lunedì 17 giugno 2019

La salita è sempre meno dura quando c'è qualche amico ad aspettarti in cima


Ieri ho fatto il classico "giro di Bellegra".
Tivoli - Subiaco - Bellegra - San Vito - Tivoli.
La salita di Bellegra non è lunga ma impegnativa, soprattutto nell'ultimo tratto.
Insomma, arrivare su in cima è sempre una piccola conquista.
Ieri però sapevo che in cima c'era il mio amico Gianni, che era tornato al suo paese di origine per aspettare il ritorno delle compagnie in pellegrinaggio a piedi al santuario della Santissima Trinità.

Il solo sapere che ci fosse qualcuno in cima che mi aspettasse, anche solo per un saluto, ha alleviato quasi completamente le mie fatiche.
Mi arrampicavo sul muro finale senza neanche sudare (se non per i 40° all'ombra, ma quella è un'altra storia).

Ma è sempre così.
Al mio primo IronMan a Klagenfurt sulla salita più impegnativa c'era tutta la mia famiglia ad aspettarmi, con mio padre che sventolava un bandierone.
Ed infatti non temevo l'arrivo di quella salita, ma la aspettavo!

E questo non solo per le salite.
Anche nelle frazioni finali degli IronMan, chi non aspetta di incontrare un figlio, una moglie o un amico a bordo strada anche per cinque secondi di incitamento?
E sappiamo che quei cinque secondi ci faranno andare avanti per altri 500 metri!
Viviamo per quei cinque secondi, li aspettiamo più dei ristori.
Io non aspetto altro di trovare in cima alle mie salite.

E allora, cominciate a prendere posizione sulle cime delle nostre salite, sto arrivando!

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