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lunedì 28 novembre 2022

Un ennesimo avvincente capitolo di stefanolacarastronZ [la partita di calcetto]

I miei colleghi mi vogliono bene.

Pensate, aspettano tutto l'anno per organizzare una partita di calcetto a fine ottobre, perchè sanno che in quel periodo non ho gare e non possono crearmi fastidio.

E così, questo 28 ottobre non posso assolutamente mancare a questo appuntamento annuale!

La partita va proprio come ce la aspettavamo: tante risate, qualche colpo "proibito", un collasso al suolo (con tanto di ambulanza chiamata) e l'eco costante "dalla a Strong che tanto corre lui".

E che fai, non corri?

Vietato deludere i propri amici.

E così Strong, corre, contrasta, tira e, ogni tanto, segna pure... tutto bello!

...fino al giorno dopo...

Mi sveglio con il ginocchio completamente gonfio, zoppico vistosamente, non riesco a scendere le scale e comincia a venirmi la suderaella di aver combinato qualcosa di grosso.

NATURALMENTE, preferisco non farmi vedere e non immaginare quali potrebbero essere le conseguenza, utilizzando la mia tecnica preferita del "lascia fa' e non toccà nulla che prima o poi tutto si sistema da solo".

E invece passano le settimane e non si sistema un cazzo!

Quando comincio a preoccuparmi veramente però, piano piano vedo che un gradino riesco a farlo, il giorno dopo due gradini e il giorno dopo ancora riesco addirittura a salire e scendere dalla macchina senza dolore.

Oggi è il 28 novembre, e posso dire che dopo un mese esatto, non sento (QUASI) più dolore al ginocchio...

Però me sa che il prossimo anno i colleghi, a cui comunque voglio tanto bene, se attaccano ar cazzo!


mercoledì 28 settembre 2022

Il pettorale adeguato per l'IronMan

 

Nel pacco gara del mio ultimo IronMan, ho trovato una curiosa sorpresa.

Come sapete, sul pettorale delle mie gare IronMan, ormai è riportato il nome STEFANOSTRONG.

Questa volta però, probabilmente a causa di una font troppo grande utilizzata, il mio nome completo non è entrato, e si leggeva semplicemente questo...


Mentre ridevo, ho detto a mia moglie che era giusto così, e solo al termine della gara avrei aggiunto

NZ oppure NG

a seconda di come mi sarei comportato...

Diciamo che era un bello stimolo per far bene, e visto come poi è andata la gara, direi che mi sono ampiamente meritato anche uno...

NGER

 

giovedì 14 luglio 2022

Quello che non vi ho detto su Klagenfurt...

 

 ...perchè fino all'ultimo sono stato incerto se dirvelo o no...

Il giorno dopo la gara, sono andato a rilassarvi allo Spielplatz Europapark, il parco giochi all'interno del grande parco all'interno del quale si diramava il percorso podistico.

Ecco, dimostrando tutto il mio atletismo, mi sono esibito in una goffa corsa su una specie di anello obliquo.

L'esito è stato una rovinosa caduta sul fianco con conseguente costola incrinata e stiramento addonimale: niente in confronto alla regale figura di merda!

Tutto questo per dire che da stronG a stronZ è un attimo...

lunedì 13 giugno 2022

Il mio lunghissim(issim)o di corsa

Torno dopo molto tempo a parlare di miei allenamenti, e non dei ragazzi che alleno.

Un tale ritorno è dovuto, come potrete immaginare, da una cazzata, una di quelle che avrei sbroccato se l'avesse fatta un mio atleta.

Allenamento previsto: 2h45' di corsa.

Quando devo correre molto tempo, preferisco allungare attraverso strade che non percorrro abitualmente, soprattutto per distrarmi un po'.

Sabato invece di andare verso il centro di Tivoli, o decido di girare in direzione opposta, seguendo la Tiburtina verso Vicovaro.

Il fatto è che le gambe giravano molto bene e il percorso ombreggiato leniva gli effetti del sole di giugno, così, ai piedi della salita di Vicovaro dopo 9km, invece di tornarmene indietro, ho pensato...

"quasi quasi mi faccio il giro di Sambuci" (classico giro dei CICLISTI locali)

Chiaramente ero ben consapevole che mi stavo avventurando in cazzata epica (si per il dislivello notevole da Vicovaro a Ciciliano, sia per il chilometraggio ben più alto di quello previsto), ma accetto il rischio e tiro dritto!

Le prime due rampe vanno alla grande, sto proprio bene!

A San Cosimato faccio una bevuta e riparto, nuova salita all'ombra fino a Sambuci e nuova bevuta.

C'è un'ultima rampetta fino a Ciciliano e poi tutta discesa e falsopiano a scendere fino a Tivoli.

Dov'è la cazzata dunque?

Che dal 20°km finiscono le fontanelle, e quelle poche che ci sono sono tutte a secco: significa fare alemno 15km di caldo (è finità anche l'ombra adesso) totalmente a secco... con 20km già sulle gambe...

Dici ma perchè non elemosini un goccio d'acqua ad un bar? E perchè da Ciciliano a Tivoli, lungo la via Empolitana non c'è un cazzo di bar! 15km dritti sotto il sole in mezzo alla campagna: un'agonia!

Capisco che dovrò gestire bene le energie, perché se mi cedono le gambe è finita, senza telefono in mezzo al nulla.

Ma per fortuna le gambe reggono, nonostante la fatica muscolare che ormai comincia ad irrigidire il corpo e le labbra secche come un serpente a sonagli, arrivo totalmente esausto a Monitola, dove finalmente, a 32km, trovo una fontanella.

A questo punto tiro fuori anche l'unico gel che mi ero protato (che senza acqua non sarebbe mai andato giù) e noto che è un PRE... un fotto PRE del cazzo! vabbè, sempre zuccheri sono!

So che adesso se bevo parecchio mi verrà la nausea, ma non riesco a staccarmi dal getto d'acqua.

E infatti quando riparto ho lo stomaco gonfio e ristagnante: rallento l'andatura, metto i remi in barca e cerco di arrivare a casa in modalità "meno danni possibili".

Chi conosce dove abito, sa comunque che anche per tornare a casa il dislivello è da maglia a pois, ma ogni passo che faccio mi avvicina al traguardo e con questo pensiero continuo a correre.

Quando arrivo a casa il GPS segna 37km con 360mt di dislivello.

Cazzata?

Sicuramente, ma qualcosa di buono c'è anche, però ne parleremo nel prossimo...



lunedì 4 marzo 2019

Cosa NON si impara quando si cade in bici (it's not the fall that hurts, it's when you hit the ground)


Ieri sono caduto con la bici.
In discesa, mentre stavo sulle prolunghe, una buca mi ha fatto saltare la presa dalle dita.
Un braccio è finito giù lungo la ruota, con il corpo mi sono schiacciato sul manubrio e con l'altro mantenevo la presa sull'altra prolunga.
Se mi fossi visto da fuori sarebbe stata una scena comica.
In quella posizione, in discesa,  era impossibile rialzare il corpo con un solo braccio.
Ho continuato per una cinquantina di metri zigzagando con un braccio solo in presa, ben sapendo che non avrei potuto continuare più di tanto senza fare un volo assurdo.
Sapete, quando cadi improvvisamente, tra il trambusto e l'adrenalina ti ritrovi a terra senza capirci niente.
Io invece ho avuto tutto il tempo per capire la finaccia che avrei fatto, e vi assicuro che non è una bella sensazione.
Quanto "finalmente" la bici ha perso il controllo sono voltato in alto e in avanti con tutta la bici e, devo dire, anche con un bello stile.
Se ci fosse stato un giudice a borso strada mi avrebbe dato un bel nove.
Però, come si dice, "it's not the fall that hurts, it's when you hit the ground", e quando arriva il contatto con l'asfalto la botta si fa sentire.
Sull'anca, dove già mi prese una macchina qualche anno fa, su tutto il fianco, coscia e braccio destro, e sulla testa (METTEVEVI SEMPRE 'STO CAZZO DI CASCO!).
Dalla macchina scende una signora con le mani tra i capelli, ma da terra le faccio segno che è tutto ok...

Dopo un po' mi alzo e faccio il controllo della situazione.
Escoriazioni sparse.
Doloretti vari.
Completino bici del Team Panda completamente stracciato.
E soprattutto, il gruppo della bici, che avevo sostituito appena 10 giorni fa perché il precedente si era rotto, completamente piegato.
Tutto questo sapete per dirvi cosa?
Che tutte le manfrine che vi dico sulla passione sana per lo sport, che non dovete mai arrivare al punto che la vostra vita sia condizionata dagli allenamenti e tutte queste altre storie...
Beh, sono cazzate!
Provo ad insegnarvi altro ma il sono il primo dei peccatori.
Perché di tutte queste cose qui sopra, la cosa che mi ha fatto rodere di più il culo è di aver dovuto interrompere l'allenamento.



lunedì 20 agosto 2018

Il mio ferragosto in bici (alzi la mano chi non fa cazzate in bici)


Torno il 14 agosto dopo 10 giorni di vacanza senza bici.
Sto in crisi di astinenza.
Per il 15 pomeriggio sono previste anche piogge ma non mi frega niente.
"Fa un cazzo a me la pioggia!"
Ho troppa voglia di pedalare.
Il menù prevede 4 ore e mezza, con salita al valico dei Colli di Monte Bove.
La giornata è ottima per pedalare.
La salita scorre una bellezza, sembra tutto perfetto.
Arrivo su in cima e mando una foto al mio amico Gabriele di Tagliacozzo.
Dalla foto, che è quella che vedete, si vede qualche nuvola, ma un cielo tutto sommato sereno.
Decido di non riscendere da dove sono salito, ma di fare il giro largo passando appunto per Tagliacozzo.
Mentre comincio a scendere il cielo si rabbuia all'improvviso.
Dopo 8km di discesa, quando ormai non conviene più risalire e tornare per il versante vicino, comincia a piovere.
Una volta arrivato a Tagliacozzo, nel punto più distante da casa, parte il diluvio universale.
Non c'è alcun spiraglio di luce.
So già quello che mi aspetta.
Due ore e mezza di pioggia battente, vento e grandine.
Non stacca un attimo.
Quando mi reimmetto nella Tiburtina, ad un'ora da casa, pneso che ormai il peggio è passato.
Una serie di fulmini comincia ad abbattersi sempre più vicina a me.
Le macchine che incrocio nel senso opposto mi lampeggiano e fanno gesti plateali...


...indicandomi di non proseguire perché la strada è allagata o bloccata da rami caduti.
Direte "ma potevi fermarti da qualche parte, coglione!"
Sì, è vero, ma se state leggendo queste righe sapete benissimo anche voi che queste cazzate sono pane quotidiano per i ciclisti.
Alzi la mano chi tra voi non abbia mai fatto una stronzata del genere...

lunedì 23 luglio 2018

Accorgimenti da adottare nella corsa se dopo dovete partecipare ad un evento

La scorsa settimana ho partecipato ad un matrimonio.
Di pomeriggio.
La mattina, naturalmente, non mi sono privato del mio lungo di corsa.
Non tanto per evitare di saltare un allenamento, ma perché strafogarsi alla cena di un matrimonio dopo un lungo di corsa dà molta più soddisfazione...

Comunque, per motivi di orario, sono andato a correre in un orario particolarmente caldo e per evitare di prendere "un'incocciata di sole" ho indossato un cappellino.
Al contrario, per riparare anche la nuca.
Sì, con "l'apertura" davanti!

Ecco, magari mi sarò anche risparmiato un colpo di sole, ma la mia situazione prima di andare al matrimonio era questa...


giovedì 15 dicembre 2016

Santa Strong


Mi hanno chiamato panda, koala, Messner, e prima o poi dovevo aspettarmi anche questa...
Soprattutto in questo periodo.
Mentre stavo correndo ieri, una bambina indicandomi chiede alla mamma
"Ma è lui Babbo Natale?"
"In realtà ho la barba un po' più scura" rispondo io, ma le verità ormai è un altra e devo farne una ragione.
Ormai sono vecchio, grasso e lento.

 

lunedì 31 agosto 2015

Triathlon autogestito, rimessa economica non indifferente e piccoli piacere.



Il programma di venerdì scorso prevedeva un bell'allenamento su tutte e tre le discipline.
Triathlon autogestito, appunto.


Mi presento alla piscina dell'Aquaniene con body gara, bici e casco.
Una carnevalata fuori stagione
Il travestimento naturalmente non finisce qui.
Dalla borsetta portaoggetti della bici tiro fuori cuffia ed occhialini e in equilibrio sui tacchetti delle scarpe da bici mi avvio verso la corsia della vasca.
La gente mi guarda torvamente (per fortuna stiamo ancora a fine agosto e non c'è il pienone).
Con nonchalance mi butto, avvio il Garmin e comincio a sbracciare.
Dopo la virata di metà allenamento butto un'occhiata al display per vedere il passaggio.
Tutto spento...
Vabbè cazzo, continuo per 1900mt, poi tutto sgocciolante mi avvio verso la bici, rificco cuffia ed occhialini nel contenitore, indosso casco e occhiali, guardo il Garmin e...
Cazzo il Garmin!
Deve essersi scheggiato in qualche occasione, ha il vetro un po' inclinato e da sotto i cristalli si vedono tutte simpatiche bollicine, intervallate da saltuari beeeeeep.
E mo che faccio?
Ah vero, usiamo l'app di Strava sull'iPhone e poi ci preoccupiamo.
Avvio l'applicazione e mi avvio pedalando verso l'uscita.



Il tragitto in bici prosegue apparentemente senza intoppi.
ho sempre usato Strava come software di analisi degli allenamenti ma mai come app gps per l'allenamento.
Ogni tanto controllo che la registrazione della pedalata avvenga correttamente ma non sembrano esserci motivi di preoccupazione.
Ultima frazione ed ultimo dubbio.

Con il semplice orologio che ho al polso (senza gps) non potrei correre 10km esatti.
Sto pensando di correre 45' a sensazione, senza particolari riferimenti sul passo, quando mi ricordo che il body ha una taschina interna.
Ficco l'iPhone nel taschino (naturalmente chiuso in una bustina per non farlo bagnare con il sudore) ed inizio l'ultima fatica, anche di buon umore, per dirla tutta.
Completo l'allenamento e me ne torno a casa.
L'allenamento mi è costato un Garmin, ma dopo tanti anni di utilizzo, ci può anche stare che alla fine abbia tirato le cuoia.
Vado a controllare i dati sul telefono e...
Il prolungato utilizzo del gps me lo ha fuso.
"Temperatura in ebolizione, chiamare i pompieri" mi avvisa il telefonino.
Dopo svariati tentativi di raffreddarlo, i postumi di quel che rimane sono una batteria che regge più o meno 5 minuti nonché wi-fi e blutooth andati a puttane.
Prima cerco di raccogliere tutta la mia famigerata calma zen ma poi, quando riconosco che non sono così incazzato, mi accorgo dell'ennesimo effetto collaterale del triathlon, tanto pericoloso quanto preoccupante.
La triste verità è che il fatto che in tre ore siano andati in fumo circa 1000€ non sia riuscito a togliermi dal viso un sorrisetto ebete che abbiamo, follemente tutti, al termine di un duro allenamento terminato piuttosto bene...



lunedì 25 maggio 2015

Road to Pescara 2015 [Assemblaggio dello zaino meteo inattendibile]


Venerdì scorso avevo in programma una pedalatina semplice la mattina ed un lungo a piedi nel pomeriggio.
Come sempre, sfrutto il pendolarismo Tivoli-Roma, 35km circa, per andare a lavoro alle 6 di mattina.
Per fare questo, l'unico inconveniente è portarsi uno zaino sulle spalle che contenga, necessaire per la doccia, cambio per il lavoro e, in questo caso, completino per il running pomeridiano.
Potete immaginare come il fardello non sia proprio leggerissimo (e non è neanche il problema principale) nè poco ingombrante.
Proprio per agevolare una soluzione a quest'ultimo problema, ho pensato bene di portare solo un paio di scarpe.
Le famigerate Hoka Huaka.
Vabbè, saranno un po' kitsch, ma sotto i kombat non ci stanno malaccio e risparmio un paio di scarpe in meno nello zaino.
Tutto fila filerebbe per il verso giusto...
...a parte il diluvio terrificante, improvviso ed inaspettato, che mi prende dopo mezzora di corsa e chi accompagnerà per ben un'altra ora!
Morale della favola?
Fino alla sera con i piedi zuppi.
La buona notizia, tuttavia, è che a parte un po' di raffreddore il giorno dopo, tutto è passato liscio senza problemi.
Ed oggi può cominciare regolarmente l'ultima settimana di carico per Pescara...

lunedì 16 febbraio 2015

Correre con la febbre



Ok, questo non prendetelo proprio come un consiglio...
Di solito quando gira la febbre, a casa sono il primo ad ammalarmi.
Questa volta, sono dieci giorni che ho mia moglie e i bambini con la febbre ed io stranamente resisto immune.
Venerdì però, i primi segni di cedimento.
Avete presente quando ancora non avete la febbre, ma cominciate ad avvertire un po' di vertigini e le ossa che fanno male?
Ecco.
Però in programma c'era un allenamento piuttosto impegnativo - 3x7000 per i curiosi - quindi, forse, sarebbe stato meglio aspettare di essere al meglio per affrontarlo.
Sì, sto cazzo.
E se poi poi mi prende la febbre alta e devo stare parecchi giorni a letto quando lo recupero l'allenamento?
Infilo le scarpe e via.
Naturalmente, dopo il primo 7000 sono morto.
A pezzi, dolorante e vaneggiante.
Finito l'allenamento sono un fuoco bollente e la testa mi scoppia.
Gia penso di scrivere sul blog di quanto sono stato coglione, anche se intanto mi sono tolto dai coglioni l'allenamento.
La notte, invece, a letto faccio una sudata che inzuppo tutte le lenzuola e la mattina dopo, fresco e nuovo ed in splendida forma.
La morale di questa storia?
Boh, non c'ho capito un cazzo, magari spiegatela voi a me...

mercoledì 5 marzo 2014

Quelle cazzo di braccia!

Ormai quando il mercoledì c'è il ritrovo in pista per l'allenamento di gruppo di Zona Cambio, la frase rituale è diventata "Strong! Le braccia!!!!"
Dopo secoli sono riuscito finalmente a sistemare un po' le gambe.
Non ho più quella corsa brutta seduta e riesco addirittura ad andare in spinta (almeno finchè non sono troppo affaticato).
Le braccia, tuttavia, non ne vogliono sapere.
Ogni volta che mi alleno al campo devo sopportare i continui rimbrotti di coach Diego...
"Muovi quelle cazzo di braccia"
"Me pari un tronco!"
"Me pari l'omino de Runtastic"
Ormai sembra diventato lo sport nazionale, anche durante il riscaldamento i miei "amici" ogni tanto si avvicinano e mi dicono "Strooooong... le braccia"
La scorsa settimana il coach s'è andato pure a spizzà le foto su internet di una gara per farmi vedere quanto sono brutto mentre corro con quelle braccia.
E così, durante le gare, adesso devo anche controllare dove cazzo si mettono i fotografi e mettermi bene in posa con le braccia a posto appena li vedo.
Che finaccia...


 l'omino Panda     VS     l'omino Runtastic

venerdì 21 febbraio 2014

Il cojone col panda in testa


A volte ti ritrovi in chat di WhatsApp (il cui titolo è abbastanza emblematico della gente che ci gravita) in cui qualcuno può non conoscere gli altri inseriti nel gruppo.
Se sei uno che non si offende e sta al gioco possono uscire belel conversazioni...

1) le frasi in verde naturalmente sono le mie che sto al gioco...)
2) Roberto "frecciasarda" Tedde è un triatleta che da anni gareggia con ottimi risultati a livello nazionale ed internazionale ed ha tutto il diritto dinon sapere chi sia uno idiota che fa finta di gareggiare da tre anni
 



 
Poi però quegli altri cacasotto gliel'hanno detto e ci siamo persi quella che poteva diventare la parte migliore...
Vabbè, a 'sto punto tocca inserire nel gruppo qualcun altro che non mi conosce e cominciare a parlare di quel cojone col panda in testa...
 
 
 
 

martedì 21 maggio 2013

Emuli del "Superbotto" (DON'T TRY THIS AT HOME)

Esattamente un anno fa, al Triathlon Sprint di Trevignano, mi cimentavo in questo "superbotto"...



Tale padre, tale figlio.
A distanza di un anno, mio figlio ricalca esattamente le orme del papà!

Infine, il mio amico e compagno di allenamenti Antonello, invidioso del mio volo angelico del 2012, nella stessa gara, allo stesso punto, ha cercato di emulare le mie spavalde gesta.
Quando i tuoi amici ti seguono anche in questo so' soddisfazioni!





lunedì 5 novembre 2012

Se ci si dimentica le scarpe da bici...


Sabato pomeriggio.
Hai staccato dal lavoro e sei pronto per cambiarti, vestirti da ciclista e tornartene a casa in bici.
Metti i pantaloncino, maglietta, casco occhiali, scar...
Cazzo le scarpe!
E adesso?

  1. ritorno col treno, ma arriverò a casa almeno alle 4 e addio allenamento
  2. mi faccio venire a prendere a Roma con la macchina da mia moglie, ma perchè farle fare 35km+35km di ritorno per arrivare a casa comunque alle 3 e quindi ridurre l'allenamento (per il buio, più che altro..)
  3. mi faccio 35km con lesneakers sui pedali a sgancio rapido...
La risposta già la sapete, no?

Il dubbio che mi rimane è se è stato più difficile spingere su quei pedali sui 4km della salita di Tivoli, con la scarpa che scivolava, oppure l'evitare in ogni modo di incrociare altri ciclisti per non fare la figura di merda del ciclista della domenica che va in bici con le scarpe da ginnastica...

Eh, ma una volta arrivato a casa e fatto il cambio di scarpe volavo, cazzo se volavo!

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