lunedì 30 aprile 2012

In bici alla Grotta dell'Arco di Bellegra


Ieri lungone (vabbè lunghetto) in bici.
Giornata calda pre-estiva ma senza molto sole.
Decido di andare a Bellegra, un paese che non conosco.
Il percorso è il tipico dell'entroterra laziale, privo di pianura e ricco di "magia & bevi", salite (anche con strappetti impegnativi, falsipiani e discese).
Poco prima di arrivare a Bellegra, vedo dei cartelli che invitano a visitare la Grotta dell'Arco.
Mi fermo ad un bar e, mentre assaggio un ottimo caffè, chiedo al barista ed ai vecchietti le indicazioni per visitare questa grotta.
C'è un bel clima, io che mi informo, il barista che risponde, un vecchietto seduto al tavolo che interviene sempre ed un altro, girato di spalle, che conferma con la testa ogni affermazione di chiunque.
Dopo avermi indicato la strada, il vecchietto mi avverte "eh, ma per tornare è tutta salita ripida!"
"Embè, e che c'è venuto a fare sinò?"
In pochi minuti prendo la deviazione per la grotta, scendendo in picchiata per 300 in una strada rurale.
Arrivato davanti all'entrata chiedo ad una ragazza che custodisce l'entrata se mi può scattare una foto.
Molto gentilmente mi lascia entrare (senza naturalmente farmi pagare l'ingresso) per farmi avvicinare un po' di più all'ingresso della grotta.
Mi dà qualche volantino per la braciolata che organizzeranno il 1° maggio e mi preparo a risalire sui quei 300 metri.
Mio nonno allettato sarebbe andato più veloce di me.
Ho visualizzato per un attimo la pendenza sul mio garmin e sono stati tutti e 300mt all pendenza costante del 20%.
Ma per visitare, seppure brevemente, un luogo che non conoscevo, ne è valsa sicuramente la pena.
Sicuramente prima o poi ci tornerò con la famiglia al seguito.
Se ce ne fosse bisogno, ennesimo pregio della bicicletta, quello di farti scoprire gioiellini di cui si ignorava l'esistenza!
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