sabato 5 maggio 2018

Sì vabbè ma che sarebbe 'sto Giro d'Italia? Te lo racconta STEFANOLACARASTRONG


Non tappa per tappa, non giorno per giorno, ma solo quando ci sarà qualcosa di interessante da dire, questo sarà il mio racconto della corsa ciclistica a tappe con più bella d'Italia (...)

Allora, la questione Giro d' "ITALIA" con partenza da Israele.
Per me va bene, va bene tutto, se poi vogliamo un giro con più qualità e si cercano più soldi, se qualcuno anche dall'estero ce li dà, può anche andar bene (tanto ormai al ciclismo romantico sono in pochi a crederci ancora).
Però non fatela passare come "partenza in onore di Gino Bartali", partiamo da lì perché qualcuno avrà pagato per avere il Giro lì, punto.

Prima tappa a crono.
Vince Dumoulin. Sono contento, da quando ho lasciato una parte di cuore a Maastricht, "la farfalla di Maastricht" è diventato uno dei miei beniamini.
Froome cade durante la ricognizione e gareggia tutto strappato, perdendno qualche secondo di troppo.
Ottima prova a sorpresa di Pozzovivo, scalatore sempre un po' troppo sottovalutato (anche se ha perso sempre l'occasione per fare il salto di qualità). Anche quest'anno tiferò per lui.

Sulla questione di fare una tappa nel deserto, praticamente senza pubblico...


Il Giro è anche esplorazione e possibilità di vedere paesaggi incredibili, come questo. Il pubblico è una componente fondamentale, ma non mancheranno le tappe dove si farà fatica ad aprirsi strada tra le ali di folla. Sicuramente sotto il profilo tattico non è spettacolare, ma in tre settimane di gara è una parentesi che ci sta bene (naturalmente non sto entrando nel merito di far partire una gara nazionale dall’estero)

Arrivo sull'Etna: tappa PERFETTA della Mitchelton-Scott.
"Sorriso" Chavez, è il primo a fare la differenza in salita.Dietro, Froom non è brillantissimo, Dumoulin e Pozzovivo un po' meglio.
Simon Yates, che sta con loro non sa se scattare, rischiando di riportarli sul compagno di squadra, però alla fine scatta e li lascia tutti sul posto.
Arriva da passarella Chavez e Yeates. Al primo la tappa, al secondo la Rosa.
 


Sul Gran Sasso, negli ultimi 3km resta un gruppetto di una decina. Tra i big ci sono più o meno tutti tranne Froome che perde un minuto.
Dopo 4 scatti di Ciccone, abruzzese che ci teneva a lasciare il segno, la botta definitiva la dà la maglia rosa Simon Yates. Ma Dumoulin, Pozzovivo, Pinot e Chavez stanno ancora lì. Mi sa che per la prima volta vedremo un giro fino alla fine aperto non solo ad una lotta a due ma con parecchie alternative.

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