lunedì 7 novembre 2011

I palpeggiatori di bici

 
Alcune persone amano tastare le bici.
Soprattutto quelle degli altri.
E più forte di loro, non riescono a farne a meno.
Non parlo dei patiti di ciclisimo, che scrutano ogni dettaglio cercando di comprenderne peso e fattori apotropaici, ma della gente comune, quelli che vedono la bici (ed i ciclisti) come ancora qualcosa di strano.
Mi capita di vederne ovunque.
Una volta, fuori dalla stazione, mentre infilavo lo zaino per apprestatmi a pedalare verso l'ufficio, si avvicina un signore sulla sessantina.
Non dice nulla e comincia a strisciare passo dopo passo verso la bici.
Poi, improvvisamente, fa pressione con il pollice sulla ruota, come a sentire quanto sia gonfia.
Dopodichè se ne va silenziosamente così come è arrivato.
Sul treno poi...
C'è chi tasta la consistenza del grip del manubrio e chi, senza motivo, sente l'assoluta necessità di poggiare la propria mano sul sellino.
L'ultima, venerdì scorso.
Sulla carrozza del treno, un signore si alza e va verso la mia bici.
Tira il freno e poi si va risedere.
Così, senza fare altro.
Io rimango allibito!
Devo riconoscere di essere un po' musone, non particolarmente aperto alla socializzazione, ma in queste occasioni, sfoggiando la mia cordialità migliore, guardo sempre questi tizi, magari aspettando che mi chiedano qualcosa, ma niente, in silenzio vengono ed in silenzio se ne vanno... 
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