lunedì 8 marzo 2010

Il "lunghissimo" pre-maratona

Semplicemente le gambe non andavano più. Né avanti né indietro.
La cavalleria dell’Umiliazione & Mortificazione ha corso in pompa magna al mio fianco dal 12° chilometro quando, dopo aver affrontato baldanzosamente i primi 10 ad andatura sostenuta (in leggera discesa), una salita di 2km al 6% mi ha tagliato le gambe. Chilometri e pendenze farebbero pensare ad una corsa in bici, invece no, era a piedi. Il famoso “lunghissimo” pre-maratona, quello che dovrebbe essere la prova generale su come affrontare i 42km.
L’idea era di fare 3 ore, circa 32km in scioltezza, ma 32km non si possono fare in scioltezza. Se poi li affronti con il ritmo da mezzamaratona allora ti sta bene finire così.
Dal 12°, dicevo, comincio a rallentare tristemente il ritmo, sempre più piano, scemando l’andatura prima a livello “mezzapippa”, poi “pippa completa”, poi “ridicolo” ed infine “passo de vecchietta col bastone”.
Poi le gambe si bloccano. E sono appena 27km. Telefono e mi faccio venire a prendere. Tra sue settimane de dovrei fare 42. Una botta per il morale.
Arrivo a casa e mi guardo allo specchio. Mi faccio paura. Davvero. Faccia incavata, barba salmastra, e pelle con scaglie bianche di sudore che evidenziano due occhi mortiferi.
Passo il pomeriggio sdraiato, in preda a convulsioni, dolori muscolari tendinei ed intestinali. Una botta per il fisico.
Ma, probabilmente, la migliore lezione che avessi potuto avere per questa benedetta Maratona.
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