lunedì 18 aprile 2016

E.M.O. Training


 
 
La domanda è: siamo atleti (amatori, per carità!) o compratori di gadget sportivi più o meno inutili?
Ok, se avete risposto la prima opzione siete anche dei cazzari.
Il fatto è che orologi, gps, fasce cardio, misuratori di potenza, mute top di gamma, portaborracce in carbonio ed altre ammennicoli vari, sono sì utili, ma assolutamente non indispensabili e,a volte anche deleteri.
Hey, ho detto a volte!
Bello analizzare gli allenamenti, bello vedere quanto hai zompettato sulle gambe, quanto hai oscillato e quante lampadine avresti potuto accendere con la pedalata di oggi, ma se tutto questo influenzasse le prestazioni anziché essere di supporto?
Tempo fa mi sono inventato una cazzata chaima "Blind Run", facendo credere ai ragazzi che alleno di sfidarci su chi azzeccasse la propria andatura di corsa non vedendo il gps.
Su venti, diciotto credevano di andare più piano di quanto effettivamente stessero andando.
Sensazione di fatica minore rispetto a quanto ci possa condizionare vedere il passo in tempo reale?
Forse.
Ma non solo.
Qualcun altro mi dice di non riuscire a sostenere certi ritmi, soprattutto quando al momento del massimo sforzo, dà una sbirciata al gps per controllare il ritmo.
La settimana successiva gli ho alzato oltremodo i ritmi, sapete che è successo?
Esatto, ha fatto l'allenamento più veloce, nei ritmi "esatti".
Troppo condizionati da questi oggetti?
Forse.
E sono due.
Naturalmente il discorso non va estremizzato.
Una prova empirica, breve, senza riscontri duraturi nel tempo, priva prove scientifiche e limitata solo alla corsa (hey sapientoni, è stato solo un gioco, i professori li lasciamo fare agli altri) lascia il tempo che trova.
Affrontare gare lunghe come una maratona ad un passo gestito troppo a sensazione potrebbe portare a conseguenze devastanti, , ma per quanto mi riguarda questo giochino mi basta per tirare qualche seppur breve considerazione.
 
EMO sta per EMOtional.
Allenarsi a sensazioni, nel senso sentire il corpo, non i congegni elettronici.
Ma E.M.O. sta anche per Easy-Moderate-Over, tre andature, tre sensazioni che ci bastano per allenarci.
Easy, vai facile, chiacchiera, divertiti e cazzeggia.
Moderate, tieni un passo impegnativo relativamente al tempo (non distanza) che c'è in previsione per quel tipo di allenamento.
Over, daje a tutta.
EMO TRAINING, appunto.
Li sto già inserendo nei programmi dei ragazzi che alleno.
Non sempre e non a tutti.
Che dite, facile, medio e forte, ah Strong, non te stai a inventà un cazzo!
Esatto, è proprio questo il punto.
Forse ci siamo inventati un po' troppo...
 
 
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