martedì 29 novembre 2011

Gente che si incontra in bici [il ciclista occasionale]


Si vede arrancare in lontananza con la sua pesantissima mountain bike soffrendo anche in discesa e sudando come un matto.
Nonostante le sue uscite siano di 13-14km, si attrezza come se dovesse affrontare la race Across America: zainone pieno e cintura porta borracce (piene), che per comodità le tiene alla vita piuttosto che alla canna della bici.
Agogna sempre il saluto degli altri ciclisti che incrocia per strada, che però puntualmente lo ignorano (anche se lui non ci rimane male).
In testa porta un caschetto comprato da Decathlon taglia XL (però dei bambini) allacciato sempre abbondante, che gli cala da una parte e dall'altra ad ogni pedalata.
Scarpe rigorosamente da ginnastica (sopra un calzino di spugna da tennis anni '70) con pedalata a gambe larghe con spinta di tallone.
Anche in estate indossa sempre il K-Way, per due motivi:
  1. Non si sa mai dovesse piovere
  2. pensare di perdere, sudando, qualche chilo di troppo
Quando torna a casa, la domenica, unico giorno del suo allenamento, soddisfatto dell'impresa, si fa preparare tripla porzione di lasagna, abbacchio e tiramisù perchè dopo una faticaccia del genere si deve rimettere.
E il giorno dopo, al lavoro, racconta a tutti delle sue escursioni in bici (di solito a colleghi sessantenni sull'orlo della pensione che lo considerano un maniaco del fitness).
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