lunedì 8 luglio 2013

Quello che rimane di Klagenfurt...

...oltre la gara...

Quattro giorni perfetti, dicevo.
Il giovedì si arriva in terra austriaca dopo tutta una tirata da Roma.
Alberghetto in tipico stile carinziano a Krupendorf e temperatura autunnale ci accolgono.
Giusto il tempo di cenare (io qualcosa che emergeva appena da un oceano di salse, ed Alessia ghiaccio spruzzato da pezzetti di carpaccio) e si va a letto.




Venerdì a colazione incontro Pietro e poco dopo arriva Luigi "Magic" col team al seguito.
Andiamo subito a registarci.
Lì c'è il primo impatto devastante con il carrozzone Ironman.
Gli stand che avevo visto a Pescara sono la cinquantesima parte di quello che trovo qui.
E se sto esagerando, lo sto facendo in difetto.
Il paradiso del triatleta.

 


 

 

Io e Luigi ci infiliamo nella muta (avevo scordato il costume e sotto il neoprene ho le mutande...) e proviamo una ventina di minuti a sbracciare nel lago.
La sensazione di nuotare e vedere i monti ai lati è stupenda.



Usciamo dall'acqua e Luigi ha le mani congelate e non riesce a smettere di tremare.
Io invece sto decisamente a mio agio.
Un'asciugata al volo, ci rivestiamo (senza mutande...) ed incrociamo Pietro che va a tuffarsi...senza muta...
...uscendo dopo 5 minuti...
Mentre i panda-figli ed i magic-figli cominciano a diventare inseparabili, i genitori ne approfittano per mangiare tanta pasta teutonica.



Nel pomeriggio giretto in bici al volo con la nostra "guida" locale Beppe (e lì, ansimando, capisco che Luigi farà un tempone in bici)!
In serata arrivano Master e Gian Carlo e mangiamo in albergo.
Per quanto si cerchi di sdrammatizzare, con rassegnazione delle signore, i discorsi confluiscono esclusivamente su quello che ci aspettetterà tra un paio di giorni.




Il sabato sarà relax totale.
In mattinata mi raggiungono i miei genitori (ci metteranno meno da Roma a Klagenfurt che da Klagenfurt al loro hotel, sperduto nei boschi).
I ritmi di questa giornata sono lentissimi, ed è proprio quello che ci vuole.
Pomeriggio sdraiato sui prati in riva al lago e cena di Zona Cambio al gran completo.



Andiamo a mangiare alle 7, perchè vorremmo andare a letto presto.
Alle 9,15 ancora non ci portano i piatti...
...che arriveranno tutti insieme (primi, secondi, contorni e dolci) alle 9,20.
Alle 9,30 abbiamo già spazzolato le nostre porzioni extra.
Alle 10,30 mi allungo sul letto e, come sempre, dormo tranquillamente.


La sveglia suona alle 4 ed in 5 minuti sono di sotto per la colazione.
C'è già Pietro, Gianluca e Luigi scendono praticamente con me e dopo cinque minuti arriva Gian Carlo...
Lì ci strappa la prima risata, che in quel clima un po' teso era quello che ci voleva.
Sono le 4 di mattina, è ancora buio e stiamo tutti ancora con felpa o maglietta a maniche lunghe, mentre vediamo Gian Carlo che si affaccia già in body, ciabatte e Macine del Mulino Bianco in mano!
Un fenomeno!



Dopo un'oretta siamo in zona cambio per gli ultimi preparativi.
La tensione, adesso, comincia a sentirsi.
E' un anno che aspettiamo questo momento.
Corpo e spirito sono pronti.
Sta per iniziare un viaggio di 12 ore (ma anc
he qualcosa di meno!) che ricorderemo per sempre...

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