lunedì 27 giugno 2016

Il mio Roma 753: un Triathlon Olimpico nel cuore della Capitale


Intorno a questa gara ci sono state le solite polemiche.
Nell'acqua del laghetto ve prende [inserire il nome di una malattia a scelta], il percorso bici è aperto al traffico, la corsa la fate intorno all'Eur, hanno cambiato le distanze nell'ultima settimana.
Su come la penso lo sapete ormai.
Più scelta di gare c'è meglio è, e gareggiare nel cuore di Roma è un'opportunità della quale non voglio privarmi.
ho deciso di gareggiare all'ultimo.
Avevo in mente di fare un allenamento da 8 ore questa domenica, una simulazione dell'IronMan che farò a fine luglio.
Ma rimodulo la programmazione e tra una pedalata di 200km ed una da 180km ci infilo questa gara.
Già dal giorno prima ho una voglia pazzesca di gareggiare ed alzarmi il giorno della gara alle 4 non mi pesa per niente.
Team Panda presente con Kalenji, Manzik e LG.


Stiamo tutti più o meno allo stesso livello, ci sarà da divertirsi.
Unica nota dolente la partenza ritardata dalle 7 alle 8 per problemi di chiusura al traffico.
Quando ti alzi così presto un'ora in più di attesa è un'infinità.



Non nuoto da 10 giorni per l'ultimo tatuaggio fatto, ma dalle prime bracciate le sensazioni sono buone.
Dopo poche bracciate una lente degli occhialini si riempi di acqua.
Al giro di boa mi fermo e lo sistemo ma dopo 10 bracciate si riempie ancora.
Vabbè, continuiamo con un occhio solo.
Davanti a me non c'è nessuno e anche dietro non si vede gente in scia.
L'unico che ho affiancato è Manzik.
Il percorso è molto lineare e anche co senza muta si nuota senza difficoltà.
Esco dall'acqua insieme a Manzik.
Spina dal microfono ci dice che siamo 7° ed 8°.
Apperò.
In bici comincio a spingere come un matto.
Cristoforo Colombo andata e ritorno con poco dislivello, per chi fa la Roma-Ostia è roba conosciuta.
Supero un paio di persone e vengo superato solo da Rogerio "cabra de peste" che fa la sua solita eccellente prestazione ciclistica.
Entriamo nel cuore di Roma tra curve secche e continui rilanci.
Poi arriva un pezzo infernale.
I sanpietrini.
Un incubo: le braccia tremano senza sosta e le ruote scricchiolano ad ogni sussurro.
Mi vedo Manzik sfrecciare a doppia velocità, non so come faccia ma su quel cazzo di suolo sta volando.
Il prezzo di quel supplizio però viene ripagato totalmente quando arriviamo all'altare della patria, circo massimo e Colosseo.


Pedalare da soli senza traffico nella storia di Roma è un privilegio impagabile.
Toglie il fiato per la bellezza.
Quando si rientra verso l'eur mancano ormai pochi chilometri.
Il tempo di riprendere Manzik e cominciare la frazione di corsa in sesta posizione.
E chi l'avrebbe mai detto.



Appena comincio a correre arriva la bici dell'inizio gara.
Tranquillo - mi dice il ragazzo - hai Pera dietro di te che ti sta doppiando
Guarda non mi era assolutamente balenata l'idea di essere il primo, però potresti pure aspettare il primo fotografo, quando mi ricapita di farmi una foto con scritto inizio gara.
Si fa una risata e si allontana.
La corsa, come a Pescara due settimane fa, è la nota dolente di quest'anno.
O meglio, non soffro particolarmente, non ho problemi ma lavorando su ritmi lenti in preparazione dell'IronMan proprio non ce la faccio a correre più velocemente.
Almeno questo è quello che mi auguro, tra un mese avremo la risposta.
Dopo un giro mi passa Kalenji.
Perdo qualche posizione e cerco di tenere botta.
Manzik è in crisi mentre LG corre bene e quando mi incrocia mi strilla "mo te vengo a riprende"
Magari la prossima volta.
Chiudo in undicesima posizione una gara che mi lascia solo belle sensazioni.


LG e Manzik mi arrivano dietro ma sono entrambi primi di categoria.
Kalenji, quello che ha fatto la gara migliore, sesto assoluto, non sale neanche a podio di una categoria satura.
Spero davvero che questa gara possa crescere ancora, sia di qualità, limando i difetti, sia aumentando il numero di partecipanti, perché Roma merita una grande gara di triathlon.
Per quanto mi riguarda sto in dirittura di arrivo nella preparazione.
Mi mancano giusto un paio di giorni di massimo carico (dici cazzi) e poi comincia il lungo scarico per Maastricht.
Al 31 luglio ormai manca davvero poco.



 

 
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