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mercoledì 3 luglio 2013

Ironman Klagenfurt 2013 - Il finale più bello



Il miglior sceneggiatore non avrebbe potuto scrivere un finale più bello.
Sono stati quattro giorni perfetti.
Perfetti.

RUN (38,5 KM...)


Comincio a correre immerso in due ali di folla.
Esattamente il posto in cui qualsiasi corridore vorrebbe stare.
Ho una gran voglia di correre, sto bene e le gambe rispondono bene.
Incrocio subito Luigi "Magic", ha fatto già 15km e capisco subito che sta facendo un garone, anche se ha la faccia sofferente (ed infatti mi dirà che aveva grossi problemi di stomaco).
La mia idea è di sciogliermi 20' a 5'45" e poi cercare di assestarmi a 5'30".
Purtroppo l'euforia mi porta a tenere da subito 5'30" di passo ed i miei sforzi di assestare il ritmo sono vani, troppo pubblico che ti incita.
Dopo il 12°km l'andatura comincia a calare un po', ma ci mancherebbe, sto finendo il mio primo Ironman e non ho assolutamente l'illusione di arrivarci "fresco".
Tra sudore ed acqua mi si strappa il pettorale ed un altro chilometro passa cercando di aggiustarlo (anche decentemente).
Incrocio Pietro (davanti di una decina di minuti), Gianluca "Master" (dietro di 20') e Gian Carlo "Runner Blade" (dietro di 30').
Siamo tutti euforici.
"Daje che ormai ci arriviamo di inerzia!" strillo.
Al rientro verso il centro della gara c'è tutto il pubblico di Zona Cambio.
Alessia, Mavi e Jacopo, mamma e papà (con bandierone di Tivoli e tamburello salentino al seguito), e a poche decine di metri anche il Team Master & Blade, il Team "Magic" ed i genitori di Pietro.
Ogni viso amico è una spinta in più.
A dire il vero, ogni viso è una spinta in più, dal momento che ogni singola persona strilla il tuo nome (seguito dal caratteristico incitamento teutonico ZUPAR (super) e BRAVO (usato indiscriminatamente come maschile, femminile, singolare o plurale).
Finisco il primo giro e sto ancora bene.
L'andatura cala fino ai 6' ma cerco sempre di mantenere un passo "confort" che mi consenta di correre fino alla fine.
Ad ogni tappetino di rilevamento penso a tutti gli amici a casa che stanno seguendo la gara.
Sono tanti e li sento tutti lì con me che mi spingono.
Riesco a sentire ogni loro incitamento!
Allo stesso punto del primo giro, si spezza anche l'elastico del pettorale.
Poco male, un altro chilometro passa aggiustando anche questo inconveniente.
Gianluca, non lo incrocio più, segno che mi sta recuperando parecchio.
Ma ormai ci siamo.
Ripassiamo al centro della gara.
32km.
Ste', sarai capace di correre una cazzo di 10km?
Andiamo verso Klagenfurt.
Mancano 5km alla fine.
Incrocio Pietro che mi dice che c'è il giro di boa e poi è finita!
Poco dopo passa Master.
Mi ha praticamente raggiunto... ci guardiamo... come ci siamo finiti lì?

BIKE (180KM)



Più o meno una decina di ore prima, uscito dal canale, mi ero fatto un'altra dormita in zona cambio.
Dieci minuti dieci di transizione che mi hanno fatto sprecare un'ottima frazione nuoto.
Sono indeciso se mettere una maglia o i manicotti.
Alla fine scelgo per i secondi (in realtà tranne in alcuni tratti non c'era bisogno di niente) e perdo parecchio tempo ad infilarli sulle braccia bagnate, ma oggi non si va di fretta e posso permettermi anche di rallentare qualche operazione.
Oggi la tattica in bici è: stai calmo!
La prima parte del percorso invita a spingere ma cerco sempre un ritmo molto molto tranquillo.
Non avrei potuto fare una scelta migliore.
Dopo 40km già comincio a vedere qualcuno che spingeva come un matto all'inizio rallentare visibilmente, ma soprattutto, non sforzarmi troppo all'inizio mi ha consentito di alimentarmi in modo ottimale.
Ero molto spaventato dal fatto di mangiare barrette energetiche e gel per sei ore ma non andando subito in eccessivo affanno ha agevolato anche ingoiare quelle schifezze (altro aiuto è stato portarne di varie marche per cambiare almeno gusto e sapore).
Sulla salita di St. Niklas sento una voce dietro che canta...
"Sotto questo sole, bello pedalare se... c'è Stefano La Cara!"
Mi giro e vedo Pietro!
"Grande Pietrooooo!" gli strillo. Sale benissimo e scambiare uno sguardo con un un amico è sempre un bell'aiuto per il morale.
Dopo la salita faccio un'altra decina di chilometri e poi decido che è arrivato il momento di infrattarsi un po'.
Riparto e c'è subito la temuta salita di Rupertiberg, 1,5km con pendenze del 10%.
La salita naturalmente non è impossibile nè lunga, e fatta al giusto ritmo passa via in un attimo, grazie anche al pubblico che con campanacci e striscioni vari strilla ad ogni corridore.
Si riscende verso Klagenfurt ed è finito il primo giro.
Secondo le mie intenzioni  adesso voglio spingere per una quarantina di chilometri per rallentare nuovamente gli ultimi 40.
E così faccio.
Riprendo un po' di gente ma appena sento di forzare troppo rallento nuovamente.
Sulla salita di St. Niklas vedo sulla vetta sventolare il bandierone amaranto-blu di Tivoli.
Il Team Panda al completo ha preso la navetta dell'organizzazione per venirmi ad incitare!
Uno spettacolo!
Giù in discesa e poco dopo l'ultima asperità.
Il Rupetiberg al secondo passaggio fa male, ma metto il 27 e salgo piano piano su salvando la gamba.
Il più è fatto.
Un'altra quindicina di chilometri in saliscendi e 15km finali in discesa verso la T2.
31kmh di media, mica male.
Scendo dalla bici, stranamente, con una gran voglia di correre.
La paura di finire il primo Ironman sono i problemi tecnici in bici che possono interrompere la gara.
Una volta sceso ho un sorriso che mi spacca le guance.
Anche strisciando, ma sarò un Ironman.
Transizione troppo comoda da 9 minuti (ma con sosta bagno) in cui mi dimentico l'unica cosa importante, mettere la vaselina sotto le acelle.
Vabbè, pazienza.
Piastrella mi aveva detto di godermi quei minuti di silenzio sotto la tenda perchè dopo ci sarà la bolgia.
E così è.

SWIM (3,8KM)



Alle 7 in punto scoppiano i fuochi di artificio e con loro tutta la nostra tensione.
Si dice che negli sprint si prendono gli schiaffi, ma provate a nuotare in mezzo a 2500 persone e poi rivediamo il concetto di "spazi stretti".
Dopo 300mt si libera un po' di spazio e sento l'odore della polvere da sparo dei fuochi.
Uno di quei profumi che ormai mi porterò dietro per anni.
Sto benissimo, arrivo alla prima boa che quasi non me ne accorgo, la seconda è il "lato corto" ed arriva subito e poi si punta al canale.
Il famoso canale.
800 metri di canale largo non più di 3/4 metri senza letto, con il pubblico che, letteralmente sopra di te, urla senza sosta.
Una sensazione incredibile!
Incrocio con lo sguardo gli occhi di Alessia e la saluto con la mano tra una bracciata e l'altra.
Esco dall'acqua e vedo l'orologio.
E' andata alla grande!
Un'ora e due minuti prima, pochi istanti prima dello start,  io Master e Gian Carlo "Blade" ci incanaliamo nell'area di partenza.
Gian Carlo ha svariate maratone alle spalle, passatori (ed anche 70.3, è un lupo della strada, freddo e calcolatore.
Quando uno così ti guarda con due occhi da bambino e ti dice "ragazzi, mi sto emozionando", credetemi, c'è da farsela sotto!

RUN (dal 38,5° KM)

"Daje Ste', andiamo" mi dice Master appena mi raggiunge.
"Vai tranquillo Gianlù, ti rallento e basta" sta andando a 5'20" e il mio passo ormai è sopra i 6'.
"Non rompe le palle, non mi cambia niente se ci metto 20 minuti o 40... andiamo insieme e basta"
"Gianlù davvero sono stanco, vado molto più piano"
"E basta, andiamo insieme fino alla fine!"
Il cuore mi si riempie di gioia.
"Mi dispiace per te Gianlù, ma non potevo sperare in un finale più bello"
Quei tre chilometi finali volano.
Forse un po' troppo velocemente.
Riviviamo insieme l'ultimo anno di allenamenti e sacrifici che si stanno concludendo in un modo bellissimo.
La fatica ormai è sparita.
Mancano 500mt...
"Forza lumaconi!!!! Vi sbrigate ad arrivare?"
Pietro??? Che ci fa fermo a 500mt dal traguardo?
"Ho visto che stavate arrivando e mi sono fermato ad aspettarvi!"
Da brividi.
Corriamo quegli ultimi metri ridendo e allungando le mani al pubblico.
Ecco il bivio che immette nel rettilinio finale.
Passiamo sotto l'arco che spruzza acqua e siamo sul tappeto.
Pietro tira fuori la bandiera italiana.
Ci abbracciamo tutti e tre e continuiamo a correre abbracciati.
Sembra Natale.
Il pubblico e lo speaker sono in visibilio.
Ai miei lati ci sono tutti.
Alessia, Mavi e Jacopo, papà e mamma, ma anche il coach Diego, Giorgio, Sara, Luca e tutti gli amici davanti allo schermo che stanno vivendo con me quell'arrivo!
Sembra che tutto il mondo stia condividendo con noi quell'emozione enorme.
E' un anno che immaginavo questo arrivo in mille modi diversi, ma mai nessuno era bello come questo che stiamo vivendo.
E poi, finalmente, quella voce...
YOU
ARE
IRONMAN
 
 

 




 
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