martedì 14 giugno 2011

Ironman 70.3 Italy 2011 - Ed ora chiamatemi (mezzo) Ironman

Ce l'ho fatta. E questa è la cosa più importante.
Poi, ci sono tantissime cose da raccontare, altrettante emozioni che sarà difficile trasformare in lettere, troppo forse da mettere su un blog, però sono ricordi che vorrei immortalare (ammesso che sia possibile scordarli) e condividerli con tutti quelli che in un modo o nell'altro hanno vissuto-letto-sentito-immaginato il mio percorso di avvicinamento a questa gara.
PREMESSA
Percorso che è iniziato ad ottobre, quando con solo un paio di sprint alle spalle ho deciso di iscrivermi al primo Ironman 70.3 di Pescara.
Iscrivermi con il regalo di compleanno di mio padre, che sebbene avesse osteggiato (o meglio ridicolizzato) in ogni modo il mio coinvolgimento in sport di endurance, alla fine ha sovvenzionato quasi ogni mia spesa tecnica nel triathlon (e chi fa triathlon sa bene come i soldi se ne vanno come l'acqua).
8 mesi di allenamento graduale e costante, con sacrifici di tempo ed orari che stavano per essere bruciati per colpa di una farangite arrivata tempestivamente un settimana prima della partenza.
Ma grazie a Dio il decorso della malattia, almeno stavolta, è stato decisamente rapido ed ha lasciato pochi strascichi.
SABATO - IL GIORNO PRIMA
Si parte con il team La Cara al completo (per l'occasione diventato ufficialmente Team Panda, in onore del mio capellino nell frazione podistica) di mattina presto: 1) voglio fare le cose con calma 2)voglio cominciare a godermi l'atmosfera della gara.
Arrivati a Pescara si vede subito che non è la solita gara di triathlon. Dalla registrazione agli atleti che si incrociano, si respira internazionalità ovunque.
Organizzazione da grande evento, con "carrozzoni" al seguito, vari stand ufficiali e di sponsor e odore di triathlon ovunque. A mezzogiorno ho già consegnato bici e casco e non ho altre incombenze per la giornata.
La cosa assurda è il livello delle bici: il 90% sono TT (bici da crono) costosissime, stupende e con ruote ai limti del professinismo. Quando sistemo con orgoglio la mia Gioda capisco dal commento di due tizi che le cose rispetto alle altre gare che ho fatto sono un po' diverse. Un mese fa al lago di Vico, altri due soggetti hanno guardato la mia bici facendo un evidente gesto di ammirazione. Qui il commento è stato "con que colori è così retrò...". A me basta sapere che molti che hanno bici da 5.000euro comunque alla fine mi arriveranno dietro.
Alle 3 nell'area per il briefing incontro Gianluca "Master Runner". Ci conosciamo solo per "blog" ma troviamo subito molti punti in comune. Prima esperienza con l'Ironman, stesso PB sulla mezza e stessa tensione pre-gara. Ci sentiamo insieme il briefing (lo speaker esordisce dicendo che domani sera saremo tutti Ironman, con mega grattata generale) e poi ci diamo appuntamento per il giorno dopo.
Verso le 7 di sera c'è anche il tir di RadioDeeJay con la diretta di Linus e Nicola Savino (che parteciperanno alla staffetta con il loro registra Alex) che rallegrano l'atmosfera (ma si sente tensione anche nelle loro voci). Alle 8 faccio il cosiddetto carico di carboidrati al Pasta Party dell'Ironvillage. E poi via a letto a dormire. E dormo anche benino (per quanto si possa dormire bene con un torello di un anno e mezzo che si agita nel letto) fino alle 6.30. Un'ora prima della sveglia apro gli occhi e comincio a figurarmi la gara. Non mi addormenterò più.
DOMENICA - LA GARA
La sala dell'albergo è piena di uomini magri, depilati, con un body addosso  e ciascuno con 4 piatti pieni di cornetti, crostate, fette biscottate, toast e quanto più si riesca a far entrare nello stomaco.
Torno su in stanza e c'è la prima bella sorpresa: il mio amico Antonio, fratello da una vita ma a cui non frega un cazzo del triathlon, che mi manda un bel messaggio di in bocca al lupo, affidandomi a Chuck Norris (mi ricordo solo due giorni dopo che sabato era il suo compleanno e non gli ho fatto gli auguri, mi auguro che sappia lo stesso quanto gli voglio bene. Parlo di Antonio, non di Chuck Norris...).
Alle 10 sono in zona cambio e con grande calma posiziono tutto il necessario, scegliendo all'ultimo minuto di non usare borsette ma di nastrare le barrette alla bici. In zona cambio incrocio Maurizio, altro "collega" di blog ed il solito triathleta che ogni volta che incrocio in gara mi insulta bonariamente per il mio cappello da panda. Ci scambiamo le solite pacche e poi via tutti in spiaggia.
Lì ritrovo Gianluca che sceglie di non venire a fare un po' di riscaldamento. Lo saluto, mi infilo la muta e vado a fare qualche bracciata.
Sulla spiaggia incontro anche Luca, compagno di squadra nella New Green Hill, che mi dà un preziosissimo consiglio sulla traiettoria da seguire nel nuoto.
Il tempo vola, alle 12 in punto partono gli elite, le donne e gli over 50, alle 12.10 c'è la mia batteria.
NUOTO
200 strisce nere con la punta gialla e rossa schizzano dalla spiaggia verso il mare. Finalmente si comincia!
Il mare, in tipico stile adriatico, è bassino e c'è un po' da camminare prima di iniziare a nuotare. Quando comincio a prendere il ritmo della bracciata sento che sto bene. Neanche me ne rendo conto che mi arriva sul setto nasale una gomitata assurda che per fortuna che so' il nipote de Fausto er pugile (imbattuto, messo knock out solo da un cazzatto che s'è dato da solo per farsi tornare in mente una cosa che si era scordato).Incasso, barcollo e riprendo col mio ritmo. Grazie al consiglio di Luca, seguo un'ottima traiettoria e vedo molti nuotatori che devono correggere spesso la direzione per seguire le boe (anche per colpa di un mare non proprio calmo). Ho superato da poco la boa di metà percorso quando sento qualcosa che non va. Qualcuno casualmente (oppure no) mi ha tirato giù la lampo della muta ed imbarco acqua. In 5 secondi richiudo tutto e riprendo. Quando esco dall'acqua mi sento decisamente bene. Faccio un cambio non velocissimo ma ordinato e salgo sulla bici.
BICI
C'è subito una cosa che mi colpisce: il ritmo visibilmente lento dei ciclisti. Non ho esperienza di gare così lunghe e no-draft (con la scia vietata) e sono abituato a vedere in gare sprint ed olimpici gente che dai primi 100mt tira come matti in bici.
Ma siccome qui ho solo da imparare, decido di proseguire lento e regolare, preferendo sempre l'agilità ai rapporti lunghi.
La tattica sembra ripagare. La prima metà del percorso è in falsopiano e salita e mantenendo comunque un'adatura tranquilla sono parecchie le bici che supero. Mi supera Luca e mi dice di continuare tranquillamente così.  Al 10°km comincio a mangiare la prima barretta. Il problema è che appena la strada spiana un po' ci sono treni aerodinamici che mi passano a doppia velocità. Con un tizio in particolare del Pescara Triathlon facciamo quasi tutta la gara sorpassandoci a vicenza secondo del tratto piano o in salita. Al primo ristoro butto le borracce e prendo acqua e sali, banane  ed altre berrette.  Nei paesetti che attraversiamo allungo il cinque ai bambini contenti che tendono la mano. E' anche per questo che sono qui. Di personaggi, poi, se ne incontrano parecchi, da quello che ha bucato e chiede una bomboletta ai due ragazzi col body nero (rimango sul genrico...) che ci provano con ogni ragazza che superano. Al 61°km, prima del secondo ristoro, vedo sbandierare da lontano una bandiera con i colori amaranto-blu di Tivoli. Era il segnale di riconoscimenti di papà. Non è mai venuto a vedere neanche una mia partita di calcetto, mi ha sempre sfottuto per la mia passione per il triathlon, però oggi si è fatto 200km per venire a vedermi passare per soli 5 secondi. Mi fermo e gli do un bacio. E' il minimo che posso fare per ringraziarlo e soprattutto, per fargli capire che mi ha fatto un bel regalo venendomi a vedere. "Mi trovi all'ultima salita" mi aveva detto "così sai che poi è in discesa fino alla fine". E' vero, le salite sono finite, ma comunque sottovaluto che mancano ancora 30km di bici ed in pianura comunque si deve spingere. Negli ultimi 10km arriva la stanchezza (Diego direbbe sicuramente che ho mangiato troppo poco). Proseguo a buon ritmo ma solo perchè la strada è piatta come un biliardo. Entro in zona cambio, infilo le scarpette,  metto l'ormai mitico cappellino da panda e si parte per l'ultima frazione.
CORSA
Ho sempre temuto le gare lunghe di corsa perchè so di non reggerle con la testa. Alla partenza di questi 21km di energie me ne rimangono ben poche e dovrò correrli tutti con la testa. Sereno e paziente. Il passo è lento, molto lento ma ho paura di scoppiare e 'sti cazzi se non riesco a stare sotto le 6 ore, meglio superarle di qualche minuto che saltare completamente. Si tratta di ripetere un giro di 5km e spicci, completamente piatto, per quattro volte. Per fortuna ho tanti piccoli punti di riferimento che mi permettono di frazionare con la mente la gara in piccoli "segmenti". Dopo 500mt c'è mio suocero che mi farà un servizio fotografico completo. Dopo 1km c'è Alessia con i bimbi, mia cognata Federica e mia suocera, tutti arrivati apposta per strillare il mio nome ed aiutarmi a fare qualche passo in più... A 2,5km c'è la postazione dei braccialetti colorati che segnano quanti giri fai e poco avanti il primo ristoro. Al 5°km un altro rifornimento con un volontario col cappello rosa che ad ogni giro mi incitava a non mollare. Mi ha aiutato non poco e all'ultimo passaggio mi sono fermato per ringraziarlo. Questi ultimi 21km sono un'agonia ma la testa regge e riesco a correrli tutti senza fermarmi mai (se non per bere ai ristori). Incrocio un amico di Master Runner che mi dice che gli si è spaccata la bici e si è ritirato. Mi dispiace tantissimo, il giorno prima avevamo la stessa eccitazione nell'affrontare questa gara, e sapere che un problema meccanico lo ha fermato deve essere stato un brutto colpo. Però deve essere uno spunto per ripartire più forte. Daje Gianlù. Al giro dopo c'è Luca che ha terminato che mi fa i complimenti e mi incita. Al terzo giro mi doppia Maurizio, ha un bel passo e mi strilla che ormai mi manca solo un giro. Superò il solito personaggio che mi sfotte per il cappello. Sta camminando sorseggiando due bicchieroni di coca cola. "Ma che cazzo me frega se arrivo con mezzora de ritardo?" mi dice sorridendo.  E poi un sacco di gente sul percorso che sorride al mio passaggio col cappello da panda e strilla il mio nome. Le energie ormai sono al lumicino. Però mi gira per la testa un frase che mi ha scritto Paolo "kipudda" prima di partire: "Arroga tottu!". E allora andiamo a prenderci questa vittoria.  Passo Alessia e le dico che ci vediamo al traguardo. Ci siamo. Mi infilano il braccialetto giallo, quello dell'ultimo giro. Ormai ci arrivo di inerzia. Sento la voce dello speaker sempre più forte. E poi quel tappeto blu, che significa che sto arrivando. Sto riprendendo una staffetta ma rallento. Voglio mandarli avanti per godermi da solo l'arrivo. Le braccia schizzano su. Questa è la mia vittoria. Sono un Ironman. Mi infilano la bellissima medaglia, vado a prendermi il bacio di mia moglie, ricaccio qualche lacrima dentro gli occhi (un Ironman non piange), faccio il Segno della Croce ed è finita.
IL DOPO GARA
Ora c'è il momento della gloria. Finalmente indosso la maglietta da finisher, che non toglierò fino al giorno dopo (come la maggior parte degli alti triathleti, come mi pare di vedere lunedì mattina per Pescara...). E poi c'è la telefonata di papà e mamma che per la prima volta mi dicono quanto siano orgogliosi di quello che ho fatto... E la telefonata di mia cugina Margherita (che mi rivela, ma tanto lo so che è una cazzata, che sta facendo un pensierino al triathlon anche lei) e la mail di Valerio "Grisù" che ha ricordato a tutto il forum di Runnerplus che oggi c'era la "mia gara".
Vado a ritirare la bici ed incontro Luigi "Orlando Magic". Non lo conoscevo e mi è subito simpatico. Mi racconta di non essere partito per mancanza di motivazione (?!?!?) e mi sprona dicendo che prima o poi devo scendere sotto le 5 ore. Intanto scendiamo sotto le 6! In realtà decido che per un po' basta distanze lunghe. Poi la sera, durante la premiazione, annunciano che l'Ironman 70.3 Italy è stato confermato anche per il prossimo anno. Il 10 giugno a Pescara. E già mi sto organizzando per quella data...
I tempi (non me ne è mai importato così poco, ma comunque...):
Nuoto: 34'45" cazzo, buon tempo...
T1: 3'57"
Bici: 3h16'47" buon tempo anche qui; avrei potuto sicuramente spingere di più ma non so poi come avrei fatto la corsa...
T2: 2'29"
Corsa: 2h12'12" per me che ho un PB di 1h34' sulla mezza è un tempo imbarazzante, ma per quest'anno va bene così, ci sarà tempo per migliorare l'ultima frazione...
Tempo finale: 6h12'37" -  657° su 1300 circa (80° di categoria)
DAJE STE'!!!



Il sabato in ricognizione per il percorso di nuoto

Al briefing con Gianluca "Master Runner"


La quiete prima della tempesta

Team Panda pronto per scatenarsi

Sistemazione Zona Cambio



Riscaldamento pre-gara

...e via!

Subito dopo il nuoto

Pronto per partire in bici

 Subito dopo la zona cambio
Primo chilometro di bici sul lungomare



A Pianella, ultima salita e bacio a papà
Ultimi km in bici prima della corsa


Primo giro

Secondo giro

Panda Boy on track

Ammirazione o compassione?

...anche la forza di sorridere...


...che dura poco...



 
Terzo giro...cazzo se lo finisco!

Quarto ed ultimo giro



Finalmente sul tappeto blu...




Braccia alzate al cielo


video



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