giovedì 5 agosto 2010

Di necessità virtù

Oggi Aldo (con la macchina) non c’è ed anche io (come sempre, amante del servizio pubblico) sto senza la mia fedele Rav4.

La pista di allenamento sta a 3 km dall’ufficio.

Ma sicuramente questo non può scoraggiarmi, l’allenamento, in un modo o nell’altro si fa.

Alle 2 vado nel bagno dell’ufficio e come Clark Kent si trasforma in Superman, io esco in canotta arancione e clanzonicini neri.

Mi incrocia il Colonnello “Ma dove cazzo vai vestito così?” “E’ la corsetta quotidiana….” “eh, ma con quello zaino dietro?” e mi guarda con compassione…

Effettivamente c’è questa novità, lo zaino dietro la schiena. Per oggi il riscaldamento di 2 km e mezzo sarà corsa zavorrata, con cambio al seguito (più altre cazzate che sono solito portarmi dietro nello zaino).

Per quanto l’avessi stretto, lo zaino (quello del pacco gara della Maratona di Roma) balla da una parte all’altra ed è piuttosto fastidioso. Il percorso in salita verso monte delle antenne non aiuta l’andatura.

Poi trovo la soluzione: braccia incrociate dietro la schiena, a tenere lo zaiono ben schiacciato.

Il tutto molto brutto esteticamente, ma ‘sti cazzi!

In 15 minuti arrivo allo Stadio Paolo Rosi, poso lo zaino a bordo pista e finalmente faccio l’allenamento “previsto” (a dir la verità elimino una serie, ma credo che sia meritato)

7x (800mt + 400mt recupero attvo)

Gli 800 li faccio più o meno a 4’00 di media (qualcuno più veloce qualcuno più lento) ma va bene così.

Dopo una bella doccia mi rinfilo lo zaino e me ne torno in ufficio.

Naturalmente “Fit Walking” e col Garmin acceso.

Dopotutto è allenamento pure quello!

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