mercoledì 28 agosto 2013

Un caffè con Biancaneve

Ieri mattina, alle sei in punto sto per uscire da casa con la bici per andare alla stazione di Tivoli.
Mentre apro la prota però noto la ruota anteriore della bici a terra.
Non ho tempo di cambiare la camera d'aria e ci monto su la Mavic ad alto profilo che ho sulla bici da crono.
La giornata sembra proseguire tranquilla.
Appena esco dall'ufficio ho appuntamento con Lucaone per pedalare un po' insieme.
C'è un un sole tiepido che spunta dalle nuvole. Sembra una giornata ideale per pedalare.
Appena usciamo da Roma, comincia a piovere.
La pioggia si trasforma in diluvio.
Con Luca decidiamo di separare le strade, ognuno se ne torna il più velocemente possibile a casa.
Faccio un chilometro e... psssssssss
Buco.
La ruota anteriore.
No.
Non è vero.
Sto sulla "48", strada a scorrimento veloce senza l'ombra di un ponte o qualsiasi altra cosa dove ripararsi.
Pedalo a passo d'uomo, perchè con la ruota a terra il controllo è più che impossibile (ed i 5cm di acqua su cui pedalo non facilitano la cosa).
Zuppo fino alle ossa trovo una villetta isolata i bordi della strada.
C'è un tettino che copre il cancelletto di entrata e mi ficco là sotto.
Prendo la camera d'aria e...
Nooooo! Cazzo, stracazzo, stracazzaccio!
Nella fretta della mattina non ho preso la camera d'aria con la valvola da 80mm per l'alto profilo!
Panico.
Chiamo mio padre chiedendogli di venirmi a prendere.
Sta ad una ventina di chilometri, deve prima passare a casa mia per prendere la mia macchina che è abbastanza grande da ficcarci la bici e poi verrà a prendermi.
Mi rassegno all'idea che dovrò aspettare un'oretta bagnato.
In più c'è il fatto che mio padfre non conosce queste zone, ed infatti sbaglia strada.
Nel frattempo vedendo che la villetta ha una rimessa per la legna, suono al campanello.
Riponde una signora straniera che impietosita mi consente di ficcarmi sotto la legnaia.
Provo a sentire mio padre al telefono...che non funziona.
Non conoscerà queste zone ma perlomeno ho un padre multimediale WhatsAppato che diventa l'unico modo per comunicare...

A rileggere adesso questo dialogo non riesco a smettere di ridere, sembra estrapolato da un film di Totò e Peppino...


Sto fradicio e fermo da un'ora e sto congelando.
Siccome la signora si fida, ma solo fino ad un certo punto, decide di prepararmi un caffè per riscaldarmi, ma me lo passa comunque attraverso le sbarre della finestra...
E così mi ritrovo da solo, infreddolito, in attesa che mio padre trovi la strada, a prendere un caffè insieme a Biancaneve ed i nani che mi guardano compassionevoli sotto la tettoia...

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