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martedì 27 ottobre 2026

Il mio Triathlon Sprint Sabaudia 2026: chiudiamo in bellezza la stagione!

Ok, rovino subito il finale: l'ultima gara della stagione non poteva chiudersi meglio. 

Ancora una volta mi ritrovo a partire in seconda batteria, ed il ritardo elevato rispetto alla prima mi fa immaginare da subito di abbanbdonare ogni velleità di classifica.

 

Se sulla distanza olimpica di Ostia sono riuscito a recuperare con il nuoto il gap di svantaggio, sono sicuro che i 750mt dello sprint, tanto più con un mare agitato che appiattisce le differenze tecniche, non mi permettono di fare grandi recuperi.

In realtà poi, dati alla mano, ho fatto un'ottima prestazione che mi ha riportato sotto gli ultimi della prima batteria e mi ha consentito di entrare in un nel gruppetto in bici. E proprio una scelta vincente nella frazione ciclistica mi ha consentito di "girare" la gara.
All'uscita della T1, c'è un altro atleta che mi si aggancia subito e mi stacca. E' indubbiamente molto più forte di me in bici: provo ad alzarmi sui pedali per tenerlo ma non ce la faccio e decido di aspettare qualcun altro.

Poi però vedo che a 20mt, aggancia un altro ciclista e la loro andatura rimane stabile. E' vero che non perdo nè guadagno, ma è vero anche per chiudere 20mt devo fare uno sforzo notevole che potrei pagare in maniera devastante.

Vabbè ci provo. Un minuto di forcing che stavo quasi rivomintando il cuore ma mi riesco ad agganciare. Da lì in poco raggiungiamo qualche altro elemente e intorno al 4°km si forma il gruppo definitivo che proseguirà ad ottima andatura fino alla T2. Ho preso ilt reno giusto!
 

E poi la corsa come al mio solito: regolare senza strappi per 4km e progressione all'ultimo. Ancora una volta, partendo in seconda batteria non ho riferimenti diretti con i miei rivali di categoria, ma le sensazioni comunque sono buone.


E all'arrivo c'è anche la conferma della classifica: 1° di categoria e una stagione chiusa in crescendo con due secondi posti e un gradino più alto.

E con queste premesse, direi che per il 2027 vale la pena continuare a spingere... 


 

martedì 13 ottobre 2026

Il mio Triathlon Olimpico di Ostia 2026

Solitamente chiudo la mia stagione con un triathlon olimpico e quest'anno la cornice ideale è la mstorica gara del triathlon olimpico di Ostia.

Nonostante una seconda parte di stagione dove non ho potuto allenarmi con un volume adeguato, arrivo a questa gara in buone condizioni.

La seconda batteria di partenza (quest'anno ho pagato un basso rank per il poco nuemro di gare dell'anno precedente) che dovrebbe penalizzarmi, alla fine è il fatto che mi permette di ottenere una gara molto soddisfacente.

Grazie a un ottimo nuoto, riesco infatti a riportarmi sul gruppo centrale della prima batteria, partita un paio di minuti prima di me, sfruttando così un gruppo in bici sempre più numeroso giro dopo giro, che mi consente di gestire al meglio la fatica.

E infatti quando comincio a correre, le sensazioni sono buone da subito.

Non avendo tuttavia ancora dei ritmi velocissimi nelle gambe, imposto come al mio solito una corsa in progressione, e proprio quella progressione mi permettera di recuperare molte posizioni fino al secondo posto di categoria davanti per soli 3" al mio compagno di squadra Matteo DL, artefici di una altrettanto bellissima prestaizone!

Prestazione, tra l'altro, di tutto il Team Panda, non solo con il 5°posto assoluto (1° cat) di Giacomo e 2°post di cat. di Eleonora, ma con tutti i ragazzi presenti che fanno la forza di questa squadra: Matteo V.  e Paolo, con le loro eccellenti prestazioni penalizzata dalla partenza in 2^batteria, Stefano "Batman" sempre al servizio della squadra anche con il supporto del camper, Adriano alla sua seconda gara assoluta e il nostro Marco che piano piano si sta innamorando di tutte e tre le frazioni di questo meraviglioso sport!

Daje panda, daje tutti! 

 
 
 


 

 

 

martedì 28 luglio 2026

Il mio triathlon Sprint Bracciano 2026: superato (con merito) dall'allievo!

 

Era dal 2021 che non gareggiavo in uno sprint e tornare a indossare il pettorale nella distanza più breve del triathlon mi ha regalato nuovamente un'esperienza decisamente divertente e rilassata che fa sempre bene, oltre all'opportunità di rivedere tanti amici che non incontravo da tempo.

La giornata è perfetta per gareggiare e la partenza di prima mattina, anche per una gara sprint, consente anche di non impattare sulla domenica: ottima scelta!

Arrivo in discrete condizioni a questa gara, sebbene il fatto di non gareggiare da anni in questa categoria mi porta ad una partenza in seconda batteria che in qualche modo non mi consentirà di beneficiare al meglio di un'efficiente scia nei migliori gruppi di nuoto e ciclismo.


Di fatto, comunque riesco comunque ad impostare una gara regolare sia nel nuoto, abbastanza in solitaria, sia nel ciclismo, dove con un gruppetto di 4-5 persone manteniamo una discreta andatura, seppur perdendo un paio di minuti fondamentali dai gruppi di testa.


 Sulla corsa mi sento bene, ma non avevndo un passo veloce decido di impostarla in progressione.

4 giri da 1200mt ciascuno fatti ognuno più veloce del precedente, esattamente come volevo.

Ne esce fuori una gara decisamente soddisfacente per me che chiudo al 2° posto di categoria dietro a Matteo, atleta del Team panda che alleno e che conquista il primo posto con una gara eccellente, sugellata con una gran corsa.

Arrivare dietro un ragazzo che alleno resta l'unico caso in cui arrivare secondi mi rende  più felice che vincere.

Il che, naturalmente, non significa che non sia io stesso il primo a tiragli il collo alla prossima occasione! 


 

mercoledì 17 giugno 2026

Il mio 15° IronMan (la magia di Klagenfurt e una squadra meravigliosa)

 


Dico la verità quando affermo che al quindicesimo IronMan, con l'età che avanza e la consapevolezza di non poter raggiungere più la migliore condizione atletica (o il "prime" come si dice oggi), non è affatto scontato avere la motivazione di preparare e gareggiare in un contesto sportivo che richiede tempo, spazio e fatica.

Ci sarebbe pure quell'aria da chiusura di un cerchio, visto che Klagenfurt è stato il mio primo Ironman nel 2013. 

La mia motivazione ormai l'ho costruita nel creare un contesto umano e personale altamente emozionante dentro il quale vivere appunto questo viaggio, che è quello del Team Panda, quello di una squadra fatta da persone stupende, persone sempre serene e con l'animo buono, persone con un cuore enorme che sanno gioire per le gioie dei loro compagni.

E quando si organizza una trasferta di 20 atleti più famiglie al seguito, cene di gruppo, caffè collettivi, e zona cambio tutti vicini per essere stato "The Biggest TriClub Racing", chi cazzo ha bisogno di altre motivazioni?

La strategia della mia gara era semplice: quest'anno in preparazione di un Ultra Trail ho pedalato pochissimo, quindi gestistire più che si può in bici per poter poi esprimermi bene nella corsa.

Il nuoto non è mai stato un problema per me: nei 14 IronMan precedenti ho sempre nuotato tra 57' e 1h05" e anche in questa gara chiudo la prima frazione in 1h04'.

In bici ora c'è da stare concentrati.
Naturalmente, in un IronMan per quanto si cerchi (almeno chi vuole) di evitare la scia, capita comunque di fare qualche centinaio di metri infilato in qualche gruppetto. Ecco, non è questo il caso.
180km tutti da solo ma gestiti estremamente bene, con 175w e cuore sempre in controllo: sicuramente avrei potuto dare di più ma l'ultima cosa che volevo era correre in sofferenza.

E infatti va tutto secondo i piani: corro serenamente senza problemi a 5'20" godendomi pubblico e compagni di squadra che incrocio.
Questa è la mia vera forza, il sorriso di tutti gli atleti del Team Panda che stanno andando a conquistarsi la propria medaglia: le fantastiche prestazioni di Alessio, Paolo, Stefano e Domenico, i 4 esordienti assoluti Edoardo, Domenico, Giorgio e Riccardo, e tutti gli altri veterani che lottano con orgoglio.

Tutti tranne Matteo, il mio compagno di viaggio, con cui ho condiviso ogni singolo istante di questo viaggio.
Sta facendo una prestazione eccezionale, ma a pochi chilometri del traguardo viene bloccato da un improvviso infortunio. 
Tutto quello che dovevamo dirci ce lo siamo detti di persona e sa bene che quello che ha fatto vale quanto la finishline di tutti gli altri, finishline che attraverserà nuovamente insieme a noi con il sorriso e braccia alzate al prossimo IronMan.

La mia di finishline, questa volta è senza mia moglie, rimasta a casa, ma è come se ci fosse, lì sugli spalti a pèassarmi il cappellino da panda.

E allora, anche se materialmente quel cappellino non posso indossarlo, alzo le mani dietro la testa, come se fossero le orecchie del Panda.

E la magia c'è ancora tutta.
Anche dopo tutta quella fatica.
Anche dopo quindici IronMan.

lunedì 18 maggio 2026

Il mio Long Trail dei Monti Simburini 2026 (48km D+3000)

 

Che sarebbe stata una gran faticcaccia lo sapevo.

Ma sapevo con altettanta certezza che ne sarebbe valsa la pena.

Il mio esordio nel mondo dell'Ultra Trail è andato esattamente come previsto, dal tempo che avevo stimato in base ai miei allenamenti, agli neluttabili acciacchi con i quali avrei finito la gara, fino alla meraviglia di un percorso da mozzare il fiato sia per la durezza che, ancor di più, per la bellezza, sempre organizzato in maniera eccellente da Antonio Orlandi e il suo gruppo che ancora una volta valorizzano il territorio nel modo migliore. 

La prima parte i discesa in mezzo al bosco vola via in un attimo, ma è solo l'inizio.

Da Vallepietra le cose cominciano a farsi serie, con la lunghissima salita che ci porterà prima al Santuario della SS. Trinità, sotto alla imponente rupe dell'aratro e poi ancora, dopo esserci ricongiunti con il percorso del medium Trail, fino a Monte Autore, dove a quota 1885mt troviamo ancora sprazzi di neve.

La fatica qui è già rilevante, ma il panorama che ci regalano "Le Vedute" è uno di quei momenti che io chiamo "Right here Right Now", ovvero il luogo e l'attimo in cuiti sei allenato per mesi per essere proprio lì.

Nei prossimi tratti in discesa, decisamente fangosi, non avendo ancora grandi capacità tecniche da trail runner penso soprattutto a non commettere errori, anche a costo di perdere qualche minuto.

Dopo una quindicina di chilometri di saliscendi c'è l'ultimo discesose di giornata che ci porterà quasi a Subiaco, con 35km di gara alle spalle e i 15km finali durissimi quasi tutti di salita.

Gli eserti mi avevano detto che la gara si fa da questo punto e decido di non forzare gestendo sempre le forze.

Ma più che dal punto di vista fisico (o meglio, oltre che dal punto di vista fisico), qui subentra anche  l'aspetto mentale, perchè dopo aver superato un paio di persone all'attacco della salita, non vedrò più altri atleti nè prima nè dietro di me.

Altre due ore e mezzo di gara in solitaria tra boschi, rocce e paesaggi spettacolari.

Nei rari tratti di falso piano a scendere riesco a correre ancora decentemente, ma i sentieri sconnessi e rocciosi uniti alla stanchezza accumulata rallentano decisamente il mio ritmo.

Quando mancano ormai 3km e la strada torna a risalire in maniera importante le forze ci sono ancora e il passo in salita è solido e costante.

Taglio il traguardo poco sopra le 8 ore, a metà classifica, esattamente in linea con le mie aspettative di una gara da 8h30'/9h.

E dopo l'arrivo, dopo gli abbracci con gli amici, arriva il premio più bello.

La medaglia?

Anche, ma in questo caso mi riferivo al caldo piatto di pasta e ceci che in 5 minuti mi ha rifocillato corpo, testa e anima.


 

martedì 23 settembre 2025

Il mio IronMan Italy 2025: ne vale SEMPRE la pena!

Sono quattordici.

Quattordici IronMan che ho concluso.

La distanza è sempre la stessa, 3.8km di nuoto, 180km di bici e 42km di corsa, ma ogni volta è una storia diversa.

La cosa più difficile è, o meglio sarebbe, la voglia di trovare ancora la motivazione di allenarsi con costanza ogni giorno, di abbracciare la fatica in gara, di rinunciare (ogni tanto eh) a qualche piacere quotidiano per cercare una prestazione della quale non importerà  niente a nessuno.

Ho già avuto la soddisfazione di fare un IronMan sotto le 10 ore, una qualifica e partecipazione al World Championship IronMan e la consapevolezza che raggiungere nuovamente quei risultati necessiterebbe di una dedizione che adesso non mi va e non sarei in grado di mettere in gioco.

Anche quest'anno, le mie energie emotive erano concentrate tutte sul mio primo Extreme IronMan, concluso brillantemente a luglio, dopo il quale mi sono concesso, meritatamente, riposo e qualche serata al pub di troppo.

Ma non mi sono mai permesso di sottovalutare l'approccio a questo ad un IronMan, neanche se è il quattordicesimo, neanche se è relativamente "piatto" e da affrontare senza particolari obiettivi.

Per questo in questo racconto non parlerò di prestazioni, del nuoto come una tavola, della bici forzata ben oltre le mie aspettative, delle fasi altalenanti che ho vissuto in corsa, perché la cosa che davvero mi regala la più grande gioia è vedere tutti i ragazzi entrati nel mondo del triathlon attratti dallo spirito del Team Panda, terminare la propria gara col sorriso e la voglia di vivere il gruppo, di farne parte aldilà dello sport.

Per me questa è una vittoria reale, di qualità, che ho sempre sognato da quando ho deciso di raccontare il triathlon.

E ognuno di questi ragazzi mi sta ripagando nel modo più bello, diventando a propria volta un esempio di ispirazione per altri.

Quando ognuno condivide i propri sentimenti, le proprie debolezze, le proprie gioie, si crea un gruppo, una squadra, un team, una famiglia, chiamatela come cazzo vi pare, forte e invincibile.

E quando si diventa uniti e invincibili, ci si accorge che ne è valsa la pena.

Di qualsiasi cosa abbiate messo sul piatto.

lunedì 15 settembre 2025

La mia Corsa delle 3 Ville 2025

 


Non c'è niente di meglio della Corsa delle 3 Ville come ultimo allenamento a una settimana dall'IronMan.

Una quindicina di  chilometri (compreso il riscaldamento), la giusta salita per avere anche un richiamo di forza, una gestione ottimale in progressione e, ultimo ma non per importanza, il fattore logistico di avere una gara in ccasa.

Se poi è organizzata benissimo allora è impossibile mancare.

Conosce benissimo il percorso e mi risparmio per i primi 6km (ho gradito molto la variante con l'ingresso a Villa Adriana sullo sterrato e la discesa su asfalto, molto più sicuro)  in attesa della salita che porta a Tivoli e dei gradoni con cui ci si arrampica attraverso Villa d'Este. 

Una volta in cima, mi sono buttato a 3'25" nei 2km finali (chiaramente in  discesa), recuperando qualche posizione in modo da poter addirittura portarmi a casa due bottiglie di vino come  premo di categoria.

Le occasione per stapparle e festeggiare, sicuramente non mancheranno.

 

 

martedì 22 luglio 2025

Il mio EagleXMan 2025: da Strong a Xtrong

 

Ho sempre guardato con un certo rispetto gli Extreme IronMan, ritenendoli un tipo di gara che, a prescindere dal livello di preparazione, necessitassero anche di una solida base di esperienza.

C'ho messo 12 IronMan per raggiungere questa consapevolezza, ma al



la fine  il momento di cominciare questa nuova avventura è arrivato, e come tutte le nuove avventure è tornata quella adrenalina a ridosso della gara.

Di che gara stiamo parlando?

Dell'EagleXMan: 3800mt di nuoto con partenza al buoi alle 5 di mattino al lago di Campotosto, 180km con 4000mt di dislivello raggiungendo Campo Imperatore e i monti della Laga,  e per gradire 42km finali di corsa di cui 36 sterrati con 1000mt di dislivello, e gli ultimi 6km vertical con altrettanti 1000mt di dislivello.

Molti la chiamerebbero follia, io lo definisco uno spettacolo. 

Una gara del genere richiede, oltre una organizzazione logistica e tattica degna di una spedizione, anche il supporto obbligatorio per alcune fasi della gara.

Alessio, come leggerete in seguito, non è stato un supporto ma un angelo custode.

La partenza al sorgere del sole, al buio, è stato un momento magico, uno di quei momenti dove mentre stai aspettando il fischio dello start, pensi "è esattamente dove voglio stare in questo momento".

 

Anche di notte, il nuoto è una frazione dove sto completamente a mio agio. Un paio di atleti schizzano avanti aprendo la traiettoria e subito dopo ci sono io con un gruppetto di altre due atleti. 

Esco dall'acqua in 1h05', esattamente in linea con i miei tempi del nuoto su questa distanza, con un'ottima posizione. Mi aspettavo anche questo, perchè questo tipo di gare sono partecipate soprattutto da ciclisti forti che hanno tutto il tempo di recuperare quanto hanno perso nel nuoto.

Alessio mi attende in T1 e mi consiglia di mettere solo l'antivento senza manicotti: scelta azzeccatissima.

La parola d'ordine della frazione ciclistica era solo una: gestisci.

Sapevo che mi avrebbero ripreso in tanti ma dovevo sforzarmi di non seguirli e proseguire del mio passo, perchè sarebbe stato l'unico modo per finire degnamente una gara della quale prevedevo una durata di 18 ore circa. 

Prima fase abbastanza regolare, poi si entra dopo Assergi in un tratto di strada quasi sterrata, coin un cemento rovinato e le pendenze cominciano a salire.

Per fortuna dopo 5-6km ci rimmettiamo sulla strada principale, sempre in salita, ma sullo stesso percorso di chi sta affrontando la gara sulla mezza distanza, e incrociare altri atleti è sempre piacevole per il morale.

Quando arrivo al 55km comincia la salita verso Campo Imperatore, la vetta più alta della giornata.

Qui la salita comincia davvero a essere dura e col senno di poi avrei portato qualche dente in più ai miei rapporti.

Però proprio quando sto scollinando in vetta mi arriva una bella botta di morale: nonostante avessi gestito bene e andassi piano, verso la fine della salita ho ripreso un bel po' di ciclisti che mi avevano superato nei primi km.

  

Non che stessi facendo gara sugli altri (non è proprio il modo migliore di impostare l'EagleXMan), ma comunque una conferma che la gestione sta funzionando.

Da Campo Imperatore, al km 70, si prosegue per oltre 50km in discesa o falsopiano a scendere fino ad Ofena.

Qui siamo al km 130, siamo a mezzogiorno, il caldo comincia a picchiare senza tragua, e ci aspettano 40km ininterrotti di salita senza ombra attraverso Santo Stefano di Sessanio, Rocca Calascio, e di nuovo il bivio di Campo Imperatore: uno dei momenti chiave di tutta la gara.

Alessio si fa trovare fermo con la macchina di supporto ogni 2km, chiedendomi di cosa necessitatti al ristoro successivo, spostandosi velocemente di altri 2km e facendosi trovare pronto con quanto da me richiesto.

Ecco, ho scritto questo per farvi capire come ho impostato tatticamente questa salita di 40km, ma Alessio questa routine l'ha fatta per tutti i 180km della mia frazione.

Imposto un passo regolare, ci superiamo a vincenda con altri 3-4 atleti e poi li stacco.

Siamo a 3/4 della salita, il momento di massimo sforzo, sotto un sole a picco, ma sto benissimo.

Si avvicina Alessio con la macchina e michiede come va, e rispondo "Tienimi a freno, sto nel flow! Non sento più la fatica!"

Si mette a ridere e proseguiamo. 

L'ultimo pezzo è davvero fastidioso in aperta montagna con un violento vento contro, però sono gli ultimi km prima di una breve discesa che ci porta in T2.

Mentre preparo la transizione con l'abbigliamento da corsa, Alessio lascia la macchina e prende la MTB per seguirmi lungo l'ultima frazione. 

Check generale nel rpimo km di corsa: buono... tutto in ordine.

Ci sono subito 3km in discesa sterrata tra i campi e supero un atleta.

Poi 3km sempre in mezzo ai campi in falsopiano dove ne supero un altro.

Ora arriva la parte ripida, sempre sterrata, che porta al Santurario di S.Pietro Ienca, un luogo davvero suggestivo che conosco bene.

Decido di affrotnare questi 3km con una camminata veloce senza forzare più di tanto.

Scelta azzeccata, perchè dalla cima del Santuario c'è un tratto asfaltato di 4-5km in leggera discesa dove riesco a tenere un passo anche di 4'30", dove supero un altro atleta.


 Ultimo pezzo prima della fine del giro, di nuovo in salita, ma dentro un boschetto all'ombra, quasi piacevole. 

Anche qui prevalentemente proseguo con camminata veloce e ne supero un altro.

Alessio vede che sto bene e mi dice: "Ste io mi risparmierei tutto il pezzo sterrato di sotto dove si fa fatica anche con la MTB e ti aspetto al Santuario ok?".
Prima gli dico va bene, poi però gli confesso che mi sentirei più sicuro con lui al seguito.
So che è un pezzo tremendo per lui, dove in alcuni casi deve scendere dalla bici e spingerla a mano, però evidentemente qualcosa mi sentivo perchè a metà del secondo giro si spegne la luce.

Avevo piano piano allungato i tempi dell'alimentazione e idratazione perchè avevo lo stomaco che cominciava a borbottare e alla fine il conto è arrivato.

Faccio davvero fatica a proseguire sullo sterrato e i pezzi in cui cammino sono sempre più lunghi rispetto alla corsa.

Prendo a fatica un paio di gel, che accuso a livello intestinale ma mi permettono di recuperare un po' di forze, e infatti  dopo aver superato nuovamente il Santuario, in discesa riprendo un passo discreto.

Gestisco la salita del boschetto e mi ritrovo finalmente di nuovo in T2, pronto per il vertical finale.

Quando facciamo il controllo materiale, vediamo arrivare anche i nostri compagni di squadra Paolo, che sta gareggiando e Domenico il suo supporter.


L'idea di affrontare i 6km di vertical fianli insieme è una bella botta per il morale... finche Paolo non comincia a fare l'andatura.

Pensavo che la crisi fosse superata, invece sono ancora completamente disidratato.

Nonostante il primo km è dentro il bosco e sono le 19:30, continuo a sudare senza sosta e sto in affanno.

"Andate avanti da soli perchè vi rallento" dico, ma Paolo e Domenico insistono per andare su insieme.

Mi sforzo di prendere un altro gel, Paolo mi dà i suoi bastoncini, e mi metto io fare l'andatura col mio passo.

E grazie a Dio, al 2°km la crisi è passata.

Ora saliamo a buon passo, senza fermarci mai, godendoci anche il panorama.

Alessio controlla la classifica e ci dice che siamo noni.

Noni?

Top ten?

é una carica di adrenalina assurda. 

Al 3°km riprendiamo e superiamo un altro atleta.

E poi arriva il 4°km dove ci avevano avvisato che c'era un fontanile dove riprendere energie prima di quello che sarà il chilometro più duro.

Stiamo talmente bene che decidiamo di non fermarci enanche al fontanile e tiriamo dritti.

Effettivamente questo tratto è davvero impegnativo, ma lo affrontiamo con la consapevolezza che sarà l'ultima fatica.

Al 5° e ultimo km ci accoglie un fotografo ufficiale della gara.

Ci mettiamo in posa e ci godiamo il momento: è buio, i contorni dei monti sono accennato da un leggero bagliore e di sotto si vedono lontane le luci di paesi come se fossero parte di un presepe.

E' un momento speciale e ci prendiamo tutto il tempo per godercelo.

Accendiamo el lampade e affrontiamo l'ultimo km dove si alternano salite a tratti anche in dsicesa dove riprendiamo a correre.

E dopo la curva si vedono le luci e si sente la musica dell'arrivo.

La voce di Daddo che annuncia in distanza in nostri nomi riecheggia per tutto il costone.

Ci fermiamo, abbracciamo e passiamo la finishline tutti insieme.

Chiamatelo come vi pare: viaggio, gara, traguardo... va bene tutto, ma l'unica cosa che conta è che lassù, su quella montagna, ci abbiamo lasciato un pezzettino di cuore.

E, prima o poi, torneremo a riprendercelo.

martedì 27 maggio 2025

La mia Maratonina di Villa Adriana 2025


Puoi avere qualsiasi forma, puoi preparare qualsiasi gara, ma le gare podistiche vicino casa cerco sempre di onorarle.

L'edizione 2025 della Maratonina di Villa Adriana presenta un percorso ancor più impegnativo degli altri anni, con un buon 80% di sterrato (molto del quale fangoso) e 220mt di dilivello su 11km.

La mia tattica per queste gare di passaggiop nella preparazione IronMan (che ho tra due mesi) è sempre la stessa: partenza contrallata e finale spinto.

Partenza quanto mai controllata perchè sento nelle gambe ancora un po' di affaticamento per 5 ore di bici del giorno prima, soprattutto sulla coscia sinistra.

 Però a parte un po' di ritmo imballato, le  sensaizoni generali sono buone.

Così, dopo i primi 8km in controllo, decido di spingere.


Il fatto è che in un pezzo in leggero falsopiano a scendere, la gamba cede sul fango e sento la coscia compeltamente bloccata.

Tiro un urlo e faccio un rapido check.

Mi fa male, ma pare brutto non spingere gli ultimi 3km.

(Sì lo so, se avessi avuto un coach mi avrebbe insultato, ma visto che sono il coach di me stesso trovo sempre delle tolleranti giustificazioni alle mie scelte scellerate)

E la mia giustificazione è: ma che cazzo te frega, tanto a caldo la gara la finisci, ci pensiamo dopo!

Vabbè.

Allungo gli ultimi 3km in gloriosa progressione finale che mi fa staccare chi stava con me e riprendere un paio di persone davanti.

Alla fine chiudo 19° su 240 partecipanti.

Contento?

Certo, basta che non mi chiedete come sono arrivatro poi alla macchina. 











martedì 24 settembre 2024

Il mio IronMan Italy 2024: Cum on feel the noize!


Trovare nuovi spunti emozionanti per raccontare il mio dodicesimo IronMan non sarebbe facile.

Non lo sarebbe perchè è stato il mio primo IronMan affrontato senza obiettivi.

Quelli agonistici, di un atleta amatore, li ho già raggiunti: IronMan sotto le 1o ore nel 2022 e finisher all'IronMan World Championship nel 2023.

Per l'impegno che posso e voglioo mettere a disposizione, il massimo raggiungibile è già ottenuto.

Se aggiungiamo a questo che:

1) ho partecipatoa questa gara perchè  ero già iscritto da due anni e posticipata proprio per il Mondiale dell'anno scorso

2) ho rimodulato la mia programmazione annuale diminuendo intensità e volume

...il rischio di prendere sottomano questo IronMan, cosa gravissima, era reale, così come l'eventualità di cedere "di testa" nel corso della gara, laddove fosse mancata una solida motivazione.

Nella prima riga di questo racconto, tuttavia, ho usato il condizionale.. non sarebbe facile.

Ma quando in questo finesettimana di Cervia  c'è la tua squadra, una ventina di amici che indossano i colori del Team Panda, condividendo fatica e sorrisi con te, trovare la voglia di impegnarsi al massimo diventa quasi facile.

Che poi comunque ci sono arrivato ben preparato a questa gara, con l'idea di far bene, e bene alla fine è andata, a cominciare dal nuoto... passano gli anni, i volumi di allenamento, le programmazioni, le mute consentite o meno, ma alla fine il tempo dei miei 3800mt è SEMPRE tra 1h e 1h05'.

E va bene così.

La grande sorpresa è la bici.

Nonostante ho fatto un casino con l'orologio e dopo il nuoto gareggero senza alcun riferimento cronometrico , affronto i 180km in estrema facilità, sottoritmo e senza voglia di faticare eccessivamente, tirando fuori una frazione molto solida per i miei standard, nella quale mi sono divertito a spingere fino all'ultimo metro senza la minima stanchezza (e senza la minima scia, anche se questo ormai è un fattore che, soprattutto quando vedo gli altri, non mi interessa più).

E poi la corsa, quei 42km finali, che affonto da subito con l'idea di godermela.

"Vado facile e mi diverto".

In realtà so bene che, per quanto facile possa andare, alla fine è sempre un gran bucio de culo.

Però sì che mi diverto, ignaro completamente di quale sia il mio tempo di gara.

Scherzo con il pubblico, incito i miei compagni di squadra e altri amici sul percorso e mi godo tutto il rumore della folla lungo quei 100mt finali sul tappeto rosso.

Ma l'emozione più grande, in tutti questi 12 IronMan, è sempre il momento in cui mia moglie mi attende all'arrivo e mi passa il cappellino da Panda.

Perchè alla fine, dopo tutte le emozioni, i traguardi e le medaglie, questo resto: quello con il Panda in testa.

P.S. quando vado a ritirare la bici e mi viene in mente che ancora non ho visto il mio tempo di arrivo, apro l'app e visualizzo 10h21' vicino al mio nome. Capite quando dico che degli IronMan quello che resta nel tempo non è il risultato cronometrico (importante per carità) ma le emozioni... Poi, naturalmente, ognuno sceglie cosa è importante.... alla fine, è sempre una questione di scelte.

lunedì 20 novembre 2023

Il mio Tibur EcoTrail 2023

Ogni domenica vado a correre in mezzo ai boschi della Riserva Naturale del Catillo, quindi gareggiare al Tibur Ecotrail proprio su quei sentieri è quanto mai gara di casa.

Il percorso è tanto stupendo quanto impegnativo, con molti passaggi tecnici  su roccia , sia in salita che in discesa.

La partenza, a ritmo controllato, all'interno di Villa Gregoriana ha sempre il suo fascino, anche se purtrooppo c'è sempre poco tempo per godere gli scorci che offre.

All'uscita della Villa comincia la fatica vera... Nei primi 5km (di 15 totali) alterno corsa e camminata nei tratti più ripidi, cercando sempre di gestire il passo, non essendo uno specialista delle corse in montagna.

A metà gara, nei tratti prevantemente pianeggianti invece riesco ad impostare un bel ritmo, riguadagnando qualche posizione...

...che tuttavia riperderò negli ultimi 2km finali, quando la strada torna in picchiata con tanti passaggi dove preferisco scendere con il freno a mano tirato per evitare cadute.

Chiudo con un discreto 22° posto assoluto, anche se sicuramente questa era l'ultima gara dove mi interessava la classifica.

Ci saranno altri luoghi e tempi dove battagliare.

lunedì 23 ottobre 2023

La mia Corsa delle 3 Ville 2023


Gara, stupenda tra l'altro, organizzata dalla mia squadra podistica sui percorsi dove abitualmente mi alleno.

Come fare a rinunciare?

E poi vengono a gareggiare anche i miei amici Alessio, Matteo e Andrea del Team Panda... insomma, sembra più una festa che un'attività agonistica.

E una festa è, perchè l'atmosfera è davvero rilassata con tante risate pre e post gara.

Certo, poi c'è quell'intervallo di una quarantina di minuti dove bisogna anche faticare (e raccontare) e dunque...

Partenza da Villa Adriana, lascio andare il gruppetto dei primi 10  e si entra subita all'interno della Villa dell'Imperatore, con i soliti zigzag sterrati e in saliscendi.

Ora non vorrei spoilerarvi tutto subito (ma lo farò comunque), perchè sostanzialmente dopo i primi 500mt la mia posizione resterà tale fino all'arrivo.

Comunque, dopo la Villa bisogna ancora tenere il freno a mano perchè la gara di oggi, di 9,5km, presenta gli ultimi due con rampe tremende per salire su a Tivoli.

Come detto, conosco bene queste strade e mollo un po' il ritmo quando la strada comincia ad arrampicarsi per le pendenze del Tempio d'Ercole e all'interno di Villa d'Este.

Lungo i  gradoni che portano alle "Cento Fontane" adotto la stessa tattica dell'anno scorso, cammino per qualche metro (tanto su quelle pendenze a doppia cifra c'è poca differenza con la corsa, e permetto al cuore di riabbassarsi prima del chilometro finale.

E infatti quando la strana rispiana attraverso le vie del centro tiburtino, ho la forza di andare in progressione e chiudere con un bello sprint (inutile, perchè ero solo) la mia gara.

12° assoluto, 2° di categoria e un sorriso grande così!

lunedì 16 ottobre 2023

Il mio Triathlon (o meglio... duathlon) Olimpico di Ostia 2023

 

Mare con troppa corrente e triathlon trasformato in duathlon con distanza atipica: 7km di corsa, 28km di bici e 3km di corsa.

Sento alcuni amici arrivati per gareggiare che rinunciano a partire e per me, che sto a fine stagione con la testa già un po' in vacanza non è una gran motivazione...

Per quando si indossa il pettorale si cerca di onorare la gara per bene, anche se è un torneo di briscola e quindi mi presento determinato sulla linea di partenza.

Il duathlon penalizza anche le miei ambizioni di classifica, perchè il nuoto mi consente sempre di entrare in un bel gruppetto inziziale, ma nonostante questo esce una prima frazione al di sopra delle miei aspettative con 7km a 3'50" di passo.


In bici si forma un bel gruppetto ma ci sono troppi rilanci e cambi di ritmo che mi segano le gambe e decido di mollarlo perchè mi sto cuocendo per bene.

Mi fermo ad aspettare il gruppo seguente, ma arriva solo il mio amico Daniele.

"Ho le gambe lesse, non riesco a darte i cambi" gli di dico subito.

Ma Daniele tira da solo tutto il tempo e mi porta in T2 con un buon passo senza perdere troppo.


Nella corsa finale faccio un 'altro errore un po' da principiante...

Penso di non avere nessuno dietro e me la prendo comoda gestendo (decisamente troppo) il passo, ma ad un chilometro dalla fine mi riprende un po' di gente.

A quel punto vado in progressione che mi permette di riprendermi qualche posizione, con tanto di volata finale dove supero altre due persone.

In realtà, pensando di non essere competitivo con il duathlon non avevo minimamente considerato le posizioni, e scopro con la classifica finale di essere arrivato quarti di categoria, con il terzo ad appena due secondi.

Quantomeno me la sarei potuta giocare, ma per quest'anno va bene così.

E' stata una stagione agonistica molto impegnativa ed ora ho veramente bisogno di riposare un po', anche perchè il prossimo anno c'è già qualche obiettivo decisamente ambizioso.

Quindi, Strong, ora rilassati e goditi il meritato riposo.

martedì 12 settembre 2023

Il mio IronMan World Championship 2023: la medaglia più sofferta ma la più bella

 


Quando ho ottenuto la qualifica per partecipare all'IronMan World Championship 2023 ho avuto in mente una sola cosa.

Godermi ogni singolo secondi questa avventura, stillare ogni singola goccia di quella settimana magica.

E così è stato, dal primo all'ultimo giorno nella meravigliosa Nizza, dal mare, ai negozi, dall'accoglienza della Military Division all'incontro con i Pro, dalla Parade of Nations alle tv e media che pullulavano sulla promenade.

Mi sono goduto ogni momento ed ogni momento era trasfigurato sul sorriso che avevo mentre galleggiavo nelle calde acque della Costa Azzurra, in attesa dello start.

L'ultimo start, perchè la partenza della mia categoria era l'ultima, quasi un'ora dopo i professionisti; solitamente mi piace partire subito per sfruttare al meglio l'adrenalina della gara, ma in un'occasione come questa sicuramente l'eccitazione non manca anche con una partenza ritardata.

Muta vietata e mi piace così, come sempre.

Il percorso è molto lineare, il mare piatto e si nuota bene: nonostante parecchia confusione mentre riprendo numerosi atleti partiti prima, esco in 1h03' solo un minuto in più rispetto al nuoto che avevo fatto qui tre mesi fa, ma con la muta. 


E poi comincia la bici, il piatto forte di Nizza!

C'è tutto quello che mi aspettavo, caldo, salite e vento, ma so come gestire tutto e infatti imposto una andatura sempre in controllo e mai in sofferenza.

Alla prima discesa si spacca il supporto del cambio automatico che comincia a svolazzare ovunque: rapido check, funziona ancora tutto, quindi attorciglio il più possibile i fili e lo lascio penzoloni senza che dia fastidio... problema risolto brillantemente.

Bevo tantissimo, almeno una dozzina di borracce, ma nonostante questo non riesco a fare pipì e questo particolare mi fa scattare un campanello di allarme, ma più di così davvero non riesco ad idratarmi.

Le gambe comunque girano bene, anche nella seconda salita, quella del 120°km, che è un po' la cartina tornasole della situazione generale fino a quel punto.

Continuo a spingere anche negli ultimi 30km in pianura con buone sensazioni... certo il tempo totale è alto, ma il chilometraggio preciso e soprattutto il dislivello rilevante alla fine dei conti presentano il loro totale.


Transizione abbastanza rapida e comincio la corsa, come ultimamente mi capita sempre, con ottime sensazione e, come sempre, mostro ovunque spavalderia...

 

Ma poi...

Poi succede che dopo 5km, si spegne la luce, o meglio, arriva "l'Uomo col Martello", il famoso essere che ti colpisce proprio quando la tua mente sta richiedendo alla gambe più di quello che il corpo possa fornirti.

E poi basta, è crisi, come tante ce ne sono state nello sport e come tante ce ne saranno, e forse rendono più affascinante, perchè quando non si vivono da un po' c'è il rischio di prendersi sempre troppo sul serio.

E allora inserisco la modalità "pilota automatico", passo breve e controllato e pausa ad ogni ristoro perchè oggi il tempo conta fino a un certo punto, oggi il Campionato del Mondo di IronMan e l'unica cosa che voglio è alzare le braccia sotto il traguardo e conquistare la mia medaglia.

Non sono mai arrivato dopo il tramonto in un IronMan ma questa volta lungo gli ultimi 3km è buio.

Alzo lo sguardo e vedo la promenade illuminata sotto un meraviglioso cielo blu che si riflette sullo specchio d'acqua. 

E poi sorrido... perchè una passarella finale così bella non l'avrebbe saputa dipingere neanche Chagall.

Sotto l'arrivo c'è mia moglie e i miei figli che mi passano, come di consueto, il cappellino da Panda, ma in realtà ci sono tutte le tantissime persone che mi vogliono bene e che mi incitano ad ogni gara.

Nizza, ci rivedremo, giusto il tempo di resuscitare.





mercoledì 28 giugno 2023

Il mio decimo IronMan: IronMan France 2023 (ALLEZ MOUSTACHE!)

"Allez Moustache!"

Queste urla hanno risuonato per tutta la mia gara in territoprio francese.

E quando te lo strillano sui tornanti che si arrampicano verso i 18km del Col de l'Êcre, per un po' la fatica scompare e ti sembra di stare al Tour de France!

Prima di arrivare in cima al Col comunque ce n'è voluta di strada...

Il nuoto lo faccio quasi svogliato, non sono concentrato perchè la testa sta già pensando alla frazione ciclistica.

Le bracciate vanno col pilota automatico, l'unica attenzione è per la traiettoria giusta (in un percorso comunqe abbastanza facile) e il ritmo lo tengo sempre basso, chiudendo la prima frazione, come mio solito, in 1h02'.

Quando comincia la bici invece riprendo i comandi e alzo il livello di concentrazione.

Che poi non si può fare altrimenti perchè già in uscita da Nizza ci sono un paio di rampe che ti prendono subito a schiaffi per farti capire cosa ti aspetta in giornata.

La cosa buona è che ho fatto questa gara già nel 2019, quindi gestisco ogni singola pedalata non andando mai in affanno, e la coisa si traduce anche in un apprezzamento notevole del percorso ciclistico.

Nel 2019 ero talmente cotto che non ricordo nulla, adesso invece mi godo ogni singolo tornante in controlo, anche perchè so bene che c'è ancora da scalare il passo di Bézaudun-les-Alpes, un'altra salita di 10km, ma questa volta dopo 120km sulle gambe.

E infatti lì vedo gente che arranca in bici, mentre io sto ancora (relativamente) fresco... Allez Moustache!


Da lì tuttavia, le grandi asperità sono finite... certo, è tutta discesa e pianura, ma comunque parliamo di altri 40km da fare, che non sono mai regalati...

E poi c'è la Maratona finale.

Come sempre, mi bastano i primi 200mt di corsa per capire come sto ed anche oggi le gambe sembrano aver assorbito bene le fatiche della bici, e corro da subito molto bene.

Dopo 20km di corsa però devo aumentare le soste ai ristori: continuo a correre bene, ma ho necessità di bagnarmi in continuazione con ghiaccio e docce gelate per tenere bassa la temperatura del corpo.


All'ultimo giro infatti riprendo a correre meglio ed accorciare nuovamente i tempi delle soste... e posso chiudere in bellezza in 11h07' e di 18° di categoria, con una gara tutta in recupero!

Mia moglie e i ragazzi mi passano il cappellino da Panda ed è già tempo di salutare il pubblico all'arrivo per quello che sarà un arrivederci all'IronMan World Championship di settembre...

"Merci beaucoup Nice, à bientôt!"



 


martedì 25 ottobre 2022

1° di categoria e 8° assoluto al Triathlon Olimpico di Sabaudia: un discreto finale di stagione...

 

E' stato un 2022 agonisticamente esaltante!

Ottima prestazione all'IronMan Klagenfurt, personal best all'IronMan di Cervia con 9h34' e 2° di categoria all'Olimpico di Ostia...

Una stagione così meritava la degna chiusura, e degna chiusura è stata a Sabaudia.

Il mare inizialmente sembra calmo, ma al momento della partenza si alza un'onda fastidiosa che, unitamente ad una imprevista risacca, causerà parecchi problemi a molti nuotatori.


Il mio nuoto invece fila liscio, anche se ho forzato un po' di più rispetto alla mia solita gestione, proprio per non subire il mare mosso.

In bici il primo giro serve soprattutto per formare un gruppetto subito sgretolato da fiammate e rilanci di Taschin.

Forse, avrei potuto tenere la posizione un altro po', ma quegli scatti mi avrebbero cotto totalmente le gambe, così decido di non rispondere.

 

Tanto più che da dietro sta arrivando a gran velocità Marco Accardo...

Appena ci raggiunge, compro un biglietto per l'Accardo Train e mi metto in carrozza fino alla T2.

Non me ne vorrà Marco, ma a quei ritmi dargli cambi costanti per me è impossibile.

E poi si comincia a correre, e come è capitato ad ogni gara quest'anno, corro bene!

Imposto da subito un buon pasto e proprio come ho fatto due settimane fa ad Ostia, a metà gara ne ho per aumentare ancora!


Il finale è esaltante: riprendo addirittura un paio che erano rimasti nel gruppetto di testa in bici e chiudo in spinta anche se non vedo atleti immediatamente davanti o dietro.

8° assoluto e 1° di categoria!

Questo 2022 di triathlon non sarebbe potuto terminare diversamente.

E vi assicuro che questo non è un punto di arrivo... il meglio deve ancora arrivare!

lunedì 10 ottobre 2022

Il mio Triathlon Olimpico di Ostia 2022

 

Visto che la preprazione per l'IronMan è andata decisamente bene, sembra brutto non sfruttare la condizione anche per questi gare di fine ottobre.

L'occasione si presenta con il triathlon olimpico di Ostia, location sove si è svolta la prima gara di triathlon in Italia.

Temperatura dell'acqua alta e nuoto senza muta.

Nella prima parte fino alla boa c'è una fastidiosa corrente che mi obbliga a correggere più volte la traiettoria.

Capisco che sara una frazione impegnativa e penso di stare più indietro del solito ma al secondo giro, quando si sfoltisce il gruppo, vedo che invece sto messo in buona posizione, praticamente nel secondo gruppo di testa.


Dopo una rapida (strano) transizione, dopo un paio di chilometri si forma un bel gruppetto in bici di una decina di persone.

Inizialmente collaboriamo regolarmente, ma dopo il primo giro (di quattro) c'è un tizio con una gamba decisamente migliore di tutti noi che forza in continuazione il ritmo, con frustate ad ogni rilancio. Si fa fatica ad impostare dei cambi regolari, ma il ritmo è sostenuto e va bene un po' a tutti.


Nella seconda transizione risfodero la mia proverbiale cintura nera di lentezza: con le mani ancora sporche di vaselina non riesco a tirare il laccio elastico della scarpa... dopo 20 secondi di incazzatura decido di correre così... 


'sto cazzo! 

Il piede mi sciacqua nella scarpa...devo fermarmi ancora e finalmente riesco a stringerla... adesso posso cominciare a correre!

Decido da subito di impostare un andatura di controllo per andare in progressione nel corso della gara ed effettivamente mi riesce alla perfezione.

In pratica ogni chilometro aumento l'andatura: dopo metà gara comincio a recuperare alcuni che stavano nel mio gruppetto in bici che avevo perso nell'uscita della T2.


Mi ritrovo all'ultimo chilometro che sto correndo a 3'40... e chi cazzo lo avrebbe mai pensato in un olimpico di correre così, soprattutto dopo aver fatto una preprazione finalizzata ai due Ironman!

Chiudo 13° assoluto e 2° di categoria,  mica male, no?

Ora vediamo di campare di rendita un altro paio di settimane e poi si entra nella meritata off season...


 













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