mercoledì 14 settembre 2011

Sul ciclismo urbano a Roma


Ho iniziato a fare il pendolare Roma-Tivoli con la bici ormai da qualche mese.
O meglio, per venire a Roma uso ancora il treno, per tornare, invece, pedalo.
Ci sono dei tragitti (in particolare quello dalla stazione ferroviaria all'ufficio ed i primi 15km della via del ritorno verso Tivoli) dove la biciclettata non è un vero allenamento ma vero e proprio "urban cycling".
Negli ultimi due mesi ho pedalato in una Roma che somigliava molto in quella deserta del morettiano "Caro Diario": bella, silenziosa e deserta.
Attraversare le vie del quartiere africano alle 7 di mattina col solo rumore della gomma che accarezza l'asfalto e col profumo dei cornetti dei bar è davvero un bel modo per iniziare le giornate.
Adesso che siamo a Settembre, le vacanze sono finite ed è ricominciata la scuola, Roma, alle 7 di mattina come alle 5 di pomeriggio, è ridiventata un rumoroso formicaio.
La pedalata ormai è diventata uno slalom tra automobilisti distratti, motorini impazziti e lenti autobus fumanti.
Nonostante questo, amo pedalare anche in questo traffico. Neanche un po' meno dei mesi estivi.
Vedere le facce tristi chiuse nelle macchine mentre me le lascio alle spalle mi rende ancora più di buon umore. E con la bici passo anche dove moto e motorini non riescono.
Stamattina ho raggiunto  3 autobus/navetta partiti prima di me dalla stazione. Dà soddisfazione. Così come superare la chilometrica fila indiana sulla Nomentana in uscita da Roma.
Una volta pensavo che l'unica bici fosse quella da corsa e l'unico modo per usarla fosse l'allenamento.
Adesso sto apprezzando anche il ciclismo urbano, ed anche per la questione delle bici da corsa...
...continuate a seguire il blog che presto (mi auguro) ci sarà qualche novità sul mio modo di pedalare...

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