venerdì 21 ottobre 2011

Perchè non esistono blog di nuoto?

La risposta potrà essere pure scontata.
Che c'è da raccontare nel fare tutti i giorni avanti e indietro seguendo una linea nera, con la testa sott'acqua e senza parlare con nessuno (perlomeno durante il gesto atletico)?
E se poi volessimo parlare dei materiali?
Ok, possiamo disquisire se sia meglio lo slip o il middle (...), sulla marca delle palette e sul colore del pull-buoy, ma anche qui gli argomenti si esaurirebbero in fretta!
Anche il cinema non aiuta. Se sul calcio hanno fatto il memorabile "Fuga per la vittoria", sulla corsa "Il Maratoneta", sul football "Ogni maledetta domenica" e sulla boxe almeno 30 film superbi (sono riusciti a fare un film, anche divertente, anche sul dodgeball!), per il nuoto il massimo che si ricordi è una serie tv (anzi fiction, che con questo termine sembra ancora più squallida) con (naturalmente) Raoul Bova.
Però...
...ci sono anche altri aspetti!
Innanzitutto "l'offerta": in Italia non ci sono blog di nuoto. Crearne uno potrebbe attirare molti visitatori.
E poi il nuoto è uno sport decisamente praticato e diffuso in Italia, sicuramente più del triathlon che "vanta" almeno un trentina di blog!
I campioni che fanno da traino ed esempio non mancano. E neanche il gossip...
Io credo che  raccontare l'approccio alle gare, parlare in modo simpatico degli avversari, e condividere  le sensazioni di competizioni "tirate" possa avere il suo fascino.
Ci sono anche i tuffi ed il nuoto in acque libere, che darebbero anche un po' di varietà, insomma, qualcosa di carino si potrebbe pure fare!
Ecco, se però parliamo di  sincronizzato, in quel caso, forse, potremmo pure farne tranquillamente a meno (con tutto il rispetto per la disciplina, s'intende!).
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