lunedì 10 dicembre 2012

A a noi il freddo ce fa na 'pippa (ovvero: 107km in mezzo al ghiaccio)


Ci sono giornate che nonostante il clima prometta 0 gradi decidi comunque di uscire in bici con i tuo compagnia di sventura.
(Ok, da voi al nord con zero gradi ci andate al mare e siete abituati a pedalare a -22 ma noi qui a Roma semo fresconi e zero gradi è freddo, vabbè?)
Gli eroici compagnia di questa mattinanata sono IronDolphin e Lucaone (all'esordio con la bici da corsa).
Mi copro come se facessero zero gradi (...) e per l'occasione provo anche dei sacchetti/cerotti riscaldanti.
Le istruzioni non sono molto rassicuranti (vds ultima riga), ma la paura del freddo è più forte di quella di ustionarsi.


Partiamo da Tivoli e la situazione sembra meno peggio del previsto.
Marcellina, Palombara, Moricone...poi Giorgio decide di fare la salita verso Monteflavio, girando per Montorio in direzione Scandriglia.
Luca buca ma in pochi minuti siamo di nuovo in pista.

L'idea è di salire fin su ad Orvinio (17km di salita), prenderci un bel pezzo di pizza bianca e riscendere a Tivoli.
Cominciamo la salita e comincia a spuntare il ghiaccio.
Proviamo un altro po', magari è solo un pezzo.
Bum!
Luca scivola e va a terra.
Scendiamo e proseguiamo un po' a piedi.
Volevate il ciclismo eroico? - dice Giorgio.
Ad un certo punto ci accorgiamo di essere rimasti in mezzo al ghiaccio.
Davanti un'unica lastra di ghiaccio.
Dietro, lo stesso ghiaccio che avevamo faticosamente oltrepassato in salita, ma ai limiti del possibili da rifare in discesa.

Il morale va a terra.
Il sudore si ghiaccia e cominciamo anche a sentire freddo.
Vabbè, l'unica possibilità è riscendere piano piano.
L'appuntamento con la pizza di Orvinio è rimandato.
Ci mettiamo 40 minuti per riscendere quel chilometro ghiacciato.
Ci fermiamo al primo bar per riscaldarci.
Il the non sappiamo se berlo o usarlo come "borsa calda".



Però alla fine ci riscaldiamo, ormai si è fatta l'una e mezza ed è ora di tornare indietro.
Adesso però facciamo una strada soleggiata ed il tepore ci accompagna per i 40km di ritorno.
Adesso è un piacere pedalare.
Arriviamo a destinazione alle 3 di pomeriggio, in "leggero" ritardo sulla tabella.
E la corsetta di 30 minuti post pedalata, almeno per stavolta, ce la possiamo risparmiare tranquillamente.
Alla fine resta una di quelle giornate che mentre le vivi soffri tantissimo, ma il giorno dopo le ricordi come una pedalata eroica degna di essere tramandata dai nostri racconti orgogliosi...
...che poi è il motivo principale per cui facciamo 'ste cazzate!
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