martedì 24 settembre 2013

Varano Lake Tri 2013: le sfide nella sfida (+ classifica)


Due setttimane fa dovevo fare 110km in bici + 8km di corsa.
Era una domenica pomeriggio e la mia voglia di allenarmi era pari a zero.
Sono uscito svogliato come noi mai, i primi 60km, piatti, con la bici da crono, sono venuti a 26kmh di media.
Uno schifo.
Al 75°km ho bucato per l’ennesima volta nell’ultimo mese.
Il morale era a terra ed ho scritto subito a coach Diego e Giorgio (che mi aveva lanciato la sfida per Varano) dicendo che non avrei gareggiato in Puglia.
Basta, stagione finita.
Poi però…
Il giorno dopo il nuoto è andato molto bene, poi c’è stato lo Sprint di Montefiascone dove mi è uscita la solita bella gara ed infine la settimana finale di scarico con ottime sensazioni.
Si va a Varano.

E per fortuna!
Soprattutto per il bellissimo finesettimana passato con tutto il gruppo di Zona Cambio, prima e vera trasferta di squadra.
C’è Gianluca “Master”, Gian Carlo “RunnerBlade”, Giorgio “Bridge”, i Gentile Bros (Giuliano e Claudiano), Diego “Papy” e Stefano “Tri-Barny”.
Nel pomeriggio di sabato andiamo tutti a vedere l’esordio della prima donna di Zona Cambio, Sara “freestyle”nel supersprint promozionale.
In fede al suo soprannome, paga molto nella frazione nuoto, ma tra le nostre urla di incitamento riesce prima a recuperare una decina di posizioni in bici, e poi dare il meglio di sé nella corsa, chiudendo con il sorriso degno del miglior esordio! Bravissima!

La mattina dopo il mare si sveglia decisamente agitato e l’organizzazione opta per la nuotata nel canale con partenza in 4 batteria ogni due minuti.
Adesso, a parte i soliti sboroni del “nuotiamo comunque al mare” (e vi dico che nei 100mt finali in cui siamo usciti dal canale per direzionarci verso la spiaggia le onde erano davvero un ostacolo), vi dirò che per me è stata una scelta altamente spettacolare.
Per molti forse non sarà il massimo nuotare in mezzo alle imbarcazioni con l’acqua stagnante, ma sbracciare in mezzo a due ali di folla che ti incitano costantemente per me ha un fascino motivazionale incredibile.
Chiamatela pure sindrome di Klagenfurt, ma mi è rimasto il debole per i canali.
Mi esce una gran bella frazione.


Entro in zona cambio subito dopo Diego e poco prima di Giorgio, entrambi partiti 2’ prima di me.
Perdo un po’ di tempo perché decido di mettere i calzini già per la frazione in bici e mi butto sui 10km di piattone iniziale.
Al 15°km riprendo il mitico Andrea “Pelo” Di Giorgio, che ha appena finito di fare l’Extreme Varano Triathlon ma non si è risparmiato di partecipare con noi anche alla gara.
Scambiamo due parole e ci salutiamo.
Ad un certo punto sento un dolore fortissimo sotto l’inguine.
Un simpatico insetto mi ha infilzato 5cm di pungiglione e sento sotto il body un bozzo durissimo.
Fa male ma la gamba gira ancora bene.
Alla prima salita riprendo Giorgio.
Che stavo bene lo sentivo ma riprendere Giorgio, che in bici è decisamente più forte di me, è una sorpresa.
Anche se scherziamo e ci fa piacere pedalare insieme (ma attenzione, mai in scia!) entrambi ci facciamo due conti.
Lui è partito due minuti prima di me ed io l’ho ripreso.
E’ lui che deve fare la gara per battermi.
Da lì comincia un tira e molla emozionante.
Sfruttando le nostre bici (da crono la mia e Giorgio da corsa) io allungo in pianura e Giorgio mi riprende in salita.
Sfortunatamente per lui negli ultimi 30km di salita non ce n’è più e ne approfitto per allungare.
Nei 10km finali, l’ormai famoso piattone del Trofeo Master 37 (restate aggiornati su questo sito per gli sviluppi del trofeo), riprendo anche Diego, piuttosto affaticato.
Chiudo in 2h49’ e dopo aver indossato il cappellino da panda comincio a correre.


Le gambe girano bene ma capisco che con il caldo che c’è non sarà una gara facile.
5 giri da 4km e spicci, un multilap che permette costantemente di tenere sotto controllo vantaggio (e svantaggio) dagli amici avversari.
Alterno sali, coca, acqua e gel ad ogni rifornimento, il rischio di disidratarsi è molto alto.
Incrocio tantissime facce amiche con cui ci salutiamo ed incitiamo a vicenda (su tutti Mario della Roma Triathlon che mi incoraggia ad ogni passaggio).
Dopo il primo giro di boa comincio ad incrociare Giorgio e prendere riferimenti visivi.
(Giorgio non si limita ai riferimenti visivi ma chiede i dettagli al Team Delfini)
Piano piano entrano in circolo nel percorso tutti gli altri di Zona Cambio.
Master corre sempre leggero, gli altri della squadra invece sembrano un po’ in difficoltà (vabbè con il caldo che c’era credo che per nessuno sia stata una passeggiata).
Dopo 3 giri vedo che il distacco con Giorgio resta costante e comincio a rilassarmi.
Giorgio invece non si rilassa, e chiede costantemente info sui miei passaggi... :)

"ma Stefano ancora non è passato?"

Per perdere la sfida devo solamente crollare e per crollare devo solamente non nutrirmi adeguatamente.
Di conseguenza, perdo qualche secondo in più fermandomi ad ogni ristoro a bere e mangiare.
All’ultimo giro mia moglie, che di solito mi incita sempre con parola di incoraggiamento, passa agli sproni “eddaje un po’, ma quanto ci stai a mette?”
Infilo l’ultimo braccialetto e mi avvio verso il traguardo.
Il gradissimo Dario “Daddo” Nardone di FCZ, speaker per l’occasione, incita il pubblico ad acclamare Stefano il panda, che passa sotto il traguardo in 5h06’ (non rompete le palle che la foto qui sotto riporta un altro tempo, quello è della prima batteria…).
Nuoto più corto dei canonici 1900mt ma sicuramente un ottimo tempo!
Giorgio chiude in 5h12’. Per la prima volta nelle ultime gare che ha fatto è comunque soddisfatto della gran gara che ha fatto.
E per il prossimo anno mi sa che sarà ben altra storia stargli davanti.
Ma intanto, godiamoci questa vittoria

Nuoto: 29'49"
Bici: 2h49'
Corsa: 1h47'
TOT: 56°su 231

GUARDA QUI LA CLASSIFICA COMPLETA



Sì, in realtà sono quattro minuti in meno!

Con Fabrizio, organizzatore della manifestazione
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