domenica 4 maggio 2014

Best of the Month [aprile 2014]

Triatleta del mese
Apolo Ohno
 
di Christian "Mac" Ferretti Castellani
 
Il triatleta del mese, per questo mese...non è un triatleta! O meglio, non lo è ancora, ma andiamo con ordine. Forse non tutti sono appassionati di sport invernali, ma immagino che quasi tutti, almeno ogni 4 anni, in concomitanza con le Olimpiadi, abbiano potuto sentire il nome di Apolo Ohno. Poco più che trentenne, americano di chiare origini...boh, non proprio americane, comunque, ha nel suo palmarés qualcosa come otto medaglie olimpiche, di cui due d'oro, vinte nello short track, con comportamenti e grinta spesso ai limiti del regolamento, cosa che gli valse fortissime critiche da parte dei coreani, alle Olimpiadi di Salt Lake City, coreani per cui il pattinaggio sul ghiaccio è una delle religioni nazionali, assieme al Tae Kwo Ndo e allo spezzatino di cane. Ma perché un ex pattinatore, e poi concorrente dell'edizione americana di "Ballando con le Stelle", come triatleta del mese? Diciamo che è una scelta sulla fiducia, dettata dall'annuncio - come vuole la tradizione U.S.A. -in pompa magna, della futura partecipazione di Apolo all'Ironman Hawaii. Da pochi secondi sul ghiaccio, a diverse ore fra la lava, il salto non pare essere proprio dei più corti, eppure... E ovviamente, un tre volte olimpionico non poteva che puntare al bersaglio grosso al primo colpo, probabilmente anche invogliato da diversi sponsor e da una campagna stampa di World Triathlon Corp. degna di Rocky 4, dove l'altro Apollo sfidava Ivan Drago, fra James Brown, piattaforme rotanti, vestiti alla Zio Sam e tutte le amenità del caso. L'augurio è che questa volta non finisca come nel film! Di certo ci metterà del suo l'allenatrice di Ohno, una certa Paula Newby Fraser, che comunque, nonostante l'esperienza da atleta prima e da coach dopo, avrà il suo bel daffare per "resettare" cervello e gambe dell'ex pattinatore. Che infatti, non è che non abbia mai pedalato o corso. Solo che quando pedalava per allenare le gare in short track, durata media 80", lo faceva per pochi minuti al massimo sforzo. Idem per la corsa: nella presentazione della "Missione Apollo" (sempre più sobri, come si diceva, gli americani), ha dichiarato di esaurirsi dopo un'ora, in pratica finito il riscaldamento della sua allenatrice. Non penso possa essere possibile correre la maratona di Kona sotto l'ora, quindi il ragazzo dovrà in qualche modo rallentare, per lo meno i battiti. Lo sponsor principale di questa sfida, è una nota bevanda rigenerante, che ha già "portato al traguardo" prima di Ohno un tale Hines Ward, che solo gli appassionati seri di football americano potranno conoscere, trattandosi di un giocatore ritirato da poco, ex Pittsburgh Steelers. Un altro che di sicuro ha fatto qualche corsetta, pure veloce e con una manciata di pazzi corazzati ad inseguirlo e malmenarlo, ma che ha avuto la sua bella sofferenza nel completare i 226 km della distanza regina. Chiudendo per altro con un dignitoso tempo di poco superiore alle 13 ore. Che altro dire? Nulla, a parte augurare in bocca al lupo al controverso personaggio, magari non un mostro di simpatia, ma che ne merita almeno un po' solo per aver pensato di cimentarsi in questa nuova follia.
 
Album del mese
Pixies "Indie Cindy"
 
 
Post del mese
"Finalmente Triathleta"
di Sara "Saetta" Colombi sul blog Obiettivo Finish Line
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