martedì 22 maggio 2018

IronMan 70.3 Barcelona: quando il viaggio conta più della meta



Sabato sera sento mia moglie al telefono.
"Mai come questa volta non mi interessa della gara, è stata una trasferta bellissima, il Team Panda si è unito come non mai e mi basta solo questo".
Due giorni prima, nove panda si sono trovati a Roma con due furgoni.



Destinazione Calella, Barcellona.
Altrettanti ci raggiungeranno lì con l'aereo.
Una cosa che sa di gita post-liceo.
Devastante ma indimenticabile.
Alla partenza Ci sono anche Presidente e VicePresidente per benedire il nostro viaggio.
Alle 8 partiamo, dopo mezzora ci fermiamo, perchè abbiamo già fame.



Naturalmente non ci manca nulla, visto che ognuno ha portato qualcosa.
"Ve porto io a Barcellona" dice Carlo!
Arrivati a pisa si butta dietro e si ficca sotto la copertina a dormire.



Ci diamo tutti cambi alla guida ed il viaggio prosegue alla grande.
Verso le 4 di mattina (!) abbiamo appuntamento con Lollo a Savona, con i santi genitori che lo accompagnano all'autogrill in orari da lupi panda mannari.
Ma per il Team Panda si fa questo ed altro!
Entriamo in Francia accolti da 4 flash degli autovelox ci fanno quattro istantanee.
L'ultima dovrebbe essere con il dito che indichiamo l'obiettivo salutando, spero ci mandino la polaroid.
Magari gli lasceremo anche mezzo stipendio, ma i mondiali del 2006 li abbiamo vinti comunque noi.
La colazione in terra francese ce la godiamo con la crostata preparataci da Maria Pia.



Finalmente entriamo in Spagna giusto in tempo per marcare territorio.


Arrivati a Calella, giusto il tempo di sistemare bici e bagagli e poi si va subito a fare la registrazione ed entrare in clima TriClub


Piano piano arriva anche chi ha viaggiato "comodo"



Per mangiare non abbiamo problemi
Walter prepara il pranzo e Carlo il caffè.
Chi sta mejo de noi?





Il sabato è piuttosto intenso.
La mattina abbiamo appuntamento per un intervista per IronMan del nostro poliglotta Antonio.



Il tempo di tornare in albergo e farci un giretto in bici a visitare il faro di Calella.



Appena torniamo in albergo Carlo si blocca il collo facendosi la doccia.
Sì, non allenandosi o facendo movimenti particolari, facendosi semplicemente la doccia.
Per fortuna che abbiamo Lillo che con un paio di scrocchi lo mette a posto.



Il pomeriggio andiamo alla parata delle squadre Triclub.
Con bandierone Team Panda, bandiera italiana e altoparlante che spara l'inno di Mameli, sfiliamo orgogliosamente sul lungomare di Calella.


A fine sfilata restiamo al pasta party per cenare tutti insieme.
Nonostante fossimo prevenuti, la pasta non è neanche tanto male.



E niente, poi resta solo da gareggiare.
Ma questa è un'altra storia, che merita un racconto a parte.
Qui si parla di amicizia, di un gruppo di amici che si ritrovano casualmente a fine gara davanti ad un chiosco e pure se sei zozzo e sudato, non te le la fai una cerveza mas rapida?



Qui si parla di un legame che questa trasferta ha contribuito a solidificare, che ti permette di non temere di ripartire per Roma dopo la gara, pronto per sprarti altre 14 ore di auto, perchè sai che con questa compagnia il tempo volerà.


E che quando il viaggio è finito, un secondo dopo che ognuno ha preso la propria strada per casa, ti mancano già tutti.






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