lunedì 2 marzo 2015

La mia (doppia) Roma-Ostia 2015



A due settimane dalla Maratona, avevo tre ipotesi su come impostare la Roma-Ostia:

1) A morire
2) Correndo prima una decina di chilomtri
3) Doppiando 21km il giorno prima.

Ho scelto la terza possibilità, doppio da 21 fatti entrambi in progressione.
Dopo l'incidente non ho più gareggiato, l'ultima volta che ho messo il pettorale è stato tre mesi fa ed
il fatto di non fare una gara tirata al massimo mi dà la possibilità di godermi l'atmosfera senza particolare stress.
La Roma-Ostia ormai è il salotto di chi corre.
Se qualcuno corre, in qualsiasi parte d'Italia, lo ritrovate mentre fa riscaldamento tra il palazzetto dello sport e la Vite di Pomodoro.
(O tra le fratte a fare pipì)
Anche nel momento di ingrigliarmi non ho smania particolare di stare nelle prime posizioni.
L'idea è di fare la prima metà di gara a 4'20" e la seconda a 4'05.

Nonostante il primo chilometro in discesa e quelli successivi in pianura, faccio sempre fatica ad entrare subito a regime.
Sto un po' ingolfato per i primi 5-6km.
Dovrei andare a 4'20 ma me ne sto con i pacemaker dei 4'15, alla fine 5" di differenza non mi cambiano niente ma rimanere in gruppo a sentire le solite chiacchiere, incitamenti e polemiche, è sempre un bel passatempo.
Lungo la salita del camping sento le gambe che cominciano a scaldarsi, ottimo segno.
Alla fine della salita, all'11km preciso mi riesce perfettamente il cambio di passo voluto.
Grazie anche alla discesa l'andatura è anche più veloce del previsto.
Che fai, non la tieni? 
4' spaccato al chilometro fino alla fine senza particolari problemi.
(Vabbè mo non vorrei fa' troppo lo spaccone, non stavo neanche passeggiando eh...)
Chiudo in 1h27'20", soddisfatto di aver fatto l'ultima vera fatica prima della Maratona.
Ora, come si dice, comincia lo scarico.
Ora il problema principale sarà evitare di mangiare il mondo, mentre riduco il volume degli allenamenti.
In confronto quei 42km saranno una passeggiata...


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