lunedì 18 luglio 2011

In bici al valico di Colli di Monte Bove col freno tirato


Con Gabriele mi ci sono trovato subito d'accordo.
Due anni fa, appena arrivato al mio nuovo Reparto, ci siamo trovati subito in sintonia...
...e poi è un grande appassionato di bici!
Abbiamo cominciato subito a parlare di biciclette, andature, e percorsi, immaginando prima o poi di fare qualche pedalata insieme.
E' vero, prima gli ho promesso che mi sarei comprato la Mountain Bike per andare insieme aVilla Ada (ma è più forte di me, la MTB non la digerisco...), poi ogni volta che programmavamo un'uscita spuntava qualche gara che mi faceva rimandare la pedalata in compagnia... Insomma, in due anni, secondo lui, gli ho dato sempre "sòle"! (per i non romani, non stiamo parlando di quello che splende nel cielo...)
Ieri, finalmente, siamo riusciti ad organizzarci.
Alle 14:30 io da Tivoli e lui da Tagliacozzo cominciamo a pedalare venendoci incontro.
Per me è il solito percorso della Tiburtina, passando per Vicovaro e proseguendo verso Arsoli. Ad un certo punto sento un rumore, come si ci fosse un attrito sulla ruota. Mi fermo, faccio girare la ruota davanti ma sembra scorrere regolarmente. Vabbè, saranno le gambe affaticate dall'ultimo combinatone di venerdì (45km bici + 21km corsa). 
Tra Riofreddo e Carsoli vedo arrivare da lontano una macchia bianca: è Gabriele che un po' affaticato mi dice quanto siano stati pesanti gli ultimi chilometri in falsopiano controvento ( me ne accorgerò al ritorno...).
Finalmente pedalo un po' in compagnia!
Appena mi passa avanti faccio un po' di fatica a tenerlo, in effetti mi dice di essere un buon passista ma di soffrire la salita.
Chiacchierando, cominciamo a salire verso Colli di Monte Bove: la salita è come piace a me, lunga e regolare con una media del 6%.
Appena vedo delle case in distanza gli chiedo se quella è la nostra meta.
"Quello è Colli di Monta Bove, ma per il valico ci sono ancora 3-4km"
Ok, però ci fermiamo lo stesso un attimo, dobbiamo riempire le borracce, devo andare al bagno e ne approfittiamo per un buon caffè.
Mentre riempio la borraccia vedo che la bici non cammnina bene, controllo meglio e vedo che la ruota posteriore è leggermente decentrata ed è bloccata sul pattino del freno!
"Ma dai!!!" mi fa Gabriele "io sono arrivato su col fiatone, mentre tu sei salito in scioltezza ed ora mi fai vedere pure che avevi il freno bloccato, così non è giusto!"
Sarà per il caffè o forse, soprattutto per il freno sbloccato, ma quando riprendiamo mi sembra di volare.
Quando vedo un cartello che indica un tratto al 10% mi giro per indicarlo a Gabriele ma non lo vedo. Mi dispiace, stiamo pedalando insieme e non l'ho aspettato, però ormai manca poco al valico e decido di attenderlo lì, approfittandone anche per mangiare una barretta.
Poco dopo arriva anche lui, ci facciamo fare una foto da un motociclista in sosta lì e ci salutiamo promettendoci di ripetere le pedalate in compagnia.
Ora mi aspettando un po' di chilomtri da solo per rientrare a casa.
Per fortuna che mi sono portato l'iPod, almeno sento un po' di musica.
Sulla strada del ritorno mangio una banana (sono uscito con gel, barretta e banana, ma quando sto fuori per più di 4 ore devo imparare a portare anche qualche altra cosa...) e canticchiando me ne rientro a casa.
Poco prima di sedermi a tavola squilla il telefono.
E' Gabriele "Tutto ok?" mi chiede
"Sì sì, che ti mangi per cena?"
"Che me mangio? Ho già finito la braciolata di carne, il gelato ed ora mi metto a vedere il Brasile!"
Mi siedo e sorrido. in effetti, cosa potrebbe desiderare di più un uomo da una domenica pomeriggio?
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