mercoledì 13 aprile 2011

Pendolare Roma - Tivoli in bici? Si può!

 
Alla fine l’ho fatto!
Vuoi per rubare altro tempo per gli allenamenti, vuoi per ridurre l’impatto ambientale, vuoi per fare prima rispetto al treno, sono tornato dall’ufficio a casa in biciletta.
Per venire l’ho trasportata sul treno, anche perché alle 6,30 di mattina ancora non me la sento di azzardare di fare Tivoli-Roma in biciletta (e poi non saprei dove farmi la doccia), ma comunque prima o poi mi organizzerò anche in questo…
Scendo dal treno alla Stazione Tiburtina ed incrocio Gabriele, collega ed altro matto per la bici.
Appena mi vede mi guarda con compassione e mi dice “nooooooo! Lo sapevo!!! Come i tedeschi!”
Ci diamo appuntamento in ufficio, dove pur non conoscendo ancora la strada ottimale, arrivo prima di lui con l’autobus.
Durante la mattinata la mia bici poggiata nel corridoio e l’attrazione della giornata.
Devo sorbirmi tutti i commenti dal “ma che davéro?” a “ma tu sei matto!”, dal “ma ce la fai?” a “c’hai pure le ruote semi-lenticolari(?#?#?#?#?)!” per finire col gettonatissimo “tanto pe’ la Nomentana t’aròtano!”
In realtà non m’aròtano, anzi…
Passo per Prati Fiscali (dove i numerosi semafori non consentono alle macchine di correre più di tanto) e prendo la Nomentana, il cui unico problema è il fondo stradale un po’ troppo sconnesso.
In poco più di mezzora mi ritrovo a Marco Simone, territori già conosciuti e “battuti” con la bici. Pensavo di metterci molto di più, pensavo che saltassero fuori problemi…ed invece è andata tutta liscia.
E allora, un po’ per evitare di fare la 48 o la Tiburtina….vabbè no, la dico tutta, perché stavo bene e mi andava ancora di andare in bici, decido di allungare facendo la Palombarese per salire a Palombara, passare per Marcellina ed arrivare a Tivoli.
Passò per lì perché ho un conto aperto con quella strada.
La scorsa settimana, scendendo proprio per la Palombarese, ho avuto la mia prima foratura, oggi ci ripasserò in salita.
video
A Santa Lucia mi fermo a prendere un caffè ad un bar, dove mi faccio riempire pure la borraccia.
Due albicocche secche e si riparte.
Poi arriva il punto della foratura. Lo passo con scioltezza. La resistenza della strada è dura, subito dopo c’è uno strappetto al 18%.
Ansimando riesco a tirare dritto fino a Palombara, lì il più è fatto.
Arrivo a Tivoli completamente soddisfatto di aver fatto un bell’allenamento di 50km.
Ed il treno che prendo di solito, sta appena arrivando…



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