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lunedì 18 maggio 2026

Il mio Long Trail dei Monti Simburini 2026 (48km D+3000)

 

Che sarebbe stata una gran faticcaccia lo sapevo.

Ma sapevo con altettanta certezza che ne sarebbe valsa la pena.

Il mio esordio nel mondo dell'Ultra Trail è andato esattamente come previsto, dal tempo che avevo stimato in base ai miei allenamenti, agli neluttabili acciacchi con i quali avrei finito la gara, fino alla meraviglia di un percorso da mozzare il fiato sia per la durezza che, ancor di più, per la bellezza, sempre organizzato in maniera eccellente da Antonio Orlandi e il suo gruppo che ancora una volta valorizzano il territorio nel modo migliore. 

La prima parte i discesa in mezzo al bosco vola via in un attimo, ma è solo l'inizio.

Da Vallepietra le cose cominciano a farsi serie, con la lunghissima salita che ci porterà prima al Santuario della SS. Trinità, sotto alla imponente rupe dell'aratro e poi ancora, dopo esserci ricongiunti con il percorso del medium Trail, fino a Monte Autore, dove a quota 1885mt troviamo ancora sprazzi di neve.

La fatica qui è già rilevante, ma il panorama che ci regalano "Le Vedute" è uno di quei momenti che io chiamo "Right here Right Now", ovvero il luogo e l'attimo in cuiti sei allenato per mesi per essere proprio lì.

Nei prossimi tratti in discesa, decisamente fangosi, non avendo ancora grandi capacità tecniche da trail runner penso soprattutto a non commettere errori, anche a costo di perdere qualche minuto.

Dopo una quindicina di chilometri di saliscendi c'è l'ultimo discesose di giornata che ci porterà quasi a Subiaco, con 35km di gara alle spalle e i 15km finali durissimi quasi tutti di salita.

Gli eserti mi avevano detto che la gara si fa da questo punto e decido di non forzare gestendo sempre le forze.

Ma più che dal punto di vista fisico (o meglio, oltre che dal punto di vista fisico), qui subentra anche  l'aspetto mentale, perchè dopo aver superato un paio di persone all'attacco della salita, non vedrò più altri atleti nè prima nè dietro di me.

Altre due ore e mezzo di gara in solitaria tra boschi, rocce e paesaggi spettacolari.

Nei rari tratti di falso piano a scendere riesco a correre ancora decentemente, ma i sentieri sconnessi e rocciosi uniti alla stanchezza accumulata rallentano decisamente il mio ritmo.

Quando mancano ormai 3km e la strada torna a risalire in maniera importante le forze ci sono ancora e il passo in salita è solido e costante.

Taglio il traguardo poco sopra le 8 ore, a metà classifica, esattamente in linea con le mie aspettative di una gara da 8h30'/9h.

E dopo l'arrivo, dopo gli abbracci con gli amici, arriva il premio più bello.

La medaglia?

Anche, ma in questo caso mi riferivo al caldo piatto di pasta e ceci che in 5 minuti mi ha rifocillato corpo, testa e anima.


 

mercoledì 15 aprile 2026

Il mio approccio all'Ultratrail

 


Uno dei ricordi più intensi che ho della mia adolescenza riguarda i pellegrinaggi che facevamo con la mia famiglia al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra.

La devozione ci spingenva a recarci nel cuore dei Monti Simbruini anche a dicembre, quando il Santuario era chiuso, e scendere lungo l'impervio sentiero che conduce alla base della rupe anche solo per recitare una preghiera davanti a un portone chiuso.

L'esperienza che mi mi porto dentro e della quale ancora adesso conservo il calore non si limitava solo al momento del pellegrinaggio e dell'adorazione, ma comprendeva tutto il contorno.

Il profumo del caffè durante la sosta a Subiaco, il pranzo frugale fatto di panini mangiati sul prato, le soste durante il viaggio di ritorno per raccogliere il muschio da usare nel presepe. 

E in tutto questo vortice di emozioni, l'elemento costante era sempre la meravigliosa cornice dei Monti Simbruini.

Di consegueza, non avrei potuto scegliere uno scenario migliore per avvicinarmi al mondo dell'ultratrail del Long Trail dei Monti Simbruini del 17 maggio.

Lo affronterò con tutta l'umiltà dovuta, perchè nonostante i miei 14 IronMan so bene che questo è un altro mondo che merita e richiede tutto il rispetto possibile.

Umiltà e rispetto dunque, ma anche una enorme gioia e passione per poter, ancora una volta ,vivere i Monti Simbruini dall'interno, respirandone l'essenza  passo dopo passo.

martedì 7 maggio 2024

Perchè non corro e non correrò con il mio cane


River si è ritrovato in una casa con un tizio che ha completato 11 IronMan.

Che per lui sia sfortuna (come dicono in molti) o vantaggio (come dico io) resterà questione aperta, per quei molti.

Il concetto “adesso lo sfiancherai” è risultato obsoleto già ai suoi sei mesi quando, dopo ogni 10 secondi di camminata in montagna, River si siede, mi aspetta, mi guarda e mi dice “ma stai ancora lì?”.

Ho specificato camminata, perché sia ben chiaro che non sia corsa.

“Adesso te lo porterai a correre con te!” è stata la naturale prosecuzione dello scontato binomio IronMan-Golden Retriever.

Non c’ho pensato neanche una volta.

O meglio, c’ho pensato solo una volta, quella che da subito mi ha fatto separare le due cose.

L’allenamento è un fattore di vita, River è presenza esistenziale.

Entrambe le cose non potrebbero convivere, farei male entrambe.

Rovinerei entrambe.

Ciò non significa che non possa funzionare, in altri o anche in me, significa che non voglio.

Voglio fortemente mantenere una separazione, risoluzione degli elementi.

lunedì 4 marzo 2024

ULTRA (Trail & Passatore) TRAINING PLAN

 

Sei pronto per l'emozione e la sfida dell'ultraendurance?
Il nostro programma di allenamento di 12 settimane è progettato appositamente per prepararti ad affrontare con sicurezza e determinazione una gara di 100 km.
Con un approccio progressivo e mirato, ti guideremo attraverso ogni fase dell'allenamento, garantendo che tu sia pronto per superare ogni ostacolo lungo il percorso.

Cosa include il programma:

  • Pianificazione dettagliata: un piano settimanale preciso ti indica esattamente cosa fare ogni giorno, dall'allenamento alla ripresa attiva.
  • Allenamenti specifici: sessioni di allenamento mirate ad aumentare la tua resistenza, forza e velocità su terreni variabili.
  • Supporto via mail gratuito.

Chi è adatto a questo programma:

  • Corridori esperti che vogliono affrontare la sfida dell'ultratrail per la prima volta.
  • Atleti intermedi che vogliono migliorare le proprie prestazioni e raggiungere nuovi obiettivi.
  • Chiunque sia determinato e motivato a mettersi alla prova e superare i propri limiti.

Preparati a vivere un'avventura senza pari con il nostro programma di allenamento per l'ultratrail.
Con il nostro supporto e la nostra guida, ti condurremo attraverso 12 settimane di allenamenti intensi e gratificanti, preparandoti per la tua gara di 100 km con fiducia e determinazione.
Non perdere l'opportunità di trasformare il tuo sogno di ultratrail in realtà. 

IL PROGRAMMA IN DETTAGLIO LO TROVI QUI

lunedì 22 gennaio 2024

Fino a quando allenarsi con i trail nella preprazione di una stagione agonsitica di triathlon?

 

Il trail per quanto mi riguarda è uno dei migliori allenamenti che possiamo utilizzare per preparare una stagione agonistica.

Sviluppa tante di quelle caratteritiche, metaboliche, muscolari e tecniche assolutamente indispensabili per chi si dedica allo sport di endurance.

Quindi si può fare sempre?

In teoria sì, in pratica il rischio più grande, e neanche così comunque, è quello di infortunarsi, anche in maniera importante, per errori prevalentemente tecnici.

Il rischio chiaramente è quello di compromenttere drasticamente la stagione agonsitica che abbiamo davanti.

Vabbè e quindi fino a quando posso farli?

Quattro, massimo tre mesi prima di inziare la fase specifica, e questa risposta rende implicite due conseguenti sentenze:

1) se la vostra gara è a maggio o giugno, cominciate a mettere da parte le scarpe da trail...

2) sì, il discorso vale anche per i trail runners più esperti!

lunedì 20 novembre 2023

Il mio Tibur EcoTrail 2023

Ogni domenica vado a correre in mezzo ai boschi della Riserva Naturale del Catillo, quindi gareggiare al Tibur Ecotrail proprio su quei sentieri è quanto mai gara di casa.

Il percorso è tanto stupendo quanto impegnativo, con molti passaggi tecnici  su roccia , sia in salita che in discesa.

La partenza, a ritmo controllato, all'interno di Villa Gregoriana ha sempre il suo fascino, anche se purtrooppo c'è sempre poco tempo per godere gli scorci che offre.

All'uscita della Villa comincia la fatica vera... Nei primi 5km (di 15 totali) alterno corsa e camminata nei tratti più ripidi, cercando sempre di gestire il passo, non essendo uno specialista delle corse in montagna.

A metà gara, nei tratti prevantemente pianeggianti invece riesco ad impostare un bel ritmo, riguadagnando qualche posizione...

...che tuttavia riperderò negli ultimi 2km finali, quando la strada torna in picchiata con tanti passaggi dove preferisco scendere con il freno a mano tirato per evitare cadute.

Chiudo con un discreto 22° posto assoluto, anche se sicuramente questa era l'ultima gara dove mi interessava la classifica.

Ci saranno altri luoghi e tempi dove battagliare.

mercoledì 15 novembre 2023

Il lungo sullo sterrato, collinare o asfalto?

 


In questo periodo i ragazzi che alleno si trovano spesso nel loro programma dei lunghi di corsa da fare su percorso collinare, sterrato e/o trail.

Ma nello specifico, cosa è meglio fare, con quale priorità e in che periodo della preparazione?

In questo periodo la cosa migliore - chiaramente per il mio metodo - è buttarci tutto dentro, ovvero: tanto dislivello, tanto sterrato, tanti percorsi di montagna (per chi li ha a disposizione).

Serve al corpo, con richiami di forza e per creare una fase aerobica, e alla mente, perchè non c'è niente di più rigenerante per lo spirito di una corsa tra i boschi.

Tuttavia, la corsa in montagna, alza il rischio di infortuni dovuti a storte o cadute, soprattutto per chi non è avvezzo al trail running.

Proprio per questo, quando entreremo nella fase specifica, abbandoneremo questo tipo di terreno, prediligendo l'asfalto, meno romantico ma meno soggetto al rischio di cadute.

Certo, poi mi direte che l'asfalto è una superficie dura, che ci sottopone ad altri stress che possono causare infortuni, però se non avete modo di allenarvi in Kenia sulle strade in terriccio oppure in qualche modo vi adattate.

Perchè alla fine si tratta sempre di quello, adattarsi o attacarsi...

lunedì 6 novembre 2023

Variazioni sulla programmazione inversa

 

Da anni ormai utilizzo la programmazione inversa per preparare le stagioni agonistiche dei miei atleti.

Secondo i canoni di questa metodologia, in estrema sintesi significa che nell'offseason autunnale bisogna lavorare su qualità e/o velocità (non solo, naturalmente) riducendo drasticamente il volume ed i lavori aerobici.

Sutton, uno dei principali sostenitori di questo metodo,  raccomanda addirittura di non superare mai l'ora di allenamento in questa fase.

Io però preferisco fare alcune variazioni su questo approccio, soprattutto nella corsa, dove comunque cerco di fare dei richiami costanti di lunghi estensivi.

Questo sostanzialmente per varie ragioni:

-Sutton allena prevalentemente professionisti che nella fase specifica, nella corsa sono in grado di sostenere elevatissimi volumi di allenamento, quindi tagliarlo in questo periodo non è un problema per loro

-gli stessi professionisti, in un'ora di corsa riescono comunque a mettere in cascina un buon chilometraggio (oltre al fatto di allenarsi costantemente con bigiornalieri, il che comunque produce necessariamente una importante base aerobica)

-per preservare i miei atleti dagli infortuni, nella fase specifica sviluppo un programma basato sulla consistenza che mi permette di fare i lunghissimi di corsa comunque con una distanza assai ridotta rispetto ai lunghissimi "tradizionali", ma c'è bisogna quindi di costruire un minimo di base aerobica in questo periodo

O forse quelle di sopra sono tutte scuse che mi do per giustificare il fatto di andare a perdermi per ore in mezzo ai boschi intorno casa mia...

lunedì 8 novembre 2021

Il mio Trail sul Sentiero dei Santi

 

Questo novembre è il mese delle gare "solo per il piacere di farle" e questa è stata un grandissimo piacere.

Non sono un grandissimo amante dei trail, li trovo un ottimo modo per allenarmi ma non potrei mai essere competitivo su queste gare per varie ragioni.

Ma se la gara è organizzata magistralmente e si corre in una cornice stupenda,  tra i boschi intorno ai Monasteri Benedettini, non posso mancare, e non mancheranno neanche i Pandi Walter "Pescecane" e Daniele "Batman".

Prima della partenza è d'obbligo una menzione per il mio nuovo amico boliviano Eitel, che mi riconosce per aver scritto il racconto della gara del 2019. Lui (ancora) non sa che ho una grandissima passione per la Bolivia, ma quando leggerà questo sono sicuro che ne sarà contento!

Memore della partenza a bomba dell'anno scorso, parto da subito tranquillissimo... e infatti dopo un paio di chilometri comincia la scarpinata, quasi esclusivamente di passo.

Primo punto per respirare è quando si attraversano gli interni di Santa Scolastica, l'andatura obbligatoria al passo (naturalmente ci sono i soliti furbi che corrono anche qui) nel chiostro, mi permette di recuperare qualche energia per il secondo tratto duro fino al Monastero di San Benedetto.

Sono legatissimo a questi posti ed ogni volta è un'emozione speciale.


Nella ripidissima salita vedo in lontananza Walter... era convinto che fossi partito a bomba e ha provato a raggiungermi, ma in realtà sto dietro e lo sto recuperando.

Da lontano comincio a strillare "Walteeeeeeer... sto arrivandooooooooooo" degno di Jack con Wendy.

Lo recupero ma questa se l'è segnata e so che non si darà pace finchè non me la farà pagare :)

Al termine della salita recupero anche Daniele, ma è un recupero effimero... da navigato corridore di trail si butta in discesa senza freni e non lo riprenderò più.

Le fatiche, più o meno sono finite, adesso ci sono 7km di discesa, ma bisogna stare sempre concentrati perché il terreno è parecchio impervio e basta una disattenzione per fare una storta o una caduta.


Col freno a mano tirato me ne vado fino all'arrivo, godendomi il paessagio questa meravigliosa corsa tra i boschi e chiudendo comunque 47° su 330 partenti.

Per chiudere in bellezza, un buffet per i partecipanti di altissima qualità, dolce e salato... insomma se ho un motivo per continuare a fare qualche gara di trail, sicuramente questa gara è un valido motivo!

lunedì 16 dicembre 2019

Il mio Tibur EcoTrail sui monti di casa


Questo è l'ultimo, promesso.
Bello il trail, bella la natura, bello tutto, ma per un po' basta trail.
Per un bel po'.
Però si corre sui monti di casa, a chilometri zero, ed è un'ottima occasione per mettere un po' di volume.
17km e mezzo con 600metri circa di dislivello con una giornata che sembra primaverile.

Il primo km è stupendo.
Si attraversa Villa Gregoriana ad andatura controllata.
Una gioia per gli occhi.
Appena si esce dalla villa però i giochi si fanno subito duri.
Salita asfaltata al 35% e via dentro i parchi del Monte Catillo e dei Lucretili.
Sono luoghi dove vado spesso a correre e anche se non ho le scarpe da trail so che il percorso si può affrontare decentemente.
Al contrario del mio primo trail di Subiaco, qui decido di gestire da subito: appena la strada impenna un po' troppo abbandono la corsa e comincio a camminare.
Naturalmente mi passano in molti, ma altrettanti li riprenderò in seguito.
A metà gara entro in un tratto boscoso e trovare  l'equilibrio sul fango diventa difficilissimo.
In discesa faccio un bel volo cadendo su un ramo a terra.
Inizialmente non sento niente e riprendo a correre, ma poco dopo comincio a sentire dolore e vedo l'anulare gonfiarsi in maniera spropositata.


Sticazzi, è il dito che mi serve di meno.
Tra il 10° e 15°km gravito tra la seconda e la terza donna.
Poi sento che ho ancora parecchie energie e allungo.
Recupero altre due persone prima di rientrare sul tratto di asfalto che porta all'arrivo.
Sto correndo "facile" a 3'50" e dopo 17km di trail non è male.
Chiudo in spinta in 25^ posizione.
Probabilmente imparando ad interpretare meglio queste gare potrei avere anche un po' di soddisfazione di classifica...
...o magari con un paio di scarpe adatte.
Ma le scarpe adatte sono per i deboli, qui si muore da eroi!

lunedì 11 novembre 2019

Il mio (primo) Trail sui sentieri dei Santi




Sono dieci anni che faccio triathlon, ho fatto gare podistiche, dalle campestri alla maratona, GranFondo ciclistiche e gare di nuoto.
Ma mai un trail.
Almeno fine a ieri.
E non avrei potuto cominciare in maniera migliore, vista l'impeccabile organizzazione.
13km, partenza da Subiaco con 700 metri di dislivello e passaggio "spirituale" dentro i due monasteri benedettini.
In partenza si riconosce da un miglio che non c'entro niente in questo ambiente.
Senza racchette (anche se tra i primi non le ha nessuno), senza camelback o borracce (ma su 13km non c'era bisogno) e senza scarpe da trail (ecco, questa è stata una bella cazzata).
Becchiamo l'unica giornata di sole dopo 5 giorni di pioggia ed altrettanti previsti da domani.
In partenza c'è anche Walter "Pescecane", altro Panda ma molto più attrezzato di me.



Il primo chilometro e mezzo è in pianura.
Sto abbastanza davanti ma appena corriamo sull'erba comincio a fare esercizi di contorsionismo per non perdere attrito.
E poi si comincia a salire.
Per 5 km.
Non sono esperto dei cambi di ritmo tra corsa e camminata in salita e cerco di adeguarmi ai miei compagni di gruppo.
Mentre mi arrampico fatico più di quanto avessi immaginato, ma in mezzo ai boschi la fatica sembra sempre di meno.
Dopo 3km arriva quello che temevo.
Scivolo e mi infango.
In salita!
Però ho due buone notizie:
1) non mi sono fatto niente
2)ma ancora non la potevo sapere, sarà la mia unica scivolata della giornata

 
Il passaggio dentro l'Abbazia di Santa Scolastica è molto suggestivo e va fatto obbligatoriamente al passo, senza correre.
Un motivo in più per recuperare.
Il passaggio al Monastero di San Benedetto invece purtroppo sarà solo dall'esterno, ma ugualmente affascinante.
Gli ultimi 2km di salita sono i più duri.
Rallento un po' per gestire al meglio e finalmente, a metà gara esatta, si comincia a riscendere.
Finalmente un cazzo.
La prima parte della discesa, single track e molto tecnica, è un misto di fango e foglie in grande pendenza.
I volontari sul percorso ci invitando a rallentare per la difficoltà.
Però sai che c'è?
Che mi sto divertendo.
Comincio a disegnare bene le curve e a prenderci gusto.
Dopo 2km la discesa diventa meno ripida e a quel punto ho preso un bel ritmo.
Comincio a recuperare parecchie persone che mi avevano superato in salita.
L'esatto contrario di quello che avevo immaginato in partenza.
Di nuovo discesa ripida sull'erba, e con le scarpe lisce mi sembra di sciare invece di correre, ma il risultato è sempre quello di recuperare qualche posizione.
A 2km dalla fine c'è un ultimo strappo e temo di perdere il ritmo, invece ne riprendo altri due, tra cui la quarta donna assoluta.
Ora si scende fino all'arrivo.
500metri sull'erba li uso per avvicinarmi ad un altro, l'ultimo km per affiancarlo e fare la volata.
Insomma, nonostante la fatica ed un tipo di sforzo che ancora non conoscevo, taglio il traguardo con il sorriso.
Forse per l'incredibile ristoro che ci aspetta dopo il traguardo.
O forse no.
Tra due settimane c'è un altro trail, praticamente sotto casa.
Che dite, ci ricasco?





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