lunedì 18 maggio 2015

Attese



Non riesco a stare fermo.
Con il corpo e con la testa.
Se mi muovo posso permettermi di staccare la testa, se sto fermo la testa comincia a fabbricare nuove idee (perlopiù le solite cazzate), ma non conosco la noia.
Se volete uccidermi, ditemi stai fermo 15 secondi senza fare niente.
In tutto questo, potete immaginare quanto odi le attese.
Perdere tempo credo sia uno dei più grandi sprechi che l'uomo possa commettere.
Ma c'è un'attesa, in cui non si fa niente, che è avvolta da magia.
I minuti fermi sul ciglio della strada ad aspettare il Giro.
Ho addirittura interrotto l'allenamento (!!!) per aspettare il Giro.
Minuti fatti di silenzio, interrotti solo da qualche auto della carovana che  sfreccia un po' troppo veloce.
Poi di nuovo il silenzio.
Poi il rumore degli elicotteri che si avvicinano.
E il cuore, senza motivo, comincia ad aumentare, anche se l'allenamento in zona4 dovete ancora farlo.
Poi 15 secondi di colori, rumori, profumi e vento.
Poi di nuovo il silenzio.
L'anno scorso ho avuto la fortuna di condividere quei secondi con un amico, quest'anno con mio padre.
Ecco, finché sarò in grado di gioire per quella mezzora di attesa (i 15 secondi di passaggio  so' bòni tutti ad apprezzarli) significa che è ancora viva dentro di me una parte di bambino.
E questo mi rende felice.

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