giovedì 16 febbraio 2012

Gli orari del triathleta

Il problema degli allenamenti lunghi è dare un orario di ritorno a casa.
Le alternative sono due:
  1. Tenersi scarsi con il tempo (presunto) da impegare, fornendo così l'illusione alla famiglia di non stare via per troppo tempo ["vado a fare un giro in bici, starò fuori 3 ore"  per poi ritornare dopo 4 ore e mezzo, naturalmente sempre con una serissima motivazione al seguito]
  2. Abbondare con il tempo rischiando però di mal predisporre  i conviventi all'allenamento ["oggi devo fare una pedalata di almeno 6 ore" facendo rientro baldanzoso a casa dopo cinque]
Entrambe le soluzioni presentano pro e contro.

Nel primo caso il rischio è di far saltare qualche impegno preso.
"Non ti preoccupare, non ti rovino la domenica, per mezzogiorno sto a casa e possiamo benissimo andare a pranzo fuori". Quando entri a casa alle due di pomeriggio che devi ancora farti la doccia e vedi che i bambini hanno già finito di mangiare pensi che anche la scusa che ti eri preparato non ti servirà a un cazzo!

Nel secondo caso il risultato potrebbe comunque essero lo stesso.
"Per questa settimana dovete scusarmi (il vittimismo dei triathleti) ma devo per forza fare questo lunghissimo per preparare al meglio la prestigiosissima maratonina della castagnetta fracica". Poi mentre correte vi rendete conto che siete degli idioti e chi ve lo fa fare e così ve ne tornate presto a casa, ma a questo punto la risposta sarà "Vabbè ma se tornavi così presto me lo potevi dire che ci organizzavamo per fare qualcosa!"

Certo, ci sarebbe la (banale?) soluzione di proclamare ed effettuare l'esatto tempo che impegheremo per l'allenamento, ma sappiamo tutti che un triathleta così ancora non esiste...
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