mercoledì 1 giugno 2011

Sul kayak con papà

Estate 2010.
Al mare vengono a trovarmi i miei.
Decidiamo di prendere il pedalò (così magari ne approfitto per allenarmi...).
Però cc'è bandiera rossa, tira troppo vento ed il pedalò non si può prendere.
"Se volete però potete prendere il kayak" dice il bagnino.
"Va benissimo il kayak" rispondo io
"Tanto immagino che abbiate già fatto qualche corso per usarlo, no?"
"" rispondiamo all'unisono io e mio padre.
In realtà, il kayak, lo abbiamo visto solo da lontano.
Così, salvagente indossato e pagaia in mano, ci dirigiamo verso la riva.
La prima figura della nostra incompetenza si palesa immediatamente.
Cominciamo a svuotare furiosamente il kayak dall'acqua...
...per notare, appena la mettiamo in acqua, che gli alloggiamenti per le persone comunque si riempiono.
Ci guardiamo intorno sperando che nessuno abbia visto la genialata.
Dopodichè cominciamo la traversata per raggiungere l'isolotto del Gattarella.
Tra incazzature varie, dando la colpa prima alla corrente, poi al vento e poi reciprocamente sul non pagaiare a tempo (nonostante mio padre provasse anche a tenere il ritmo incitando come Peppiniello De Capua ai fratelli Abbagnale), riusciamo a raggiungere la spiaggia dell'isolotto.
Giusto il tempo di congratularci per l'obiettivo raggiunto che riprendiamo la via del ritorno.
Dopo aver girato un po' su noi stessi in mezzo ad una corrente, riusciamo finalmente a prendere un ritmo decente.
Vediamo poco lontano un'altra canoa che spocchiosamente superiamo ostentando superiorità.
Mentre però ci avvicianiamo, notiamo che in realtà in quella canoa c'è un signore che sta spiegando al figlio di 5 anni come pagaiare.
E noi, zitti, facciamo rientro alla base...
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