giovedì 19 luglio 2012

Siamo tutti competitivi (soprattutto in bici...) ovvero: strategie intorno agli incontri tra ciclisti



Come diceva anche Daniel Fontana qualche settimana fa, anche se uno si spaccia per tapascione o  millanta di fare sport solo per divertirsi, in realtà, sotto sotto, coverà sempre sentimenti agonistici.
Fuori dai contesti di gara, questo aspetto si manifesta soprattutto in bici.
Quando vediamo all'orizzonte un ciclista (o voltandoci notiamo qualcuno che sopraggiunge), ci trasformiamo.
Ci crescono improvvisamente i peli su tutto il corpo (per chi non li ha già...), un rivolo di bava comincia a scendere dalla bocca e si nota un principioi di tachicardia.
Vi vedo, mentre avete puntato un povero ciclista davanti a voi che piano piano si avvicina...
Cominciate ad impostare la faccia seria, riscaldate la gamba, gli arrivate a tre metri, respirate un attimo e poi via spingendo a 50kmh (ma ostentando estrema facilità di pedalata) lo salutate simpaticamente.
Oppure quando vi superano in salita, ad un andatura che comunque pensate di poter tenere, almeno per qualche centinaia di metri.
Lì allora non via accodate subito, altrimenti fate la parte del rosicone a cui rode per essere stato ripreso.
Vi mantenete a cinque metri e vedete un po' come prosegue.
Se non ce la fate vi dileguate silenziosamente, spesso svoltando (rumorosamente, per farvi sentire) alla prima curva nel vano tentativo di far credere che il vostro percorso è diverso.
Se invece reggete il ritmo lo tenete lì a cinque metri, facendo poi uno sforzo finale negli ultimi metri della salita per fargli capire che gli stavate incollato (cosa che lui naturalmente già sapeva, visto che ogni tanto, con la scusa di prendere la borraccia, spizzava con l'occhio verso dietro per verificare il vantaggio).
Ed ora venitemi a dire che non è vero, che non siete mai stati i protagonisti di una di queste situazioni...

Naturalmente tutta questa euforia svanisce di colpo quando vi accorgete che avete appena superato un vecchietto di 70 anni con la mountain bike ed il cestino della frutta (pieno, tra l'altro...)

15 commenti:

xxx ha detto...

Io non sono mai stata competitiva, anzi, ma mi rendo conto che in bici mi trasformo!!! E si, mi ritrovo a fare a gara con quello davanti, salvo poi superarlo e accorgermi che ha una mountain bike... una tristezza! Invece i settantenni con la bici da corsa di solito mi superano :(

Semper Adamas ha detto...

è tutto tristemente vero :D

xxx ha detto...

dimenticavo...l'altra sera ho fatto a gara con una mietitrebbiatrice... Ho vinto io! Per abbandono da parte dell'avversario che ha girato in un campo

Papà ha detto...

Mi è capitato diverse volte, ma solo due degne di nota. La prima con un tedesco, sulle salite dell'isola d'Elba: era più forte di me, ma ogni tanto sniffava qualcosa da un tubetto. Non ho mai voluto sapere cosa fosse, per paura di scoprire che mi ero fatto superare da un asmatico; del resto supporre che si dopasse era più che sufficiente per auto-assolvermi per aver desistito.
La seconda, con un cane (che era senza bicicletta) sulle strade della Calabria: prima ho ostentato marcata indifferenza, poi visto che voleva raggiungermi abbaiando (festosamente?), ho prodotto un allungo micidiale. La mia migliore performance di sempre.

orlando ҉ magic ha detto...

e si come no! tutto super vero!
dal 1° novembre però caro Stè, dimentica tutto ciò...implodi dentro la voglia di trasformarti...niente gare in strada. ne parleremo in privè! ...poi ti rifarai in primavera, te lo prometto...con gli interessi ;)

C. ha detto...

Credo che il ciclista sia lo sportivo più agonista di tutti, forse al pari solo del giocatore di tresette e bridge.
Perché nella corsa, si sa che più di quello che viene concesso dall'allenamento e dalla genetica non si può dare, mentre in bici, il mezzo meccanico rappresenta un filtro a cui, con l'esperienza ci si può aggrappare.
Per questo sul lungomare vedi i grupponi a 50 all'ora con dentro il dilettante, il granfondista dopato, l'ex professionista e 45 amatori con la pancia sulla canna!

MauroB2R ha detto...

hai pienamente ragione. a me succede anche quando corro. in questi pochi mesi che pedalo se vedo qualcuno davanti continuo a ripetere, dopo che il buon Guzzo mi ha contagiato mentalmente, "Pamplona pamplona pamplona" e cerco di sverniciarlo il più velocemente possibile. se poi sei sulle appendici la goduria è ancora più alta.
che volete farci...piccole soddisfazioni in questo mondo cattivo.:-)

Clod ha detto...

Ahahah maremma facessero i campionati di "ostentazione-di-nonchalance-quando-invece-ti-sta-partendo-un-polmone" saremmo tutti primi a parimerito!!

Paolo ha detto...

Io ostento indifferenza fischiettando. Poi esplodo, però fischietto, e tengo il tempo, sempre! Stono, ma vado a tempo :D

nella ha detto...

Purtroppo l'agonismo non è mai stato il mio forte... Arrivata al punto di battere l'avversario, mi scappava sempre una fragorosa risata....

bastianella31 ha detto...

avrai notato che la mia bici è colore carbonio...
ti credo la vernice me la portano via ad ogni uscita!!!
è il bello di esser fermi...
cmq si, agonista sempre e sempre scoppole!!!
da chiunque!!!
però non cambio strada, accetto la sconfitta con onore e sapendo che ho fatto del mio meglio!

GIAN CARLO ha detto...

E' poco che bicicletto e già potrei raccontarne tante di cose strane.
I peggiori poi sono i vecchi ...e lo scrivo qui ...perchè tra noi ...il + vecchio sono io !

Papà ha detto...

@Giancarlo...tra voi (che pedalate) forse sì, tra noi penso di no! Nacqui sotto lo Statuto Albertino.....
Lasciami dunque il titolo di "peggiore", uno dei pochi ai quali, ormai, posso legittimamente ambire.

Stribili ha detto...

Io quasi sempre, è più forte di me. Allora non è solo un mio problema, eh?

Gianmarco Pitteri ha detto...

A me un paio di volte è capitato di superare dei ciclisti (molto "della domenica"), il problema (per loro!) è che io ero a piedi... :-)

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