venerdì 5 agosto 2011

Cadere correndo


Pensavo si potessero fare fare misere figure solo cadendo in bici, ma io sono riuscito a cappottarmi anche correndo.
Dalla pista a Villa Ada, dove oggi ho alternato un 10x1000 bisogna attraversare via della Moschea.
Si chiama via della Moschea, perchè attraversa appunto il più noto luogo di culto islamico a Roma.
Il venerdì, in concomitanza con l'esposizioni di bancarelle colme di pietanze tipicamente arabe, via della Moschea è superpopolata da gente venuta apposta per gustare le specialità.
Mentre sto correndo sulla pista ciclabile vedo davanti a me due personaggi che passeggiano tranquillamente occupando entrambe le corsie della ciclabile.
Faccio un colpo di tosse.
Niente.
Colpo di tosse più forte.
Niente.
Vabbè, li supero...
Scartandoli a sinistra, vicino la recensione con il bosco, sento il piede che mi si aggancia a qualcosa (o un fil di ferro, o un ramo o la mano del pagliaccio di It...).
Faccio un triplo salto carpiato che neanche Tania Cagnotto e rovino a terra.
Ora, la cosa preoccupante, è che il primo pensiero è stato bloccare il tempo al cronometro.
Solo dopo averlo bloccato ho visto se mi fossi fatto male (sì, all'avambraccio).
I due arabi, mortificati mi hanno subito aiutato a rialzarmi.
"Ti sei fatto male?"
"Un po' sì..."
"Vuoi che chiamiamo qualcuno?"
"No no, non vi preoccupate, grazie lo stesso"
Poi, ancora non sapendo bene che fare, mi hanno guardato mentre rispingevo "Start" sul Garmin, riprendendo la ripetuta sui 1000 che avevo interrotto...
Le domande che vi faccio sono due:
1) è capitato anche a voi di cadere correndo? 
2) c'è qualcosa di sbagliato quando uno che fa sport si riduce a questo punto?
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