lunedì 3 agosto 2026

Imparare ad allenarsi

 

Nel triathlon è facile lasciarsi attirare dagli elementi più visibili della preparazione: i watt, le soglie, i test del lattato, l’adattamento al caldo, la strategia nutrizionale, la scelta dei materiali e la programmazione delle gare. Sono tutti aspetti importanti, ma diventano realmente utili solo quando l’atleta possiede una struttura in grado di sostenerli.

Nel modello di sviluppo a lungo termine dell’atleta, esiste una fase definita Train to Train. È il periodo in cui l’obiettivo principale non è ottenere immediatamente un risultato, ma sviluppare la capacità necessaria per sostenere il lavoro che, in futuro, renderà possibile quel risultato.

Nel triathlon significa costruire una base aerobica solida, consolidare la tecnica nelle tre discipline, migliorare la frequenza degli allenamenti e imparare a recuperare tra una seduta e l’altra. Significa soprattutto riuscire a mettere insieme settimane e mesi di lavoro senza continue interruzioni.

Un atleta non è pronto per allenarsi  solo perché riesce a completare una seduta molto impegnativa o una gara lunga. La vera preparazione si misura nella capacità di ripetere il lavoro, assimilarlo e presentarsi ancora in condizioni adeguate al successivo allenamento.

Nel triathlon amatoriale si tende spesso ad anticipare le tappe, passando rapidamente dalle prime esperienze a una distanza lunga quando ancora non è stata costruita una reale continuità nelle tre discipline. Si introducono volumi elevati senza aver prima sviluppato la capacità di recuperarli.

Certo, molti atleti riescono comunque a completare la gara. La motivazione, la forza di volontà e una discreta predisposizione possono permettere di superare anche prove per le quali la preparazione non era ancora pienamente adeguata. Questo, però, non significa che il percorso sia stato corretto. Il costo di una progressione troppo rapida non compare sempre subito. Può emergere mesi dopo sotto forma di stanchezza persistente, infortuni ricorrenti, malattie, difficoltà nel sostenere il programma o stagnazione della prestazione.

Nella fase di costruzione, il progresso dovrebbe essere individuato con la capacità di allenarsi con maggiore regolarità, recuperare meglio, gestiscere una frequenza più alta di sedute e attraversare una stagione senza continui stop,sostenendo una programmazione sostenibile all’interno della vita reale.

Ignorare questa capacità porta spesso a progettare programmi teoricamente corretti, ma praticamente impossibili da assimilare. Una progressione accelerata può creare anche un problema di aspettative. Quando i primi risultati arrivano rapidamente, l’atleta può convincersi che il miglioramento debba continuare con la stessa velocità. Ogni rallentamento viene quindi vissuto come un fallimento o come il segnale che il programma non stia funzionando. Si aumenta il carico. Si aggiunge intensità.  Il risultato può essere l’opposto di quello cercato: la prestazione si stabilizza, la fatica aumenta e la fiducia diminuisce. Quello che viene interpretato come un limite di talento può essere semplicemente il risultato di una costruzione incompleta.

Lo sviluppo richiede tempo. Non qualche settimana e, spesso, neppure una sola stagione. 

Ma la pazienza solitamente non è un abito del triatleta.

Detto, questo... ancora non vi siete iscritti al prossimo Ironman?

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