venerdì 26 ottobre 2012

Il cantico del Monte Morra

 
Cantico composto da Bernardo La Cara Strong
per i partecipanti della Cronoscalata 6x6 a Monte morra
del prossimo 11 novembre 2012
 

Oh musa soave che sempre m’ispiri
alate parole e pensieri e sospiri,
or detta al mio core li versi sinceri
per tesser le lodi di tanti guerrieri;
ch’io canti le gesta di giovani arditi
partiti alla pugna, in sella saliti.

Già l’anno correa ne’ mesi autunnali
e Stefan la squilla suonò pei sodali
Orsù prodi amici si vada a tenzone
lanciando la sfida, sparati a cannone,
si salga sul monte pugnando tenace,
urlando pel crampo si gonfi il torace,
si tocchi la vetta infin, come un lampo
sì destri e veloci, lottando col tempo.

Risposero eroi di forte tempranza
desiosi la gloria d’avere sul Morra
conquiso volando con agile danza
su bici leggere e senza zavorra.

Ed ecco Piastrella , oh nitido affresco
di facil vittoria a Saracinesco.
Si guardi l’eroe dai tiri mancini, lui
Aquila, degli altri implumi pulcini
che ardiscon tramare, indegni falsari,
di notte, col buio, forar tubolari.

Lo segue Stefàn d’eccelsi natali,
acerbo thriatleta e figliol senza pari,
di scontri infiniti narrator ameno
avuti ogni giorno coi capi del treno.

Di Master è il turno, che arriva volando,
spingendo i pedali con rombo di tuono
e tocca veloce il muro del suono.

A lui segue, più prudente,
il buon Energy gaudente:
non sdegnando le fatiche
se le rende più felici
per l’incontro con gli amici.

Dall’avita Ciociaria è arrivato in compagnia d’intenzioni bellicose
Dolphin forte, uomo aduso ad imprese vittoriose.

Qui arrivato, musa cara, già mi trema la favella:
ché tra rudi combattenti, s’appropinqua una donzella.
Con sembiante delicato e con anima guerriera
ben temprata su pei monti che nell’Alpe son frontiera,
ecco Sara, la più bella, sorridente sulla sella.

C’è d’appresso Luacone, che disdegna il suolo asciutto:
sacerdote è senza pari d’antichissimi rituali
per produrre, anche d’estate, quando tutti al mare andate,
tra saette e molti strali bei copiosi temporali.

Cobra il nome ha ch’è un programma e con scatti micidiali
lascia in asso i suoi avversari, congelati sui pedali.

A tal punto del mio canto prende forza la favella
per cantar a tutto il mondo  l’incredibile novella
di un guerrier di fredde terre che con fissa pedivella
noto a tutti è diventato, Alexei, vincitor d’una rotella.

Richiamati dal consesso di sì gran valenti eroi
Ecco giunger altro drappello di passisti e scalatori.
Kipudda li precede,   sardo, forte ed  animoso
ei pedala sotto sforzo e non suda,  pur villoso.
Sale l’ira nel suo cuore
se l’invitan dal tonsore
dacché  sempre ha disprezzato
il polpaccio depilato.

Qual leone di montagna or Leyion qui si presenta
Mille e mille mangia metri stando anche fuori sella
Gran timore agli altri incute e li spinge a cacarella.

Nessun canto, nessun inno unqua mai sia comparato
Al concerto de’ pedali a Cappella  or intonato
Se fortuna gli sorride con lo stesso pettorale
Salga il podio e su di esso  il tripudio abbia corale.

Dell’Abruzzo scorritore, domatore del Gran Sasso,
oh valente lottatore che in montagna fai sconquasso,
doma, Runner,  pochi metri di salita qui in Sabina
ed al 7 e 3 combina 666 e fai cinquina.

Musa aita con vigore, tu che sei di me custode,
la mia penna e lo mio core impegnato nella lode
di pulzella leggendaria per bellezza e per virtù:
temeraria Loredana mai in Coda arrivi tu,
ma sovente e di leggieri sopravanzi  anco i guerrieri,
non con macchine complesse, biciclette milionarie,
ma a cavallo, questa è bella
d’una semplice graziella.

Entra in campo con valore Franco, Abacuc del pedale
Mille guerre ha combattuto fin dal tempo medievale:
gloria a te, rispetto e onore debbon questo novellini,
tu non spendi le tue ore a cullare i nipotini.
Per le strade d’ogni borgo la tua forza fa impressione:
bada solo, oh grande vecchio,  che non s’alzi la pressione S’appropinqua da lontano una fitta e folta schieraLa precede un cavaliero che inalbera un’insegnaSer Luigi egli s’appella e conclude la rassegna.I suoi prodi rivaleggian. per valore e per virtùrinverdiscono le imprese dei seguaci di re ArtùSu quel drappo porta scritto questo segno: Cyclenesssvela a tutti che lo sport può sconfiggere lo stress.

 
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