lunedì 25 settembre 2017

Fabrizio, l'angelo con la ruota magica



Dopo aver fatto un'eccellente frazione a nuoto (e una dormita in zona cambio), ho appena iniziato a pedalare.
Da 7km per la precisione.
Ad una rotonda sento la ruota anteriore che sfarfalla.
La guardo ed è a terra.
Scendo dalla bici e prendo la bomboletta gonfia e ripara (ne avevo due), ma so già che non funzionerà, perché il tubolare è lacerato.
Panico.
La gara che stavo preparando da "solo" un anno si stava per concludere dopo una manciata di pedalate.
In una rotonda sperduta.
...
...
E poi succede quello che non ti aspetti.
Un angelo.
Semmai gli angeli possano mai interessarsi di ciclismo, quello non poteva che essere un angelo.
Due ciclisti locali, che stavano guardando da spettatori la gara si avvicinano.
"Ti sto per chiedere un favore enorme, puoi prestarmi la tua ruota?"
E lui che fa?
Senza dire una sola parola, senza farmi una sola domanda, stacca la sua ruota e me la dà.
Non ho parole per ringraziarlo.
Probabilmente non ce ne sono.
Ho giusto il tempo di dirgli che sono il numero 501.
E poi riprendo a pedalare.
La ruota ha uno spessore nettamente più piccolo della mia Vision full carbon da 50mm ed il freno non funziona, ma non mi preoccupo.
Quella ruota è benedetta (o magica, fate voi) e so che ormai non potrà più succedermi niente.
Non mi interessa neanche se non rivedrò più la mia ruota.
E invece sapete che succede?
Che quando ho tagliato il traguardo, lì fuori ad attendermi c'è il mio angelo.
Proprio a fianco di mia moglie.
Fabrizio, mi dirà che si chiama.
Ha la mia ruota in mano e le lacrime agli occhi.
"Sono più commosso io di te" mi dice.
Lo abbraccio.
Forte.
E così come è apparso, Fabrizio, o chiunque esso sia, scompare tra la folla.
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