giovedì 10 novembre 2011

I capitreno hanno un problema con la mia bici (ed io con loro)


Adesso direte che continua l'infinita lotta tra STEFANOLACARASTRONG e le Ferrovie dello Stato ma...in effetti è proprio così!
Ieri mattina salgo come sempre con la bici sul treno.
L'appendo all'apposito gancio e mi metto a leggere seduto sulla poltroncina.
Dopo 10 minuti arriva il capotreno.
E' uno nuovo. Un ragazzo dell'età mia, stempiato, occhiali, pizzetto ed un accento campano.
Fa finta di toccare qualcosa prendendo tempo.
E' evidente che sta per rompermi i coglioni...
"Senta, ma perchè non lascia la bici qui e si mette tranquillamente seduto?"
Di solito affronto a muso duro chi mi rompe le palle, ma qui sono totalmente spiazzato: IO STO SEDUTO!
Lo guardo in silenzio.
"No...perchè questo è uno scompartimento non accessibile ai viaggiatori..."
Gli vorrei dire che dalla stazione di Guidonia, tra circa 3-4 minuti, quel vagone si riempirà di gente così tanto che si farà fatica anche a respirare, e che venisse allora a dire che le persone non ci possono stare.
Però non gli dico niente.
Rimango in silenzio a fissarlo.
Cioè, a fissare la sua faccia, visto che lui continua a parlare a testa bassa evitando il mio sguardo.
Una situazione irreale...
"Che poi se si fa male qui poi chiede pure i danni alle ferrovie..."
Nel vagone ci sono solo due cose: la mia bici ed io. L'unico modo per farmi male è cominciare a prendere a testate il muro come il padre di laura Palmer quando lo hanno scoperto!
"Guardi, seppure mi facessi male, le assicuro che non mi sognerei affatto di chiedere i danni a nessuno"
"Eh sì, perchè se poi dice che stava in questa carrozza le fanno pure la multa perchè non ci poteva stare!"
E se ne va...
Vi prego, ditemi che non sono io quello che ha un problema con i capitreno!


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