lunedì 11 aprile 2016

La mia Maratona di Roma 2016: puoi farla come ti pare, ma resta sempre un gran bucio de culo!


Ok, che non l'avevo preparata ed avevo e il motivo per cui ho deciso di partecipare lo sapevate, che mi andava comunque di correre per Roma pure, ora vi racconto come è andata...

La giornata è ideale per correre per Roma, forse un po' di vento ma per chi come me non ha grandi obiettivi cronometrici non sarà un problema (almeno quello)...
Faccio tutte le cose con estrema calma e rilassatezza, addirittura sulla metro, con la musica nelle orecchie mi addormento e vengo svegliato alla fermata dove scendere dal movimento della folla...
Mi ingriglio solo 10' prima della partenza, ma il buon pettorale mi consente comunque di stare davanti e fare una partenza decente.
I primi chilometri scorrono (naturalmente) lisci, incrocio anche Giorgio che mi incita.
Mi aveva proposto di accompagnarmi lungo il percorso ma oggi volevo correre da solo, sentire il respiro, il rumore dei passi e l'incitamento del pubblico.
Probabilmente una scelta anti-social da un tipo "social" come me, ma Giorgio è un amico e avrà sicuramente capito.
Prima della mezza mi fermo per una breve sosta, una volta tanto senza l'assillo di "dover fare veloce anche quello".
Passo ai 21km in 1h35, forse un po' troppo veloce per quelle che erano le mie intenzioni.
Il passo cala leggermente e non faccio nulla per forzare.
Altra sosta e dritti verso la fine.
Nella fase di massima stanchezza incrocio tante facce amiche lungo il percorso che alleviano la fatica e mi danno una bella spinta di morale.
Carlo, Carmen, Piastrella e Sberi, Francesca (più altri amici che mi hanno scritto di avermi incitato ma che per il mio stato di rincoglionimenti non sono riuscito a vedere), ogni incitamento è una spinta in più.
Dopo il 32°km ricomincio ad andare bene ed era quello che mi interessava, riabituare la testa a soffrire quando finiscono le energie.
A due km dalla fine mi passano i pacemaker delle 3h15...che stanno viaggiando a 4'20... forse se l'erano presa un po' comoda all'inizio...
I sanpietrini mi stanno distruggendo le ginocchia, ma fa parte della Maratona di Roma e preferisco non spingere oltre.
Li lascio passare e li mantengo a qualche metro davanti preferendo correre da solo.
L'arrivo è sempre uno spettacolo, un mix di esaurimento, eccitazione ed esaltazione che solo la Maratona può darti.
Dopo tre anni torno a riprendermi Roma.
E come sempre, sarà solo una tappa nel cammino di quest'anno.

Ed ora le perle della giornata...
Con fascia, occhiali e barbona me ne hanno dette di tutti i colori lungo il percorso, dai tantissimi "daje panda", classico "corri Forrest".
Passi chi ha frainteso l'animale, strillandomi "daje koala", ma l'osca va sicuramente alla distinta signora attempata che al mio passaggio, con accento nordico, mi ha strillato "forza Messner!!!"
Sono stato a ridere per un chilometro!
Si corre anche per questo!
 
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