venerdì 27 maggio 2011

Invincibile


Ci sono quei momenti dove ti senti in grado di poter far tutto.
L'altro ieri, verso le 11 di sera, dopo la solita giornata di lavoro con sveglia alle 5:50 e 60km in bici nel pomeriggio, ho detto a mia moglie "sento un po' le gambe affaticate, ma mi andrebbe di farmi subito altri 60km" (e questo comunque dovrebbe dirla lungua sulla sanità mentale dei triathleti).
L'esuberanza fisica me la sono portata il giorno dopo.
Allenamento pomeridiano a nuoto (2.800mt) e ritorno Roma-Tivoli in bici (33km).
Al momento di mettermi in tenuta da ciclista minacciava anche pioggia, ma non me ne è fregato nulla, avevo voglia di pedalare e basta senza fregarmi di altro.
E così ho cominciato a tirare anche per la strada di casa (e le gambe rispondevano anche bene).
Più tardi mia cognata mi racconterà di avermi superato con la macchina a 4km da casa, incitandomi a gran voce, ma in piena trance atletica non mi sono accorto di niente (e questo invecedovrebbe dirla lungua sulla sanità uditiva dei triathleti).
In realtà mi ha superato in un punto dove stavo decidendo se per salire a Tivoli avrei fatto la solita salita della Tiburtina (6km al 5-6%) o provare a fare lo strappo di Quintiliolo (3km al 10%).
Secondo voi quale ho fatto?

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