domenica 8 agosto 2010

La salita di Montecelio e l'arte di trovare un bar

Programma per oggi, Montecelio “quota” 370.

Mio suocero mio consiglia di farla dal versante “dolce” di Guidonia, evitando la rampa che inizia dalla Maremmana.

Naturalmente scelgo la seconda.

Nei primi 200 metri capisco la cazzata che ho fatto.

Ma alla fine va bene così, se avessi fatto l’altra strada mi sarei sempre chiesto come fosse questa salita.

Ogni 200 mentri mi trovo costretto a scalare un rapporto.

Alla fine arrivo addirittura a mettere davanti il 30, roba che avevo sempre considerato un’umiliante mountanbikkata da evitare.

Arrivato su in cima però, come sempre, la soddisfazione è tanta. (7,1% con picco al 17%)

Ci vuole il meritato caffè, ormai un’abitudine al termine delle salite.

Imbocco una stradina che mi porta in un parcheggio chiuso.

C’è una ragazza.

“Scusa dove lo trovo un bar?”

“Beh, in piazza”

“Grazie, ma dov’è la piazza?”

“Ah, è vero…torni indietro e poi giri a destra” fa lei indicando con la mano che gira a sinistra…

“Bene, grazie”

Torno indietro ed al bivio c’è un’altra ragazza affacciata ad una finestra.

“Scusa, un bar dov’è?”

“E io che ne so?”

Comincia a salirmi la carogna.

Finalmente trovo una piazzetta con i soliti vecchietti che si godono ogni spicchio di sole.

“Salve, dove sta un bar?”

“Qui, là, di bar qui ce n’è quanti ne vuoi!”

“Immagino, ma a me ne basta uno!”

“Allora puoi andare lì”

Finalmente trovo il bar.

Se non mi avessero visto i vecchietti che entravo, sarei scappato di corsa appena messo il piede all’interno.

Aria triste, scaffali vuoti e nessuno al banco.

Dopo una ventina di secondi si sente un rumore di tacchi.

Ed arriva lei. Bionda platinata, canottiera con seno ampiamente in vista, unghie lunghe smaltate di rosa anni 80 e viso iper truccato. Uno spettacolo.

Il caffè, però, è accettabile.

Mi auguro vivamente che Montecelio sia ed abbia più di quanto ho potuto apprezzare.

Piano piano me ne torno verso casa.

Col dubbio su quale strada fare per risalire a Tivoli, ho la brillante idea di passare per “il colle”, nota erta via d’accesso alle porte della città (5,2% media con picco al 12%).

E mestamente, rimetto il 30 davanti.



4 commenti:

VeganBiker ha detto...

Di certo abitando a Roma non deve essere semplice farsi la gamba per le salite, io qui ho la fortuna di avere a portata di mano molte salite oltre i 10km e tante con pendenze importanti, credo che se abitassi in zonae più pianeggianti mi sparerei :)

Comunque complimenti per i tuoi allenamenti.

stefano ha detto...

per fortuno abito a 30 km da roma, e di percorsi belli, vari e nel verde ce ne sono parecchi...certo le salite "vere" sono un'altra cosa (oltre ad essere la vita del ciclismo)...di dove sei?

VeganBiker ha detto...

Sono della provincia di Brescia, qui oer fortuna di monti ce n'è parecchi, anche se quando voglio fare qualcosa di un po' più bello bisogna andare in trentino che lì c'è davvero un parco giochi all'aperto per ciclisti.

stefano ha detto...

se passi da queste parti ci facciamo una pedalata insieme

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