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lunedì 31 agosto 2015

Triathlon autogestito, rimessa economica non indifferente e piccoli piacere.



Il programma di venerdì scorso prevedeva un bell'allenamento su tutte e tre le discipline.
Triathlon autogestito, appunto.


Mi presento alla piscina dell'Aquaniene con body gara, bici e casco.
Una carnevalata fuori stagione
Il travestimento naturalmente non finisce qui.
Dalla borsetta portaoggetti della bici tiro fuori cuffia ed occhialini e in equilibrio sui tacchetti delle scarpe da bici mi avvio verso la corsia della vasca.
La gente mi guarda torvamente (per fortuna stiamo ancora a fine agosto e non c'è il pienone).
Con nonchalance mi butto, avvio il Garmin e comincio a sbracciare.
Dopo la virata di metà allenamento butto un'occhiata al display per vedere il passaggio.
Tutto spento...
Vabbè cazzo, continuo per 1900mt, poi tutto sgocciolante mi avvio verso la bici, rificco cuffia ed occhialini nel contenitore, indosso casco e occhiali, guardo il Garmin e...
Cazzo il Garmin!
Deve essersi scheggiato in qualche occasione, ha il vetro un po' inclinato e da sotto i cristalli si vedono tutte simpatiche bollicine, intervallate da saltuari beeeeeep.
E mo che faccio?
Ah vero, usiamo l'app di Strava sull'iPhone e poi ci preoccupiamo.
Avvio l'applicazione e mi avvio pedalando verso l'uscita.



Il tragitto in bici prosegue apparentemente senza intoppi.
ho sempre usato Strava come software di analisi degli allenamenti ma mai come app gps per l'allenamento.
Ogni tanto controllo che la registrazione della pedalata avvenga correttamente ma non sembrano esserci motivi di preoccupazione.
Ultima frazione ed ultimo dubbio.

Con il semplice orologio che ho al polso (senza gps) non potrei correre 10km esatti.
Sto pensando di correre 45' a sensazione, senza particolari riferimenti sul passo, quando mi ricordo che il body ha una taschina interna.
Ficco l'iPhone nel taschino (naturalmente chiuso in una bustina per non farlo bagnare con il sudore) ed inizio l'ultima fatica, anche di buon umore, per dirla tutta.
Completo l'allenamento e me ne torno a casa.
L'allenamento mi è costato un Garmin, ma dopo tanti anni di utilizzo, ci può anche stare che alla fine abbia tirato le cuoia.
Vado a controllare i dati sul telefono e...
Il prolungato utilizzo del gps me lo ha fuso.
"Temperatura in ebolizione, chiamare i pompieri" mi avvisa il telefonino.
Dopo svariati tentativi di raffreddarlo, i postumi di quel che rimane sono una batteria che regge più o meno 5 minuti nonché wi-fi e blutooth andati a puttane.
Prima cerco di raccogliere tutta la mia famigerata calma zen ma poi, quando riconosco che non sono così incazzato, mi accorgo dell'ennesimo effetto collaterale del triathlon, tanto pericoloso quanto preoccupante.
La triste verità è che il fatto che in tre ore siano andati in fumo circa 1000€ non sia riuscito a togliermi dal viso un sorrisetto ebete che abbiamo, follemente tutti, al termine di un duro allenamento terminato piuttosto bene...



martedì 30 dicembre 2014

Di pedalate tra amici saltate, grazie ricevute ed autoguarigione


Ho raccontato questa storia 227 volte negli ultimi 3 giorni agli amici che mi hanno chiamato per sapere cosa mi sia successo.
 Il rischio è di diventare anche noioso, ma su questo blog si parla delle mie avventure di nuoto, bici e corsa e dopotutto, quello che mi è successo, è succresso mentre facevo la cosa che mi piace di più, pedalare.
 Sabato 27 dicembre, ore 7.30.
In bici si gela, ma sono contento perchè sto andando a fare una pedalata tranquilla insieme a tanti amici. 
Pedalo tranquillo su una Tiburtina deserta.
Ho l'appuntamento con Piastrella per poi andare insieme verso gli altri amici.
Ma quando attraverso il bivio di Guidonia, un tizio con la macchina pensa bene di non femrarsi allo stop e di prendermi in pieno.
Mentre volavo in aria ho avuto il tempo di pensare "qui finisce male".
Non ho mai perso i sensi, ma di quei frangenti ricordo solo che strillavo un po' di parolacce.
Cado sull'anca ed sento il casco graffiare sull'asfalto.
Il tizio mi viene subito incontro ad aiutarmi.
Io sono bloccato e non riesco a muovermi.
"Stai tranquillo" mi dice "adesso chiamo subito il 911"
E' straniero.
"Siamo in Italia" gli rispondo "devi chiamare il 118"
Prima che compone il numero però arriva fortunatamente un'ambulanza che passava per caso, con una pattuglia dei Carabinieri.
"Scusami, giravo con il vetro completamente appannato e non ti ho visto".
Mi mettono subito dentro l'albulanza e mi portano al pronto soccorso.
In quel momento i miei primi pensieri, nell'ordine, sono stati questi:
- se oggi non pedalo quando li smaltisco i 3kg in più che ho messo durante le feste?
- devo avvertire Piatrella che faccio tardi
- che fine ha fatto la bicicletta?
Una volta in ospedale cominciano a farmi tutti gli accertamenti di rito.
Mi bucano ovunque, anche più del dovuto.
Sembra che non ci sia niente di gravisssimo.
Ok, posso andare a casa.
Mentre mi alzo svengo.
Ok, allora ti fermi e facciamo un'altra flebo.
Faccio la flebo, mi rialzo e svengo.
E così altre due volte.
Mi dispiace non posso dimetterti.
Firmo per la dimissione e me ne vado a casa.
Dopo due ore che sto a casa mi chiamano dall'ospedale.
Torna subito qui, c'è stato un calo dell'emocromo e bisogna vedere se c'è un'emorragia interna.
Torno in ospedale, altri buchi, tac con il contrasto e pare che non ci sia emorragia interna.
Ok, adesso ti ricoveriamo tre giorni per accertamenti.
E forse qui ho fatto la parte dello stronzo, odioso e anche un po' freakkettone...
"Dottorè, non è per mancanza di fiducia, ma il mio corpo guarisce meglio a casa che qui".
Firmo e me ne vado.
E da quel momento, comincio a sentirmi meglio.

lunedì 16 giugno 2014

La sicurezza di pedalare in compagnia

Quando devi fare una bella uscita lunga in bici, e sai che la farai in compagnia di un amico che è anche un medico, stai tranquillo, perché oltre al piacere di una pedalata con un amico, appunto, sai anche che se ti succede qualcosa tipo una caduta a volo d'angelo sull'osso sacro e non ti riesci ad alzare da terra, stai comunque in mani sicure...


mercoledì 16 aprile 2014

La fottuta grandinata che mi bruciato l'iPhone

 
 
Alle 2, quando sono uscito dall'ufficio, mica pioveva.
Anzi, c'era pure il sole.
E manco minacciava.
Tutto tranquillo fino a Guidonia, più o meno a metà strada dei 40km che seprano l'ufficio da casa.
Poi ho visto un lampo che ha bruciato un albero sotto Montecelio, a pochi chilometri di distanza da dove stavo pedalando.
Qui è meglio che muovo le chiappe.
Comincia a diluviare.
Certo, non è la prima sgrullata che prendo e non sarà l'ultima, però tira pure un fortissimo vento contrario e si fa fatica proprio a muoversi.
Incrocio un ciclista che mi strilla "Non andare da quella parte che c'è la grandine!!!"
Vabbè per tornare a casa allora prendo il giro largo per Firenze?
Quando sono zuppo mi ricordo che avevo il telefono nelle tasche posteriori.
Cazzo.
Lo tolgo e lo metto subito nel porta-attrezzi di plastica.
Sembra ancora acceso.
Per sbrigarmi e per cercare di riscaldarmi pedalo il più velocemente possibile e per accorciare il percorso decido di fare la "salitella" di Quintiliolo.
Non smette un attimo.
Quando arrivo a casa sono zuppo e ghiacciato.
Per riprendere la sensibilità ai piedi ci vogliono 35 minuti di doccia bollente.
Vabbè, poco male, penso, almeno il telefono si è salvato.
Lo vado a prendere e vedo lo schermo nero, una pallida mela Apple sullo sfondo e delle scritte minuscole che ripetono codici e parole incomprensibili dalle quali si capisce solo...

error error error error error...

giovedì 24 ottobre 2013

Zona Cambio Style a Santa Marinella

Grandissima prestazione di Zona Cambio a Santa Marinella.
Altre squadre si vantano delle loro prove atletiche, noi ci vantiamo dei sorrisi che regaliamo.

A Cominciare d Enrico "Grisù", che invidioso dei superbotti di stefanolacaraSTRONG e di Antonello, ha voluto cimentarsi anche lui nella spettacolare evoluzione ciclistica!



Continuando con Stefano, da oggi ufficialmente soprannominato "Multilap", che, sprezzante della fatica, ha pensato bene di fare CINQUE giri di bici, contro i QUATTRO previsti...
...accorgendosene solo il giorno dopo...

 

E per finire con Max, che proiettato già alla frazione run, mentre il figlio si stava apprestando a tagliare il traguardo in terza posizione, ha pensato bene di uscire dalla T1 con la bici indossando però le scarpe da corsa...



Se questo non è stile, ditemi voi quale lo è!

Rock'n'Fuckin'Roooooooool!!!!

mercoledì 28 agosto 2013

Un caffè con Biancaneve

Ieri mattina, alle sei in punto sto per uscire da casa con la bici per andare alla stazione di Tivoli.
Mentre apro la prota però noto la ruota anteriore della bici a terra.
Non ho tempo di cambiare la camera d'aria e ci monto su la Mavic ad alto profilo che ho sulla bici da crono.
La giornata sembra proseguire tranquilla.
Appena esco dall'ufficio ho appuntamento con Lucaone per pedalare un po' insieme.
C'è un un sole tiepido che spunta dalle nuvole. Sembra una giornata ideale per pedalare.
Appena usciamo da Roma, comincia a piovere.
La pioggia si trasforma in diluvio.
Con Luca decidiamo di separare le strade, ognuno se ne torna il più velocemente possibile a casa.
Faccio un chilometro e... psssssssss
Buco.
La ruota anteriore.
No.
Non è vero.
Sto sulla "48", strada a scorrimento veloce senza l'ombra di un ponte o qualsiasi altra cosa dove ripararsi.
Pedalo a passo d'uomo, perchè con la ruota a terra il controllo è più che impossibile (ed i 5cm di acqua su cui pedalo non facilitano la cosa).
Zuppo fino alle ossa trovo una villetta isolata i bordi della strada.
C'è un tettino che copre il cancelletto di entrata e mi ficco là sotto.
Prendo la camera d'aria e...
Nooooo! Cazzo, stracazzo, stracazzaccio!
Nella fretta della mattina non ho preso la camera d'aria con la valvola da 80mm per l'alto profilo!
Panico.
Chiamo mio padre chiedendogli di venirmi a prendere.
Sta ad una ventina di chilometri, deve prima passare a casa mia per prendere la mia macchina che è abbastanza grande da ficcarci la bici e poi verrà a prendermi.
Mi rassegno all'idea che dovrò aspettare un'oretta bagnato.
In più c'è il fatto che mio padfre non conosce queste zone, ed infatti sbaglia strada.
Nel frattempo vedendo che la villetta ha una rimessa per la legna, suono al campanello.
Riponde una signora straniera che impietosita mi consente di ficcarmi sotto la legnaia.
Provo a sentire mio padre al telefono...che non funziona.
Non conoscerà queste zone ma perlomeno ho un padre multimediale WhatsAppato che diventa l'unico modo per comunicare...

A rileggere adesso questo dialogo non riesco a smettere di ridere, sembra estrapolato da un film di Totò e Peppino...


Sto fradicio e fermo da un'ora e sto congelando.
Siccome la signora si fida, ma solo fino ad un certo punto, decide di prepararmi un caffè per riscaldarmi, ma me lo passa comunque attraverso le sbarre della finestra...
E così mi ritrovo da solo, infreddolito, in attesa che mio padre trovi la strada, a prendere un caffè insieme a Biancaneve ed i nani che mi guardano compassionevoli sotto la tettoia...

venerdì 19 luglio 2013

Sfiga esaurita in un giorno (e per il resto dell'anno dovrei stare tranquillo)

Ieri me ne torno a casa dall'ufficio in bici.
Roma - Tivoli, 40km, si risparmia un po' di benzina e quando non stai in fase di carico diventa un vero piacere.

Tuttavia può succedere che...

1) Si rompe la punta della tacchetta sinistra e la scarpa frequentemente si stacca dal pedale...


 
2) La valvola della camera d'aria comincia a perdere leggermente, sgonfiando piano piano la ruota. Attenzione, non abbastanza da farvi fermare per cambiare la camera d'aria (40km li avrebbe retti decentemente) ma abbastanza per appesantire di parecchio il movimento 
 


3) Coach Diego mi dice di andare agile. Per evitare tentazioni di indurimento, il cavo del deragliatore decide di staccarsi improvvisamente, lasciandomi solamente con il 39.


 
4) Ecco, in tutto questo, l'aver pedalato totalmente (tranne i primi 10 minuti, quando un solleone mi aveva fatto insistere a prendere la bici nonostante alcune nubi all'orizzonte) sotto il diluvio universale e lungo una Nomentana completamente allagata (in alcuni avvallamenti le scarpe entravano sotto il livello dell'acqua, facendo effetto pale del Mulino Bianco), è stato quasi l'aspetto piacevole della giornata!

venerdì 29 marzo 2013

L'enigma della ruota


Dopo l'epica pedala a Saracinesco, non ho più avuto pace con quella ruota.
Ho cambiato camera d'aria.
Si è risgonfiata.
L'ho ricambiata.
Si è risgonfiata.
L'ho portata dal meccanico.
Si è risgonfiata.
L'ho riportata dal meccanico.
C'ho pedalato una volta e tutto ok.
L'ho ripresa la seconda volta con Giorgio e Lucaone.
Si è risgonfiata.
Giorgio, dopo avermi prestato la sua ruota, ha portato la mia dal suo meccanico.
L'ho ripresa.
Si è risgonfiata.
Quando ci pedalto tutto ok, appena scendo dalla bici, anche per 5 minuti, la trovo sgonfia.
Adesso mi sono quasi rotto i coglioni.
Mi madre mi ha chiesto se è qualcuno che mi fa qualche scherzo.
Ma se trovo qualcuno che nell'ultimo mese mi ha seguito in giro per la provincia di Roma, sgonfiandomi la ruota ad ogni uscita, giuro che gli stringo la mano invece che incazzarmi!
Comunque...
Ultimo tentativo, provo a cambiare il copertoncino.
Se non va, mi compro un'altra ruota.
A parte che con i soldi spesi in camere d'aria nell'ultimo mese ci avrei già potuto prendere una Zipp da 80mm...

venerdì 22 marzo 2013

La giornata nera di Qui Quo e Qua

 
La stavamo aspettando da ottobre e finalmente è arrivata.
La primavera.
Con la prima vera giornata di sole dell'anno.
Io Giorgio "the bridge" e Lucaone ci organizziamo per una bella sgamabtina pomeridiana.
Alle 14 in punto siamo pronti per partire da Roma verso Tivoli.
L'andatura è tranquilla ed il morale alto.
Obiettivo della giornata è esclusivamente godersi la giornata di sole e pedalare in compagnia.
Però, dopo appena 5km...
DRAFGJDHUDHJINSSUSUSHSSSAAAAAANG!!!
Giorgio spacca il cambio.
Senza forzare e senza motivo.
Si è rotto, e con lui anche un pezzo di telaio.
Aspettiamo l'arrivo di Sara che viene a raccogliere il povero Giorgio chiacchierando di corsi e ricorsi storici di questo tipo di incidente meccanico............
Mentre Giorgio e Sara si allontanano in macchina li richiamo strillando!
"Ferma! Avete un passaggio pure per me?" Ho la ruota che si è sognfiata per la duecentesima volta nell'ultima settimana e so che anche cambiandola camera d'aria non risolverò niente (poi abbiamo visto che mancava la guaina...).
Giorgio, nonostante abbia il morale a terra mi lascia la sua ruota, così mi permette almeno di finire la pedalata.
"Luca, mi raccomando vai piano e non fa cazzate che oggi manchi solo tu!" gli dico.
Ma per fortuna di incidenti non ce ne saranno più.
Arrivati a Tivoli c'era il premio della giornata.
I muffin preparati da Alessia per i tre pedalatori.
Però, siccome pare brutto lasciare il sacchetto con i muffin di Giorgio, decidiamo di dividerceli io e Lucaone.
Naturalmente alla salute del nostro amico!
(Giò, ti assicuro che anche i tuoi erano buonissimi...)
 


Il fotoracconto della giornata fatto da Lucaone

lunedì 4 marzo 2013

La mia Roma Ostia 2013 in 5 tappe


I presupposti per fare una gran gara c'erano tutti.
Buono stato di forma.
Scarico pre gara ottimale.
La compagnia giusta con cui correre insieme.
Purtroppo però a volte esistono dei piccoli inconveniente.

Appuntamento pre gara con tutti gli amici di Zona Cambio, Giorgio e Sara (con un loro amico), Lucaone, Antonello, Diegopapy, Giulano &Claudiano, StefanoB. ed in grigilia ritrovo anche Marco il Cobra.
L'andatura prevista è 4'10".
Dopo il 14°km chi ne ha aumenta.

A parte il primo chilometro, in cui tra gente e gentaccia si perde qualche secondo, ci mettiamo sull'andatura prevista con tranquillità.
Manteniamo quel ritmo anche in salita, consapevoli che la seconda parte di gara sarà anche più veloce.
Passaggio al 10° in 41'40".
Scolliniamo bene la salita del camping quando...
Arrivano le fitte allo stomaco...
Provo un altro chilometro ma devo fermarmi.
Saluto gli altri e comincia la mia agonia.
Da quel momento, 5 soste in 3 chilometri.
Nell'ordine:
1) fratta
2) cespuglio pieno di rovi graffianti
3) canale di scolo
4) in mezzo a due cassoni dell'immondizia
5) finalmente, in un bagno chimico, e a questo punto mi compro la Gazzetta dello Sport e mi fermo un quarto d'ora (...)
Per la prima volta ho pensato di ritirarmi.
Dal momento che stavo al 15°, ho pensato che avrei fatto comunque prima ad arrivare all'arrivo anche rallentando piuttosto che aspettare qualche auto dell'organizzazione.
E così ho fatto, ritornando a spingere leggermente in progressione, fino al penultimo chilometro, quando ho dovuto di nuovo rallentare per evitare di fermarmi ancora.
Insomma, con 5 soste, spezzando continuamente il ritmo e rallentando di nuovo alla fine, è uscito 1h33'40" (con il Garmin che mi segna "tempo in movimento" in 1h29'22")
Classifiche e cazzi vari non li ho neanche visti stavolta...
Oggi avrei potuto fare un gran tempo, ma i giorni per fare le imprese saranno altri, quest'anno.
Per adesso, mi sto solo avvicinando a quei giorni...

 
 

venerdì 11 gennaio 2013

L'epopea di Saracinesco


Saracinesco non è una salita come le altre.
E' un'espiazione, una purificazione.
Certo nel nord avranno tante altre salite, naturalmente più blasonate ed impegnative, ma Saracinesco è unica.
Quando si va a Saracinesco succede sempre qualcosa, sfiancante all'inizio ma esaltante il giorno dopo (che poi è il motivo per cui facciamo sport...)
E' successo la prima volta che ci sono andato, è successo alla 8x8, è successo ieri e succederà ancora.

Ieri il cielo era grigio apocalittico, un filo di nebbia e una pioggerellina tanto leggera quanto incessante.
Molti avrebbero desistito dall'uscire in bici.
Anche io, forse in altre occasioni.
Ma la sera prima avevo visto in tv un bellissimo documentario-film-concerto Heima dei Sigur Ros, in cui suonavano nei campi di un'Islanda fredda e nebbiosa e aver ritrovato quell'atmosfera la mattina seguente mi aveva caricato di motivazione.

Mi copro bene e programmo sull'iPod la discografia dei Sigur Ros.
Poi esco di casa e comincio a pedalare.
Ho l'adrenalina a mille, non ho freddo, le gambe girano, la pioggerellina non dà fastidio e nelle orecchie ho la colonna sonora perfetta.
Cosa chiedere di più?
15km ed arrivo all'attacco della salita.
Alterno 1km di rapporto ed 1km agile, anche se con una salita dell'8% andare agili è un eufemismo (sì, ok, le SFR non si fanno con salite all'8% però questa mi andava di fare ieri).
Dopo due/tre chilometri comincia ad arrivare un po' di fatica.
La pioggia comincia a penetrare  sulla pelle ed inizio ad avvertire un po' di fresco.
Mi ficco gli occhiali dentro lo scaldacollo e tiro avanti.
Dopo un po' mi accorgo che sull'iPod avevo sincronizzato solo 4 canzoni dei Sigur Ros che, sebbene lunghe 6/7 minuti ciascuna, dopo un'ora buona le hai già sentite 5 volte.
Evito però di togliermi i doppi guanti per cambiare playlist altrimenti mi si ghiacceranno immediatamente.
Pedalo avvolto nella nebbia ed ormai zuppo.
Sono sfinito dalla salita ed i Sigur Ros mi hanno rotto i coglioni.
Finalmente arrivo su.
Il paese è morto come sempre, non c'è nessuno in giro, case sbarrate, qualche camino che fuma e tante riproduzioni di fienili con inquietanti manichini vestiti da befane.
Uno spettacolo. Roba da scriverci un film.
Mi fermo e mangio una merendina.
Sono talmente zuppo che non cerco neanche un riparo.
Prima di riscendere incrocio una signora e ne approfitto per farmi fare una foto, so che avrò bisogno di un souvenir di questa giornata.
Appena comincio la discesa capisco che sarà una tragedia.
I freni in carbonio non frenano, le mani congelate (ho cambiato playlist prima di scendere) non tengono i freni, e scendendo si ghiaccia.
Otto chilometri interminabili.
Quando è terminata la discesa sono un blocco di ghiaccio.
Adesso però ci sono altri 8km di falsopiano.
Perfetto, non sono impegnativi, le gambe intorpidite ricominciano a girare e torno a riscaldarmi.
Leggera discesa e 20km finali piatti.
Spingo come non mai!
Viaggio ad una media di 37kmh (.......)
Ho ripreso forza, e mi sento un leone, anche la musica, mi ricomincia a dare la giusta carica...
Boooooooom!
Ho bucato.
Dai, perlomeno c'è un ponte, mi metto là sotto così non mi bagno.
Appena vado sotto il ponte smette di piovere (...)
Mi tolgo i guanti e le mani sono fradice e completamente insensibili.
E come la cambio adesso la camera d'aria?
E invece, piano piano, le dita cominciano a fare il loro dovere e con il sudore che intanto mi si è nuovamente freddato addosso sono pronto a ripartire.
La notizia adesso è - tenetevi forte - che negli ultimi 10km non è successo NIENTE!
Arrivo a casa convinto che se non mi prende la febbre questa volta non mi prende più.
Sto sotto la doccia bollente mezzora solamente per scongelare le dita.
Ed oggi, grazie a Dio, mi sento piuttosto bene.
Chi viene con me la prossima volta a Saracinesco?

lunedì 10 dicembre 2012

A a noi il freddo ce fa na 'pippa (ovvero: 107km in mezzo al ghiaccio)


Ci sono giornate che nonostante il clima prometta 0 gradi decidi comunque di uscire in bici con i tuo compagnia di sventura.
(Ok, da voi al nord con zero gradi ci andate al mare e siete abituati a pedalare a -22 ma noi qui a Roma semo fresconi e zero gradi è freddo, vabbè?)
Gli eroici compagnia di questa mattinanata sono IronDolphin e Lucaone (all'esordio con la bici da corsa).
Mi copro come se facessero zero gradi (...) e per l'occasione provo anche dei sacchetti/cerotti riscaldanti.
Le istruzioni non sono molto rassicuranti (vds ultima riga), ma la paura del freddo è più forte di quella di ustionarsi.


Partiamo da Tivoli e la situazione sembra meno peggio del previsto.
Marcellina, Palombara, Moricone...poi Giorgio decide di fare la salita verso Monteflavio, girando per Montorio in direzione Scandriglia.
Luca buca ma in pochi minuti siamo di nuovo in pista.

L'idea è di salire fin su ad Orvinio (17km di salita), prenderci un bel pezzo di pizza bianca e riscendere a Tivoli.
Cominciamo la salita e comincia a spuntare il ghiaccio.
Proviamo un altro po', magari è solo un pezzo.
Bum!
Luca scivola e va a terra.
Scendiamo e proseguiamo un po' a piedi.
Volevate il ciclismo eroico? - dice Giorgio.
Ad un certo punto ci accorgiamo di essere rimasti in mezzo al ghiaccio.
Davanti un'unica lastra di ghiaccio.
Dietro, lo stesso ghiaccio che avevamo faticosamente oltrepassato in salita, ma ai limiti del possibili da rifare in discesa.

Il morale va a terra.
Il sudore si ghiaccia e cominciamo anche a sentire freddo.
Vabbè, l'unica possibilità è riscendere piano piano.
L'appuntamento con la pizza di Orvinio è rimandato.
Ci mettiamo 40 minuti per riscendere quel chilometro ghiacciato.
Ci fermiamo al primo bar per riscaldarci.
Il the non sappiamo se berlo o usarlo come "borsa calda".



Però alla fine ci riscaldiamo, ormai si è fatta l'una e mezza ed è ora di tornare indietro.
Adesso però facciamo una strada soleggiata ed il tepore ci accompagna per i 40km di ritorno.
Adesso è un piacere pedalare.
Arriviamo a destinazione alle 3 di pomeriggio, in "leggero" ritardo sulla tabella.
E la corsetta di 30 minuti post pedalata, almeno per stavolta, ce la possiamo risparmiare tranquillamente.
Alla fine resta una di quelle giornate che mentre le vivi soffri tantissimo, ma il giorno dopo le ricordi come una pedalata eroica degna di essere tramandata dai nostri racconti orgogliosi...
...che poi è il motivo principale per cui facciamo 'ste cazzate!

martedì 21 agosto 2012

Combinato con 50°, sudore essiccato e sputi in faccia


Sabato scorso, alle due di pomeriggio, con circa 50° mi faccio un bel combinatone 1h30' bici + 1h30' di corsa.
Che tanto io lo reggo bene il caldo.
E' stata un'agonia.
C'ero solo io in giro, neanche qualche turista.
Cercavo fontanelle come un rabdomante, ma più ne trovavo più mi veniva sete.
Il corpo si è ben presto ricoperto di sudore salato essiccato.
Non ce la facevo più ad andare avanti.
Ho anche pensato di accasciarmi al suolo.
Poi, in un modo o nell'altro, sono arrivato a casa.
"La prossima volta che ti dico che vado a fare un combinato alle 2 del pomeriggio in pieno agosto sputami in faccia" dico esausto a mia moglie.
"Ah, finalmente l'hai capito e non ci andrai più ad allenarti con queste condizioni" mi fa lei...
"No no, aspetta, ho detto che devi sputarmi in faccia, mica che non farò più queste cazzate!"

lunedì 14 maggio 2012

Triathlon promozionale Mentana: meglio oggi che tra 3 settimane...


Prima o poi doveva succedere, e meglio oggi, nella garaà più breve che ho fatto, che tra tre settimana, alla gara clou per cui mi sto preparando.
Però rode, e tanto!
Ho bucato.
Rewind...
La giornata è bellissima, tanto caldo ed un bel sole.
La gara è promozionale, distanze brevi (400+9+4) e molti sono all'esordio.
Siamo in pochi e prima della gara c'è modo di scherzare e scambiare chiacchiere con tutti.
C'è davvero un bel clima rilassato.
Alle 3 parte la gara.
La prima frazione è un po' una ressa (ma faceva parte del gioco), tutti in piscina (da 33) a girare intorno a 3 boe messe agli angoli.
Nonostante sembri di girare in una gabbia riesco a prendere il ritmo.
Lo ripeto, non eravamo tanti e c'erano molti esordiente, ma esco dall'acqua 6°, per me una cosa assurda e stare là davanti è comunque una bella sensazione!
Corro velocissimo in zona cambio monto in bici ed inizio la frazione bici.
Prima di entrare nel percorso vero e proprio ci sono 300mt di salita, forzo un po' e riprendo 2 davanti a me (i miei compagni di squadra Luca e Stefano).
Nell'istante in cui li aggancio sento un botto...
BOOOOOM
Ho bucato.
Abbasso gli occhi e vedo meglio, non ho bucato, è proprio scoppiata la camera d'aria ed anche il copertoncino è uscito!
Mi fermo, impotente, e torno indietro (anche il primo ha bucato a metà frazione, continuando a correre con la bici, complimenti davvero!)...
La mia gara è finita prima di cominciare.
Anche se non è paragonabile neanche per un centesimo, comincio perlomeno a capire i sentimenti di Master a Pescara l'anno scorso, quando gli si ruppe la bici...
Guardo gli altri rientrare in zona cambio e mi sento un leone, vorrei pistare su quei pedali e correre col cuore in gola, ma non posso...
E vabbè, pure questo fa parte del gioco.
Due settimane fa a Vico ho gareggiato senza mordente, forse un po' di rabbia da sfogare è quello che mi ci vuole.
Siete avvisati per domenica prossima...


lunedì 19 marzo 2012

Maratona di Roma 2012


Panda!
Sono un panda, non un orso!
(E questo per mettere le cose in chiaro al pubblico che vedendo il mio coppallini strillava "Daje orso!")

Team Panda al completo ed alle 6:30 partiamo alla volta di Roma.
Per la prima volta riesco ad incontrarmi con gli altri blogger all'ombra del Colosseo. Immortaliamo l'evento e ci diamo appuntamento alle griglie, ma una fila troppo lunga ai bagni mi non mi permette di riprenderli.

Piccola parentesi.
Due signore dietro di me in fila,  facendo le simpatiche e ridendo con tutti cominciano ad avanzare finquando non passano davanti anche a me.
"Potete ridere e scherzare quanto volete ma comunque state dietro di me" faccio io.
"Ma mica stavi davanti tu, comuqnue se vuoi puoi passare davanti..."
"Certo che passo davanti, ma mica perchè me state a fa' il favore, perchè stavo prima io de voi"
Adesso, sarà anche una banale polemica bacchettona moralista, ma se davvero nel 2012 esistono persone che provano a fregare anche un posto in fila per pisciare, come cazzo facciamo a risolvere problemi un minimo più seri? Per la cronaca le due stronze erano di Novara.

Mi ingabbio tardi e passo sotto l'arco della partenza 6-7 minuti dopo lo start.
Con il real time non è un problema, ma mi ritrovo chiuso in una calca di persone che mi faranno fare i primi 4km a passo d'uomo. Addio obiettivo delle 3 ore e mezza.
Piano piano la strada si libera e comincio a prendere il mio passo.
All'8°km mi sono riscaldato, e mi sento davvero bene.
Tiro regolare, forse forzando pure un po' troppo, a vedere come concluderò la gara.
Devo andare al bagno però, e se per la mezza avrei trattenuto, oggi non ce n'è bisogno e decido di fermarmi.
Perdo un paio di minuti ma riprendo tranquillamente il passo.
Sto bene, ed alla mezza sto "solo" 3-4 minuti dietro all'obiettivo delle 3h30'.
Devo però rifermarmi al bagno. Perdo altri minuti e decido di non forzare più.
Al 32° arriva la botta.
Non cedo e non mi fermo mai, ma l'andatura comincia a rallentare sempre di più.
Sarà una lenta agonia fino al traguardo.
Al 35° rivado al bagno. Tornato a casa, dopo aver anche rimangiato un po', peserò 6kg di meno, altro che dieta Dukan!
Faccio gli ultimi chilometri a testa bassa.
A Piazza del Popolo sentro i miei suoceri che mi strillano ed ho la forza di sorridere e salutarli.
All'ultimo chilometro, sulla salita finale, dove sapevo che avrei avuto bisogno dell'ultima spinta, ci sono Alessia, Federica e i bimbi. Mi fermo, li bacio tutti e riparto per il rettilineo finale.
Chiudo in 3h57', centrando comunque l'obiettivo minimo che era di scendere sotto le 4 ore, che alla fine è da considerare anche come personal best...
E' chiaro che la Maratona non fa per me.
Come ho già detto a qualcuno, la prossima volta che vi dirò che vorrò fare una Maratona sputatemi negli occhi.
La prossima volta che correrò 42km sarà esclusivamente dopo aver nuotato per 4km e pedalato per 180.
E non è un progetto a breve termine.

[La frase del giorno]
Tra runners...
"Ciao di dove sei?"
"Firenze"
"Com'è la Maratona di Firenze?"
"Abbastanza facile..."
"Ma se vengo a Firenze c'è anche lì qualcosa da visitare come qui a Roma?"
"Beh, è un po' più piccola come città, ma qualcosa da vedere c'è anche lì..."




 


sabato 15 ottobre 2011


Mi manca la prova in bici per lo Strong Triathlon.
Oggi sono andato a lavoro con la bici, quindi al ritorno proverò i 5km.
Ho lo zaino pieno zeppo con il cambio dei vestiti, libri, iPod ed altre cose inutili (tranne l'iPod che l'unica cosa necessaria che abbia, oltre la bici, s'intende...).
Dopo una ventina di chilometri da Roma trovo un bel tratto pianeggiante sulla SP48, ok proviamo qui.
Mi fermo, faccio partire il Garmin e via.
Vento laterale ma tutto sommata va bene, anche perchè lo spirito è quello di divertirsi.
A 2,5km c'è un rotonda, perfetto.
Giro e torno indietro.
Ancora vento laterale, naturalmente.
Termino i 5km (il tempo per ora non ve lo dico) e mi infilo in una stradina laterale per riprendere la strada di casa.
Mentre pedalo rifiatando un po'...pat pat pat pat pat...
Ruota anteriore bucata.
Poco male, è una bella giornata soleggiata, fa fresco e non ho impegni, ci sono occasioni peggiori per forare.
Tolgo la camera d'aria e prendo la nuova. Do una piccola gonfiatina per vedere se è tutto ok e...tak!
La valvola della camera d'aria si spezza dentro la pompetta.
Calma.
Calma.
(Guai a chi mi dice che si va in giro con DUE camere d'aria!)
Pensa.
Ah, c'è un meccanico ciclista a tre di chilometri!
E così, rimonto il copertoncino (senza camera d'aria) e mi avvia pianissimo verso il negozio.
(Alessia penserà che sono un idiota a fare le foto nei momenti di mia massima incazzatura, ma quando l'ho scattata ancora non si era rotta la valvola...)
Comunque, avete mai provato ad andare solamente con un copertoncino senza nulla dentro?
Sembra di scivolare sul ghiaccio.
(E guai a chi mi dicie che così si rovina il cerchio e avrei dovuto fare 3 chilometri con bici alla mano!)
...e per fortuna che me lo sono invetato io 'sto cazzo de Strong Triathlon!

mercoledì 8 giugno 2011

C'è mancato poco...

...che otto mesi di allenamenti (e 200 euro di iscrizione...) andassero in fumo...
Il febbrone e le placche alla gola che mi hanno salutato improvvisamente sabato mattina mi hannno distrutto.
A casa ce le siamo passati un po' tutti, ma naturalmente il mio turno era proprio quello a ridosso della gara. Anzi, della GARA.
Sono contrario a prendere (troppi) medicinali, ma in questo caso ho lasciato fare a mia moglie: "Pensaci tu".
E per fortuna stavolta la mia testardaggine ha abbassato la testa.
Tra efferalgan, tachipirine, antibiotici e fermenti lattici martedì sembra, anzi S.E.M.B.R.A. tutto risolta, anche con (relativamente) pochi strascichi.
Alla fine, visto che stavo in fase di scarico, è saltato solo l'allenamento di domenica (che però doveva essere l'ultimo "di qualità", una gara di sprint) e quindi alla fine devo pure accontentarmi.
Oggi ho provato a nuotare, mi sentivo piuttosto mollaccione, però di tempi e velocità per questa gara non me ne è fregato mai nulla, l'obiettivo è arrivare (decentemente).
Ormai ci siamo, e non vedo l'ora di fare 'sta cazzo di gara...se me la lasceranno fare...
Daje Ste'!

E a voi è capitato di rinunciare per un imprevisto alla "gara dell'anno?"

lunedì 7 marzo 2011

Il lungo pre-Maratona finito esattamente come l'anno scorso, ma proprio uguale eh!


ascolto consigliato "Still ill" The Smiths

Come l’anno scorso, mi ritrovo a due settimane dalla maratona a dover fare necessariamente un “lungo”, visto che il lunghissimo, come l’anno scorso, è saltato per la febbre.
Al 28°km le gambe si sono fermate ed ho subito l’onta di chiamare per farmi venire a riprendere.
Quest’anno, con umiltà, ho deciso di fare il lungo un po’ più lento dell’andatura che avrei dovuto tenere.
Si dice che il lungo, se si è in grado di finirlo, andrebbe fatto in deplezione, in quanto più allenante.
Se non si è in grado di finirlo decentemente, meglio fare scorta di carboidrati, come se fosse una gara a tutti gli effetti,
Io naturalmente l’ho fatto in deplezione, peccato che non sia in grado di finirlo in tali condizioni: al 26°km le gambe si sono bloccate ed è partita nuovamente la telefonata per “l’aiuto da casa”.
Che tristezza.
Un ulteriore schiaffo è arrivato nel pomeriggio.
Sento Aldo che mi dice di aver fatto 30km collinari sterrati in scioltezza, e alla fine non era neanche stanco ma solo un po’ annoiato.
In pratica un mattone che mi è caduto sulla nuca.
A questo punto ho tre dubbi su quale strategia adottare per la Maratona del 20 marzo:
  1. non farla
  2. accompagnare Aldo con la sua andatura (ma se poi mi prende una crisi, psicologicamente è la fine)
  3. la corro come un matto, tirandola follemente al massimo schiattando al 21°km e maledicendo ogni singolo passo successivo.
Una persona saggia sceglierebbe la prima, io dovrei scegliere la seconda, ma alla fine so già che opterò per la terza.

Preparate i necrologi.

mercoledì 9 febbraio 2011

Il mio bellissimo scassone che non cambierei neanche per una Kuota o per una Cervelo


ascolto consigliato: "Easy/Lucky/Free" Bright Eyes

In pausa pranzo ero solito sfruttare il passaggio con la macchina di qualche collega per andare in pista o in piscina ad allenarmi.
Dico ero perchè adesso le cose sono cambiate.
Adesso sono indipendente!
Ho avuto la brillante idea di andare a rispolverare (nel vero senso della parola) dal garage di papà il mio vecchio "Scassone".
Lo "Scassone" è una bicicletta da corsa che usavo a 14 anni, e già allora era piuttosto obsoleta.
Ripescata, "pulita", oliata e portata in ufficio, si presenta in queste condizioni:
  • Cambio a "manette" sul telaio
  • Corona incrostata, per fortuna su quella "piccola" così da scalare "agevolmente" Monte Antenne e la salita dei Parioli per andare in piscina
  • Pignone dietro dinamico, nel senso che in salita ogni 5 metri sgrana di un rapporto (più duro) costringendomi o a pedalare con una mano sul manubrio e l'altra che tiene in tensione la levetta del cambio oppure a fare delle SFR assurde con intensificazione della durezza ogni 5 metri (e non venitemi a dire che è comunque allenamento, perchè vorrei vedere voi a fare le SFR con i jeans, giubbotto, zaino e Clark ai piedi...
  • ...che spingono su due pedalini a sgancio rapido ossidati e quindi impossibili da rimuovere per un altro paio di pedali "da città"
Però adesso mi sembra bellissima, e non la cambierei neanche con una Cervelo S3 o con una Kuota Kalibur! se se, 'sto cazzo...

P.S. il primo giorno è andato alla grande, sembravo un bambino con il suo nuovo gioco...il secondo giorno, sviando dalla pista ciclabile interrotta, mi sono alzato sui pedali per rilanciare l'azione, la catena ha sgranato ed io sono rovinato a terra sull'osso sacro, come un cojone. La caduta è non è stata veloce, di quelle che ti ritrovi a terra senza aver capito cosa è successo, ma di quelle esasperatamente ridicole, in cui mentre cominci a cadere capisci benissimo il volo che stai per fare! ...E se qualcuno ha una Kuota da regalarmi quasi quasi me la prendo...


P.P.S. vabbè mo ve la dico tutta...la pista ciclabile non era interrota, c'era una decina di ragazze che stavano correndo ed io le volevo superare in grande stile...per fortuna che andavano nel mio stesso senso di marcia e non mi hanno visto, altrimenti la figura di merda, già eclatante di per sè, sarebbe stata da annali storici











mercoledì 29 settembre 2010

La giornata nera di Aldo

ascolto consigliato: "My Lucky Day" Smoking Popes

L’allenamento di ieri prevedeva 3x1000 a 4’30” + 5x1000 a 4’00” .
Ma non si è è potuto fare.
Alle 2 in punto esco dall’ufficio con Aldo ed entriamo nella sua BMW. A dire il vero non è  proprio la sua, è del padre, perché la sua è in riparazione da tempo immemore alla Suzuki (dove brindano ogni volta che lo vedono arrivare).
Aldo prova ad accendere l’auto ma qualcosa della sicurezza va in blocco.
E’ un problema noto, che a volte si risolve con alcuni tentativi.
Ma non ieri.
Riproviamo più volte, poi usciamo dalla macchina e proviamo a rientrare “facendo finta di niente” dicendo “ah bè, adesso ci andiamo ad allenare…” provando ad “ingannare” la macchina.
Lo so, è una cosa idiota, ma almeno una volta anche voi l’avrete fatto!
Comunque, la macchina non parte.
Andiamo a prendere un caffè e torniamo dopo 15 minuti.
Ma la macchina non parte.
Torniamo in ufficio.
Dopo un’ora Aldo va a riprovare.
La macchina non parte, ma ha un sussulto posteriore e becca in pieno un macchina che sta passando.
Incidente e CID.
Aldo torna in ufficio imprecando.
Dopo un’ora Aldo riprova a far partire la macchina.
Ritorna in ufficio ridendo, sconsolato.
“La macchina è partita” dice “ma me so’ squarciato i pantaloni”.
Si gira ed uno spacco assurdo gli mostra completamente la chiappa destra.
Torniamo a casa e sembra finita lì.
Alle 7,30 di sera mi arriva una chiamata.
E’ Aldo.
“A Ste’, so’ riuscito ad allenarmi, ho trovato una strada nei boschi vicino casa, ma è buio e me sa che me so’ perso! Domani dobbiamo andà a comprà un GPS”
Perlomeno, alla fine, almeno lui si è riuscito ad allenare…

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