragazze che hanno lenito le nostre sofferenze muscolari.
Però vediamo Terr-1 che non partecipa alla discussione...
Qui vale assolutamente la pena di approfondire...

"Antonio, perché non parli? Raccontaci la tua esperienza..."
E dopo aver tergiversato un po' alla fine non può fare a meno di ammettere sconsolato
"Lo sapevo che finiva così, l'unico schifoso oleoso l'ho beccato io, l'ho capito da quando stavo in fila che ha fatto in modo di terminare il suo turno in modo che il prossimo a dover massaggiare fossi io!"

Onori ed oneri di essere il cavallo di razza di una compagnia!

lunedì 28 maggio 2018

Il mio IronMan 70.3 Barcelona (Venga! Venga! Venga!)


Venga!
"Ragioniere che fa, mi dà del lei?"
Dopo il "super" "zuppa", tedesco, il "bravò" francese (detto indistintamente a uomini e donne), in Spagna mi aspettavo di trovare un "vamos" e mi sono ritrovato un "venga".
Bello, mi piace!
E tra l'altro mi si dice che si usa spesso insieme a "vamos", tipo "venga vamos"!
Vabbè, finita la disquisizione sull'unica parola spagnola che ho imparato in questa trasferta catalana, parliamo della mia gara.
Dopo tutto il bellissimo contorno del viaggio con i ragazzi del Team Panda, la mattina della gara le condizioni per gareggiare sono ideali.
Cielo limpido, mare piattissimo e clima fresco.
I cartelli delle partenze del nuoto sono però messi un po' a cazzo e ognuno cerca di infilarsi in qualche settore a caso.
Comunque la rolling start aiuta molto in questo senso.
Non ci sarà l'effetto scenico per il pubblico di vedere 2500 persone che partono insieme, ma consente agli atleti di prendere il proprio passo senza problemi.
Esco dall'acqua in 29'22", in linea con le mie ultime gare e va benissimo così.


In bici ci avevano avvertito che sarebbe stato un percorso duro ma non pensavo così duro.
Alla fine verrà 1400mt di dislivello su 90km, più duro dell'Elbaman 73.
Tre lunghe salite, la seconda di 10km senza pendenze eccezionali ma costanti.
Bello, mi piace.
I piattoni ti permettono di fare medie di cui vantarti, ma il ciclismo senza salita non è ciclismo.
E soprattutto non c'è scia.
Tre chilometri iniziali e finali in mezzo alla cittadino con divieto di stare sulle prolunghe per i continui dossi e curve a 360°.
Poi si sale verso il faro di Calella e il gioco cambia.
Il gioco dei sorpassi viene sempre con volto che alla fine diventeranno familiari.
C'è chi sul piatto allunga e poi si pianta, e c'è chi in salita si risparmia e ti riprende in discesa.
A proposito di discesa.
La seconda veramente tecnica e insidiosa (spesso con fondo anche umida).
Vedo almeno quattro persone andare lunghe per fratte e qualcuno purtroppo anche a terra.
Tiro il freno un po' più spesso, cercando di recuperare in altri tratti la velocità persa in discesa.
Chiudo la frazione in 2h50", considerato il percorso una buona media anche qui.


Adesso comincia a fare piuttosto caldo, ma la mia corsa è buona.
Il percorso aiuta, a parte dei fastidiosi dossi sul lungomare, c'è sempre molto pubblico ad incitare.
Invece dei soliti 4 giri qui ci sono solo due giri da fare e la cosa aiuta a livello psicologico.
Bello anche il passaggio della corsa all'interno della zona cambio.
Vedere gli altri atleti che piano piano arrivano e compiono la transizione distrae dalla stanchezza.
Faccio il primo giro sorpassandoci a vicenda con un francese.
Poi ad un rifornimenti ci perdiamo di vista.
Il percorso non ha molti punti dove incrociare i proprio compagni di squadra e cerco di restare concentrato sul mio passo.
Al secondo giro comincio a vedere qualche viso amico.
Il sole ora picchia forte, ma quando sei sulla strada del ritorno verso il traguardo la fatica diventa solo un conto alla rovescia.
Il bellissimo finale con il traguardo sulla spiaggia che corre parallelo al mare merita lo sprint.
Allungo la falcata e taglio il traguardo a braccia alzate con 1h35' di corsa. 


Un bel sorriso anche stavolta.
Con 5h03' e un massiccio roll-down ottengo anche la qualificazione al mondiale 70.3 in Sud Africa, ma non mi interessano queste cose.
Sì, sto cazzo,  avecce tempo e soldi per organizzare una viaggio a Port Elizabeth tra tre mesi, stavo già con una birra in mano sulla Nelson Mandela Bay!
Ma per adesso ho già tutto quello di cui ho bisogno.
E daje così, anzi, Venga Vamos!-

martedì 22 maggio 2018

IronMan 70.3 Barcelona: quando il viaggio conta più della meta



Sabato sera sento mia moglie al telefono.
"Mai come questa volta non mi interessa della gara, è stata una trasferta bellissima, il Team Panda si è unito come non mai e mi basta solo questo".
Due giorni prima, nove panda si sono trovati a Roma con due furgoni.



Destinazione Calella, Barcellona.
Altrettanti ci raggiungeranno lì con l'aereo.
Una cosa che sa di gita post-liceo.
Devastante ma indimenticabile.
Alla partenza Ci sono anche Presidente e VicePresidente per benedire il nostro viaggio.
Alle 8 partiamo, dopo mezzora ci fermiamo, perchè abbiamo già fame.



Naturalmente non ci manca nulla, visto che ognuno ha portato qualcosa.
"Ve porto io a Barcellona" dice Carlo!
Arrivati a pisa si butta dietro e si ficca sotto la copertina a dormire.



Ci diamo tutti cambi alla guida ed il viaggio prosegue alla grande.
Verso le 4 di mattina (!) abbiamo appuntamento con Lollo a Savona, con i santi genitori che lo accompagnano all'autogrill in orari da lupi panda mannari.
Ma per il Team Panda si fa questo ed altro!
Entriamo in Francia accolti da 4 flash degli autovelox ci fanno quattro istantanee.
L'ultima dovrebbe essere con il dito che indichiamo l'obiettivo salutando, spero ci mandino la polaroid.
Magari gli lasceremo anche mezzo stipendio, ma i mondiali del 2006 li abbiamo vinti comunque noi.
La colazione in terra francese ce la godiamo con la crostata preparataci da Maria Pia.



Finalmente entriamo in Spagna giusto in tempo per marcare territorio.


Arrivati a Calella, giusto il tempo di sistemare bici e bagagli e poi si va subito a fare la registrazione ed entrare in clima TriClub


Piano piano arriva anche chi ha viaggiato "comodo"



Per mangiare non abbiamo problemi
Walter prepara il pranzo e Carlo il caffè.
Chi sta mejo de noi?





Il sabato è piuttosto intenso.
La mattina abbiamo appuntamento per un intervista per IronMan del nostro poliglotta Antonio.



Il tempo di tornare in albergo e farci un giretto in bici a visitare il faro di Calella.



Appena torniamo in albergo Carlo si blocca il collo facendosi la doccia.
Sì, non allenandosi o facendo movimenti particolari, facendosi semplicemente la doccia.
Per fortuna che abbiamo Lillo che con un paio di scrocchi lo mette a posto.



Il pomeriggio andiamo alla parata delle squadre Triclub.
Con bandierone Team Panda, bandiera italiana e altoparlante che spara l'inno di Mameli, sfiliamo orgogliosamente sul lungomare di Calella.


A fine sfilata restiamo al pasta party per cenare tutti insieme.
Nonostante fossimo prevenuti, la pasta non è neanche tanto male.



E niente, poi resta solo da gareggiare.
Ma questa è un'altra storia, che merita un racconto a parte.
Qui si parla di amicizia, di un gruppo di amici che si ritrovano casualmente a fine gara davanti ad un chiosco e pure se sei zozzo e sudato, non te le la fai una cerveza mas rapida?



Qui si parla di un legame che questa trasferta ha contribuito a solidificare, che ti permette di non temere di ripartire per Roma dopo la gara, pronto per sprarti altre 14 ore di auto, perchè sai che con questa compagnia il tempo volerà.


E che quando il viaggio è finito, un secondo dopo che ognuno ha preso la propria strada per casa, ti mancano già tutti.






mercoledì 16 maggio 2018

Road to IronMan 70.3 Barcelona - Contra jattura, propitia fortuna


Tutto è pronto.
L'anno scorso il Team Panda si è qualificato per la finale europea Trclub IronMan ed ormai ci siamo.
Domenica a Calella ci batteremo con le altre squadre.
Anche se sarà spettacolare, credo che la parte più bella di questo finesettimana non sia però proprio la gara...

In piena fase post-post-post-adolescenziale, il Team Panda ha deciso di andare in trasferta catalana, come ad una gita di fine liceo.
Due furgoni, tanto caffè e una cassa di redbull per affrontare un lungo viaggio tutti insieme.
Insomma, una zingarata spedizione con i controcoglioni!
Si sa come si parte ma non come si torna.

Sine bordone, supra duo machinone
ad fines Hispaniorum 
proficiscimus ad venturam,
cum pugnace voluntate
virtuteque contumace.
Contra jattura, propitia fortuna, 
pro victoriam pugneremus 
et laude consecuta,
firma spe nutrita habemus,
post solemne bibeuta
in Italia rediremus!


(grazie a Bernardo per la prosa e a Sandrino per la locandina)

sabato 5 maggio 2018

Sì vabbè ma che sarebbe 'sto Giro d'Italia? Te lo racconta STEFANOLACARASTRONG


Non tappa per tappa, non giorno per giorno, ma solo quando ci sarà qualcosa di interessante da dire, questo sarà il mio racconto della corsa ciclistica a tappe con più bella d'Italia (...)

Allora, la questione Giro d' "ITALIA" con partenza da Israele.
Per me va bene, va bene tutto, se poi vogliamo un giro con più qualità e si cercano più soldi, se qualcuno anche dall'estero ce li dà, può anche andar bene (tanto ormai al ciclismo romantico sono in pochi a crederci ancora).
Però non fatela passare come "partenza in onore di Gino Bartali", partiamo da lì perché qualcuno avrà pagato per avere il Giro lì, punto.

Prima tappa a crono.
Vince Dumoulin. Sono contento, da quando ho lasciato una parte di cuore a Maastricht, "la farfalla di Maastricht" è diventato uno dei miei beniamini.
Froome cade durante la ricognizione e gareggia tutto strappato, perdendno qualche secondo di troppo.
Ottima prova a sorpresa di Pozzovivo, scalatore sempre un po' troppo sottovalutato (anche se ha perso sempre l'occasione per fare il salto di qualità). Anche quest'anno tiferò per lui.

Sulla questione di fare una tappa nel deserto, praticamente senza pubblico...


Il Giro è anche esplorazione e possibilità di vedere paesaggi incredibili, come questo. Il pubblico è una componente fondamentale, ma non mancheranno le tappe dove si farà fatica ad aprirsi strada tra le ali di folla. Sicuramente sotto il profilo tattico non è spettacolare, ma in tre settimane di gara è una parentesi che ci sta bene (naturalmente non sto entrando nel merito di far partire una gara nazionale dall’estero)

Arrivo sull'Etna: tappa PERFETTA della Mitchelton-Scott.
"Sorriso" Chavez, è il primo a fare la differenza in salita.Dietro, Froom non è brillantissimo, Dumoulin e Pozzovivo un po' meglio.
Simon Yates, che sta con loro non sa se scattare, rischiando di riportarli sul compagno di squadra, però alla fine scatta e li lascia tutti sul posto.
Arriva da passarella Chavez e Yeates. Al primo la tappa, al secondo la Rosa.
 


Sul Gran Sasso, negli ultimi 3km resta un gruppetto di una decina. Tra i big ci sono più o meno tutti tranne Froome che perde un minuto.
Dopo 4 scatti di Ciccone, abruzzese che ci teneva a lasciare il segno, la botta definitiva la dà la maglia rosa Simon Yates. Ma Dumoulin, Pozzovivo, Pinot e Chavez stanno ancora lì. Mi sa che per la prima volta vedremo un giro fino alla fine aperto non solo ad una lotta a due ma con parecchie alternative.

giovedì 3 maggio 2018

Allenamento a tempo o a distanza?


Preferite farvi 120km in bici o 4 ore?
I puristi naturalmente ragionano sui chilometri.
Io, altrettanto naturalmente, no.
Sì, ma se devi fare una gara di 180km in bici e in allenamento in 4 ore ne fai 70, che allenamento è?
O se devi preparare una maratona di 42km, e poi il lungo nel lunghissimo non devi superare le 2h30' e fai 26km, lo puoi considerare un lunghissimo?

Evitando di andare troppo sul fisiologico (e degli effetti che possono ripercuotersi su un amatore, soprattutto lento, di stare più di 2h30' sulle gambe), preferisco parlare più dell'aspetto organizzativo che, sempre per un amatore, resta la cosa più importante nel trovare il giusto equilibrio tra famiglia/lavoro/triathlon.

Primo aspetto: se sai che devi allenarti per 4 ore in bici (o 2 di corsa, ad esempio), dopo quel determinato tempo sai che starai a casa (ok, calcolateci anche le soste per bere, andare al bagno ecc...).
Insomma, potete prendere impegni definiti con una certa precisione, rendendo più facile, appunto, organizzare la vita.

Secondo aspetto: dite ad una persona di farsi 120km in bici. Sapete che farà? Al 90% cercherà il percorso più facile, più conosciuto, e soprattutto più piatto, per:
  1. Sbrigarsi e tornare a casa il prima possibile
  2. Tornare a casa con la media oraria migliore possibile
Perdendosi però in questo modo gli aspetti più piacevoli (e più allenanti, ma questo lo ritengo secondario) di un'uscita in bici.

Ok rompicoglioni, prima che me lo chiediate vi rispondo che NO, in piscina NON DO allenamenti tipo 4x7'30" stile...

mercoledì 25 aprile 2018

Il vento contrario in bici


Non è che quando esci in bici hai sempre il vento contrario...
...è che sei talmente scarso che quando lo hai a favore non te ne rendi conto!
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