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lunedì 18 ottobre 2021

Everesting Strong (i miei 8848mt tra ciambelle fritte, caffe americani e cieli notturni)



E' chiaro che quel tentativo di Everesting, per quanto ci avesse regalato una giornata indimenticabile e ricca di emozioni, avesse lasciato a me, Walter, Alessio e Matteo una sensazione di qualcosa di non terminato.

Abitando lì vicino, mi capita spesso di salire a San Polo, e ogni volta, la mente si fermava su quei tornati.

Ci siamo più volte ripromessi di rifarlo, abbiamo in qualche occasione provato ad organizzarlo di nuovo, ma per la difficoltà di incastrarlo in un finale di stagione ricco di gare importanti, avevamo deciso di rimandarlo al prossimo.

E poi così, senza pensarci più di tanto, ho notato che tra sabato 16 e domenica 17 ottobre, non c'erano gare, non avevo allenamenti importanti e non erano in programma impegni familiari... che ci faccio con questo weekend?

Non avete bisogno della risposta.

Organizzo tutto sulla "salita di STEFANOLACARSTRONG", segmento di Strava che ha segnato la mia gloriosa carriera ciclistica (Breve storia di questa salita... inziialmente era il mio piccolo "regno", la salita per tornare a casa mia, dove in pratica potevo avere un KOM tranquillo. Con il tempo, vari amici che erano venuti a conoscenza di questo porto franco, sono venuti sfidarmi, e ci siamo tolti più volte reciprocamente il primato, attualmente detenuto da Giacomo).


Tentare l'Everesting su un tratto vicino casa, totalmente illuminato (oltre ad aver fatto tesori degli errori del primo tentativo e dei consigli di "Iron" Marco Accardo), sicuramente ha agevolato logisticamente l'organizzazione di ogni dettaglio.

Mi faccio due conti e penso (spero) di finirlo sulle 21 ore (stima esatta, visto che lo completerò in 20h52') e decido di cominciare alle 4 di mattina, per evitare le "ore pensanti" dall'1 alle 4.

(Vi ricordo le "regole" dell'Everesting: 8848mt di dislivello positivo da coprire in bici, sulla stessa salita, di seguito e senza dormire)

Sto coperto bene e pedalo tagliando i tempi morti (due errori imparati dal primo tentativo), mangio e bevo per quanto possibile sempre sulla bici, fino alle 8.30, quando Alessia mi porta un bella ciambella fritta con the caldo.

Nel frattempo arriva anche Alessio... è venuto esclusivamente per farmi compagnia ed alleviarmi per qualche ora dalla fatica, e i 2000mt di dislivello in sua compagnia volano fin troppo in fretta!

Vado avanti senza problemi fino alle 12.30 quando faccio una sosta per mangiare un po' di pasta.

Nel frattempo gli abitanti di zona cominciano a guardare perplessi questo tizio che ha già fatto fa su e giù per la salita un centinaio di volte.

Le mie ripetute sono scandite da alcuni appuntamenti dove mi concedo qualche pausa un po' più lunga, con qualche piccolo "regalino", un dolcetto, un caffè americano...

Quando arrivo ai 6000mt, il punto dove abbiamo interrotto la volta precedente, mi sento benissimo e mi illudo che ormai il più è fatto.

Naturalmente è una gran cazzata e lo sapevo benissimo, ma in qualche modo bisogna cercare di fregare la mente.

Alle 19 di nuovo un po' di pasta e si ricomincia con il buio.

Ai 7500 arriva un po' di botta: in realtà fisicamente sto benissimo e non ho alcun dolore (tranne alle mani in continua tensione per i freni nelle discese), ma i tempi delle soste cominciare a dilatarsi. Niente di che, 30 secondi di qua, un minuto di là, ma sul tempo totale, ripetuti centinaia di volte si faranno sentire: ormai si va avanti solo a RedBull e caffè!

Nelle ultime 10 salite invece, naturalmente, sparisce la fatica e torna tutta la forza del mondo.

L'ultima salita, l'arrivo, il completamento del mio Everesting, saranno in maniera totalmente diversa dall'IronMan: da solo, all'una di notte, sotto un cielo meravigliosamente blu e nel silenzio totale... non mi serve uno speaker o il pubblico che mi acclama, questa vittoria è tutta per me!

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OK, FINO AD ORA ABBIAMO PARLATO DI CAZZATE, ADESSO LE COSE IMPORTANTI!

Il nostro primo tentativo di Everesting di giugno 2021, era nato e si è sviluppato per un motivo: raccogliere fondi per l'A.GE.PI.

Il mio Everesting, sebbene fatto a qualche mese di distanza, ne è la conseguenza e l'evoluzione, quindi, se avete apprezzato la mia fatica, sarebbe bello che possiate sostenere l'Associazione Gene Piga, che di fatica, VERA, ne fa ogni giorno!

Questa è stata la mia vera vittoria: "Grande Stefano! Abbiamo saputo dell'impresa. Franci non può farlo a voce ma questo è il suo bel sorriso per ringraziarti con tutto il cuore..."

venerdì 4 giugno 2021

Kilimanjaring Panda


Sì, doveva essere un Everesting, ma ci siamo fermati a 6000mt di dislivello.

Tanti piccoli errori di inesperienza ci hanno portato a perdere vari minuti più del previsto nelle pause, e la rimodulazione dell'orario di fine non era più compatibile con i nostri impegni.

Tentativo di Everesting non riuscito?

Poco male, se cercavamo un senso a questa fatica l'abbiamo trovato.

Tentantivo di Everesting non riuscito?

Leggete e poi rispondente.

Io, Walter, Alessioe Matteo partiamo poco prima delle 21... in realtà eravamo pronti già una mezzoretta prima, ma Alessio si scorda il Garmin (niente di che, solo l'attrezzo che avrebbe dovuto certificare la nostra impresa) e aspettiamo la moglie Eleonora che si fa 30km per portarglielo. Naturalmente non è neanche incazzata, perchè sa che con questo ci campa di rendita per almeno due anni in favori da chiedere al marito!

La salita individuata per il tentativo è San Polo mdei Cavalieri lato Tiburtina, 7km per un dislivello medio del 5% circa, da fare una venticinquina di volte, per un totale di 360km circa.

L'occasione, come già condiviso più volte, era raccogliere fondi per l'A.Ge.Pi.

Le prime due salite, naturalmente, volano.

Poi arriva la prima difficoltà: il freddo.

Eravamo tutti attrezzati al meglio, ma il cambio tra vestiario leggero per la salita e quello pesante per la discesa ci prende più tempo del previsto, oltre le sosteper rifollarci con la crostata di Giusy e per la pipì per il freddo ad ogni discesa.

Fino ad una certa ora abbiamo anche il fotografo ufficiale che ci immortala mentre saliamo e scendiamo al buio, ma dopo mezzanotte siamo totalmente soli.

La sensazione è unica e (per noi) mai provata.

Saliamo nel cuore della notte, senza alcun rumore, in mezzo ai boschi illuminati solo dalle nostre luci e dalle stelle, accomapgnati da due volpi e un istrice, e c'è qualcosa di magico in tutto questo.

Il sonno e il freddo, sopratutto dalle 3 alle 4, sono logoranti, ma siamo ancora lucidi per apprezzare e goderci questi momenti indescrivibili.

Facciamo una salita completamente in silenzio, cercando un senso alla nostra fatica.

Alle 4:45 comincia ad albeggiare, e in quel momento scompare ogni fatica: il morale è alle stelle e non vediamo l'ora di continuare.

Altre due salite e ci fermiamo a San Polo a prendere un caffè ad un bar appena aperto.

Alle 8:30 arriva mia moglie con altro caffè e cornetti caldi, altra botta per il morale.

Passa un'altra ora e arrivano tanti altri Panda e amici ciclisti locali per accompagnarci per le salite ed amici e parenti lungo la strada si fermano per acclamarci... uno spettacolo ed un aiuto enorme, i chilometri scorrono senza accorgercene.

E poi al termine di una salita, la 14^ se non sbaglio, su in cima troviamo Chiara dell'A.Ge.Pi. che è venuta a sostenerci con il figlio Francesco. Dovremmo essere noi a regalargli un sorriso ed un'emozione, ma è il contrario.

Ci facciamo una foto insieme, lo abbraccio e gli do un bacio, ma vorrei stringerlo ancora più forte. Un vortice di emozione eche, parlandone durante la discesa con gli altri ragazzi, hanno avuto tutti.

Abbiamo trovato il senso a tutto questo.

Non la gloria personale o l'egocentrismo (che per affrontare una cosa del genere sicuramente erano presenti), ma aver fatto qualcosa, seppur una briciola sola, per Francesco.

Le soste si sono prolungate tantissimo, ci facciamo due conti e vediamo che l'orario di termine andrebbe ben oltre le nostre aspettative, rendendo tutto incompatibile con l'orario lavorativo del giorno seguente.

Matteo e Alessio si fermano dopo 16 salite, io e Walter ne facciamo una in più giusto per raggiungere 6000mt, ma il risultato sostanzialmente non cambia.

Adesso, vorrei ripetere la domanda iniziale,e date voi la risposta...tentativo non riuscito?



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