mercoledì 21 novembre 2012

Chi posso essere? (Indurain)

 
Da adolescente, a volte prendevo la mia bici e mi accodavo al gruppetto con mio padre, mio zio e "Mastro" Andrea.
Come in tutti i gruppetti ciclistici amatoriali ci si era dati dei "soprannomi" che rispecchiavano i ciclisti forti dell'epoca.
Mio padre, biondastro e con gli occhiali da vista, era Fignon.
Mio zio, grosso e potente, Cipollini.
Andrea, magro e slanciato, Fondriest.
Non che fossero fenomeni, ma uscivano spesso ad allenarsi, mentre io, che mi aggregavo salturiamente e dotato di un fisico non proprio atletico, facevo una fatica da matti a reggere anche 5 minuti le loro andature.
Però volevo un soprannome anche io e chiedevo spesso a mio padre quale corridore "potessi essere".
Da pippa quale ero (e sono), sono avendo particolari attitudini su alcun tipo di terreno (pippa ovunque), avevo l'imbarazzante illusione di impersonificare l'immenso Miguelon, che pur non eccellendo in salita o nello sprint, alla fine era sempre il re dei grandi giri.
Certo, se solo quel bambino che pedalata su un pezzo di ferro con due ruote avesse avuto la possibilità di rivedersi in azione una ventina di anni dopo, probabilmente non avrebbe creduto ai suoi occhi...
 
 

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