mercoledì 11 agosto 2010

Se qualcuno ha inventato le tabelle di allenamento ci sarà un motivo...

Da un anno a questa parte (ovvero da quando provo a correre “seriamente) ho sempre inventato le tabelle di allenamento seguendo alcuni tassonomici criteri:

1) mi alleno come mi va

2) mi alleno come mi sento

3) le distanze delle ripetute le taglio giusto per far combaciare precisamente il giro del parco o dell strada che facevo (es. il grio “piccolo di villa ada” è di 1100 metri, ebbene le ripetute le facevo di 1100 invece di mille

4) il recupero è sempre attivo, perchè così intanto faccio altri chilometri (questa è bella, di cazzat)

5) il recupero è determinato sempre dal giro che faccio (così posso ricominciare la ripetuta sempre allo stesso punto)

6) Infilo a caso ripetute, fondi medi, ritmi gara e yogurt alla ciliegia nello stesso allenamento, giusto per non annoiarmi

Ora, nonostante questi 6 punti siano un’accozzaglia di grandissime cazzate, che consiglio vivamente a qualsiasi sportivo di NON seguire, i miglioramente ce ne sono stati, e tanti: 10 minuti sui 10km in un anno.

Poi ho pensato:

1) se uno parte da zero, e corre con una certa costanza per un anno, bene o male quel tempo lo riesce a “limare” comunque

2) ah, ma alla fine ho un garmin gps ed una pista a due passi dall’ufficio

…così ho deciso di comincare a seguire le tabelle “come si deve”

Ed oggi, da bravo atleta rispettoso del programma, ho fatto in pista:

6x1000 con 1minuto di recupero.

Senza fondi medi prima o dopo e, soprattutto, attenendomi a distanza e tempo del recupero (NON attivo)

Ebbene, le gambe giravano una bellezza, la velocità era impensabile (per me) con ripetute di 3’54 circa, ritmi che non pensavo di sostenere neanche per 400 metri.

Forse, ho trovato il modo per continuare a migliorarmi…

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