lunedì 12 dicembre 2011

La mia prima Alleycat (insieme a Paolo "kipudda")


E allora, vediamo un po' cosa sarebbero realmente queste Alleycat...
Alle 2 in punto mi incontro con Paolo, mangiamo qualcosa insieme (io qualcosa, lui mangia di tutto), un caffè ed alle 3 stiamo al ritrovo della partenza...fissata per due ore dopo.
Ne approfittiamo per aggiustare un po' le bici, tendere catene, cambiare tubi reggisella (...) e scambiare qualche chiacchiera con gli altri.
Per l'occasione, io sfoggio degli antichissimi baffi da hipster sfigato mentre Paolo si presenta con un'olandesina, la classica bici da passeggio...
La gente che piano piano arriva è assolutamente eterogena nell'abbigliamento e nelle bici. C'è chi è vestito da ciclista anni 60' con tanto di cappellino con visiera alzata, c'è chi ha vere e proprie bici da corsa (anche se comunque sono quasi tutte fixed) c'è chi gira con una telecamera in testa per riprendere la corsa e c'è chi sta in maglietta a mezze maniche perchè tanto poi si suda.
Naturalmente in un ambiente del genere i baffi sono un must.
Quando consegnano il manifest con i vari checkpoint da raggiungere ci rendiamo conto della prima (di tante) cose che non va...
Mi sembra che la cartina di Roma che ho comprato è un po' diversa da quella che hanno gli altri...
...in effetti, vedendola bene, è una cartina solo del CENTRO di Roma...
Vabbè, poco male, in qualche modo faremo...
Partenza ritardata ulteriormente di 15 minuti perchè un paio di tizi erano partiti senza il "via"...
Primo checkpoint vicino l'Auditorium. Mentre Paolo pensa al percorso gli dico "non ti preoccupare, giriamo per la ciclabile che porta direttamente alla Moschea, la conosco perchè la faccio tutti i giorni per andare ad allenarmi in pista!"
"Bene" fa lui "così sappiamo una scorciatoia ed anticipiamo tutti"
Naturalmente TUTTI passano per quella ciclabile...
Poco prima di arrivare Paolo attraversa un incrocio sul quale avevamo la precedenza, un vecchiobastardoidiotapezzodimerdafligiodiputtana con la macchina tira dritto mentre parla al cellulare e guarda dalla parte opposta alla nostra.
Paolo accellera e riesce ad evitarlo per un millimetro.
Io, che gli sto dietro, riesco a tirare fuori dai polmoni tutta l'aria che ho a disposizione vomitandogli a squarciagola ogni insulto possibile.
Dalla faccia che ha fatto credo che ancora stia fermo lì a riprendersi...
Facciamo un altro paio di checkpoint incrociandoci con gli altri partecipanti.
In uno dobbiamo ritirare un pacco da consegnare.
Paolo ha il portapacchi e non ha problemi.
Io devo ripiegarlo in 26 parti ed infilarlo nello zaino. Dentro ci sarà una banana da mangiare alla consegna.
Ripartiamo e sento rumore di ferraglia.
Altre due pedalate salta la catena.
Ci fermiamo e verdiamo che mi sto perdendo la guarnitura...per fortuna che ho tutte le chiavi al seguito, una bella stretta e si riparte.
Dopo un po' arriviamo ad un checkpoint.
"Siete i primi!" ci dicono.
La cosa non ci convince affatto, tanto più che la ragazza che ci mette il timbro ci chiede "e gli altri timbri dove sono?"
Il fatto è che io, essendo tornato da un paio di anni a Roma, non sono molto pratico della viabilità capitolina.
Paolo, nuorese ormai trapiantato qui, conosce molto bene le strade...per le auto, giocandoci quindi ogni possibilità di scorciatoie ma anche di semplici itinerari potenzialmente migliori per una bici. Tanto più che molti posti dove eseguire le consegne sono negozi comunque frequentati dagli altri partecipanti e quindi decisamente più agevoli rispetto a noi.
E infatti agli ultimi due checkpoint ci dicono che siamo ultimi...
Paolo non si convince del  fatto che tutti siano passati avanti così facilmente a due triathleti (tra cui lui, che è serio, mica come me) ma comunque continuiamo il giro.
Giusto il tempo di terminare la corsa, salutare i ragazzi che hanno organizzato l'alleycat e riprendere la via di casa.
Insomma, una bella esperienza, sicuramente divertente e che forse abbiamo preso (giustamente, per quanto mi riguarda) con spirito più goliardico che competitivo (Paolo pedalava per le strade del centro cantando a squarciagola...).
D'altronde, quando uno è abituato a nuotare seguendo una striscia nera e correre girando sempre in cerchio, difficilmente può essere un fenomeno nell'orientamento con la bici...
Con la card della corsa e dietro la bici di Paolo

Il manifest della gara

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