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lunedì 30 gennaio 2023

I pilastri degli allenamenti dei professionisti... ribaltati (caldo in inverno e in gruppo...)

 

 ...come i professionisti.

Però, per questa volta, non parliamo di atleti amatori, ma proprio dei professionisti!

Ci sono ormai due consuetudini ritenute in maniera pressochè univoca dalla maggiorparte di allenatori (ed atleti) nel professionismo, sinonimo di alto livello e prestazione ottimale. 

Parliam di allenarsi, anche e soprattutto in inverno:

1) In posti caldi
2) In gruppo

Indubbiamente entrambi gli aspetti presentano oggettivamente dei vantaggi evidenti.

Allenarsi in posti caldi permette, tra l'altro maggior sicurezza per gli atleti evitando strade fredde e/o ghiacciate, la possibilità di allenarsi sempre outdoor e anche cominciare a ricercare quelle condizioni climatiche che verosimilmente potrebbero ritrovare in gara.

Anche l'allenamento in gruppo è considerato unanimamemente come elemento fondamentale per la crescita e le migliori condizioni allenanti per un professionista, in modo da allenarsi sempre in un contesto stimolante con altri atleti altamente competitivi e di pari livello.

Io invece vi dico questo:

1) Ci sono atleti che negli ultimi anni stanno producendo ottimi risultati internazionali restando in luoghi freddi anche in inverno, gestendo gran parte della preprazione anche indoor (e mi riferisco alle svizzere Nicola Spirigi e Daniela Ryf e ai canadesi Lionel Sanders e Paula Findlay)

2) Nella mia esperienza professionale, e parlo in ogni ambito, non solo quello sportivo, ho sempre constatato che il lavoro di gruppo assicura un buon risultato ma l'eccellenza si raggiunge lasciando esprimere individualmente chi ha talento. "Costringere" un talento (che naturalmente va individuato e tutelato) ad allenarsi con altri atleti (anche se apparentemente "più forti" di lui) sarà inevitabilmente un freno. 

La necessità del gruppo e di un contesto di condivisione lasciamolo agli amatori, non a chi deve far risultato.

Ok, basta, torno ad occuparmi degli atleti amatori.

giovedì 24 settembre 2020

Perchè non mi piacciono i training camp e gli stages...

 

 Strong, perchè non organizzi un training camp, sai quanta gente ci verrebbe!

Questa frase mi viene riproposta puntualmente almeno una volta ogni tre mesi.
La verità è che non mi piace affatto l'idea di un training camp, per tantissimi motivi.

Belle sicuramente le location, bella l'opportunità di allenarsi per un finesettimana insieme ai propri amici,  compagni di squadra o sotto la guida di un professionista, ma ci sono tanti motivi per i quali 'sta cosa proprio non mi convince!

Aspetto tecnico.
Questa è un po' una fissa da allenatore, che la vostra programmazione possa essere scombussolata -seppur per 4 giorni - anche in maniera drastica per variazioni di volume e intensità. Oppure vi insegnano cose - magari anche giuste - ma diverse dalla metodologia del vostro allenatore. Certo, un bravo coach saprebbe come rimodulare programma e tecnica. Ma non tutti hanno un bravo coach. Sotto questo aspetto, se proprio volete partecipare ad un training camp, sceglietene uno organizzato dal vostro allenatore.

Aspetto economico.
I training camp sono tutt'altro che economici. Nel mondo del triathlon dove anche la più piccola stupidaggine costa tantissimo (e così via fino ad arrivare alle gare), meglio investire in un finesettimana con una bella gara. Forse sarà meno "utile" ma le nsazioni che lascia sono ben diverse.

Aspetto lavorativo.
Un po' come sopra... devo prendermi qualche giorno di ferie? Preferisco lasciarli per gare o viaggi con la famiglia.

Aspetto famigliare.
Lo sapete, l'aspetto dell'equilibrio della famiglia è sempre al primo posto per me. Non mi piace lasciarla a casa e naturalmente non provate a far passare il messaggio che in un buon resort sarà una vacanza anche per loro. Non ci credete neanche voi.

Poi, come sempre le considerazioni su questi aspetti sono sempre personali, quindi se non vi importa di una lineare programmazione annuale, se siete zitelloni/cavalli battenti, potete fare a meno del lavoro e vi pulite il culo con le banconote da 500€, allora certo, non ho controindicazioni alla partecipazione a training camp!

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