mercoledì 16 aprile 2014

La fottuta grandinata che mi bruciato l'iPhone

 
 
Alle 2, quando sono uscito dall'ufficio, mica pioveva.
Anzi, c'era pure il sole.
E manco minacciava.
Tutto tranquillo fino a Guidonia, più o meno a metà strada dei 40km che seprano l'ufficio da casa.
Poi ho visto un lampo che ha bruciato un albero sotto Montecelio, a pochi chilometri di distanza da dove stavo pedalando.
Qui è meglio che muovo le chiappe.
Comincia a diluviare.
Certo, non è la prima sgrullata che prendo e non sarà l'ultima, però tira pure un fortissimo vento contrario e si fa fatica proprio a muoversi.
Incrocio un ciclista che mi strilla "Non andare da quella parte che c'è la grandine!!!"
Vabbè per tornare a casa allora prendo il giro largo per Firenze?
Quando sono zuppo mi ricordo che avevo il telefono nelle tasche posteriori.
Cazzo.
Lo tolgo e lo metto subito nel porta-attrezzi di plastica.
Sembra ancora acceso.
Per sbrigarmi e per cercare di riscaldarmi pedalo il più velocemente possibile e per accorciare il percorso decido di fare la "salitella" di Quintiliolo.
Non smette un attimo.
Quando arrivo a casa sono zuppo e ghiacciato.
Per riprendere la sensibilità ai piedi ci vogliono 35 minuti di doccia bollente.
Vabbè, poco male, penso, almeno il telefono si è salvato.
Lo vado a prendere e vedo lo schermo nero, una pallida mela Apple sullo sfondo e delle scritte minuscole che ripetono codici e parole incomprensibili dalle quali si capisce solo...

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