lunedì 6 settembre 2010

Chiamale vacanze...


ascolto consigliato: Jack Johnson "You & your heart"

Il 15 agosto sono partito per le vacanze.
2 settimane al mare a Vieste + 1 settimana defaticante a casa.
Ma mica perché sto in vacanza devo rinunciare a fare sport, giusto?
E allora spazio a quello che si può fare, privilegiando naturalmente il nuoto, che tra l’altro è anche quello un po’ più sacrificato negli ultimi mesi.
La tabella più o meno era questa: un giro di due boe di circa 600 metri sia la mattina che il pomeriggio. La distanza è stata calcolata dal mio Garmin305, che ho battezzato, con grande soddisfazione, anche in acqua (l’uso del 305  non è specifico per l’acqua). A dire il vero una volta ilo percorso era di 500mt, altre volte di 800, altre di oltre il chilometro, ma insomma, dal tempo che impiegavo per fare il giro, la distanza dovrebbe essere sui 600 metri.
Poi, per giustificare gli stravizi notturni ho inventato un allenamento-rimato: cornetto e gelato=domani combinato.
Risultato: il giorno successivo alle sere in cui mi deliziavo con cornetti caldi e gelato -fior di latte, amarena e panna- ci piazzavo un bel combinatino.
10km con la MTB dell’albergo (una Scott pesantissima, col deragliatore spaccato ed il manubrio squagliato dal sole che si appiccicava alle mani) con piccoli strappetti sulle scogliere garganiche + 2,5Km di corsa piana.
La parte in bici è stata abbastanza disastrosa (ovviamente) con conseguente ritorno di dolore al mio rinomato ginocchio destro.
La bella sorpresa è la frazione di corsa -di solito deprimente e squallida ogni volta che la provavo dopo la bici- con le gambe che giravano ottimamente.
Il tutto alle 3 di pomeriggio.
Un pomeriggio che mi è venuto a trovare mio padre, ne ho approfittato per rafforzare le braccia. Ne è uscita fuori un percorso in kayak fino all’isolotto del Gattarella (che prima o poi raggiungerò anche a nuoto) che varrà la pena di raccontare in un capitolo a parte.
Nella settimana a casa sono riuscito ad infilare tre belle uscite in bicicletta: una di 60km ad Orvinio (con parecchia salita, non ripida ma costante) e due da 45km (Palombara e Casape).
Insomma, come poter sfruttare bene tre settimane di ferie, divertendosi, allenandosi e perdendo anche un chiletto.
Ah, dimenticavo…e con due mostriciattoli a tempo pieno che girano in mezzo le gambe.
Quello, probabilmente, è stato l’allenamento più duro.
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